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Pinocchio: analisi e interpretazione

1. Vincitore del PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE TULLIOLA
Saggistica, Formia 2007

Per la saggistica la commissione decide di assegnare il primo premio alla scrittrice Rita Mascialino, con l’opera Pinocchio: Analisi e interpretazione, Editrice CleuP- Padova.

Giudizio della Giuria:

“La giuria all’unanimità e con entusiasmo ha dichiarato quest’opera vincitrice, poiché l’ha ritenuta fine e originale interpretazione dell’opera di Collodi, sapendo leggere nei personaggi tutte le sfumature umane e bestiali e articolando i contenuti in incisive riflessioni e analisi critica. Il saggio fa sì che “Pinocchio” diventi opera di formazione delle coscienze anche per gli adulti.”

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2. Finalista al PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE V. NABOKOV

Saggistica, Roma, ottobre 2006

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Premio per la Traduzione del Testo Letterario ‘Guglielmo Foschi’

Università di Bologna/Assessorato Cultura Forlì, 22 maggio 2006. Traduzioni premiate: Eldorado e Ulalume di Edgar Allan Poe.

Giudizio della Giuria:

“Un elegante lavoro in entrambe le composizioni, con una ricercata e creativa produzione linguistico-interpretativa che ha prodotto un testo equilibrato e intebnso. Al momento della lettura il lettore viene colpito e attratto dalle pieghe linguistiche sottratte a qualsiasi retorica esagerata o personale, creando un corridoio emozionale tra il traduttore e il lettore.”

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Cinque  premi letterari per il romanzo: Le carezze negate

1.Vincitore del Premio Letterario Internazionale ‘Osservatorio’, Bari, 21 dicembre 2008; Presidente del Premio Giuliana Stancarone, Presidente della Giuria Ninni Matera

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2. 2° premio al Premio Letterario Internazionale Bellizzi-Salerno, cerimonia di premiazione 31 giugno 2008, h 17.30, Sala Consiliare, con pergamena nominativa e premio.
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3. Segnalazione d’Onore al Premio Letterario Internazionale Le Muse, Pisa, cerimonia di premiazione 31 giugno 2008 h 18.00, Sala delle Riunioni Victoria, con pergamena nominativa e premio.
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4.Secondo Premio presso l’ Accademia Internazionale ‘Convivio’ di Messina, 2008, con recensione sulla prestigiosa Antologia internazionale dell’Accademia (vedi recensione riportata qui di seguito).

5. Finalista al ‘Premio Letterario Nazionale di Arti Letterarie’6i Torino, 20 ottobre 2007

Giudizio della giuria:

“L’autrice, attraverso un’ampia costruzione tripartita, ci offre le vicende e i retroscena di una famiglia del Novecento italiano, elaborando con sottigliezza psicologica e stilistica tre memorabili caratteri romanzeschi.”

Recensione del romanzo Le carezze negate

Primo Premio a Bari, Secondo Premio a Castiglione di Sicilia, Secondo Premio a Salerno-Bellizzi, Segnalato  Pisa, Finalista a Torino

Il Convivio 2008: Antologia di premi. Castiglione di Sicilia: Accademia Internazionale ‘Il Convivio’: Prefazione di Pietro Seddio: Aprile 2008.

A cura di ADRIANA DE VINCOLIS, membro della Giuria per il Libro Edito

“Il romanzo di Rita Mascialino, dal titolo Le carezze negate, narra le storie di tre personaggi, Vito La Rocca, Luigina e Litina, la cui visione della vita e del mondo viene disegnata dalle traumatiche esperienze dell’infanzia raccontata nei suoi aspetti inconsueti. Il punto di vista preminente è quello del personaggio che da una parte si presenta ‘direttamente’, mentre dall’altra ‘indirettamente viene presentato ed osservato dagli altri personaggi. Tale metodo narrativo permette all’autrice di scavare passo passo nel profondo della loro psiche, mettendo a nudo i traumi che ne segnano l’esistenza.

L’opera è divisa in tre parti: Il firmamento notturno, La principessa nella primavera, Il sacco nero.

Nella prima parte Il firmamento notturno l’autrice narra le vicissitudini di Vito, bambino abbandonato che si tempra in convento riscattando il suo vissuto, ma rimanendo essenzialmente un uomo rigido e incapace di esprimere i propri sentimenti fino alla fine. “Quanto all’essere scacciato in sé, capì di esserlo stato da ogni parte e anche il soggiorno in convento era come una tettoia a riparo dalla tempesta, non era casa sua. La sua casa non era mai stata casa sua. Era stata la casa di mamma, di Colina, degli altri. Non aveva paura più di niente. Quel cazzotto gliel’aveva tolta…”.

Nella seconda parte, La principessa nella primavera, è Luigina, bambina troppo amata, coccolata e iperprotetta, che finisce con il rifiutare qualsiasi apertura agli altri, perduta solo nella contemplazione di sé: è il rovescio della medaglia di Vito; anche lei anaffettiva perfino con la figlia. “I genitori intensificarono a dismisura le già preponderanti cure per lei e la protezione, impedirono che facesse più qualsiasi cosa così che l’ozio divenne il suo mestiere per tutta la vita, come essa aveva sempre desiderato fino a rischiare la morte per averlo compagno. E la morte di fatto poco si differenziava dall’ozio, di cui tutte le sue vittime godevano in eterno”.

Dall’unione di questi due personaggi nasce Litina, le cui vicissitudini sono finemente rappresentate nella terza parte, Il sacco nero. Già è malamente accolta alla sua nascita per aver quasi causato la morte della mamma con un difficile parto; subisce poi continue umiliazioni e la totale assenza di contatto fisico materno, insieme ad una durissima educazione impartita dl padre Vito, che altrimenti non può e non sa fare; questi elementi concorrono a sedimentare in lei una paura estrema che la rende vigile e ultrasensibile alla gestualità altrui, gestualità che la bambina impara a decifrare con assoluta precisione. Litina trova conforto nella fantasia e nelle favole e riesca così a sopravvivere alle carezze negate. “E l’ingordigia, come la chiamava la madre, di sapori dolci era forse un surrogato delle carezze negate. Negate da quella mamma così moderata, tanto moderata che mangiava solo poco ed esattamente quel poco che decideva di mangiare e non un grammo di più…”.

…Trama complessa e interessante, quella del romanzo, per l’acutezza e il metodo di indagine, nonché per le prospettive diverse da cui i tre personaggi principali osservano gli eventi. L’Autrice dà prova di conoscere a fondo tutte le sfumature emozionali delle varie età della vita e il loro intrecciarsi ed evolversi con gli eventi. Sullo sfondo il nord Italia, fotografato nella prima metà del Novecento, con riferimenti a vicende che si svolgono durante il secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra. Il romanzo, avvincente e realistico, oltre che ricco di sfumature che richiedono una lettura attenta e consapevole, dà ampio spazio alle intrinseche dinamiche dei gruppi familiari, offrendo una realistica identità ai personaggi e alle loro emozioni.”