L’attività didattica di Sperimentazione del “Metodo meqrima” Progetto Pilota MeQ2 Robinson Crusoe visto attraverso il Metodo Quadrifasico, condotta nella Classe II F^ sotto la coordinazione congiunta di Lucia Schiavo, docente titolare di Materie Letterarie, e di Rosanna De Lorenzo, docente aggiunto di Materie Letterarie, ha ricevuto dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Regione Lazio, Roma, due targhe di merito per i risultati ottenuti in seno alla Sperimentazione del Metodo Quadrifasico: una Targa per l’attività di analisi del testo originale La vita e le strane sorprendenti avventure di Robinson Crusoe di Daniel Defoe e una Targa per l’attività teatrale attuata sull’adattamento Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo, testo dei canti, testo della sceneggiatura e regia di Rosanna De Lorenzo, musiche originali di Alessandro Grossi, docente di Educazione Musicale, prove di canto corale a cura di Giuseppina Pastore, psicologa della Scuola, scenografia di Alessandro Capotondi, docente di Educazione Fisica, coreografia di Stefania Capitani, dialoghi inglesi di Mirella Terribili, docente di Lingua Inglese, con la partecipazione di Sabrina Ceccobelli del Teatro delle Bollicine di Roma per il Laboratorio Maschere e di Pietro Melchiori del Teatro delle Bollicine per il video didattico e le fotografie. Il testo della sceneggiatura con fotografie relative alla rappresentazione è pubblicato come secondo Supplemento della Serie Teatro in Endotrama della Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo ora Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo, Padova, CLEUP Editrice, a cura di Rosanna De Lorenzo.
La prima rappresentazione dell’adattamento Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo ha avuto luogo nel Teatro della Scuola Media Statale Via Rugantino 91, Roma.
La seconda rappresentazione ha avuto luogo il giorno 8 giugno 2002 alle ore 17.30 nel suggestivo sfondo dello Spazio Musica dei Giardini di Castel Sant’Angelo entro l’ambito delle manifestazioni previste per la Settimana Nazionale dell’Infanzia, ideata ed organizzata dalla dott.ssa Rosanna Vano e collegata alla Sezione di attività culturali condotte in seno alla Libreria di Corso Vittorio Emanuele a lato del Castello Invito alla Lettura, pure fondata e diretta dalla stessa Rosanna Vano.
Ha collaborato alla manifestazione la prof.ssa Ivana Milanese, docente di Lingua Inglese presso la Scuola Media Statale Via Ponti accorpata alla S.M.S. Via Rugantino 91, quale promotrice della partecipazione del Gruppo di Lavoro del Progetto Pilota MeQ2 alle manifestazioni della Settimana Nazionale dell’Infanzia presso Castel Sant’Angelo. Alla fine della rappresentazione ha tenuto un discorso sul Metodo Quadrifasico in sperimentazione Rita Mascialino.
Erano presenti alla rappresentazione la Vicepreside Manuela Fini in rappresentanza del Preside della S.M.S. “Via Rugantino 91”, Roma, i genitori degli alunni della Classe II F^, i docenti che hanno curato la Sperimentazione, un pubblico di varia estrazione, una rappresentanza dell’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo, che ha chiuso la manifestazione con la consegna delle targhe e con un discorso di ringraziamento ai docenti per il positivo lavoro attuato con gli alunni della II F^, di riconoscimento della serietà del lavoro profuso dagli alunni impegnati nella Sperimentazione nonché dei conseguimenti ottenuti, infine di incoraggiamento al Preside per la continuazione di questa Sperimentazione.
Nel discorso è stato dato tra l’altro particolare rilievo alla performance teatrale dei diversamente abili che è stata particolarmente lusinghiera, per fare qui un solo esempio valido per tutti, all’eccellente quanto sorprendente canto in lingua inglese nel I Atto del pezzo da parte di una bambina autistica.
Responsabili del Gruppo di Sostegno nella Sperimentazione del Metodo Quadrifasico sono Stefania Capitani, docente di Sostegno, e Giuseppina Pastore, psicologa della Scuola.
(da sinistra)
Matteo Janni (marinaio), Andrea Costantini (I° Robinson),
Jessica Storace (danzatrice), Jessica Di Clemente (danzatrice),
Simone Santaniello (Venerdì) accanto ai pannelli elaborati
dall’intero gruppo di attori del Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo
(S.M.S. “Via Rugantino 91” Roma, 2002).
Da Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo
Adattamento in tre atti per il Teatro in Endotrama
Sceneggiatura e regia di Rosanna De Lorenzo
(Supplemento alla Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo – Padova: CLEUP Editrice)
(…)
(I ballerini escono ed entra Robinson)
ROBINSON: Padre, so che volete parlarmi, eccomi pronto ad ascoltarvi.
MR CRUSOE: Figliolo, vorrei discutere con te del tuo avvenire e prima di tutto vorrei sapere se nei tuoi progetti sei spinto più dall’istinto di vagabondaggio che è proprio della tua età, oppure da motivi di scontentezza, in questo caso dovresti parlarmene, così potremmo trovare insieme la soluzione, io sono tuo padre e ti voglio aiutare.
ROBINSON: Io sogno di girare il mondo, di avere mille avventure, voglio fare il marinaio come voi.
MR CRUSOE: Però io non ho viaggiato per terre ignote e lontane, ma sulle coste della nostra civiltà, al sicuro.
Ti faccio osservare che correre per i mari in cerca di avventure e di guadagni non si addice alle tue condizioni.
Tu appartieni al ceto medio e non ti serve fare grandi sacrifici per vivere come la povera gente e nemmeno puoi perderti nei vizi e nell’ozio come quelli assillati dalla smania di primeggiare sui loro simili.
(Qui assume un tono implorante e quasi piangente) Non infliggermi lo stesso dolore che mi ha dato tuo fratello, quando aveva voluto intraprendere la carriera delle armi ed è morto in terra straniera.
Ricorda che la felicità sta nel giusto mezzo.
ROBINSON: Scusate, padre, ma questo ceto medio, dove si colloca concretamente? Come faccio a individuarlo con certezza? Che cos’è?
MR CRUSOE: Vedi, devi immaginarti tre tipi di persone poste in tre collocazioni diverse nello spazio.
Visualizza il basso e l’alto e in mezzo il medio, appunto: alcuni vivono in basso, negli scantinati più oscuri; altri vivono sulle cime più alte e più sottili degli alberi con rischio di cadere a terra facendosi male. Infine vi sono coloro che vivono con i piedi ben saldi per terra, separati da quelli che vivono in basso e da quelli che vivono in alto da solidi piani di appoggio che li proteggono. In questa posizione si può vivere al meglio perché sicuri, senza rischi.
ROBINSON: Allora il ceto medio non può che muoversi in orizzontale, senza scendere né salire?
MR CRUSOE: Diciamo pure così, ma lo scendere e il salire sono pericolosi rispetto al camminare sul piano e proprio in questo modo si vive meglio, si gode di ricchezze e di agi, non si rischia niente più del dovuto. Hai capito? Questa è la stazione mediana, la postura che sta in mezzo alle altre due. ROBINSON: Ho capito…ma io vorrei scegliere la via che prevede anche l’alto e il basso, la via della lotta, in piena libertà.
“(…) Le attività svolte nel Laboratorio delle Tecniche Espressive per il recupero del disagio e dei ragazzi diversamente abili, associate alla Sperimentazione del Metodo Quadrifasico, hanno portato i ragazzi alla comprensione obiettivamente accertata in esotrama e alla relativa produzione in senso grafico-pittorico e mimico-gestuale delle varie fasi delle avventure di Robinson.
Tale produzione ha espresso la spazialità dinamica propria degli eventi incontrati nel testo filtrata attraverso quella in dotazione a ciascun individuale apparato cerebrale e riferita al vissuto emozionale di ciascuno, sollecitata e rievocata da emozioni forti come il desiderio, l’aspettativa, la paura, il coraggio, la solitudine, il piacere per la natura e altro, tutto ciò durante l’ascolto della lettura del testo e della discussione di esso svolta in classe, come si può constatare prendendo visione dei disegni degli alunni commentati secondo il Metodo Quadrifasico (…) [Dall’analisi del Disegno “1a” dell’alunno N. 1 relativo alla visualizzazione personaggio Robinson attuato nella prima fase della Sperimetazione] Molto rilevante è l’endotrama di questa figura per quanto attiene alla possibilità di muoversi nello spazio: questo Robinson ha delle gambe, ma queste sono tenute dentro la struttura globale, impedite a muoversi liberamente, quindi sono gambe che non portano da nessuna parte, ciò che denota paura nel muoversi nell’ambiente; inoltre le braccia e le mani, parte importante nell’individuo e simboliche del suo saper fare, quasi non esistono, trattenute attaccate al corpo e dentro di esso e in conseguenza di tutto ciò il volto è nero, privo di lineamenti, un volto non individuato come quello di chi non sa fare o non può fare, azione quella del fare in cui si esplica e si identifica al meglio la personalità dell’individuo, si determina la sua collocazione sociale. Il volto indicato con una macchia nero intenso tracciata con linee grosse e fitte in verso dall’alto in basso esprime la cancellazione di qualsiasi possibilità di strutturazione, frutto di pessimismo, rabbia e soprattutto di immensa paura a mostrare la propria verità, ciò che a sua volta mostra il proprio non volersi bene, il proprio non stimarsi in nessuna misura (…) [Dall’analisi del Disegno “2b” dell’alunno N. 1 relativo alla visualizzazione del personaggio Robinson attuato a Sperimentazione avanzata] Soprattutto il volto è individuato ed è un volto grande, che indica la gioia di una conquistata identità, esprime letizia e buona disposizione verso l’ambiente, in ogni caso non è più un volto che ha paura di mostrarsi, munito di occhi, di naso e di bocca, di capelli a ciuffi ondulati, un volto colorato di rosa intenso, come a indicare una timida volontà di azione, di contatto non violento (…) Le gambe sono riunite in una sola con due piedi vicini vicini che impediscono il movimento (…), ma ciò che conta è che sono fuori dalla struttura chiusa del corpo, in una collocazione che rende più possibile della precedente il compiere passi all’occorrenza (…)”
DE LORENZO, R. (2002) Robinson Crusoe: riflessioni sulla Sperimentazione MeQ in seno al Progetto Crescere Insieme (Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo ora Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo, N. 4)
“(…) Abbiamo cominciato con Pinocchio di Collodi, il protagonista italiano che nasce diverso e svantaggiato rispetto agli altri e che diviene migliore degli altri grazie alla sua tenacia e nel quale l’avventura della vita si collega al possesso di un grande cuore, della capacità di sacrificio e del senso di responsabilità mai disgiunti dall’amore per il prossimo; abbiamo proseguito con un Robinson Crusoe di Daniel Defoe, il protagonista inglese amante della ricerca e della libertà, che divengono valori che si impongono in certa misura anche agli affetti più cari; termineremo la terna, se andrà in porto al P.O.F. la programmazione del terzo anno a venire della Sperimentazione, con Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway il protagonista americano in ambito della cultura di lingua spagnola della più grande avventura della vita, quella che avviene nella vecchiaia, quando le forze sono ridotte e sono assenti la bellezza e la brillantezza della gioventù.
Il messaggio che abbiamo voluto dare con questa scelta di opere per la Sperimentazione del Metodo Mascialino è un messaggio forte, molto forte e anche coraggioso dal momento che accade in una estesa cultura dello spegnimento dei valori dell’individualità come se i valori dell’individualità e della gioia di vivere secondo i talenti coincidessero con la prevaricazione degli altri, al contrario: lo sviluppo dei valori dell’individualità, quindi non della prepotenza che non è un valore in nessun ambito, né individuale, né collettivo, è garanzia di rispetto dei valori di tutti nella più bella e costruttiva gara: non ci possono essere valori della collettività dove vengano calpestati i valori dell’individualità e a far sì che venga dato il meglio a ciascuno e ciascuno dia il meglio provvedono in un percorso di progresso le vere democrazie (…)”
PASTORE, G. (2002) Due anni di Sperimentazione MeQ (Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo ora Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo, N. 4)
“(…) La ricostruzione di ogni esperienza sul piano della configurazione spaziale è stata affrontata come un gioco interessante e stimolante che ha sviluppato antichi e attuali percorsi altrimenti sopiti e sovrastati dalle tante informazioni che gli alunni devono necessariamente apprendere per la loro formazione e questi percorsi, che sono stati fatti emergere nelle loro più afferrabili componenti dall’applicazione del Metodo Quadrifasico, hanno cominciato a diventare un mezzo di verifica del compreso, delle ipotesi di comprensione della realtà, sia essa quella offerta da un testo letterario, sia quella di tutti i giorni, sia quella relativa a qualsiasi fatto da comprendere (…)”
Per maggiori dettagli vedi sito:
www.ritamascialino.com