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	<title>Rita Mascialino &#187; Edgar Allan Poe</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>Edgar Allan Poe</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 11:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>

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		<description><![CDATA[ Edgar Allan Poe
TRADUZIONI PREMIATE FINALISTE AL PREMIO PER LA TRADUZIONE              DEL TESTO LETTERARIO “Dott. Guglielmo Foschi &#8211; CITTA DI FORLI” 
Edizione 2006
Traduzioni pubblicate testo a fronte con analisi e interpretazione            [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong> Edgar Allan Poe</strong></h1>
<h2><strong>TRADUZIONI PREMIATE FINALISTE AL PREMIO PER LA TRADUZIONE              DEL TESTO LETTERARIO “Dott. Guglielmo Foschi &#8211; CITTA DI FORLI” </strong></h2>
<p>Edizione 2006</p>
<p>Traduzioni pubblicate testo a fronte con analisi e interpretazione              rispettivamente in: Mascialino, R. (dir.), Interpretare (Campanotto              Editore, Udine/PasiandiPrato, 1998) e in: Mascialino, R. (dir.), Rivista              di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo (CleuP Editrice              Università di Padova, 2000)</p>
<p><img src="../../sito/autori/pdf.gif" alt="" width="29" height="32" align="absmiddle" /> <a class="menubordeaux" href="../../sito/autori/poe.pdf" target="_blank">scarica il file PDF contenente la traduzione delle opere</a></p>
<h2>Mascialino, R., (2000) &#8220;Ulalume&#8221; di Edgar Allan Poe: traduzione,            analisi e interpretazione. N. 1, pp. 9-40. <em>(Rivista di Analisi del            Testo Letterario e Figurativo</em> <span class="timesit">M</span><span class="times">e<em>Q</em>RiMa</span>).</h2>
<p>p. 32</p>
<blockquote><p>“(..) partiamo ora analizzando il nome “Ulalume”, fittizio e comunque scelto dall’autore, ed  		  il tipo di grido con cui avviene il riconoscimento della spazio-temporalità,  		  in quanto qui sta la base dell’ultima ipotesi che sta per essere abbozzata  		  dopo le altre più immediate e risultate per qualche particolare false,  		  ipotesi che è ultima in quanto pare essere in grado di reggere alle falsificazioni  		  e comunque di reggere sufficientemente per poter essere considerata valida.<br />
Analizziamo la pronuncia del nome della donna (…)”.</p></blockquote>
<p>p. 34</p>
<blockquote><p>“(…) Si tratterebbe di un titolo che allude ad un problema di impotenza  		  del protagonista – che poi questo sia una proiezione dello scrittore, è  		  fuori di dubbio in un protagonista che è un sosia di quasi tutti i protagonisti  		  delle opere di questo autore, in ogni caso non possiamo inferire da ciò  		  che Edgar Allan Poe abbia avuto problemi di impotenza collegati ad una o più  		  donne della sua vita, bensì possiamo solo inferire, ma con certezza,  		  che questo problema lo ha interessato fino al punto di darne una per così  		  dire cripto-descrizione, ossia una descrizione a livello del tutto nascosto  		  ed implicito.<br />
Certo è che un autore come Edgar Allan Poe, così  		  attento ai significati delle parole, antiche e contemporanee, nonché  		  abile giocatore con i nomi dei suoi protagonisti, non può non essersi  		  accorto delle implicazioni presenti in questo nome per altro da lui stesso costruito  		  artificialmente (…) [così che] se una implicazione fosse stata sgradita  		  o non voluta o fuori posto, sarebbe stata eliminata attraverso il cambiamento del nome (&#8230;).”</p></blockquote>
<h2>Mascialino, R., (1999) Edgar Allan Poe: interpretazioni (Eldorado-The Fall of the House of Usher, con testi originali, traduzioni a fronte e interpretazioni). N. 1-2, pp. 28-113. <em>(Interpretare IRIATFEL).</em></h2>
<p>pp. 42-43 [<em>Eldorado</em>]</p>
<blockquote><p>“(…) Nella strofa successiva parla l’ombra, quella che in questa  		  interpretazione è stata ipotizzata come legittima residente dell’Eldorado  		  e proiezione del cavaliere, e dice a questo che per cercare l’Eldorado  		  deve continuare a cavalcare baldamente. Ciò che emerge è che l’ombra  		  non dice dove sia questa terra, né che cosa il cavaliere debba fare per  		  trovarla, bensì gli dice soltanto che, se cerca l’Eldorado, deve  		  cavalcare e cavalcare oltre i Monti della Luna e giù per la Valle dell’Ombra.<br />
La simbologia più immediata di questo messaggio è che l’Eldorado  		  è sì inafferrabile come i nomi degli pseudo-luoghi citati fanno  		  ritenere, ma si può cercare in uno spazio di ombre – vedi Valle  		  dell’Ombra – e di fantasia – vedi Monti della Luna, da sempre  		  simbolo dei sogni irrealizzabili e dei sentimenti più contemplativi.<br />
Ora il piano è ironico, in quanto dire ad un vecchio di cavalcare arditamente  		  in luoghi così impervi e viaggi tanto lunghi è beffarlo dal momento  		  che non lo può più fare sia per la mancanza di forze che per la  		  mancanza di tempo (…) Il cavaliere che ha vissuto in cerca d’ombre,  		  le ha finalmente trovate ed è in parte ombra egli stesso sia perché  		  è stato già penetrato dall’ombra ed è proiettato nell’ombra  		  che gli sta vicino e sia perché sta per chiudere la sua esistenza e per  		  svanire come ombra a tutti gli effetti. La parte <em>soft</em>, sognante, è  		  stata dunque la guida del cavaliere nel suo viaggio esistenziale che risulta  		  essere un viaggio entro i confini sconfinati dei luoghi psichici (…).”</p></blockquote>
<p>pp. 94-95 [<em>The Fall of the Houseof Usher</em>]</p>
<blockquote><p>“(…) Vi sono tuttavia particolari linguistici dai quali è inferibile  		  come il visitatore sia a conoscenza degli effetti disastrosi dovuti all’assunzione  		  di droghe ed alcolici non solo per sentito dire, ma direttamente, ciò  		  che evidenzia come la sua emozionalità sia estrema e non guidata dalla  		  razionalità, ciò da cui a sua volta si rileva come la sua emozionalità  		  sia dello stesso tipo di quella di Roderick, ossia connotata dall’ipersensibilità  		  più estrema e meno controllabile.<br />
Veniamo ai detti particolari. Il narratore  		  descrive molto in profondità le sensazioni provate al suo incontro con  		  paesaggio ed abitazione dell’amico e per descriverle al meglio paragona  		  lo stato depressivo in cui si viene a trovare allo stato dell’oppiomane  		  al risveglio dal sogno, quindi allo stato che possiamo qualificare come quello  		  che dà l’avvio all’insobriamento.<br />
Ora può essere che  		  tale stato sia a lui noto per averne avuto notizia da altri, drogati o medici  		  etc., ma può anche essere che ne abbia conoscenza per essere egli stesso  		  un oppiomane, ciò che ha buone probabilità di essere dato il termine  		  particolare che il visitatore usa in tale comparazione, “reveller”  		  in luogo di <em>eater</em>, forma quest’ultima più consueta in inglese:  		  <em>opiumeater</em> indica che fa uso di oppio, “reveller” significa  		  “bagordatore” o “colui che gozzoviglia”, in questo caso  		  con l’oppio, scelta che mostra una certa sorprendente familiarità  		  con la situazione psicologica dell’oppiomane che può essere prodotta  		  più probabilmente da chi ha conosciuto o conosce direttamente tale situazione,  		  familiarità in cui si può percepire anche una sorta di compiacimento, quasi  		  il narratore-visitatore non sappia trattenere una specie di complicità  		  con un tale ipotetico drogato, perda per un attimo la freddezza di carattere  		  che lo connota abitualmente, lasci emergere, seppure dissimulatamente, una passione  		  per l’oppio e ammicchi ad un vizio che pare essere in qualche misura il  		  proprio o anche il proprio. Tale interpretazione è rafforzata dalla scelta  		  del campo semantico successivo introdotto dal sostantivo “lapse” a proposito del  		  rientro nella norma, sostantivo che significa “scivolamento”,  		  termine connotato negativamente in quanto lo scivolare corrisponde al perdere  		  la posizione che si ha e che si vorrebbe o dovrebbe conservare, tanto è  		  vero che sia “lapse”che “scivolamento” si adoperano anche  		  nell’accezione di “errore”, “sbaglio”.<br />
Ciò sottolinea  		  di nuovo come l’assunzione di oppio per il visitatore sia positiva rispetto  		  alla sobrietà, quasi che il sogno dell’oppiomane sia il giusto,  		  la vera realtà, e l’insobriamento dal sogno sia lo stato di errore,  		  l’effetto di uno scivolamento che può essere considerato “amaro”  		  verosimilmente da chi l’abbia provato di persona e ritenuto tale. A ciò si aggiunge (&#8230;).”</p></blockquote>
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