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	<title>Rita Mascialino &#187; Linguaggio ed Evoluzione</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>Linguaggio e Significato</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Mascialino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>

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		<description><![CDATA[

Argomento centrale del saggio Linguaggio e significato – Una prospettiva evoluzionistica di Rita Mascialino (2009, CleuP Editrice Università di Padova) è il rapporto tra il linguaggio e significato visto non solo in prospettiva storica, ma evoluzionistica.

Al pragmatismo da sempre dominante nello studio del significato del linguaggio e ruotante attorno ad una dichiarata soggettività dell’interpretazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><span class="mceItemObject"   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></span><br />
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Argomento centrale del saggio <strong><em>Linguaggio e significato – Una prospettiva evoluzionistica</em></strong> di <strong>Rita</strong> <strong>Mascialino</strong> (2009, CleuP Editrice Università di Padova) è il rapporto tra il linguaggio e significato visto non solo in prospettiva storica, ma evoluzionistica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Al pragmatismo da sempre dominante nello studio del significato del linguaggio e ruotante attorno ad una dichiarata soggettività dell’interpretazione che legittima qualsiasi idea senza che venga richiesta alcuna dimostrazione della stessa, Rita Mascialino contrappone la concreta possibilità di disporre di una base scientifica e comunque oggettiva per la comprensione del significato espresso attraverso il canale linguistico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Grazie all’Ipotesi Spaziale, trattata più specificamente nella seconda parte del volume, le interpretazioni del significato del linguaggio, anche quelle di taglio psicoanalitico, possono essere falsificabili e verificabili sul piano scientifico e in ogni caso oggettivo, così che possono uscire dal recinto della soggettività dove le hanno relegate un antipsicologismo acritico, un male inteso senso della scientificità.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L’Ipotesi Spaziale della Mascialino si pone esplicitamente in alternativa al vecchio e comodo pragmatismo, vecchio in quanto la sua presenza è antichissima e può anche essere fatta risalire alla notte dei tempi, comodo perché legittima l’invenzione soggettiva nell’interpretazione del linguaggio, in primo luogo di quello del testo letterari, la quale richiede scarsissima fatica rispetto a quanto preteso dalla ricerca scientifica del significato oggettivo di un testo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il pragmatismo risulta essere secondo la  Mascialino non solo strumento del tutto inadeguato alla ricerca scientifica e fonte di equivoci a tutti i livelli, ma anche strumento di potere (Mascialino 2009) che impedisce o vorrebbe impedire l’uso della ragione per comprendere il mondo in qualsiasi sua manifestazione, linguistica in primo luogo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Termina il testo un’esemplificazione dell’Ipotesi Spaziale. Essa offre un’interpretazione su base oggettiva, falsificabile e verificabile, che dà esiti del tutto innovativi per il significato intrinseco al celebre <strong><em>Sonetto LXXIII</em> <em>That time of year thou mayst in me beho</em></strong><em>ld </em>di William Shakespeare, come viene mostrato in dettaglio esegetico e comparazione con<span> </span>quanto esistente sul mercato culturale e scientifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span lang="EN-GB">Mascialino</span></strong><span lang="EN-GB">, <strong>R</strong>. (2009) Problems of the pragmatic view of semantics. </span><span lang="NL">In Dalenoort, G.J. et al. (Eds.), <em>ESSCS<span> </span>Cognitive S</em>ystems. Groningen: University of Groningen: 7-2, July 2009, 165-188. </span></p>
</blockquote>
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		<title>Franz Kafka</title>
		<link>http://www.ritamascialino.com/cms/2009/01/franz-kafka/</link>
		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2009/01/franz-kafka/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 19:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Franza Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Kafka]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cms.ritamascialino.com/?p=29</guid>
		<description><![CDATA[Franz Kafka
Mascialino, R., (2003) L’Aforisma N. 1 di Franz Kafka: analisi e interpretazione
(Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo: Padova: Cleup Editrice: A. IV, N. 6)

p. 39 &#8220;(&#8230;) Ritengo di essere nel giusto affermando che nei testi di Franz Kafka l’unica cosa assurda o incoerente siano spesso le traduzioni e le interpretazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="menutit">Franz Kafka</span></h1>
<p>Mascialino, R., (2003) L’Aforisma N. 1 di Franz Kafka: analisi e interpretazione</p>
<p>(Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo: Padova: Cleup Editrice: A. IV, N. 6)</p>
<div>
<blockquote><p>p. 39 &#8220;(&#8230;) Ritengo di essere nel giusto affermando che nei testi di Franz Kafka l’unica cosa assurda o incoerente siano spesso le traduzioni e le interpretazioni di essi e credo veramente che la fama di scrittore dell’assurdo sia piombata a tutto torto su Kafka senz’altro per la obiettiva complessità dei concetti prodotti da Kafka, ma soprattutto per la qualità spesso troppo scadente delle sue interpretazioni che in tanti casi danno come risultati appunto l’assurdo (&#8230;).&#8221;</p>
</blockquote>
</div>
<blockquote></blockquote>
<div>
<p>p. 40</p>
</div>
<blockquote>
<div>
<p>&#8220;(&#8230;) Non concordo pertanto affatto con il giudizio del curatore della [citata e analizzata] Traduzione A quando afferma che la simbolicità delle parole di Kafka &#8220;non deriva tanto da una loro intima natura di oggetti significanti altro da sé – immagini ad esempio concrete o particolari che stanno per qualcosa di astratto o di generale – quanto piuttosto dal fatto che in sé non significano nulla&#8221; (Baioni 1983: 6) (&#8230;) Né concordo in nessuna misura con l’opinione secondo la quale connoterebbero i testi di Kafka addirittura &#8220;l’incoerenza, la frammentarietà (&#8230;), folgorazioni improvvise senza motivazioni esplicite, al di là delle categorie del tempo, dello spazio e della causalità’ (Baioni 1983: 5)(&#8230;).&#8221;</p>
</div>
</blockquote>
<p>p. 42</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) Per finire: alla luce dell’analisi da me condotta in questo studio io mi permetto di ritenere, pur nel totale rispetto delle idee altrui e del loro diritto ad essere qualsiasi esse siano e possano essere, che le asserzioni di [Baioni], così come la Traduzione A comprensiva dell’interpretazione dell’aforisma kafkiano, non reggano in misura sufficiente per essere accettate e siano per altro in contraddizione con il significato generale e particolare dell’opera di Franz Kafka.&#8221;</p>
</blockquote>
<h2>Mascialino, R., (2003) Il fiorettista di Franz Kafka: analisi e interpretazione (<i>Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</i>. Padova: CleuP Editrice: A. IV, N. 6)</h2>
<p>p. 43</p>
<blockquote>
<div>
<p>&#8220;(&#8230;) Questo studio pone in relazione il disegno Il fiorettista di Franz Kafka con un rilevante tratto stilistico dell’arte narrativa dell’autore: il tropo dell’ironia tattica (&#8230;).&#8221;</p>
</div>
</blockquote>
<p>p. 45</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) Come emerge subito alla visione del disegno relativo alla Figura A, ci troviamo di fronte ad un fiorettista che si esibisce piuttosto audacemente in un particolare affondo, la cosiddetta &#8220;passata sotto&#8221; o colpo basso. Ci dobbiamo rappresentare l’altro fiorettista non esplicitamente raffigurato, ma implicitamente presente nel combattimento, e lo immaginiamo mentre si è appena esibito in un affondo diretto al petto dell’avversario, affondo che è stato schivato dal fiorettista del disegno il quale si è abbassato fulmineamente non solo per sottrarsi al colpo mortale, ma attaccando a sua volta in un affondo di passata sotto, insidiosissimo in quanto difficilmente evitabile da parte di colui contro il quale è diretto dal momento che tale passata sotto può avvenire in genere quasi del tutto contemporaneamente all’affondo al petto da parte dell’avversario, ossia quando quest’ultimo è scoperto perché ormai nella performance relativo alla postura dell’attacco frontale, così che in tal modo quest’ultimo – o attaccante implicito nel disegno – viene sorpreso mentre si trova in aperta e avanzata posizione di assalto e molto verosimilmente subisce il danno (&#8230;)&#8221;.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Linguaggio ed Evoluzione</title>
		<link>http://www.ritamascialino.com/cms/2009/01/linguaggio-ed-evoluzione/</link>
		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2009/01/linguaggio-ed-evoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 14:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Studi sull’evoluzione a cura di Rita Mascialino
Titolo: Origine e sopravvivenza dell’animismo e delle credenze religiose:                una prospettiva evoluzionistica
Abstract: 
Lo studio espone un’ipotesi di natura filogenetico-evoluzionistica                [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Studi sull’evoluzione a cura di Rita Mascialino</strong></h2>
<p><strong>Titolo: <em>Origine e sopravvivenza dell’animismo e delle credenze religiose:                una prospettiva evoluzionistica</em></strong></p>
<p><strong>Abstract: </strong></p>
<p><strong></strong>Lo studio espone un’ipotesi di natura filogenetico-evoluzionistica                sulle origini dell’animismo e sul suo sviluppo in pensiero                religioso. Tratta inoltre di come le credenze religiose, originate                nel mondo animale prima che specificamente umano, abbiano potuto                e possano sopravvivere ancora oggi sebbene prive di riscontro nel                reale.</p>
<p><strong>Evoluzione</strong><br />
[Studio pubblicato in Mascialino, R. (dir.), <em>Rivista di Analisi                del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em>. Padova: CleuP                Editrice Università di Padova: A. V, N. 7/dicembre 2004,                61-67.]</p>
<ul>
<li>
<div>
<p>lo studio è disponibile nei seguenti formati:</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://ritamascialino.com/sito/evoluzione/evoluzione.doc" target="_blank"><img src="http://ritamascialino.com/img/word.jpg" border="0" alt="scarica file WORD" width="32" height="32" align="absmiddle" /> scarica il file .doc</a> [38.5 Kb]</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://ritamascialino.com/sito/evoluzione/evoluzione.pdf" target="_blank"><img src="http://ritamascialino.com/img/pdf.gif" border="0" alt="scarica file PDF" width="29" height="32" align="absmiddle" /> scarica il file .pdf</a> [32.5 Kb]</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://www.ritamascialino.com/blog/?p=3" target="_blank">COMMENTA E/O VISUALIZZA TUTTI I COMMENTI RELATIVI A QUESTO STUDIO</a></p>
<p><a class="grigioscuro" href="http://ritamascialino.com/sito/EN/evolution.html">This study of Rita                Mascialino is also available in ENGLISH</a></div>
</li>
</ul>
<div>
<h3>Titolo:<strong> </strong>Sul concetto di “spazialità dinamica” convogliato dalle <strong>lingue: un punto di vista evoluzionistico</strong></h3>
<p><strong>Abstract: </strong></p>
<p>Questo studio tratta del concetto evoluzionistico di “spazialità                dinamica” ritenuto alla base di ogni tipo di apparato percettivo                intrinseco alle varie creature viventi, umani compresi, e perciò                anche alla base dell’ossatura del significato espresso dai linguaggi.                Inoltre dà una prospettiva evoluzionistica su possibili motivi stanti                all’origine di uguaglianze e differenze tra i linguaggi prodotti                dall’uomo, in special modo tra le sintassi linguistiche.</p>
<p style="padding-left: 30px;">1. Sfondo<br />
2. Ipotesi<strong><br />
</strong>3. Discussione<br />
4. Risultati<br />
5. Conclusioni</p>
<p><strong>Evoluzione</strong><br />
Questa è la versione italiana dello studio presentato al Congresso                Internazionale della “Language Origins Society” (LOS) e della “Psychiatric                Brain and Language Research Society” (PBLRS) tenutosi a Bagni di                Lucca (Toscana, Italia), dal 24 al 27 agosto 2006, 27 h 9.30 Questo                studio è apparso sul volume contenente gli studi presentati al Congresso                Internazionale LOS-PBLRS e come traduzione testo a fronte sul N.                8 della Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo                (CleuP Editrice Università di Padova)</p>
<p>1. Sfondo</p></div>
<ul>
<li>
<div>
<p>lo studio è disponibile nei seguenti formati:</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://ritamascialino.com/sito/evoluzione/evoluzione2.doc" target="_blank"><img src="http://ritamascialino.com/img/word.jpg" border="0" alt="scarica file WORD" width="32" height="32" align="absmiddle" /> scarica il file .doc</a> [64.0 Kb]</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://ritamascialino.com/sito/evoluzione/evoluzione2.pdf" target="_blank"><img src="http://ritamascialino.com/img/pdf.gif" border="0" alt="scarica file PDF" width="29" height="32" align="absmiddle" /> scarica il file .pdf</a> [58,0 Kb]</p>
<p><a class="menubordeaux" href="http://www.ritamascialino.com/blog/?p=12" target="_blank">COMMENTA E/O VISUALIZZA TUTTI I COMMENTI RELATIVI A QUESTO STUDIO</a></p>
<p><a class="grigioscuro" href="http://ritamascialino.com/sito/EN/evolution.html">This study of Rita                Mascialino is also available in ENGLISH</a></div>
</li>
</ul>
<div>
<p align="justify">
<p>Tutti i contenuti di questo sito sono coperti da Copyright ©2006 RITA              MASCIALINO. Tutti i diritti sono riservati.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Pinocchio: analisi e interpretazione</title>
		<link>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/03/pinocchio-analisi-e-interpretazione/</link>
		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/03/pinocchio-analisi-e-interpretazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 19:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Mascialino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Collodi]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 1 - Dicembre/2000]]></category>
		<category><![CDATA[Pinocchio: analisi e interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[SpeMeQ]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritamascialino.com/cms/?p=321</guid>
		<description><![CDATA[Pinocchio
 Analisi e interpretazione 
 
Autore: Rita Mascialino
Padova: CleuP Editrice
Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24)
vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: Profondo Pinocchio
1.   Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione
2.   Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione
3.   dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione
* dalla Prefazione
* dall’Opera
* [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="menutit">Pinocchio</span></h1>
<h1><span class="menutit"> Analisi e interpretazione </span></h1>
<p><span class="menutit"> </span><br />
Autore: Rita Mascialino<br />
Padova: CleuP Editrice</p>
<p>Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24)</p>
<p>vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: <strong><a href="http://www.ritamascialino.com/cms/narrativa/" target="_self"><span class="menubordeaux"><em>Profondo Pinocchio</em></span></a></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.   Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
2.   Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
3.   dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione</p>
<p style="padding-left: 60px;">* dalla Prefazione<br />
* dall’Opera<br />
* dalla Conclusione</p>
<p style="padding-left: 30px;">4.   dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul Messaggero Veneto<br />
5.   dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004<br />
6.   Dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino di Padova di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<hr size="1" />
<h2><strong>Introduzione</strong></h2>
<blockquote>
<div>“Tanti studiosi di critica letteraria, accademici            e non, si sono occupati di <strong>Pinocchio</strong> con la finalità            di dire novità relative alla sua interpretazione ed effettivamente nel            tempo qualche dettaglio nuovo è stato espresso anche se non sempre confermato            dal testo di <strong>Collodi</strong>. Tuttavia nel complesso le interpretazioni            finora prodotte ripetono con qualche variante solo quanto è già stato            detto e ridetto.</p>
<p>L’analisi e l’interpretazione della studiosa <strong>Rita Mascialino</strong> si pone            come assoluta novità sul mercato culturale. È di fatto il primo lavoro            che non ripete quanto è già stato detto, ma rivoluziona profondamente            la prospettiva da cui osservare l’opera negli esiti globali e nei dettagli,            dando risultati esegetici sorprendenti soprattutto per il fatto che            tutti sono ampiamente confermati ciascuno sulla base di quanto sta obiettivamente            nel testo di <strong>Collodi</strong>, come chiunque legga il saggio, specialista o meno,            può constatare. Il complesso e massiccio lavoro inferenziale che sta            a monte di questa analisi e interpretazione di Pinocchio è stato reso            agevolmente fruibile con l’eliminazione dei tecnicismi, con la stringatezza            logica che concatena tutto il discorso, con l’assenza di asserzioni            non spiegate, ciò che non lascia mai il lettore di fronte a concetti            non comprensibili, di cui non siano illustrati convenientemente tutti            i percorsi. La scientificità e la chiarezza di tale interpretazione            sono pertanto assicurate.”</div>
</blockquote>
<div>
<h3>Potete agevolmente ordinare il libro presso la Vostra Libreria di fiducia            o presso qualsiasi Libreria o presso la <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> (telefonare allo 049-650261 personalmente al Supervisore            Sandro CARPANESE) o presso la Libreria della <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> inviando un messaggio di posta elettronica a: <a class="ev" href="mailto:info@cleup.it" target="_blank">info@cleup.it</a>.</h3>
<h3>Lo potrete avere nelle Vostre mani in  		un paio di giorni.</h3>
</div>
<h3>Buona lettura!</h3>
<hr size="1" />
<h2><strong>Indice</strong></h2>
<ul>
<li>Prefazione</li>
<li>Capitolo I: Mastr&#8217;Antonio, Geppetto, la parrucca</li>
<li>Capitolo II: La casa e la personalita&#8217; di Geppetto</li>
<li>Capitolo III: Il pezzo di legno parlante nell&#8217;ambito di tre paternita&#8217;</li>
<li>Capitolo IV: La prima esperienza del pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo VI: L&#8217;intervento di Geppetto su Pinocchio</li>
<li>Capitolo VII: Pinocchio e l&#8217;assassinio del Grillo-parlante</li>
<li>Capitolo VIII: Pinocchio e Mangiafuoco</li>
<li>Capitolo IX: Pinocchio, il Gatto e la Volpe</li>
<li>Capitolo X: Pinocchio e il giudice</li>
<li>Capitolo XI: Pinocchio e il serpente</li>
<li>Capitolo XII: Pinocchio e la scuola</li>
<li>Capitolo XIII: Pinocchio e la Lumaca</li>
<li>Capitolo XIV: Pinocchio e Lucignolo</li>
<li>Capitolo XV: Pinocchio e il Paese dei Balocchi</li>
<li>Capitolo XVI: Pinocchio da burattino maraviglioso a ciuchino famoso</li>
<li>Capitolo XVII: Pinocchio, la sua durezza e i pesci</li>
<li>Capitolo XVIII: Geppetto e il Pesce-cane, Pinocchio e la via maestra</li>
<li>Capitolo XIX: Le nuove case e le nuove personalità di Pinocchio</li>
<li>Capitolo XX: Pinocchio, il femminile e la Fata turchina</li>
<li>Capitolo XXI: Pinocchio e il maschile</li>
<li>Capitolo XXII: Pinocchio e il trascendente</li>
<li>Capitolo XXIII: <em>Pinocchio</em> e Collodi</li>
<li>Capitolo XXIV: Conclusione</li>
</ul>
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</a></div>
<hr size="1" />
<h2><strong>dall’opera <em>Pinocchio: Analisi e interpretazione</em></strong></h2>
<p>dalla <em>Prefazione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) La novità e l’approfondimento portati  da questo studio  alla letteratura esistente su Pinocchio stanno (&#8230;), oltre che negli  esiti dell’interpretazione, nella modalità di trattazione dei contenuti  di superficie e più profondi. Tali contenuti sono stati interpretati non  solo alla luce della configurazione più generale propria di simboli e  significati come avviene di consueto, bensì sono stati verificati alla  luce della loro peculiare configurazione come essa è presente nel testo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) è un dato di fatto emerso dall’analisi del testo, che la vicenda  di Pinocchio, pur indirizzata esplicitamente ai piccoli e da essi  fruibile come lo è stata  finora e come continuerà felicemente  ad esserlo anche per il futuro auspicabilmente con la correzione  suggerita, è per le problematiche in essa rappresentate una vicenda  anche ed in primo luogo per adulti, in particolare per adulti non eterni  bambini (&#8230;), bensì  capaci di mettersi a nudo e in discussione. È una  storia che, forte della spregiudicatezza del suo autore e fornita del  lasciapassare universale rappresentato dal genere della fiaba, mette alla  spranga ingiustizie ed illegalità, dissacra ambiti tradizionalmente  inviolabili, denuncia gli abusi più gravi perpetrati ai danni dei minori  entro un ambito familiare che risulta collocato nella più torbida ipocrisia (&#8230;)&#8221;</p></blockquote>
<p>dalla <em>Opera</em> dell’Autrice</p>
<blockquote><p>Dal Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante &#8220;(&#8230;) Pinocchio è dunque svantaggiato dal punto di vista genetico  dal momento che è fatto di una materia piuttosto scadente come ci dice  la simbologia del legno; è svantaggiato anche dal punto di vista  ambientale dal momento che è un trovatello, privo quindi della  propria famiglia originaria, e che capita in una situazione familiare  contrassegnata da forte miseria e degrado morale e materiale;  ha infine un contrassegno di diversità nel nome con tutto il retroterra  di significati simbolici e psicologici testé abbozzato – sugli ulteriori  svantaggi che gli derivano dall’essere diventato figlio adottivo di  Geppetto si veda in particolare il Capitolo VI. Il nome &#8220;Pinocchio&#8221; dunque,  così caro ai bambini di tutto il mondo nella sua superficie, è nella sua  realtà più profonda un marchio di infamia impresso sul burattino dal  padre che ride odiosamente mentre costruisce la rovina del figlio, un  marchio che Geppetto dà dunque beffardamente a Pinocchio e che segna  il destino del bimbo per così dire a sua insaputa, facendogli subire  quanto gli adulti e soprattutto il padre adottivo hanno deciso  irresponsabilmente per lui, così che, quando passerà allo stato e  alla dignità di ragazzo in carne ed ossa, non dovrà ringraziare  nessuno oltre che se stesso e la sua capacità di sognare il buono e  il bello, non quin di la società, non la famiglia, come vedremo in dettaglio.</p></blockquote>
<p>dalla <em>Conclusione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;Dall’analisi sono emersi inoltre inevitabili riflessi della  situazione socio-politica propria del popolo italiano visto in generale,  ossia secondo coordinate storico-culturali che vanno oltre l’epoca in cui  visse e operò Collodi. Tale popolo è raffigurato, anche se non sempre,  come poco onesto, adatto a compiere e a subire ingiustizie, a stare  alla catena del più forte, incapace di ribellarsi al sopruso e di  denunciare, se non del tutto anonimamente e senza compromettersi –  vedi solitudine di Pinocchio in tutti i suoi guai domestici ed extradomestici  pur noti al prossimo – gli abusi sui più deboli, un popolo che si mostra  in quest’opera poco coraggioso e solidale sul piano sociale, poco cosciente  dei suoi diritti e doveri morali e materiali, un popolo che consta in  linea di massima di individui a sé stanti, magari splendidi come  Pinocchio, ma che restano pur sempre chiusi dentro la loro  individualità – Pinocchio sta alla fine nella sua casa, eroe  della sua salvazione e della redenzione paterna, non del riscatto di un popolo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) poiché è proprio di qualsiasi testo di fantasia non avere semplici            e diretti riscontri con i fatti come accadono nel reale concreto, non            è assolutamente possibile da quanto estratto attraverso l’analisi dedurre            che Collodi fosse un omosessuale o che avesse avuto nella sua vita esperienze            di pedofilia in prima persona magari vissute sotto un tetto paterno            dove la presenza della madre non fosse stata sufficiente ad evitarle,            ma avesse solo funto da unguento lenitivo della ferita o della piaga            già instaurate e da memoria del bene e del bello. Tuttavia, da quanto            all’analisi è risultato presente nella fantasia dell’autore, è obiettivamente            e quindi legittimamente deducibile che la problematica dell’omosessualità            ed in particolare della pedofilia con l’aggravante del coinvolgimento            della figura paterna abbia interessato Collodi tanto intensamente da            indurlo a scrivere un intero racconto imperniato su di essa e pertanto            finalizzato ad esprimerla, ma nel contempo, per i motivi esposti in            questo studio, anche a nasconderla in un sottile gioco tra strutture            di superficie e profondo, come è stato evidenziato.&#8221;</p></blockquote>
<hr size="1" />
<h2><a name="tre"></a><strong>dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul  Messaggero Veneto</strong></h2>
<p>di lunedì 27 dicembre 2004</p>
<p><em><strong>Rita Mascialino &#8220;rilegge&#8221; la favola di Pinocchio &#8211;    		  Un acuto lavoro per riscoprire Collodi</strong></em></p>
<blockquote><p>&#8220;Le conclusioni della Mascialino sono spesso molto sorprendenti  		  e lontane da quelle note. Una delle più singolari e notevoli è a  		  esempio quella dell’assenza di ogni dimensione religiosa e  		  trascendente in Pinocchio. Anzi, secondo lei, i miti e alcuni  		  dogmi cristiani sono profondamente dissacrati e irrisi da Collodi (&#8230;).  		  Non c’è male, per un autore che ha suscitato anche l’interesse di papi e  		  cardinali. Le altre numerose conclusioni le lasciamo alla curiosità dei  		  lettori.&#8221;</p></blockquote>
<h2><strong>dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004</strong></h2>
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<hr size="1" />
<h2><a name="sei"></a><strong> dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino          di Padova</strong></h2>
<h2><strong></strong></h2>
<p><strong> </strong>di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<blockquote><p>Una fiaba per bambini ma anche per adulti. Nel saggio “Pinocchio: Analisi          e interpretazione” (CleuP Editrice), presentato alla Libreria Feltrinelli,          Rita Mascialino, attraverso ventiquattro capitoli, conduce il lettore          a prendere atto di quel sottile gioco tra strutture di superficie e di          profondità (due livelli di comprensione: per piccoli e per grandi) che          caratterizza il capolavoro di Collodi, toscano arguto e mordace, che usa          uno stile narrativo incentrato sul sistema del “mostrare nascondendo e          nascondere mostrando”. Una tattica di cui Shakespeare e Kafka erano maestri.<br />
“Gli approcci letterari all’opera possono essere molteplici – ha spiegato          l’autrice – io mi sono occupata del significato. Sono partita dal testo          e ho ricostruito il mondo psichico che Collodi proietta nel suo capolavoro.          Ho effettuato un’analisi immanente al testo, analisi che deve precedere          ogni altra operazione (agganci storici, fonti, bibliografia)”. Seguendo          l’altalena dei significati, di superficie e di profondità, che assumono          ambienti, personaggi e azioni. E ha osservato: “È una storia che, forte          della spregiudicatezza del suo autore e fornita del lasciapassare universale          rappresentato dal genere della fiaba, mette alla spranga ingiustizie e          illegalità, dissacra ambienti tradizionalmente inviolabili, denuncia gli          abusi più gravi perpetrati a danno dei minori entro un ambito familiare          che risulta collocato nella più torbida ipocrisia”.<br />
Rita Mascialino, che ha alle spalle studi universitari di indirizzo linguistico,          filosofico, pedagogico, specializzazioni in psicologia della scrittura,          dirige per la CleuP la “Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario          e Figurativo”, cura una sezione della Rivista friulana di cultura ‘Panarie’,          scrive saggi e racconti.</p></blockquote>
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