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William Shakespeare

MASCIALINO, R. , That time of year thou mayst in me behold (LXXIII) di William Shakespeare: analisi, traduzione e interpretazione. A. III, N. 5, 51-76 [Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo (MeQRiMa)]

“Questo Sonetto ha trovato fra l’altro nell’analisi, traduzione e interpretazione di Rita Mascialino una novità assoluta relativa alla nuova interpretazione del termine well attuata alla luce della spazialità dinamica che informa l’intero contesto del Sonetto. Questa novità semantica, verificata sulla base di quanto sta obiettivamente nel testo shakespeariano come è mostrato in esauriente dettaglio nello studio riguardante tale opera, apre prospettive nuove sulla personalità e sull’arte di Shakespeare nonché ben più profonde di quanto finora rinvenuto”.

p. 65

“Giungono ora i due versi finali che presentano in questo studio un’interpretazione diversa dalle altre fornite dagli studi accademici. Il sintagma al centro della mia interpretazione è ‘to love that well which’ stante nel dodicesimo e ultimo verso, al centro del quale sta a sua volta il termine ‘well’. Abbiamo evidenziato nel capitolo precedente che ‘well’ ha due significati di base (…)”

MASCIALINO, R., Il King Lear (Atto V, Scena III) di William Shakespeare:traduzioni e interpretazioni. A. III, N. 5, 77-122 [Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo (MeQRiMa)]

“Il discorso di Re Lear indirizzato a Cordelia quando stanno entrambi per essere imprigionati e vi è l’ordine di ucciderli, iniziante con il verso No, no, no, no! Come, let’s away to prison, ha trovato nell’analisi, traduzione e interpretazione di Rita Mascialino una novità assoluta imperniata, fra l’altro, sul significato rappresentato nel verbo to wear out attuata alla luce della spazialità dinamica che informa l’intero contesto del pezzo. Questa novità semantica, verificata sulla base di quanto sta obiettivamente nel testo shakespeariano come è mostrato in esauriente dettaglio nello studio riguardante tale opera, apre prospettive del tutto nuove sulla personalità e sull’arte di Shakespeare nonché ben più profonde di quanto finora rinvenuto”.

p. 78

“Tra le interpretazioni delle strutture profonde della tragedia, ossia le strutture che sono fasi e livelli della significazione che stanno fuori da quanto forma la superficie esterna del messaggio complessiva di esplicito e di implicito ad essa riferito, sta la versione psicoanalitica di Sigmund Freud.
Essa, per quanto affascinante ed attraente, risulta alla verifica della sua spazialità dinamica ricostruita nei percorsi di esotrama e di endotrama (Mascialino 1997-2002) del tutto errata, priva di qualsiasi fondamento obiettivo, quindi non in grado di reggere in alcuna misura ai processi di falsificazione, come vedremo precipuamente nel Capitolo 4.
Onde evidenziare il piano soggettivo in cui giace l’interpretazione psicoanalitica freudiana, presenterò in questo studio una duplice analisi: quella della spazialità dinamica propria del più interessante e complesso pezzo della tragedia, denso di significati simbolici, quindi greve di strutture profonde e perciò particolarmente adatto, anche se breve, a fungere da sintesi generale delle tematiche portanti della tragedia, e quella della spazialità dinamica propria dell’interpretazione psicoanalitica di Freud.“