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	<title>Rita Mascialino &#187; William Shakespeare</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>William Shakespeare</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 18:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[William Shakespeare]]></category>

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		<description><![CDATA[William Shakespeare
MASCIALINO, R. , That time of year thou mayst in me behold (LXXIII)            di William Shakespeare: analisi, traduzione e interpretazione. A. III,            N. 5, 51-76 [Rivista di Analisi del Testo Letterario e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>William Shakespeare</h1>
<h2>MASCIALINO, R. , <em>That time of year thou mayst in me behold</em> (LXXIII)            di William Shakespeare: analisi, traduzione e interpretazione. A. III,            N. 5, 51-76 [<em>Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo </em>(<span class="timesit">M</span><span class="times">e<em>Q</em>RiMa</span>)]</h2>
<blockquote><p>&#8220;Questo Sonetto ha trovato fra l’altro nell’analisi,            traduzione e interpretazione di <strong>Rita Mascialino</strong> una novità            assoluta relativa alla nuova interpretazione del termine <em>well</em> attuata alla luce della spazialità dinamica che informa l’intero            contesto del Sonetto. Questa novità semantica, verificata sulla            base di quanto sta obiettivamente nel testo shakespeariano come è            mostrato in esauriente dettaglio nello studio riguardante tale opera,            apre prospettive nuove sulla personalità e sull’arte di            Shakespeare nonché ben più profonde di quanto finora rinvenuto&#8221;.</p></blockquote>
<p>p. 65</p>
<blockquote><p>“Giungono ora i due versi finali che presentano in questo studio            un’interpretazione diversa dalle altre fornite dagli studi accademici.            Il sintagma al centro della mia interpretazione è ‘to love            that well which’ stante nel dodicesimo e ultimo verso, al centro            del quale sta a sua volta il termine ‘well’. Abbiamo evidenziato            nel capitolo precedente che ‘well’ ha due significati di base            (&#8230;)”</p></blockquote>
<h2>MASCIALINO, R., Il <em>King Lear</em> (Atto V, Scena III) di William Shakespeare:traduzioni e  		  interpretazioni. A. III, N. 5, 77-122 [<em>Rivista di Analisi del Testo Letterario e  		  Figurativo </em>(<span class="timesit">M</span><span class="times">e<em>Q</em>RiMa</span>)]</h2>
<blockquote><p>&#8220;Il discorso di Re Lear indirizzato a Cordelia quando stanno entrambi            per essere imprigionati e vi è l’ordine di ucciderli, iniziante            con il verso No, no, no, no! Come, let’s away to prison, ha trovato            nell’analisi, traduzione e interpretazione di Rita Mascialino            una novità assoluta imperniata, fra l’altro, sul significato            rappresentato nel verbo to wear out attuata alla luce della spazialità            dinamica che informa l’intero contesto del pezzo. Questa novità            semantica, verificata sulla base di quanto sta obiettivamente nel testo            shakespeariano come è mostrato in esauriente dettaglio nello            studio riguardante tale opera, apre prospettive del tutto nuove sulla            personalità e sull’arte di Shakespeare nonché ben            più profonde di quanto finora rinvenuto&#8221;.</p></blockquote>
<p>p. 78</p>
<blockquote><p>“Tra le interpretazioni delle strutture profonde della tragedia, ossia  		  le strutture che sono fasi e livelli della significazione che stanno fuori da  		  quanto forma la superficie esterna del messaggio complessiva di esplicito e  		  di implicito ad essa riferito, sta la versione psicoanalitica di Sigmund Freud.<br />
Essa, per quanto affascinante ed attraente, risulta alla verifica della sua  		  spazialità dinamica ricostruita nei percorsi di esotrama e di endotrama  		  (Mascialino 1997-2002) del tutto errata, priva di qualsiasi fondamento obiettivo,  		  quindi non in grado di reggere in alcuna misura ai processi di falsificazione,  		  come vedremo precipuamente nel Capitolo 4.<br />
Onde evidenziare il piano soggettivo  		  in cui giace l’interpretazione psicoanalitica freudiana, presenterò  		  in questo studio una duplice analisi: quella della spazialità dinamica  		  propria del più interessante e complesso pezzo della tragedia, denso  		  di significati simbolici, quindi greve di strutture profonde e perciò  		  particolarmente adatto, anche se breve, a fungere da sintesi generale delle  		  tematiche portanti della tragedia, e quella della spazialità dinamica  		  propria dell’interpretazione psicoanalitica di Freud.“</p></blockquote>
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