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	<title>Rita Mascialino &#187; Friedrich Hölderlin</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>Friedrich Hölderlin</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Friedrich Hölderlin]]></category>

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		<description><![CDATA[Friedrich Hölderlin
Mascialino, R., (1989) Friedrich Hölderlin: Poesie scelte (con testi originali tradotti   a fronte, interpretazioni globali e saggio storico-biografico e culturale). Milano (Seregno): Ciranna &#38; Ferrara: pp. 158.
p.138
“(…) Andenken &#8211; Memoria
Memoria è, con Mnemosine e Grecia, tra le più belle composizioni hölderliniane  		  ed appartiene alla fase immediatamente precedente al crollo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Friedrich Hölderlin</h1>
<h2>Mascialino, R., (1989) Friedrich Hölderlin: Poesie scelte (con testi originali tradotti   a fronte, interpretazioni globali e saggio storico-biografico e culturale). Milano (Seregno): Ciranna &amp; Ferrara: pp. 158.</h2>
<p>p.138</p>
<blockquote><p>“(…) Andenken &#8211; Memoria<br />
<em>Memoria</em> è, con <em>Mnemosine</em> e <em>Grecia</em>, tra le più belle composizioni hölderliniane  		  ed appartiene alla fase immediatamente precedente al crollo del poeta nell’ottenebramento  		  totale – fu scritta dopo il primo accesso di pazzia. La introduce un’atmosfera  		  di abbandono consapevole di cose che non si possono più ottenere né  		  raggiungere.<br />
Al poeta non è più possibile muoversi nel vasto mondo  		  con lo spirito di un avventuroso navigante, ha dovuto interrompere il viaggio  		  o forse ne è giunto al termine definitivo, in ogni caso deve restare  		  e lasciare che il vento del nord-est vada a salutare per lui la Francia, patria  		  della Rivoluzione e simbolo di libertà di pensiero e di azione per Hölderlin.<br />
Agganciato a questo concetto è il paesaggio caro al poeta e fatto di  		  rive scoscese, profondità montane, alti e forti alberi, corsi d’acqua  		  che precipitano in basso, tutti simboli di una vita titanica dal cammino pericoloso  		  quale deve essere quello imboccato da chi vuole raggiungere la maggiore libertà.<br />
Associata a questo per contrasto è l’immagine della quieta vita  		  familiare, nella quale i sentieri non sono più ardui, ma lenti, sicuri  		  e visitati da lievi brezze. Di fronte alla scelta fra i due modi di vita inconciliabili  		  egli sente ora di non poter più partecipare né dell’uno né  		  dell’altro e chiede solo che gli venga porto il calice dell’oblio,  		  colmo di luce buia, adombramento di quanto attendeva sempre più d’appresso  		  la sua personalità: il narcotico della follia, nella quale la chiara  		  razionalità si tinge di buio, ossia si chiude alla sfera dell’umana  		  comprensione.<br />
Quasi spaventato però dalla solitudine che accompagna una  		  simile situazione, il poeta parla di quello che gli sarebbe piaciuto in luogo  		  di tutto ciò: un discorso con amici sulle cose passate e sui propri sentimenti,  		  una memoria serena di sé e degli eventi dell’esistenza (&#8230;).”</p></blockquote>
<p>p. 140</p>
<blockquote><p>“(…) Se l’altro poeta romantico, Novalis, supera la concretezza della morte con la potenza autosuggestiva  		  della sua psiche, che sa andare al di là della realtà tangibile  		  per fingerne un’altra ideale, nella quale vita e morte sono la stessa cosa,  		  anzi la morte appare come una vita potenziata, in Hölderlin l’identificazione  		  dei due opposti avviene nel campo di un nichilismo che vede l’uomo non  		   in grado di trattenere per sempre la memoria di sé e degli eventi, indirizzato  		   quindi al nulla.<br />
Chiude l’inno, che si può considerare il testamento spirituale dell’autore,  		   uno dei suoi più poderosi versi, nel quale egli, nella consapevolezza  		   della vanità di ogni speranza di eternità della coscienza umana,  		   ribadisce come massimo valore la storia dei sentimenti dell’uomo: anche  		   se gli individui sono destinati al nulla, i loro ideali, i loro conseguimenti,  		   il loro dolore e la loro gioia restano eternati nelle opere dei poeti, che in  		   qualità di vati nazionali conservano il ricordo dei tratti dello spirito  		   del loro popolo e quindi di tutta l’umanità oltre le contingenze  		   dei singoli e delle epoche. In tale sintetica e lapidaria affermazione è  		   racchiuso uno dei cardini del pensiero romantico tedesco, che vede nel recupero  		   dei valori che muovono i popoli nella storia il mezzo per dare all’uomo  		   la sua vera identità: all’individuo che tramonta sopravvivono la  		   stirpe e la sua storia eternata dal poeta, che ne fa una storia di ideali, sentimenti (&#8230;).”</p></blockquote>
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