{"id":2161,"date":"2018-02-13T17:41:27","date_gmt":"2018-02-13T16:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?page_id=2161"},"modified":"2018-02-13T17:41:27","modified_gmt":"2018-02-13T16:41:27","slug":"la-lingua-italiana-essenza-del-congiuntivo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/la-lingua-italiana-essenza-del-congiuntivo\/","title":{"rendered":"La Lingua italiana: Essenza del congiuntivo"},"content":{"rendered":"<p>Da <strong>LUNIGIANA DANTESCA, ANNO XV n. 137 \u2013 FEB 2018<\/strong><br \/>\n<strong>CENTRO LUNIGIANESE DI STUDI DANTESCHI<\/strong> - Bollettino on-line.<br \/>\n<strong>Comitato di Redazione:<\/strong><br \/>\n<strong>Direttore:<\/strong> MIRCO MANUGUERRA;<br \/>\n<strong>Vice-Direttore:<\/strong> SERENA PAGANI;<br \/>\n<strong>Comitato Scientifico<\/strong> (membri ulteriori):<br \/>\nGIUSEPPE BENELLI;<br \/>\nEDDA GHILARDI VINCENTI. *<br \/>\nSILVIA MAGNAVACCA.<br \/>\n<strong>Referenti:<\/strong><br \/>\nFRANCESCO CORSI;<br \/>\nGIOVANNI GENTILI;<br \/>\nHAFEZ HAIDAR. *<br \/>\n\u00a9 2003-2018 CLSD<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lunigianadantesca.it\/\">www.lunigianadantesca.it<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:lunigianadantesca@libero.it\">lunigianadantesca@libero.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dante.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2148\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dante.jpg\" alt=\"\" width=\"999\" height=\"666\" \/><\/a><\/p>\n<h3>IV OTIUM - LA LINGUA ITALIANA: ESSENZA DEL CONGIUNTIVO di Rita Mascialino<\/h3>\n<p>Le lingue sono un condensato della personalit\u00e0 dei popoli, concetto questo di provenienza almeno settecentesca, in ogni caso insuperato e insuperabile.<br \/>\nLe lingue non sono comunque entit\u00e0 che abbiano una loro vita a s\u00e9 stante, quasi evolvano per conto proprio, bens\u00ec evolvono in primo luogo grazie alla sempre maggiore specificazione dei significati che sono il frutto non del popolo, ma di singoli individui che fanno parte di uno o altro popolo \u2013 lasciamo qui stare l\u2019ambito dei prestiti pi\u00f9 o meno integrali che a loro volta sono il prodotto di individui di culture diverse che hanno capito o hanno creduto di capire meglio o di bel nuovo un fenomeno, una circostanza, comunque un tratto del reale. Le etimologie stesse ad esempio mostrano per cos\u00ec dire all\u2019ingrandimento il processo di sfaccettatura diacronica della semantica linguistica, della lunghissima storia dei significati.<br \/>\nVenendo alla presenza del Congiuntivo nella lingua italiana, esso occupa il maggiore spazio rispetto a qualsiasi altra lingua, \u00e8 quindi un tratto distintivo fondamentale dell\u2019identit\u00e0 della cultura italiana di tutte le epoche, dalla latina ai giorni nostri (giorni in cui si vede come tale uso cominci a traballare anche ai livelli considerati pi\u00f9 fedeli all\u2019eleganza), perch\u00e9 il congiuntivo, al di l\u00e0 di qualsiasi suo significato in termini logici e psicologici, cui verr\u00e0 accennato di seguito, \u00e8 un segno inconfondibile di eleganza mentale, di senso estetico, e il senso estetico \u00e8 il cuore della personalit\u00e0 del popolo italiano, il pi\u00f9 grande crogiuolo di talenti creativi per quanto si possa valutare nella produzione artistica e scientifica mondiale.<br \/>\nOggi, purtroppo, si pu\u00f2 sentire dire anche a livello di persone molto acculturate, frasi come \u201cCredo che \u00e8 meglio che il professore\u2026, etc.\u201d, invece che \u201cCredo sia meglio che il professore\u2026, etc.\u201d: \u00e8 quell\u2019indicativo messo al posto del congiuntivo che si usa da sempre nei dialetti (o lingue regionali, o lingue minori, come si vogliano definire le parlate popolari diverse dalla lingua madre).<br \/>\nIl congiuntivo nell\u2019uso dell\u2019italiano rende ragione di un tratto importante della personalit\u00e0 del nostro popolo. Si tratta di un tratto impostato sulla sfumatura dei contorni, sulla pi\u00f9 smussata esplicitazione logica, sull\u2019inafferrabilit\u00e0 del concetto, per cos\u00ec dire, come se l\u2019espressione linguistica non desse adito a nulla di certo, o a poco di certo, ma tutto fosse posto sul difficile e complesso piano dell\u2019incertezza.<br \/>\nTra l\u2019altro, l\u2019italiano \u00e8 anche la lingua del gerundio, prodotto esclusivo della latinit\u00e0 rispetto all\u2019indoeuropeo, che conosce solo il participio presente. L\u2019italiano, per esempio, traduce la forma continua dell\u2019inglese in <em>-ing<\/em> necessariamente con il gerundio: I <em>am eating<\/em>, \u2018sto mangiando\u2019, mentre in realt\u00e0 l\u2019inglese dice <em>sono mangiante<\/em>, con tutta una specificazione psicologica di estrema dinamicit\u00e0 della personalit\u00e0 e propensione per il cambiamento e per il nuovo in generale non tipica dell\u2019italiano, che \u00e8 lingua impostata ad una dinamicit\u00e0 non di avanzamento, ma di accerchiamento, un po\u2019 come la piovra, per fare un esempio ora analogico, che nella sua spazialit\u00e0 priva di assetto stabile conta su una struttura imprevedibile (quasi un Proteo tentacolare che muta l\u2019immagine in ogni momento sconcertando e sorprendendo la preda, o l\u2019avversario, da tutte le direzioni).<br \/>\nTornando al congiuntivo, nel periodare italiano questa modalit\u00e0 verbale serve a tenere in piedi una struttura concettuale che ha il suo perno centrale, il suo motore propulsore primario, la sua pi\u00f9 profonda identit\u00e0, nelle fondamenta mobili dell\u2019intuizione.<br \/>\nOra, l\u2019intuizione \u00e8 momento primo e imprescindibile nel funzionamento cerebrale di tutti gli esseri umani, ma quello che cambia nei vari popoli, nelle varie lingue, \u00e8 la collocazione che tale \"base mobile\" (e, per cos\u00ec dire, \"informe\") ottiene rispetto alla struttura angolare della logica che ad essa consegue o, pi\u00f9 esattamente, pu\u00f2 conseguire. Se nella lingua tedesca lo spazio che occupa la logica \u00e8 quello pi\u00f9 immediatamente evidente, stando l\u2019intuizione solo come primo, breve impulso da sviluppare \u2013 sicch\u00e9 il connotato principale di tale idioma \u00e8 un\u2019imponente macchina per l\u2019appunto logica, proprio come una macchina da guerra (si veda, tra l\u2019altro, la struttura sintattica del tutto gerarchica) \u2013 nell\u2019italiano tale spazio logico ha minore evidenza, \u00e8 mimetizzato nella forma a piovra di cui s\u2019\u00e8 detto sopra, che mette in primo piano l\u2019inafferrabilit\u00e0 dell\u2019intuizione e in secondo piano l\u2019angolazione logica. Cos\u00ec, se la lingua tedesca ha il suo centro propulsore nella logica, ovvero nello schieramento concettuale pi\u00f9 logico possibile, l\u2019italiano ha il suo centro propulsore nelle sabbie mobili dell\u2019intuizione che il linguaggio riflette in massimo grado proprio nella presenza delle frasi implicite e, soprattutto, nell\u2019uso esteso del congiuntivo. Il quale congiuntivo conserva, e fa permanere il pi\u00f9 possibile, il piano per cos\u00ec dire \"mobile\" e meno chiaro, che \u00e8 proprio dell\u2019intuizione, il quale, per chiarificarsi, deve compiere il lungo percorso che porta alla sua esplicitazione logica, ci\u00f2 che si realizza appieno in quella propensione estetica, artistica e creativa, anche in campo scientifico, che \u00e8 tipica del popolo italiano (ovviamente in varia misura).<br \/>\nPrivare, dunque, la lingua italiana del Congiuntivo, o ridurlo ai minimi termini, o anche di poco, significa rispettivamente defraudare l\u2019identit\u00e0 italiana delle sue caratteristiche di base e anche delle Privare, dunque, la lingua italiana del Congiuntivo, o ridurlo ai minimi termini, o anche di poco, significa rispettivamente defraudare l\u2019identit\u00e0 italiana delle sue caratteristiche di base e anche delle sue eccellenze o impoverirla, senza implicare nessun arricchimento in altri campi. Per concludere il rapido cenno, credo che nelle scuole di ogni ordine e grado il docente di qualsiasi disciplina, ugualmente con allievi italiani e stranieri, di famiglie acculturate e non, abbia il dovere di insegnare, al di l\u00e0 dell\u2019area di cui sia specialista, proprio come base, la migliore lingua italiana, in onore al tipo di intelligenza e sensibilit\u00e0 manifestata in tale lingua, in onore alla sua storia e con essa alla storia della cultura del popolo che la parla da sempre come lingua madre, la quale, in quanto forma pi\u00f9 spontanea e diretta evoluzione del latino, non dovrebbe mai abbattere il pi\u00f9 grande monumento linguistico della latinit\u00e0, per l'appunto il congiuntivo.<br \/>\nPerdere tale discendenza \u2013 soprattutto in modo veloce, dunque dovuto a cause non intrinseche \u2013 credo sia un danno non lieve: significa perdere l\u2019aggancio pi\u00f9 profondo alla nostra cultura incentrata sull\u2019intuizione e perci\u00f2 sul centro dell\u2019individualit\u00e0 fondamentale per lo sviluppo del senso estetico e creativo degli individui (non sembri un caso che l\u2019Umanesimo e il Rinascimento siano stati un prodotto della mentalit\u00e0 italiana).<br \/>\nProgresso e mutazioni s\u00ec, nel modo pi\u00f9 ampio possibile, ma permanendo nell\u2019alveo della propria identit\u00e0, quindi senza violenze, da qualsiasi parte esse provengano e qualsiasi finalit\u00e0 esse abbiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Rita Mascialino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da LUNIGIANA DANTESCA, ANNO XV n. 137 \u2013 FEB 2018 CENTRO LUNIGIANESE DI STUDI DANTESCHI &#8211; Bollettino on-line. 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