{"id":1639,"date":"2013-08-08T17:16:24","date_gmt":"2013-08-08T16:16:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?page_id=1639"},"modified":"2019-09-05T16:20:50","modified_gmt":"2019-09-05T15:20:50","slug":"adolf-seefeldt","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/criminologia\/adolf-seefeldt\/","title":{"rendered":"I genitori del serial killer tedesco Adolf Seefeldt"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: large;\">I genitori del <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>serial killer<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> tedesco Adolf Seefeldt\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Adolf-S.doc\">scarica<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large;\">di<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large;\">Rita Mascialino<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A proposito di coloro che commettono omicidi e violenze fisiche, per la grande maggioranza maschi \u2013 non adopero qui il termine \u201cuomini\u201d in quanto \u00e8 ambiguo indicando esso sia i soli maschi sia maschi e femmine, uomini e donne \u2013, \u00e8 il caso di evidenziare un problema che contribuisce per buona parte a formare la base che funge da differenza fondamentale tra le persone socialmente positive e quelle socialmente negative fino alla pi\u00f9 grave pericolosit\u00e0 sociale. Il problema in questione riguarda la cosiddetta coscienza o Super-Ego e si riferisce ad un ancora molto attivo luogo comune: l\u2019opinione che l\u2019assenza o la precariet\u00e0 della coscienza siano un fattore che contraddistingua <i>tout cour<\/i> un soggetto o l\u2019altro per natura, per indole, magari per genetica ed eredit\u00e0, opinione che attribuisce tutti i mali all\u2019influsso della societ\u00e0 intesa in senso generale, come media, come cultura, senza che eventuali cause e concause siano da ascriversi ai genitori per i quali vale ancora l\u2019arcaico pregiudizio del comandamento divino o ebraico \u201conora il padre e la madre\u201d. Come se i genitori, solo per il fatto di essere genitori, dovessero essere onorati dai figli senza doversi meritare gli onori. In ogni caso, l\u2019attribuire per cos\u00ec dire la colpa della degenerazione della personalit\u00e0 dei singoli individui alla societ\u00e0 come entit\u00e0 astratta, non individuata in nessun senso o avente un volto secondo le varie opportunit\u00e0, addossa tale degenerazione al nulla, al non individuato. Allora si d\u00e0 la colpa ora ai film violenti, ora alle discoteche considerate luoghi di perdizione, alla droga, all\u2019alcol e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, tutti colpevoli non imputabili in nessun processo penale, fantasmi inafferrabili per cos\u00ec dire. Resta il dato di fatto che i piccoli non si rovinano per loro volont\u00e0 e vengono rovinati da altri, da specifici altri e non da fantasmi. Poich\u00e9 la rovina della personalit\u00e0 e quindi della vita dei piccoli e dei futuri adulti \u00e8 un delitto, un crimine bello e buono e dei peggiori, anche se questo ancora non \u00e8 riconosciuto esplicitamente nel codice penale e dovr\u00e0 essere riconosciuto o prima o poi, occorre comunque individuare i colpevoli, onde saper fornire i rimedi pi\u00f9 consoni. La tesi qui sostenuta \u00e8 che i colpevoli principali, non unici ma senz\u2019altro principali, della degenerazione della personalit\u00e0 dei giovani siano il pap\u00e0 e la mamma o chi per loro. I genitori sono coloro che educano e formano, consapevolmente o inconsapevolmente, con il loro esempio corredato o meno da insegnamenti espliciti, i loro figli nei primissimi anni del loro sviluppo, gli anni chiave, fondanti, quelli in cui viene disegnato lo scheletro indelebile della personalit\u00e0 nei piccoli. L\u2019influsso della societ\u00e0 intesa come mondo esterno alla famiglia, in cui il bambino cresce, esiste come non \u00e8 possibile altrimenti, ma per cos\u00ec dire viene dopo l\u2019azione educativa, positiva o negativa che sia, della famiglia stessa, dei genitori o di chi ne fa le veci. In altri termini: l\u2019influsso della societ\u00e0 si fa sentire in base a quanto i genitori hanno dato e danno ai loro figli quanto a educazione e formazione nei primi anni di vita soprattutto, quando i piccoli ancora nulla possono razionalmente contro gli insegnamenti eventualmente cattivi che essi non distinguono ancora da quelli buoni, assimilando questi e quelli pi\u00f9 o meno indifferentemente, anche pi\u00f9 o meno passivamente, spesso del tutto inconsciamente. Un insegnamento, un esempio di comportamento non positivo vengono da esso introiettati dal piccolo a sua insaputa negli schemi spaziali che il cervello produce per adattarsi alla realt\u00e0 (Mascialino 1997 e segg.) e mostreranno i loro frutti speciali nella preadolescenza identificando la pianta realmente seminata dai genitori al di l\u00e0 delle loro millantate intenzioni che nessuno dovrebbe neppure menzionare tanto inutili sono tali sciocche menzogne \u2013 ci\u00f2 che conta \u00e8 la semina, non la predica, sono i semi che individuano la pianta alla crescita, non le prediche che si possono o meno accompagnare alle semine. Dunque il comportamento genitoriale quanto ad educazione e formazione dei figli si strutturer\u00e0 in tratto identitario della personalit\u00e0 che il piccolo, volente o nolente, si trover\u00e0 addosso per sempre e che la far\u00e0 comunque da tiranno sulle buone intenzioni che anche il giovane e l\u2019uomo potessero avere rendendogli in ogni caso difficile la vita. Questo danno inferto da genitori irresponsabili e incapaci di formare i figli in modo positivo non \u00e8 inevitabile e va pertanto evitato ponendo i genitori in situazione di non nuocere ai figli \u2013 non basta avere una relazione sessuale per trasformarsi in genitori capaci di educare i figli e di non nuocere loro per la vita. Occorre formare nei genitori obbligatoriamente la coscienza genitoriale, informandoli su come gestire l\u2019educazione e la formazione della personalit\u00e0 dei loro figli per il meglio, inserendo nell\u2019orario scolastico lezioni specifiche e serie, non basate sul buon cuore di ciascuno o sulle buone intenzioni di cui \u00e8 lastricata la via per l\u2019inferno, bens\u00ec basate su oggettive e solide conoscenze psicologiche, pedagogiche, sul piano umano in generale. Se questo non potr\u00e0 impedire che vi siano tuttavia ancora genitori irresponsabili, ridurr\u00e0 di molto e comunque ridurr\u00e0 il danno per i giovani, per la loro intera vita, per la societ\u00e0 tutta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come esempio all\u2019ingrandimento della tesi citata, prendiamo qui la personalit\u00e0 del <i>serial<\/i> tedesco degli anni Venti\/Trenta del Novecento Adolf Seefeldt, denominato <i>Sandmann<\/i> o uomo della sabbia, quello che secondo la leggenda tedesca fa dormire i bambini, ribelli e non, spargendo sabbia nei loro occhietti che a causa di ci\u00f2 si chiudono nel sonno \u2013 per dire la verit\u00e0 un sonno provocato con qualche fastidio. Seefeldt ipnotizzava i malcapitati fanciulli nei freddi boschi della Germania settentrionale in un sonno dal quale essi non si svegliavano pi\u00f9 assiderando nei rigori del clima nordico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Veniamo dunque alla causa principale tra le altre \u2013 di cui pure accenneremo \u2013 a monte della personalit\u00e0 del nostro uomo. In un giudizio molto superficiale dei fatti si potrebbe ritenere che il fanciullo Adolf Seefeldt sia stato rovinato dall\u2019esterno, per cos\u00ec dire dalla societ\u00e0. Di fatto alcuni uomini adulti ne abusarono sessualmente insegnandogli, anzitempo e su un piano ovviamente staccato dai sentimenti positivi, i piaceri del sesso attraverso la masturbazione ed il sesso orale, ci\u00f2 con tutte le conseguenze del caso sulla personalit\u00e0 del fanciullo Adolf Seefeldt. Sarebbe quindi l\u2019ambiente esterno alla famiglia il responsabile principale del fatto che Seefeldt concupisse in seguito i fanciulli e ne abusasse nei boschi lasciandoli morire per assideramento. L\u2019esperienza subita da Seefeldt all\u2019et\u00e0 di circa undici\/dodici anni venne ricordata volentieri, almeno sul piano conscio, dal futuro assassino come l\u2019unica cosa bella della sua tremenda vita all\u2019epoca. Ci si potrebbe chiedere, che senso avesse mai avuto allora fare morire i fanciulli di cui abusava con masturbazioni e rapporti orali e quant\u2019altro di simile, se l\u2019esperienza era stata tanto bella. In altri termini: se a lui piacque tanto l\u2019esperienza di cui fu grato ai due uomini, perch\u00e9 fare in modo che morissero i fanciulli che egli iniziava alla pratica appunto tanto bella? Perch\u00e9 non potessero parlare rivelando l\u2019accaduto e le loro famiglie lo denunciassero, recita la risposta pi\u00f9 ovvia e come tale pi\u00f9 superficiale. Certo questo era vero, ma se Seefeldt non voleva essere denunciato dai genitori dei fanciulli, ci\u00f2 significava che era conscio del fatto che l\u2019abuso dei piccoli non fosse cosa tanto bella come voleva ritenere. Il punto \u00e8 proprio questo: i genitori. Questi bambini avevano dei genitori che si curavano di loro, come Seefeldt deduceva dal fatto che fossero ben vestiti, bene educati, appunto che fossero curati dal padre e dalla madre, i quali ultimi avrebbero immediatamente avviato la caccia contro di lui perch\u00e9 finisse in carcere o al patibolo. Ma Adolf Seefeldt non aveva avuto una famiglia che si fosse curata di lui: il padre era alcolizzato, la madre era una donna per cos\u00ec dire di facili costumi e anch\u2019essa priva di senso di responsabilit\u00e0, la quale se ne and\u00f2 abbandonando i suoi figli. La nuova donna del padre era anch\u2019essa adatta come la precedente a vivere con un alcolizzato, una donna per definire la quale durante gli interrogatori Seefeldt adoper\u00f2 l\u2019aggettivo <i>bl\u00f6d<\/i>, che tra l\u2019altro significa \u201cimbecille\u201d, \u201ctonto\u201d, non intelligente. In tutto i fratelli di Adolf Seefeldt erano otto, un numero grande per uno spazio piccolo come quello messo a disposizione dalla baracca del padre. Seefeldt crebbe senza cura alcuna di nessuno, in uno spazio stretto, invivibile, con esempi genitoriali solo negativi. Quando fu sedotto dai due adulti, Seefeldt era gi\u00e0 stato rovinato dai suoi genitori, perci\u00f2 altro non pot\u00e9 che cadere nella rete dei due disgraziati. Si potrebbe obiettare che i fanciulli che Seefeld sedusse erano tutti fanciulli di buona famiglia e che quindi la famiglia non c\u2019entri nulla nella rovina dei figli. Seefeldt si presentava come un buon uomo, faceva dei regali ai ragazzini, prometteva loro di far vedere animali nel bosco vicino o altro di simile, li ingannava facendosi passare per un loro amico, soprattutto usava la sua forza di convincimento, identificata da lui stesso e successivamente dagli esperti come ipnosi. Convinceva con la forza del pensiero, portava i ragazzi via con s\u00e9, ne abusava grazie alla sua capacit\u00e0 ipnotica, li faceva addormentare e li abbandonava nella fredda notte del Nord. Nessuno si pot\u00e9 mai svegliare da quel sonno e la morte giunse senza che dovesse essere usata vera e propria violenza fisica sul corpo dei fanciulli. Seefeldt, riconosciuto colpevole e reo confesso anche alla fine, fu condannato a morte e decapitato dai nazisti. Poich\u00e9 egli durante gli interrogatori dichiar\u00f2 che, quando il desiderio sessuale verso i piccoli iniziava a prendere corpo nella sua mente, egli non aveva pi\u00f9 la capacit\u00e0 di tornare indietro, molti ritennero e ritengono che non potesse essere imputabile, mancando della forza di volont\u00e0 adatta a fargli superare la spinta sessuale, come se la mancanza della forza di volont\u00e0 valesse di per s\u00e9 a rendere non imputabili e come se il desiderio sessuale fosse qualcosa cui i maschi non potessero e non possano mai sottrarsi, come se la vita sociale non fosse trapuntata di leggi per limitare i delitti, di giusti divieti e obblighi di tutti i generi, ai quali i cittadini non fossero in grado di ottemperare. Certo c'\u00e8 chi crede di farla franca e di poter aggirare leggi e indagini, ma la realt\u00e0 \u00e8 altra o almeno \u00e8 spesso altra. I giudici nazisti avevano ritenuto che Adolf Seefeldt avrebbe potuto fare fronte al suo desiderio sessuale se solo avesse voluto viste anche in aggiunta le sue capacit\u00e0 ipnotiche che poteva usare su di s\u00e9 e non solo sugli altri. Lo considerarono del tutto in grado di intendere e di volere e lo mandarono a morte. Il fatto che fossero i nazisti a ritenerlo imputabile e quindi colpevole, ha facilitato l\u2019affermazione del giudizio opposto, ma occorre evidenziare che, ad esempio, anche un assassino possa dire la verit\u00e0 e possa fare un\u2019affermazione corretta pur rimanendo un assassino e che il dire il contrario di quanto dissero i nazisti in questo caso \u00e8 frutto del pregiudizio appena citato, della fallacia logica informale di rilevanza detta dell\u2019<i>argumentum<\/i> <i>ad hominem<\/i> abusivo. Certo, Seefeldt, a parte il giudizio dei nazisti, era certamente in grado di intendere e di volere, avrebbe quindi potuto essere recuperato in e con un carcere a vita, dove avrebbe potuto rendersi conto del male che aveva fatto e sarebbe cos\u00ec potuto, forse, morire da persona, non da bestia, ma i nazisti appunto gli impedirono di attingere tale autocoscienza, simili a lui nel rapporto facile e sbrigativo con la morte del prossimo, privi di qualsiasi indugio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rita Mascialino<\/strong><\/em><\/p>\n<h5><strong>(Dalle serigrafie dell'artista friulano MARINO SALVADOR<\/strong><\/h5>\n<p>333 9732672<\/p>\n<h5><strong>2019\u00a0<em>Ritratti\u00a0 in frammentazione: Personaggi Pubblici<\/em><\/strong><\/h5>\n<h5><strong><em>Postproduzione di stampe grafiche di Marino Salvador relative alla fotografia di Raffaela Manzini, Fotografa in Firenze, Via Lungo L'Affrico 22r. 349 6521450, Fotografa dei Premi dell'Accademia)<\/em><\/strong><\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2823\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/9Mascialino.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/9Mascialino.jpg 4134w, https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/9Mascialino-768x1097.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I genitori del serial killer tedesco Adolf Seefeldt\u00a0\u00a0scarica di Rita Mascialino A proposito di coloro che commettono omicidi e violenze fisiche, per la grande maggioranza maschi \u2013 non adopero qui il termine \u201cuomini\u201d in quanto \u00e8 ambiguo indicando esso sia i soli maschi sia maschi e femmine, uomini e donne \u2013, \u00e8 il caso di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":1413,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1639"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1639"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2860,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1639\/revisions\/2860"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}