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	<title>Rita Mascialino &#187; SpeMeQ</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>SpeMeQ2001/2</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 14:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MeQRiMa]]></category>
		<category><![CDATA[SpeMeQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno Scolastico 2001/2002 Scuola Media Statale &#8220;Via Rugantino 91&#8243; &#8211; Roma Preside Prof. Dott. Carmine Capponi L’attività didattica di Sperimentazione del “Metodo meqrima” Progetto Pilota MeQ2 Robinson Crusoe visto attraverso il Metodo Quadrifasico, condotta nella Classe II F^ sotto la coordinazione congiunta di Lucia Schiavo, docente titolare di Materie Letterarie, e di Rosanna De Lorenzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Anno Scolastico 2001/2002</strong></p>
<div>Scuola Media Statale &#8220;Via Rugantino 91&#8243; &#8211; Roma<br />
Preside Prof. Dott. Carmine Capponi</div>
<p>L’attività didattica di Sperimentazione del “Metodo meqrima” <strong>Progetto Pilota MeQ2</strong> <em><strong>Robinson Crusoe visto attraverso il Metodo Quadrifasico</strong></em>, condotta nella Classe II F^ sotto la coordinazione congiunta di <strong>Lucia Schiavo</strong>, docente titolare di Materie Letterarie, e di <strong>Rosanna De Lorenzo</strong>, docente aggiunto di Materie Letterarie, ha ricevuto dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Regione Lazio, Roma, due targhe di merito per i risultati ottenuti in seno alla Sperimentazione del Metodo Quadrifasico: una Targa per l’attività di analisi del testo originale <em>La vita e le strane sorprendenti avventure di Robinson Crusoe </em>di Daniel Defoe e una Targa per l’attività teatrale attuata sull’adattamento <em>Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo</em>, testo dei canti, testo della sceneggiatura e regia di <strong>Rosanna De Lorenzo</strong>, musiche originali di <strong>Alessandro Grossi</strong>, docente di Educazione Musicale, prove di canto corale a cura di <strong>Giuseppina Pastore</strong>, psicologa della Scuola, scenografia di <strong>Alessandro Capotondi</strong>, docente di Educazione Fisica, coreografia di <strong>Stefania Capitani</strong>, dialoghi inglesi di <strong>Mirella Terribili</strong>, docente di Lingua Inglese, con la partecipazione di <strong>Sabrina Ceccobelli</strong> del <strong>Teatro delle Bollicine</strong> di Roma per il Laboratorio Maschere e di Pietro Melchiori del Teatro delle Bollicine per il video didattico e le fotografie. Il testo della sceneggiatura con fotografie relative alla rappresentazione è pubblicato come secondo <em>Supplemento</em> della <em>Serie Teatro in Endotrama</em> della Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo ora <em>Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em>, Padova, CLEUP Editrice, a cura di <strong>Rosanna De Lorenzo</strong>.</p>
<p>La prima rappresentazione dell’adattamento<em> Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo</em> ha avuto luogo nel Teatro della <strong>Scuola Media Statale Via Rugantino 91</strong>, Roma.</p>
<p>La seconda rappresentazione ha avuto luogo il giorno 8 giugno 2002 alle ore 17.30 nel suggestivo sfondo dello <strong>Spazio Musica dei Giardini di Castel Sant’Angelo </strong>entro l’ambito delle manifestazioni previste per la <strong>Settimana Nazionale dell’Infanzia</strong>, ideata ed organizzata dalla dott.ssa <strong>Rosanna Vano</strong> e collegata alla Sezione di attività culturali condotte in seno alla Libreria di Corso Vittorio Emanuele a lato del Castello <strong>Invito alla Lettura</strong>, pure fondata e diretta dalla stessa <strong>Rosanna Vano</strong>.</p>
<p>Ha collaborato alla manifestazione la prof.ssa <strong>Ivana Milanese</strong>, docente di Lingua Inglese presso la <strong>Scuola Media Statale Via Ponti</strong> accorpata alla <strong>S.M.S. Via Rugantino 91</strong>, quale promotrice della partecipazione del Gruppo di Lavoro del <em>Progetto Pilota MeQ2</em> alle manifestazioni della <em>Settimana Nazionale dell’Infanzia</em> presso <em>Castel Sant’Angelo</em>. Alla fine della rappresentazione ha tenuto un discorso sul Metodo Quadrifasico in sperimentazione <strong>Rita Mascialino</strong>.</p>
<p>Erano presenti alla rappresentazione la Vicepreside <strong>Manuela Fini</strong> in rappresentanza del Preside della S.M.S. “Via Rugantino 91”, Roma, i genitori degli alunni della <strong>Classe II F^</strong>, i docenti che hanno curato la Sperimentazione, un pubblico di varia estrazione, una rappresentanza dell’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo, che ha chiuso la manifestazione con la consegna delle targhe e con un discorso di ringraziamento ai docenti per il positivo lavoro attuato con gli alunni della II F^, di riconoscimento della serietà del lavoro profuso dagli alunni impegnati nella Sperimentazione nonché dei conseguimenti ottenuti, infine di incoraggiamento al Preside per la continuazione di questa Sperimentazione.</p>
<p>Nel discorso è stato dato tra l’altro particolare rilievo alla <em>performance</em> teatrale dei diversamente abili che è stata particolarmente lusinghiera, per fare qui un solo esempio valido per tutti, all’eccellente quanto sorprendente canto in lingua inglese nel I Atto del pezzo da parte di una bambina autistica.</p>
<p>Responsabili del Gruppo di Sostegno nella Sperimentazione del Metodo Quadrifasico sono <strong>Stefania Capitani</strong>, docente di Sostegno, e <strong>Giuseppina Pastore</strong>, psicologa della Scuola.</div>
<div><img src="http://www.meqrima.it/immagini/robinson_2m.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>(da sinistra)</strong><br />
<strong>Matteo Janni</strong> (marinaio), <strong>Andrea Costantini</strong> (I° Robinson),<br />
<strong>Jessica Storace</strong> (danzatrice), <strong>Jessica Di Clemente</strong> (danzatrice),<br />
<strong>Simone Santaniello</strong> (Venerdì) accanto ai pannelli elaborati<br />
dall&#8217;intero gruppo di attori del <em>Robinson Crusoe: l&#8217;avventura di un uomo</em><br />
(S.M.S. “Via Rugantino 91” Roma, 2002).</p>
<p>Da <em><strong>Robinson Crusoe: l’avventura di un uomo </strong></em></p>
<p>Adattamento in tre atti per il <em>Teatro in Endotrama</em></p>
<p>Sceneggiatura e regia di <strong>Rosanna De Lorenzo</strong></p>
<p>(<em>Supplemento alla Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em> &#8211; Padova: CLEUP Editrice)</div>
<div><strong>Dall’Atto I &#8211; Scena III</strong></p>
<p>(…)</p>
<p>(I ballerini escono ed entra Robinson)</p>
<p>ROBINSON: Padre, so che volete parlarmi, eccomi pronto ad ascoltarvi.<br />
MR CRUSOE: Figliolo, vorrei discutere con te del tuo avvenire e prima di tutto vorrei sapere se nei tuoi progetti sei spinto più dall’istinto di vagabondaggio che è proprio della tua età, oppure da motivi di scontentezza, in questo caso dovresti parlarmene, così potremmo trovare insieme la soluzione, io sono tuo padre e ti voglio aiutare.</p>
<p>ROBINSON: Io sogno di girare il mondo, di avere mille avventure, voglio fare il marinaio come voi.</p>
<p>MR CRUSOE: Però io non ho viaggiato per terre ignote e lontane, ma sulle coste della nostra civiltà, al sicuro.<br />
Ti faccio osservare che correre per i mari in cerca di avventure e di guadagni non si addice alle tue condizioni.<br />
Tu appartieni al ceto medio e non ti serve fare grandi sacrifici per vivere come la povera gente e nemmeno puoi perderti nei vizi e nell’ozio come quelli assillati dalla smania di primeggiare sui loro simili.<br />
(Qui assume un tono implorante e quasi piangente) Non infliggermi lo stesso dolore che mi ha dato tuo fratello, quando aveva voluto intraprendere la carriera delle armi ed è morto in terra straniera.<br />
Ricorda che la felicità sta nel giusto mezzo.</p>
<p>ROBINSON: Scusate, padre, ma questo ceto medio, dove si colloca concretamente? Come faccio a individuarlo con certezza? Che cos’è?</p>
<p><img src="http://www.meqrima.it/immagini/robinson_1m.jpg" alt="" align="right" /> MR CRUSOE: Vedi, devi immaginarti tre tipi di persone poste in tre collocazioni diverse nello spazio.<br />
Visualizza il basso e l’alto e in mezzo il medio, appunto: alcuni vivono in basso, negli scantinati più oscuri; altri vivono sulle cime più alte e più sottili degli alberi con rischio di cadere a terra facendosi male. Infine vi sono coloro che vivono con i piedi ben saldi per terra, separati da quelli che vivono in basso e da quelli che vivono in alto da solidi piani di appoggio che li proteggono. In questa posizione si può vivere al meglio perché sicuri, senza rischi.</p>
<p>ROBINSON: Allora il ceto medio non può che muoversi in orizzontale, senza scendere né salire?</p>
<p>MR CRUSOE: Diciamo pure così, ma lo scendere e il salire sono pericolosi rispetto al camminare sul piano e proprio in questo modo si vive meglio, si gode di ricchezze e di agi, non si rischia niente più del dovuto. Hai capito? Questa è la stazione mediana, la postura che sta in mezzo alle altre due. ROBINSON: Ho capito…ma io vorrei scegliere la via che prevede anche l’alto e il basso, la via della lotta, in piena libertà.</p></div>
<div><strong>(in alto)</strong><br />
Simone Santaniello (Venerdì), durante una prova teatrale di<br />
Robinson Crusoe: <em>l&#8217;avventura di un uomo </em><br />
(S.M.S. “Via Rugantino 91” Roma, 2001).</div>
<div><strong>Qualche citazione</strong></div>
<div>CAPITANI, S. (2002) Disegni endotramatici dei diversamente abili per il Progetto Pilota MeQ2 <em>Robinson Crusoe (Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo</em> ora <em>Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em>, N. 4)</p>
<p>“(…) Le attività svolte nel Laboratorio delle Tecniche Espressive per il recupero del disagio e dei ragazzi diversamente abili, associate alla Sperimentazione del Metodo Quadrifasico, hanno portato i ragazzi alla comprensione obiettivamente accertata in esotrama e alla relativa produzione in senso grafico-pittorico e mimico-gestuale delle varie fasi delle avventure di Robinson.</p>
<p>Tale produzione ha espresso la spazialità dinamica propria degli eventi incontrati nel testo filtrata attraverso quella in dotazione a ciascun individuale apparato cerebrale e riferita al vissuto emozionale di ciascuno, sollecitata e rievocata da emozioni forti come il desiderio, l’aspettativa, la paura, il coraggio, la solitudine, il piacere per la natura e altro, tutto ciò durante l’ascolto della lettura del testo e della discussione di esso svolta in classe, come si può constatare prendendo visione dei disegni degli alunni commentati secondo il Metodo Quadrifasico (…) [Dall’analisi del Disegno “<em>1a</em>” dell’alunno <strong>N. 1</strong> relativo alla visualizzazione personaggio Robinson attuato nella prima fase della Sperimetazione] Molto rilevante è l’endotrama di questa figura per quanto attiene alla possibilità di muoversi nello spazio: questo Robinson ha delle gambe, ma queste sono tenute dentro la struttura globale, impedite a muoversi liberamente, quindi sono gambe che non portano da nessuna parte, ciò che denota paura nel muoversi nell’ambiente; inoltre le braccia e le mani, parte importante nell’individuo e simboliche del suo saper fare, quasi non esistono, trattenute attaccate al corpo e dentro di esso e in conseguenza di tutto ciò il volto è nero, privo di lineamenti, un volto non individuato come quello di chi non sa fare o non può fare, azione quella del fare in cui si esplica e si identifica al meglio la personalità dell’individuo, si determina la sua collocazione sociale. Il volto indicato con una macchia nero intenso tracciata con linee grosse e fitte in verso dall’alto in basso esprime la cancellazione di qualsiasi possibilità di strutturazione, frutto di pessimismo, rabbia e soprattutto di immensa paura a mostrare la propria verità, ciò che a sua volta mostra il proprio non volersi bene, il proprio non stimarsi in nessuna misura (…) [Dall’analisi del Disegno “<em>2b</em>” dell’alunno<strong> N. 1</strong> relativo alla visualizzazione del personaggio Robinson attuato a Sperimentazione avanzata] Soprattutto il volto è individuato ed è un volto grande, che indica la gioia di una conquistata identità, esprime letizia e buona disposizione verso l’ambiente, in ogni caso non è più un volto che ha paura di mostrarsi, munito di occhi, di naso e di bocca, di capelli a ciuffi ondulati, un volto colorato di rosa intenso, come a indicare una timida volontà di azione, di contatto non violento (…) Le gambe sono riunite in una sola con due piedi vicini vicini che impediscono il movimento (…), ma ciò che conta è che sono fuori dalla struttura chiusa del corpo, in una collocazione che rende più possibile della precedente il compiere passi all’occorrenza (…)”</p>
<p>DE LORENZO, R. (2002) Robinson Crusoe: riflessioni sulla Sperimentazione MeQ in seno al <em>Progetto Crescere Insieme (Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo</em> ora <em>Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em>, N. 4)</p>
<p>“(…) Abbiamo cominciato con <strong>Pinocchio</strong> di Collodi, il protagonista italiano che nasce diverso e svantaggiato rispetto agli altri e che diviene migliore degli altri grazie alla sua tenacia e nel quale l’avventura della vita si collega al possesso di un grande cuore, della capacità di sacrificio e del senso di responsabilità mai disgiunti dall’amore per il prossimo; abbiamo proseguito con un <em>Robinson Crusoe</em> di Daniel Defoe, il protagonista inglese amante della ricerca e della libertà, che divengono valori che si impongono in certa misura anche agli affetti più cari; termineremo la terna, se andrà in porto al P.O.F. la programmazione del terzo anno a venire della Sperimentazione, con<em> Il vecchio e il mare</em> di Ernest Hemingway il protagonista americano in ambito della cultura di lingua spagnola della più grande avventura della vita, quella che avviene nella vecchiaia, quando le forze sono ridotte e sono assenti la bellezza e la brillantezza della gioventù.</p>
<p>Il messaggio che abbiamo voluto dare con questa scelta di opere per la Sperimentazione del Metodo Mascialino è un messaggio forte, molto forte e anche coraggioso dal momento che accade in una estesa cultura dello spegnimento dei valori dell’individualità come se i valori dell’individualità e della gioia di vivere secondo i talenti coincidessero con la prevaricazione degli altri, al contrario: lo sviluppo dei valori dell’individualità, quindi non della prepotenza che non è un valore in nessun ambito, né individuale, né collettivo, è garanzia di rispetto dei valori di tutti nella più bella e costruttiva gara: non ci possono essere valori della collettività dove vengano calpestati i valori dell’individualità e a far sì che venga dato il meglio a ciascuno e ciascuno dia il meglio provvedono in un percorso di progresso le vere democrazie (…)”</p>
<p>PASTORE, G. (2002) Due anni di Sperimentazione MeQ <em>(Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo</em> ora <em>Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo</em>, N. 4)</p>
<p>“(…) La ricostruzione di ogni esperienza sul piano della configurazione spaziale è stata affrontata come un gioco interessante e stimolante che ha sviluppato antichi e attuali percorsi altrimenti sopiti e sovrastati dalle tante informazioni che gli alunni devono necessariamente apprendere per la loro formazione e questi percorsi, che sono stati fatti emergere nelle loro più afferrabili componenti dall’applicazione del Metodo Quadrifasico, hanno cominciato a diventare un mezzo di verifica del compreso, delle ipotesi di comprensione della realtà, sia essa quella offerta da un testo letterario, sia quella di tutti i giorni, sia quella relativa a qualsiasi fatto da comprendere (&#8230;)”</p></div>
<p>Per maggiori dettagli vedi sito:<br />
<a class="link" href="http://www.ritamascialino.com/" target="_blank">www.ritamascialino.com</a></p>
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		<title>SpeMeQ</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 14:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MeQRiMa]]></category>
		<category><![CDATA[SpeMeQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Sperimentazioni del “Metodo meqrima” La Sperimentazione del “Metodo meqrima” per l’approccio del testo letterario, monitorata dall’Associazione, si propone di affiancare al metodo storicistico, già diffuso in varie modulazioni in tutta la Scuola italiana ed anche nell’Università, un metodo che affronti il testo letterario secondo l’angolazione data dal  significato dello stesso realizzata come analisi e interpretazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Sperimentazioni del “Metodo meqrima”</h1>
<p style="text-align: left;">La Sperimentazione del “Metodo meqrima” per l’approccio del testo letterario, monitorata dall’Associazione, si propone di affiancare al metodo storicistico, già diffuso in varie modulazioni in tutta la Scuola italiana ed anche nell’Università, un metodo che affronti il testo letterario secondo l’angolazione data dal  significato dello stesso realizzata come analisi e interpretazione, un metodo il quale si inserisca in una prospettiva più ampia e profonda della cornice storico-culturale e biografica.</p>
<p>Il Metodo Quadrifasico offre una via scientifica per il raggiungimento del significato dell’opera letteraria ed artistica in generale.</p>
<p>La sua peculiarità più caratterizzante sta nell’operazione di spazializzazione dell’esperienza della comprensione, grazie alla quale di tutti gli eventi viene ricostruita la configurazione spaziale.</p>
<p>Studi di analisi di testi letterari, studi sulla traduzione e di analisi della traduzione, studi di teoria del fenomeno artistico e di teoria del Metodo Quadrifasico etc. si trovano nella Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo ora Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo , Padova, CLEUP Editrice.</p>
<p>Per maggiori dettagli sulla Rivista vedi:<br />
<a class="link" href="http://www.ritamascialino.com/" target="_blank">www.ritamascialino.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pinocchio: analisi e interpretazione</title>
		<link>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/01/pinocchio-analisi-e-interpretazione/</link>
		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/01/pinocchio-analisi-e-interpretazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 19:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Mascialino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Collodi]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 1 - Dicembre/2000]]></category>
		<category><![CDATA[Pinocchio: analisi e interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[SpeMeQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinocchio Analisi e interpretazione Autore: Rita Mascialino Padova: CleuP Editrice Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24) vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: Profondo Pinocchio 1. Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione 2. Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione 3. dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione * dalla Prefazione * [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="menutit">Pinocchio</span></h1>
<h1><span class="menutit"> Analisi e interpretazione </span></h1>
<p><span class="menutit"> </span><br />
Autore: Rita Mascialino<br />
Padova: CleuP Editrice</p>
<p>Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24)</p>
<p>vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: <strong><a href="http://www.ritamascialino.com/cms/narrativa/" target="_self"><span class="menubordeaux"><em>Profondo Pinocchio</em></span></a></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.   Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
2.   Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
3.   dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione</p>
<p style="padding-left: 60px;">* dalla Prefazione<br />
* dall’Opera<br />
* dalla Conclusione</p>
<p style="padding-left: 30px;">4.   dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul Messaggero Veneto<br />
5.   dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004<br />
6.   Dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino di Padova di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<hr size="1" />
<h2><strong>Introduzione</strong></h2>
<blockquote>
<div>“Tanti studiosi di critica letteraria, accademici            e non, si sono occupati di <strong>Pinocchio</strong> con la finalità            di dire novità relative alla sua interpretazione ed effettivamente nel            tempo qualche dettaglio nuovo è stato espresso anche se non sempre confermato            dal testo di <strong>Collodi</strong>. Tuttavia nel complesso le interpretazioni            finora prodotte ripetono con qualche variante solo quanto è già stato            detto e ridetto.&nbsp;</p>
<p>L’analisi e l’interpretazione della studiosa <strong>Rita Mascialino</strong> si pone            come assoluta novità sul mercato culturale. È di fatto il primo lavoro            che non ripete quanto è già stato detto, ma rivoluziona profondamente            la prospettiva da cui osservare l’opera negli esiti globali e nei dettagli,            dando risultati esegetici sorprendenti soprattutto per il fatto che            tutti sono ampiamente confermati ciascuno sulla base di quanto sta obiettivamente            nel testo di <strong>Collodi</strong>, come chiunque legga il saggio, specialista o meno,            può constatare. Il complesso e massiccio lavoro inferenziale che sta            a monte di questa analisi e interpretazione di Pinocchio è stato reso            agevolmente fruibile con l’eliminazione dei tecnicismi, con la stringatezza            logica che concatena tutto il discorso, con l’assenza di asserzioni            non spiegate, ciò che non lascia mai il lettore di fronte a concetti            non comprensibili, di cui non siano illustrati convenientemente tutti            i percorsi. La scientificità e la chiarezza di tale interpretazione            sono pertanto assicurate.”</p>
</div>
</blockquote>
<div>
<h3>Potete agevolmente ordinare il libro presso la Vostra Libreria di fiducia            o presso qualsiasi Libreria o presso la <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> (telefonare allo 049-650261 personalmente al Supervisore            Sandro CARPANESE) o presso la Libreria della <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> inviando un messaggio di posta elettronica a: <a class="ev" href="mailto:info@cleup.it" target="_blank">info@cleup.it</a>.</h3>
<h3>Lo potrete avere nelle Vostre mani in  		un paio di giorni.</h3>
</div>
<h3>Buona lettura!</h3>
<hr size="1" />
<h2><strong>Indice</strong></h2>
<ul>
<li>Prefazione</li>
<li>Capitolo I: Mastr&#8217;Antonio, Geppetto, la parrucca</li>
<li>Capitolo II: La casa e la personalita&#8217; di Geppetto</li>
<li>Capitolo III: Il pezzo di legno parlante nell&#8217;ambito di tre paternita&#8217;</li>
<li>Capitolo IV: La prima esperienza del pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo VI: L&#8217;intervento di Geppetto su Pinocchio</li>
<li>Capitolo VII: Pinocchio e l&#8217;assassinio del Grillo-parlante</li>
<li>Capitolo VIII: Pinocchio e Mangiafuoco</li>
<li>Capitolo IX: Pinocchio, il Gatto e la Volpe</li>
<li>Capitolo X: Pinocchio e il giudice</li>
<li>Capitolo XI: Pinocchio e il serpente</li>
<li>Capitolo XII: Pinocchio e la scuola</li>
<li>Capitolo XIII: Pinocchio e la Lumaca</li>
<li>Capitolo XIV: Pinocchio e Lucignolo</li>
<li>Capitolo XV: Pinocchio e il Paese dei Balocchi</li>
<li>Capitolo XVI: Pinocchio da burattino maraviglioso a ciuchino famoso</li>
<li>Capitolo XVII: Pinocchio, la sua durezza e i pesci</li>
<li>Capitolo XVIII: Geppetto e il Pesce-cane, Pinocchio e la via maestra</li>
<li>Capitolo XIX: Le nuove case e le nuove personalità di Pinocchio</li>
<li>Capitolo XX: Pinocchio, il femminile e la Fata turchina</li>
<li>Capitolo XXI: Pinocchio e il maschile</li>
<li>Capitolo XXII: Pinocchio e il trascendente</li>
<li>Capitolo XXIII: <em>Pinocchio</em> e Collodi</li>
<li>Capitolo XXIV: Conclusione</li>
</ul>
<div><a href="file://///Metamorphosis/D/siti/ritamascialino.com/sito/pinocchio.html#indice"><br />
</a></div>
<hr size="1" />
<h2><strong>dall’opera <em>Pinocchio: Analisi e interpretazione</em></strong></h2>
<p>dalla <em>Prefazione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) La novità e l’approfondimento portati  da questo studio  alla letteratura esistente su Pinocchio stanno (&#8230;), oltre che negli  esiti dell’interpretazione, nella modalità di trattazione dei contenuti  di superficie e più profondi. Tali contenuti sono stati interpretati non  solo alla luce della configurazione più generale propria di simboli e  significati come avviene di consueto, bensì sono stati verificati alla  luce della loro peculiare configurazione come essa è presente nel testo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) è un dato di fatto emerso dall’analisi del testo, che la vicenda  di Pinocchio, pur indirizzata esplicitamente ai piccoli e da essi  fruibile come lo è stata  finora e come continuerà felicemente  ad esserlo anche per il futuro auspicabilmente con la correzione  suggerita, è per le problematiche in essa rappresentate una vicenda  anche ed in primo luogo per adulti, in particolare per adulti non eterni  bambini (&#8230;), bensì  capaci di mettersi a nudo e in discussione. È una  storia che, forte della spregiudicatezza del suo autore e fornita del  lasciapassare universale rappresentato dal genere della fiaba, mette alla  spranga ingiustizie ed illegalità, dissacra ambiti tradizionalmente  inviolabili, denuncia gli abusi più gravi perpetrati ai danni dei minori  entro un ambito familiare che risulta collocato nella più torbida ipocrisia (&#8230;)&#8221;</p></blockquote>
<p>dalla <em>Opera</em> dell’Autrice</p>
<blockquote><p>Dal Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante &#8220;(&#8230;) Pinocchio è dunque svantaggiato dal punto di vista genetico  dal momento che è fatto di una materia piuttosto scadente come ci dice  la simbologia del legno; è svantaggiato anche dal punto di vista  ambientale dal momento che è un trovatello, privo quindi della  propria famiglia originaria, e che capita in una situazione familiare  contrassegnata da forte miseria e degrado morale e materiale;  ha infine un contrassegno di diversità nel nome con tutto il retroterra  di significati simbolici e psicologici testé abbozzato – sugli ulteriori  svantaggi che gli derivano dall’essere diventato figlio adottivo di  Geppetto si veda in particolare il Capitolo VI. Il nome &#8220;Pinocchio&#8221; dunque,  così caro ai bambini di tutto il mondo nella sua superficie, è nella sua  realtà più profonda un marchio di infamia impresso sul burattino dal  padre che ride odiosamente mentre costruisce la rovina del figlio, un  marchio che Geppetto dà dunque beffardamente a Pinocchio e che segna  il destino del bimbo per così dire a sua insaputa, facendogli subire  quanto gli adulti e soprattutto il padre adottivo hanno deciso  irresponsabilmente per lui, così che, quando passerà allo stato e  alla dignità di ragazzo in carne ed ossa, non dovrà ringraziare  nessuno oltre che se stesso e la sua capacità di sognare il buono e  il bello, non quin di la società, non la famiglia, come vedremo in dettaglio.</p></blockquote>
<p>dalla <em>Conclusione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;Dall’analisi sono emersi inoltre inevitabili riflessi della  situazione socio-politica propria del popolo italiano visto in generale,  ossia secondo coordinate storico-culturali che vanno oltre l’epoca in cui  visse e operò Collodi. Tale popolo è raffigurato, anche se non sempre,  come poco onesto, adatto a compiere e a subire ingiustizie, a stare  alla catena del più forte, incapace di ribellarsi al sopruso e di  denunciare, se non del tutto anonimamente e senza compromettersi –  vedi solitudine di Pinocchio in tutti i suoi guai domestici ed extradomestici  pur noti al prossimo – gli abusi sui più deboli, un popolo che si mostra  in quest’opera poco coraggioso e solidale sul piano sociale, poco cosciente  dei suoi diritti e doveri morali e materiali, un popolo che consta in  linea di massima di individui a sé stanti, magari splendidi come  Pinocchio, ma che restano pur sempre chiusi dentro la loro  individualità – Pinocchio sta alla fine nella sua casa, eroe  della sua salvazione e della redenzione paterna, non del riscatto di un popolo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) poiché è proprio di qualsiasi testo di fantasia non avere semplici            e diretti riscontri con i fatti come accadono nel reale concreto, non            è assolutamente possibile da quanto estratto attraverso l’analisi dedurre            che Collodi fosse un omosessuale o che avesse avuto nella sua vita esperienze            di pedofilia in prima persona magari vissute sotto un tetto paterno            dove la presenza della madre non fosse stata sufficiente ad evitarle,            ma avesse solo funto da unguento lenitivo della ferita o della piaga            già instaurate e da memoria del bene e del bello. Tuttavia, da quanto            all’analisi è risultato presente nella fantasia dell’autore, è obiettivamente            e quindi legittimamente deducibile che la problematica dell’omosessualità            ed in particolare della pedofilia con l’aggravante del coinvolgimento            della figura paterna abbia interessato Collodi tanto intensamente da            indurlo a scrivere un intero racconto imperniato su di essa e pertanto            finalizzato ad esprimerla, ma nel contempo, per i motivi esposti in            questo studio, anche a nasconderla in un sottile gioco tra strutture            di superficie e profondo, come è stato evidenziato.&#8221;</p></blockquote>
<hr size="1" />
<h2><a name="tre"></a><strong>dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul  Messaggero Veneto</strong></h2>
<p>di lunedì 27 dicembre 2004</p>
<p><em><strong>Rita Mascialino &#8220;rilegge&#8221; la favola di Pinocchio &#8211;    		  Un acuto lavoro per riscoprire Collodi</strong></em></p>
<blockquote><p>&#8220;Le conclusioni della Mascialino sono spesso molto sorprendenti  		  e lontane da quelle note. Una delle più singolari e notevoli è a  		  esempio quella dell’assenza di ogni dimensione religiosa e  		  trascendente in Pinocchio. Anzi, secondo lei, i miti e alcuni  		  dogmi cristiani sono profondamente dissacrati e irrisi da Collodi (&#8230;).  		  Non c’è male, per un autore che ha suscitato anche l’interesse di papi e  		  cardinali. Le altre numerose conclusioni le lasciamo alla curiosità dei  		  lettori.&#8221;</p></blockquote>
<h2><strong>dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004</strong></h2>
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<hr size="1" />
<h2><a name="sei"></a><strong> dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino          di Padova</strong></h2>
<h2><strong> </strong></h2>
<p><strong> </strong>di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<blockquote><p>Una fiaba per bambini ma anche per adulti. Nel saggio “Pinocchio: Analisi          e interpretazione” (CleuP Editrice), presentato alla Libreria Feltrinelli,          Rita Mascialino, attraverso ventiquattro capitoli, conduce il lettore          a prendere atto di quel sottile gioco tra strutture di superficie e di          profondità (due livelli di comprensione: per piccoli e per grandi) che          caratterizza il capolavoro di Collodi, toscano arguto e mordace, che usa          uno stile narrativo incentrato sul sistema del “mostrare nascondendo e          nascondere mostrando”. Una tattica di cui Shakespeare e Kafka erano maestri.<br />
“Gli approcci letterari all’opera possono essere molteplici – ha spiegato          l’autrice – io mi sono occupata del significato. Sono partita dal testo          e ho ricostruito il mondo psichico che Collodi proietta nel suo capolavoro.          Ho effettuato un’analisi immanente al testo, analisi che deve precedere          ogni altra operazione (agganci storici, fonti, bibliografia)”. Seguendo          l’altalena dei significati, di superficie e di profondità, che assumono          ambienti, personaggi e azioni. E ha osservato: “È una storia che, forte          della spregiudicatezza del suo autore e fornita del lasciapassare universale          rappresentato dal genere della fiaba, mette alla spranga ingiustizie e          illegalità, dissacra ambienti tradizionalmente inviolabili, denuncia gli          abusi più gravi perpetrati a danno dei minori entro un ambito familiare          che risulta collocato nella più torbida ipocrisia”.<br />
Rita Mascialino, che ha alle spalle studi universitari di indirizzo linguistico,          filosofico, pedagogico, specializzazioni in psicologia della scrittura,          dirige per la CleuP la “Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario          e Figurativo”, cura una sezione della Rivista friulana di cultura ‘Panarie’,          scrive saggi e racconti.</p></blockquote>
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