{"id":1510,"date":"2013-05-14T08:45:46","date_gmt":"2013-05-14T07:45:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?page_id=1510"},"modified":"2013-05-20T09:51:30","modified_gmt":"2013-05-20T08:51:30","slug":"il-capitano-francesco-de-gregori-in-una-memoria-della-figlia-anna","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/storiografia\/il-capitano-francesco-de-gregori-in-una-memoria-della-figlia-anna\/","title":{"rendered":"Il Capitano Francesco De Gregori in una memoria della figlia Anna"},"content":{"rendered":"<h2 align=\"center\"><b>Il Capitano Francesco De Gregori in una memoria della figlia Anna<\/b><\/h2>\n<h2 align=\"center\"><b>di\u00a0<\/b><b>Rita Mascialino<\/b><\/h2>\n<div id=\"attachment_1533\" style=\"width: 496px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1533\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1533 \" alt=\"Fotografia di Francesco De Gregori \u2018Bolla\u2019, Porz\u00fbs (Friuli Orientale), su gentile concessione in     esclusiva a www.ritamascialino.com da parte della figlia Anna De Gregori, febbraio 2013.\u201d\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/P1000638.jpg\" width=\"486\" height=\"649\" \/><p id=\"caption-attachment-1533\" class=\"wp-caption-text\">Fotografia di Francesco De Gregori \u2018Bolla\u2019, Porz\u00fbs (Friuli Orientale), su gentile concessione in\u00a0esclusiva a www.ritamascialino.com da parte della figlia Anna De Gregori, febbraio 2013.\u201d<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio scorso, dopo la presentazione della ristampa del libro <i>La Resistenza dei Cattolici in Friuli (1943-45)<\/i> (LaNuovaBaseEditrice LNB, Udine) nella Sala del Consiglio Provinciale di Udine, chiesi alla figlia\u00a0 del Capitano Francesco De Gregori \u2018Bolla\u2019, signora Anna, di concedermi l\u2019onore di pubblicare una fotografia inedita di suo padre, uno dei grandi personaggi storici del Friuli e dell\u2019Italia, e di volermi raccontare un episodio pure inedito dei suoi ricordi relativi alla sua vita con il padre, fotografia e memoria che avrei pubblicato in esclusiva nel mio sito <a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/\">www.ritamascialino.com<\/a>. Anna De Gregori mi accolse nella casa di Udine in cui abita a tutt\u2019oggi la madre, signora Clelia Clocchiatti vedova De Gregori, e dopo aver parlato con me degli eventi trascorsi mi concesse in esclusiva sia una fotografia inedita del padre sia un ricordo autobiografico pure inedito. La fotografia era purtroppo molto scura. Io la presi comunque ripromettendomi di farla schiarire sufficientemente per una buona resa nella pubblicazione. Ci\u00f2 non fu possibile, per cui dopo vari tentativi falliti chiesi nuovamente il permesso di fotografare direttamente la grande, bellissima e chiara immagine incorniciata sotto vetro e appesa nel soggiorno, corrispondente alla fotografia riuscita troppo scura. La fotografia ritrae Francesco De Gregori in montagna, nel Friuli Orientale, poco prima di essere ucciso alle Malghe di Porz\u00fbs assieme all\u2019avamposto da lui capeggiato della Brigata Osoppo, definita \u201cleggendaria\u201d dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso tenuto al Municipio di Faedis il 29 maggio del 2012\u00a0 (<i>La Resistenza dei Cattolici in Friuli 1943-45<\/i>, 232), leggendaria e degna quindi di fare parte della storia delle\u00a0 grandi gesta di un popolo. La fotografia lo rappresenta in un\u2019espressione grave, drammatica,\u00a0 che testimonia dei sentimenti che albergavano nel consapevole cuore del Capitano. Venendo all\u2019episodio autobiografico che mi aspettavo dalla signora Anna, essa mi disse con profonda amarezza che non aveva pi\u00f9 o meno nessun ricordo data l\u2019et\u00e0 infantile in cui aveva perso suo padre, a meno di quattro anni, cos\u00ec piccola era quando rimase orfana. Mi regal\u00f2 tuttavia, cos\u00ec mi comunic\u00f2, l\u2019unico e solo ricordo che era rimasto nella sua memoria piccina, un ricordo non raccontato a nessuno fino a quel momento e che io ascoltai con interesse ed emozione \u2013 \u00a0se la storia \u00e8 la vita della memoria e maestra di vita deve ricercare e trasmettere la verit\u00e0 dei fatti e con essa la verit\u00e0 delle persone protagoniste dei fatti o partecipi comunque di essi, delle loro pi\u00f9 vere motivazioni, ci\u00f2 in cui consiste precipuamente il suo insegnamento, \u00a0e la memoria inedita fornita da Anna De Gregori riguardante la personalit\u00e0 del suo grande padre si inserisce nell\u2019angolazione accennata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1945 il Capitano \u2018Bolla\u2019 trascorse in famiglia qualche piccolo momento di una domenica nella casa di Via Cividale situata nei pressi del passaggio a livello. Durante il pranzo si annunci\u00f2 in lontananza il treno. Francesco De Gregori allora si alz\u00f2 improvvisamente da tavola e prese in braccio la piccola portandola velocemente verso la finestra perch\u00e9 vedesse passare il treno fischiante, quel treno che proveniva dai monti in cui stazionava egli stesso a capo dell\u2019avamposto osovano che sarebbe stato sterminato di l\u00ec a poco assieme a lui. Il treno pass\u00f2 rumoroso andando via lontano ed il Capitano allora torn\u00f2 a tavola, prese un bicchiere d\u2019acqua per la figlioletta, vi vers\u00f2 una goccia di vino rosso e le diede la bevanda. \u00a0Questo l\u2019episodio ricordato dalla figlia, l\u2019unico, un semplice quanto raro attimo degli affetti familiari riguardante suo padre, l\u2019unico, narrato con contenuta passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo valga la pena di delineare l\u2019aspetto semantico del gesto di Francesco De Gregori a livello simbolico, poich\u00e9 di gesto a forte impronta simbolica si \u00e8 trattato. In quel gesto, che rest\u00f2 nella memoria della piccola e la cui simbologia inconscia tanto mi colp\u00ec quando lo sentii raccontare, Francesco De Gregori ag\u00ec d\u2019impulso, in una di quelle azioni dettate molto direttamente appunto dal pi\u00f9 simbolico inconscio quando esso rivela le previsioni ed i sentimenti pi\u00f9 profondi che restano chiusi alle parole in quanto repressi e rimossi dalla sfera della consapevolezza essendo non piacevoli e che si esprimono comunque irrefrenabilmente quando stimolati violentemente in comportamenti a prima vista spesso inspiegabili. E l\u2019amore per la figlia e la consapevolezza di dover forse o molto certamente rinunciare a vederla crescere e ad amarla per tanti anni fu la stimolazione violenta che fece agire il padre. Il Capitano De Gregori diede alla figlioletta, l\u2019ultima nata dopo il fratellino, la pesante eredit\u00e0 del sacrificio cruento che si sarebbe presto verificato come egli presagiva per s\u00e9. Vers\u00f2 il vino simbolo del proprio sangue sacrificale nel bicchiere facendolo bere alla piccola perch\u00e9 se ne ricordasse per sempre, perch\u00e9 ricordasse per sempre il sacrificio di suo padre di cui poco altro poteva trattenere nella sua memoria, perch\u00e9 tenesse nel suo cuore una testimonianza indelebile del suo amore e dell\u2019evento che glielo avrebbe tolto. Un gesto che richiama \u00a0immediatamente ci\u00f2 che accadde in un\u2019ultima famosa cena occorsa agli albori dell\u2019era cristiana, ma che nel suo scheletro semantico risale a tempi che si perdono molto pi\u00f9 indietro ancora, nella notte dei tempi, nella pi\u00f9 oscura preistoria, quando veniva sacrificato l\u2019animale totemico di cui tutti gli appartenenti al clan, si potevano ed anzi dovevano cibare per rafforzare l\u2019appartenenza al gruppo, per avere in s\u00e9 lo spirito dell\u2019animale che tale gruppo rappresentava, le sue qualit\u00e0 psicofisiche. Fu come se Francesco De Gregori, che presentiva ormai la fine vicina come dalle sue lettere in cui chiedeva rinforzi al CLNAI, quei rinforzi che non gli giunsero, avesse voluto, con l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019inconscio per gli eventi tragici incombenti e non pi\u00f9 eludibili, farsi ricordare dalla figlia facendole bere il suo sangue in sua memoria. Il treno sceso dai monti del\u00a0 confine orientale del Friuli non si ferm\u00f2 a Cividale, se ne and\u00f2 via da casa De Gregori cos\u00ec come se ne sarebbe andato il Capitano senza pi\u00f9 potersi fermare come membro vivente in seno alla sua famiglia. La visione di un treno che se ne va lontano, la goccia di vino rosso come simbolo del sangue sacrificale, questo l\u2019unico ricordo di Anna De Gregori, una memoria comunque che le \u00e8 rimasta viva proprio come il padre aveva voluto nel suo impeto disperato che rimase impresso nella mente bambina di sua figlia tanta era l\u2019intensit\u00e0 emotiva del sentimento con cui l\u2019azione fu espressa da suo padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nell\u2019interpretazione di questo unico ricordo rimasto finora inedito della figlia di Francesco De Gregori, il celebre Capitano \u2018Bolla\u2019 dell\u2019avamposto osovano alle Malghe di Porz\u00fbs.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Capitano Francesco De Gregori in una memoria della figlia Anna di\u00a0Rita Mascialino Nel febbraio scorso, dopo la presentazione della ristampa del libro La Resistenza dei Cattolici in Friuli (1943-45) (LaNuovaBaseEditrice LNB, Udine) nella Sala del Consiglio Provinciale di Udine, chiesi alla figlia\u00a0 del Capitano Francesco De Gregori \u2018Bolla\u2019, signora Anna, di concedermi l\u2019onore di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1512,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1510"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1510"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1534,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1510\/revisions\/1534"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1512"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}