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	<title>Rita Mascialino &#187; Rivista</title>
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	<description>Sito web di Rita Mascialino</description>
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		<title>Presentazione Rivista</title>
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		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2009/01/presentazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 14:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[Rivista di analisi del testo filosofico, letterario e figurativo La RIVISTA DI ANALISI DEL TESTO FILOSOFICO, LETTERARIO E FIGURATIVO si pone come ristrutturazione e diretta continuazione della Rivista di Analisi del Testo Letterario e Figurativo (MeQRiMa). A partire dal Numero 6/Dicembre 2003 la Rivista è stata sganciata  dall’Associazione Culturale Internazionale MeQRiMa e dagli obblighi corrispondenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Rivista di analisi del testo filosofico, letterario e figurativo</h2>
<p>La RIVISTA DI ANALISI DEL TESTO FILOSOFICO, LETTERARIO E FIGURATIVO si pone 		 come ristrutturazione e diretta continuazione della<strong> Rivista di Analisi  		 del Testo Letterario e Figurativo (<span class="timesit">M</span><span class="times">e<em>Q</em>RiMa</span>)</strong>. A partire dal Numero 6/Dicembre 2003 la Rivista è stata sganciata  dall’<strong>Associazione  		 Culturale Internazionale <span class="timesit">M</span><span class="times">e<em>Q</em>RiMa </span></strong><span class="times">e dagli obblighi corrispondenti. È stato</span> aggiunto l&#8217;ambito relativo alla filosofia ed ha avuto luogo una riorganizzazione generale.  Dai Numeri 1-5 sono state eliminate le informazioni agganciate all&#8217;attività dell&#8217;Associazione come pure gli studi collegati alle Sperimentazioni da essa monitorate e gli studi esulanti dai temi delle attuali Sezioni. Tutti i Numeri portano il titolo post ristrutturazione per una più agevole identificazione della Rivista.</p>
<p>Connotazione scientifica precipua della Rivista è la prospettiva evoluzionistica applicata per la prima volta all&#8217;analisi e interpretazione del significato dei testi filosofici, letterari e artistici in generale intrinseca al Metodo Spaziale altresì detto <em>metodo meqrima</em> o<em> quadrifasico</em> o <em>Mascialino</em>. Tale Metodo Spaziale, poggiante sul piano scientifico della <em>spazialità dinamica</em>, obiettivamente verificabile e falsificabile, si pone come superamento dl metodo soggettivo offerto dal pragmatismo in tutte le sue forme relativamente alla comprensione del significato dei testi citati e funge da base a qualsiasi prospettiva particolare, ad esempio di tipo storico, socaile, psicoanalitico e simili.</p>
<p>Il fulcro della <strong>RIVISTA</strong> è rappresentato dalla prima Sezione di  		  <em>Analisi e Interpretazione dei Testi Filosofici, Letterari e Figurativi</em>, finalizzata  		  ad estrarre quanto più significato possibile da detti testi e corredata di immagini  		  relative ai testi figurativi in analisi. Il testo figurativo è inteso in senso lato, comprensivo di disegni, illustrazioni, fotografie artistiche.</p>
<p>La seconda Sezione <em>Varietà </em>accoglie sia studi relativi ad opere filosofiche, letterarie o figurative, tuttavia  		  condotti non nella forma dell&#8217;analisi e interpretazione del testo, bensì nella forma più generale della riflessione sui testi, sia studi di tipo storico, biografico e culturale in generale.</p>
<p>La terza Sezione riguarda <em>Studi sulla Traduzione</em> del testo letterario, sia con esposizioni delle varie teorie del tradurre e temi collegati, sia traduzioni, analisi e interpretazioni comparative di testi letterari stranieri.</p>
<p>La quarta Sezione <em>Teoria dell&#8217;Analisi dei Testi Artistici contiene </em>sia studi  che riguardano più direttamente i tracciati portanti e periferici del  paesaggio interpretativo quali temi teorici, metodologici e tecnici relativi all&#8217;interpretare, sia studi che fungono da corollario o sfondo quali temi di  logica, retorica, semiotica, analisi del linguaggio, estetica, di neuroscienze, etnografia, etologia comparata animale compresa quella umana ed altri possibili, con speciale attenzione a tmi di ambito evoluzionistico che formano la prospettiva scientifica fondamentale in cui si situa la <strong>RIVISTA</strong>.</p>
<p>Per quanto attiene alla quinta Sezione dedicata alle presentazioni   di studi negli ambiti trattati dalla <strong>RIVISTA</strong>, queste non sono   realizzate secondo i canoni tradizionali entro i quali l’opera   viene filtrata dal  giudizio soggettivo del recensore, ma danno   su base obiettiva <em>Informazioni su Idee</em> come sono portate avanti   nelle opere stesse.</p>
<p>Chiude la <strong>RIVISTA</strong> un’<em>Appendice</em> riservata sia a studi di ambiti  culturali non rientranti specificamente nelle Sezioni citate sia all&#8217;<em>Elenco dei Collaboratori</em> presenti in ciascun Numero con breve <em>curriculum</em>.</p>
<p>I testi degli studi, da qualsiasi Paese essi provengano, possono essere  redatti in italiano oppure  tedesco, inglese, francese e spagnolo.  I contributi stranieri sono pubblicati, ove lo spazio lo consenta, con traduzione testo a fronte o solo in traduzione.   Ciascuno studio deve essere corredato di <em>abstract</em> non superiore alle quindici righe.  Gli studiosi che desiderano pubblicare sulla <strong>RIVISTA</strong> sono cortesemente pregati di  inviare i loro studi indirizzandoli a <strong>info@meqrima.it</strong>, alla cortese attenzione del Direttore. Per infromazioni di qualsiasi genere sta a disposizione l&#8217;indirizzo stesso del Direttore. Non si restituiscono gli studi non accettati.  Non sono previsti emolumenti per gli studiosi, che riceveranno ciascuno   una copia del Numero della <strong>RIVISTA</strong> cui hanno contribuito.</p>
<p>Le pagine complessive di ciascun numero vanno all’incirca da un minimo            di cento ad un massimo di duecentocinquanta all&#8217;incirca. L’uscita dei volumi è libera,            ossia non sottoposta a termini fissi.            Il numero periodico di uscite va da un minimo di uno a più volumi all’anno            con l’aggiunta di eventuali Supplementi.<br />
Tutti i Numeri della <strong>RIVISTA </strong>sono pubblicati dalla CleuP Editrice Università            di Padova. Possono essere ordinati direttamente            presso la Casa Editrice, e-mail tipografia@cleup.it, alla cortese attenzione del <strong>Direttore Editoriale Sandro Carpanese</strong>; telefono 049/650261.</p>
<p>Per avere visione dettagliata degli <em>Indici</em> di ciascun volume e per  citazioni dagli studi è a disposizione il Sito Internet <a name="stop"></a> www.ritamascialino.com.</p>
<div>IL DIRETTORE</div>
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		<title>Pinocchio: analisi e interpretazione</title>
		<link>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/01/pinocchio-analisi-e-interpretazione/</link>
		<comments>http://www.ritamascialino.com/cms/2007/01/pinocchio-analisi-e-interpretazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 19:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Mascialino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Collodi]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio ed Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 1 - Dicembre/2000]]></category>
		<category><![CDATA[Pinocchio: analisi e interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[SpeMeQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinocchio Analisi e interpretazione Autore: Rita Mascialino Padova: CleuP Editrice Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24) vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: Profondo Pinocchio 1. Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione 2. Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione 3. dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione * dalla Prefazione * [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="menutit">Pinocchio</span></h1>
<h1><span class="menutit"> Analisi e interpretazione </span></h1>
<p><span class="menutit"> </span><br />
Autore: Rita Mascialino<br />
Padova: CleuP Editrice</p>
<p>Novembre 2004 (pp. 206, Capitoli 24)</p>
<p>vedi anche il nuovo dramma in tre Atti di Rita Mascialino: <strong><a href="http://www.ritamascialino.com/cms/narrativa/" target="_self"><span class="menubordeaux"><em>Profondo Pinocchio</em></span></a></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.   Introduzione al testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
2.   Indice del testo Pinocchio: Analisi ed interpretazione<br />
3.   dall’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione</p>
<p style="padding-left: 60px;">* dalla Prefazione<br />
* dall’Opera<br />
* dalla Conclusione</p>
<p style="padding-left: 30px;">4.   dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul Messaggero Veneto<br />
5.   dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004<br />
6.   Dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino di Padova di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<hr size="1" />
<h2><strong>Introduzione</strong></h2>
<blockquote>
<div>“Tanti studiosi di critica letteraria, accademici            e non, si sono occupati di <strong>Pinocchio</strong> con la finalità            di dire novità relative alla sua interpretazione ed effettivamente nel            tempo qualche dettaglio nuovo è stato espresso anche se non sempre confermato            dal testo di <strong>Collodi</strong>. Tuttavia nel complesso le interpretazioni            finora prodotte ripetono con qualche variante solo quanto è già stato            detto e ridetto.&nbsp;</p>
<p>L’analisi e l’interpretazione della studiosa <strong>Rita Mascialino</strong> si pone            come assoluta novità sul mercato culturale. È di fatto il primo lavoro            che non ripete quanto è già stato detto, ma rivoluziona profondamente            la prospettiva da cui osservare l’opera negli esiti globali e nei dettagli,            dando risultati esegetici sorprendenti soprattutto per il fatto che            tutti sono ampiamente confermati ciascuno sulla base di quanto sta obiettivamente            nel testo di <strong>Collodi</strong>, come chiunque legga il saggio, specialista o meno,            può constatare. Il complesso e massiccio lavoro inferenziale che sta            a monte di questa analisi e interpretazione di Pinocchio è stato reso            agevolmente fruibile con l’eliminazione dei tecnicismi, con la stringatezza            logica che concatena tutto il discorso, con l’assenza di asserzioni            non spiegate, ciò che non lascia mai il lettore di fronte a concetti            non comprensibili, di cui non siano illustrati convenientemente tutti            i percorsi. La scientificità e la chiarezza di tale interpretazione            sono pertanto assicurate.”</p>
</div>
</blockquote>
<div>
<h3>Potete agevolmente ordinare il libro presso la Vostra Libreria di fiducia            o presso qualsiasi Libreria o presso la <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> (telefonare allo 049-650261 personalmente al Supervisore            Sandro CARPANESE) o presso la Libreria della <a class="ev" href="http://www.cleup.it/" target="_blank">Casa            Editrice CleuP</a> inviando un messaggio di posta elettronica a: <a class="ev" href="mailto:info@cleup.it" target="_blank">info@cleup.it</a>.</h3>
<h3>Lo potrete avere nelle Vostre mani in  		un paio di giorni.</h3>
</div>
<h3>Buona lettura!</h3>
<hr size="1" />
<h2><strong>Indice</strong></h2>
<ul>
<li>Prefazione</li>
<li>Capitolo I: Mastr&#8217;Antonio, Geppetto, la parrucca</li>
<li>Capitolo II: La casa e la personalita&#8217; di Geppetto</li>
<li>Capitolo III: Il pezzo di legno parlante nell&#8217;ambito di tre paternita&#8217;</li>
<li>Capitolo IV: La prima esperienza del pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante</li>
<li>Capitolo VI: L&#8217;intervento di Geppetto su Pinocchio</li>
<li>Capitolo VII: Pinocchio e l&#8217;assassinio del Grillo-parlante</li>
<li>Capitolo VIII: Pinocchio e Mangiafuoco</li>
<li>Capitolo IX: Pinocchio, il Gatto e la Volpe</li>
<li>Capitolo X: Pinocchio e il giudice</li>
<li>Capitolo XI: Pinocchio e il serpente</li>
<li>Capitolo XII: Pinocchio e la scuola</li>
<li>Capitolo XIII: Pinocchio e la Lumaca</li>
<li>Capitolo XIV: Pinocchio e Lucignolo</li>
<li>Capitolo XV: Pinocchio e il Paese dei Balocchi</li>
<li>Capitolo XVI: Pinocchio da burattino maraviglioso a ciuchino famoso</li>
<li>Capitolo XVII: Pinocchio, la sua durezza e i pesci</li>
<li>Capitolo XVIII: Geppetto e il Pesce-cane, Pinocchio e la via maestra</li>
<li>Capitolo XIX: Le nuove case e le nuove personalità di Pinocchio</li>
<li>Capitolo XX: Pinocchio, il femminile e la Fata turchina</li>
<li>Capitolo XXI: Pinocchio e il maschile</li>
<li>Capitolo XXII: Pinocchio e il trascendente</li>
<li>Capitolo XXIII: <em>Pinocchio</em> e Collodi</li>
<li>Capitolo XXIV: Conclusione</li>
</ul>
<div><a href="file://///Metamorphosis/D/siti/ritamascialino.com/sito/pinocchio.html#indice"><br />
</a></div>
<hr size="1" />
<h2><strong>dall’opera <em>Pinocchio: Analisi e interpretazione</em></strong></h2>
<p>dalla <em>Prefazione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) La novità e l’approfondimento portati  da questo studio  alla letteratura esistente su Pinocchio stanno (&#8230;), oltre che negli  esiti dell’interpretazione, nella modalità di trattazione dei contenuti  di superficie e più profondi. Tali contenuti sono stati interpretati non  solo alla luce della configurazione più generale propria di simboli e  significati come avviene di consueto, bensì sono stati verificati alla  luce della loro peculiare configurazione come essa è presente nel testo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) è un dato di fatto emerso dall’analisi del testo, che la vicenda  di Pinocchio, pur indirizzata esplicitamente ai piccoli e da essi  fruibile come lo è stata  finora e come continuerà felicemente  ad esserlo anche per il futuro auspicabilmente con la correzione  suggerita, è per le problematiche in essa rappresentate una vicenda  anche ed in primo luogo per adulti, in particolare per adulti non eterni  bambini (&#8230;), bensì  capaci di mettersi a nudo e in discussione. È una  storia che, forte della spregiudicatezza del suo autore e fornita del  lasciapassare universale rappresentato dal genere della fiaba, mette alla  spranga ingiustizie ed illegalità, dissacra ambiti tradizionalmente  inviolabili, denuncia gli abusi più gravi perpetrati ai danni dei minori  entro un ambito familiare che risulta collocato nella più torbida ipocrisia (&#8230;)&#8221;</p></blockquote>
<p>dalla <em>Opera</em> dell’Autrice</p>
<blockquote><p>Dal Capitolo V: Geppetto e la scelta del nome per il pezzo di legno parlante &#8220;(&#8230;) Pinocchio è dunque svantaggiato dal punto di vista genetico  dal momento che è fatto di una materia piuttosto scadente come ci dice  la simbologia del legno; è svantaggiato anche dal punto di vista  ambientale dal momento che è un trovatello, privo quindi della  propria famiglia originaria, e che capita in una situazione familiare  contrassegnata da forte miseria e degrado morale e materiale;  ha infine un contrassegno di diversità nel nome con tutto il retroterra  di significati simbolici e psicologici testé abbozzato – sugli ulteriori  svantaggi che gli derivano dall’essere diventato figlio adottivo di  Geppetto si veda in particolare il Capitolo VI. Il nome &#8220;Pinocchio&#8221; dunque,  così caro ai bambini di tutto il mondo nella sua superficie, è nella sua  realtà più profonda un marchio di infamia impresso sul burattino dal  padre che ride odiosamente mentre costruisce la rovina del figlio, un  marchio che Geppetto dà dunque beffardamente a Pinocchio e che segna  il destino del bimbo per così dire a sua insaputa, facendogli subire  quanto gli adulti e soprattutto il padre adottivo hanno deciso  irresponsabilmente per lui, così che, quando passerà allo stato e  alla dignità di ragazzo in carne ed ossa, non dovrà ringraziare  nessuno oltre che se stesso e la sua capacità di sognare il buono e  il bello, non quin di la società, non la famiglia, come vedremo in dettaglio.</p></blockquote>
<p>dalla <em>Conclusione</em> dell’Autrice</p>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;Dall’analisi sono emersi inoltre inevitabili riflessi della  situazione socio-politica propria del popolo italiano visto in generale,  ossia secondo coordinate storico-culturali che vanno oltre l’epoca in cui  visse e operò Collodi. Tale popolo è raffigurato, anche se non sempre,  come poco onesto, adatto a compiere e a subire ingiustizie, a stare  alla catena del più forte, incapace di ribellarsi al sopruso e di  denunciare, se non del tutto anonimamente e senza compromettersi –  vedi solitudine di Pinocchio in tutti i suoi guai domestici ed extradomestici  pur noti al prossimo – gli abusi sui più deboli, un popolo che si mostra  in quest’opera poco coraggioso e solidale sul piano sociale, poco cosciente  dei suoi diritti e doveri morali e materiali, un popolo che consta in  linea di massima di individui a sé stanti, magari splendidi come  Pinocchio, ma che restano pur sempre chiusi dentro la loro  individualità – Pinocchio sta alla fine nella sua casa, eroe  della sua salvazione e della redenzione paterna, non del riscatto di un popolo.&#8221;</p></blockquote>
<p>p.</p>
<blockquote><p>&#8220;(&#8230;) poiché è proprio di qualsiasi testo di fantasia non avere semplici            e diretti riscontri con i fatti come accadono nel reale concreto, non            è assolutamente possibile da quanto estratto attraverso l’analisi dedurre            che Collodi fosse un omosessuale o che avesse avuto nella sua vita esperienze            di pedofilia in prima persona magari vissute sotto un tetto paterno            dove la presenza della madre non fosse stata sufficiente ad evitarle,            ma avesse solo funto da unguento lenitivo della ferita o della piaga            già instaurate e da memoria del bene e del bello. Tuttavia, da quanto            all’analisi è risultato presente nella fantasia dell’autore, è obiettivamente            e quindi legittimamente deducibile che la problematica dell’omosessualità            ed in particolare della pedofilia con l’aggravante del coinvolgimento            della figura paterna abbia interessato Collodi tanto intensamente da            indurlo a scrivere un intero racconto imperniato su di essa e pertanto            finalizzato ad esprimerla, ma nel contempo, per i motivi esposti in            questo studio, anche a nasconderla in un sottile gioco tra strutture            di superficie e profondo, come è stato evidenziato.&#8221;</p></blockquote>
<hr size="1" />
<h2><a name="tre"></a><strong>dall’elzeviro di Carlo SGORLON sul  Messaggero Veneto</strong></h2>
<p>di lunedì 27 dicembre 2004</p>
<p><em><strong>Rita Mascialino &#8220;rilegge&#8221; la favola di Pinocchio &#8211;    		  Un acuto lavoro per riscoprire Collodi</strong></em></p>
<blockquote><p>&#8220;Le conclusioni della Mascialino sono spesso molto sorprendenti  		  e lontane da quelle note. Una delle più singolari e notevoli è a  		  esempio quella dell’assenza di ogni dimensione religiosa e  		  trascendente in Pinocchio. Anzi, secondo lei, i miti e alcuni  		  dogmi cristiani sono profondamente dissacrati e irrisi da Collodi (&#8230;).  		  Non c’è male, per un autore che ha suscitato anche l’interesse di papi e  		  cardinali. Le altre numerose conclusioni le lasciamo alla curiosità dei  		  lettori.&#8221;</p></blockquote>
<h2><strong>dal Messaggero Veneto del 27 dicembre 2004</strong></h2>
<p><a class="ev" onclick="MM_openBrWindow('articolo.html','','scrollbars=yes,width=800,height=801')" href="file://///Metamorphosis/D/siti/ritamascialino.com/sito/pinocchio.html#">Cliccare sul titolo per visualizzare l&#8217;intero articolo </a></p>
<div><a href="file://///Metamorphosis/D/siti/ritamascialino.com/sito/pinocchio.html#indice"><br />
</a></div>
<hr size="1" />
<h2><a name="sei"></a><strong> dalla recensione di Maria Pia Codato nel Gazzettino          di Padova</strong></h2>
<h2><strong> </strong></h2>
<p><strong> </strong>di Mercoledì 25 Maggio 2005</p>
<blockquote><p>Una fiaba per bambini ma anche per adulti. Nel saggio “Pinocchio: Analisi          e interpretazione” (CleuP Editrice), presentato alla Libreria Feltrinelli,          Rita Mascialino, attraverso ventiquattro capitoli, conduce il lettore          a prendere atto di quel sottile gioco tra strutture di superficie e di          profondità (due livelli di comprensione: per piccoli e per grandi) che          caratterizza il capolavoro di Collodi, toscano arguto e mordace, che usa          uno stile narrativo incentrato sul sistema del “mostrare nascondendo e          nascondere mostrando”. Una tattica di cui Shakespeare e Kafka erano maestri.<br />
“Gli approcci letterari all’opera possono essere molteplici – ha spiegato          l’autrice – io mi sono occupata del significato. Sono partita dal testo          e ho ricostruito il mondo psichico che Collodi proietta nel suo capolavoro.          Ho effettuato un’analisi immanente al testo, analisi che deve precedere          ogni altra operazione (agganci storici, fonti, bibliografia)”. Seguendo          l’altalena dei significati, di superficie e di profondità, che assumono          ambienti, personaggi e azioni. E ha osservato: “È una storia che, forte          della spregiudicatezza del suo autore e fornita del lasciapassare universale          rappresentato dal genere della fiaba, mette alla spranga ingiustizie e          illegalità, dissacra ambienti tradizionalmente inviolabili, denuncia gli          abusi più gravi perpetrati a danno dei minori entro un ambito familiare          che risulta collocato nella più torbida ipocrisia”.<br />
Rita Mascialino, che ha alle spalle studi universitari di indirizzo linguistico,          filosofico, pedagogico, specializzazioni in psicologia della scrittura,          dirige per la CleuP la “Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario          e Figurativo”, cura una sezione della Rivista friulana di cultura ‘Panarie’,          scrive saggi e racconti.</p></blockquote>
<div><a href="file://///Metamorphosis/D/siti/ritamascialino.com/sito/pinocchio.html#indice"><br />
</a></div>
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