{"id":455,"date":"2011-02-17T11:15:32","date_gmt":"2011-02-17T10:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/"},"modified":"2011-02-18T11:53:29","modified_gmt":"2011-02-18T10:53:29","slug":"prefazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/pedagogia\/riforma\/prefazione\/","title":{"rendered":"Prefazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A volte, o forse anche spesso, le cose ovvie, per il fatto di essere tali, non sono pi\u00f9 oggetto di attenzione, non vengono pi\u00f9 messe in discussione e ci\u00f2 pu\u00f2 portare all\u2019oblio di quanto le cose ovvie significano comunque, al fraintendimento delle stesse e, senz\u2019altro vista la relativit\u00e0 dei valori, al non riconoscimento della loro cessata validit\u00e0 se ne avevano una un tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019oblio del significato delle cose divenuto ovvio, ritengo non inutile in questa prefazione richiamare l'attenzione dei lettori interessati sul collegamento Stato-Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene, come \u00e8 ovvio, vi sia un Ministero dell\u2019Istruzione che presiede all\u2019organizzazione della Scuola e dell\u2019Universit\u00e0 si pu\u00f2 dimenticare che la Scuola \u00e8 come la vuole il Ministero. Si pu\u00f2 in aggiunta anche dimenticare che il Ministero \u00e8 a sua volta come lo vuole il Governo, e che il Governo in una democrazia come quella italiana, ossia in una democrazia debole dove il cittadino non si pu\u00f2 fare sentire molto e addirittura i vari Governi vorrebbero abolire anche l\u2019Istituto del referendum, non \u00e8 sempre come lo vorrebbero i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola dunque, se l\u2019ovviet\u00e0 lo avesse fatto dimenticare, \u00e8 lo strumento principe che i Governi costruiscono ed utilizzano per produrre il tipo di cittadino o di suddito che essi ritengono adatto a realizzare le loro mete di potere e di strutturazione della societ\u00e0 presente e futura cui sono a capo. Anche dove le scuole godono di molta autonomia dai dettami diretti del potere politico, ad esempio in Inghilterra o in Germania o negli Stati Uniti per citare solo qualche Paese, questa autonomia \u00e8 frutto della volont\u00e0 del potere politico, senza la quale nulla potrebbero le scuole, per cui l\u2019autonomia, ossia la libert\u00e0 di organizzazione, rientra sempre nelle finalit\u00e0 di quest\u2019ultimo relative alla costruzione della storia di uno o l\u2019altro popolo. Pertanto, se la Scuola \u00e8 buona o si rinnova secondo necessit\u00e0, ci\u00f2 \u00e8 dovuto in primo luogo alla volont\u00e0 e alle decisioni del potere politico e se la Scuola non \u00e8 buona e non si rinnova secondo necessit\u00e0, ci\u00f2 \u00e8 dovuto in primo luogo alla volont\u00e0 e alle decisioni del potere politico. La Scuola in ogni caso dunque, pur dotata nelle societ\u00e0 democratiche pi\u00f9 o meno avanzate di pi\u00f9 o meno ampie o strette autonomie al suo interno per proprie iniziative ed orientamenti, non \u00e8 mai libera dalle direttive del potere politico e riceve i contorni del suo disegno di base, positivo o negativo, dallo stesso, questo pi\u00f9 o meno direttamente o indirettamente, cos\u00ec che, se per assurdo esistesse una Scuola del tutto libera dai dettami del potere governativo, ci\u00f2 sarebbe sempre effetto della volont\u00e0 e della decisione del potere governativo stesso che sta a monte dell\u2019organizzazione di quella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, tutta l\u2019organizzazione sociale denuncia la qualit\u00e0 del sistema politico in auge, ma l\u2019apparato di base pi\u00f9 significativo e sensibile per sentire la verit\u00e0 del polso di una societ\u00e0 \u00e8 quello dell\u2019Istruzione, che svela la forza o la debolezza della visione del mondo che il potere vuole indossata dai cittadini perch\u00e9 esso possa continuare a governare, a diffondere per cos\u00ec dire i suoi geni, a realizzare il tipo di societ\u00e0 confacente alle sue mete. \u00c8 nella Scuola che, dopo che in famiglia e parallelamente all\u2019educazione da questa impartita in un modo o nell\u2019altro, avvengono in misura sostanziale la programmazione e l\u2019edificazione della personalit\u00e0 dei cittadini, personalit\u00e0 sulla quale si basa in linea di massima il volto di ogni societ\u00e0. Ed \u00e8 la personalit\u00e0 individuale nel suo complesso che rende l\u2019uomo capace o non capace di usare i percorsi dell\u2019intelligenza al meglio, mentre \u00e8 poco proficuo e talvolta persino pericoloso cercare di sviluppare l\u2019intelligenza a prescindere dal tipo di personalit\u00e0 in cui essa verr\u00e0 ad operare. Ad esempio: anche chi delinque ha ereditato i cervelli ancestrali depositari dell\u2019intelligenza potenziale della specie come \u00e8 acquisita geneticamente, intelligenza potenziale che ciascun individuo sfrutta per quanto pu\u00f2 servire al raggiungimento delle sue mete e sulla quale si pu\u00f2 innestare uno o l\u2019altro progresso, uno o l\u2019altro regresso. Ci\u00f2 che manca a chi delinque \u00e8 appunto la formazione di una personalit\u00e0 in grado di decidere di sviluppare e mettere l\u2019intelligenza potenziale al servizio operativo di progetti positivi, questo \u00e8 appunto, innanzitutto e immancabilmente, quello che fa la differenza pi\u00f9 concreta tra il delinquente e il non delinquente. E una personalit\u00e0 capace di affrontare i doveri e la frustrazione e comprensiva dei valori rappresentati dalla capacit\u00e0 logica e di giudizio morale deve essere fornita dall\u2019educazione familiare e sviluppata a scuola che \u00e8 il luogo per eccellenza in cui si possono e devono strutturare appunto la capacit\u00e0 di comprendere nei vari ambiti cognitivi e la capacit\u00e0 di giudizio morale al di l\u00e0 di ogni degenerazione possibile in moralismi che nulla hanno a che fare con tale capacit\u00e0 ed anzi sono una sua negazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A prescindere comunque da come uno la pu\u00f2 pensare in merito, resta il dato di fatto secondo il quale la  Scuola contribuisce sempre e massicciamente allo sviluppo o all\u2019involuzione della personalit\u00e0 dei cittadini di un Paese, cos\u00ec che non si possono avere societ\u00e0 avanzate intellettivamente e moralmente con sistemi scolastici arretrati e societ\u00e0 arretrate intellettivamente e moralmente con sistemi scolastici avanzati, ma entrambi i livelli si muovono all\u2019unisono anche se questo particolare unisono pu\u00f2 non essere di immediata evidenza. Da sottolineare in ogni caso, anche se qui non si pu\u00f2 dare spazio agli approfondimenti esplicativi opportuni, che i giovani sono sempre e comunque quasi del tutto innocenti rispetto al loro eventuale deragliamento e fallimento, per i quali sono colpevoli in ampio se non totale grado Famiglia e Scuola, le Istituzioni che hanno la responsabilit\u00e0 della formazione dei giovani, ossia che sono preposte ad ottenere dai giovani il massimo o il minimo sfruttamento positivo della vita o minore del minimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alle responsabilit\u00e0 del potere politico rispetto alla societ\u00e0 e al sistema scolastico, se la Scuola si dimostra come apparato non al passo con il progresso tecnico-scientifico della societ\u00e0 in cui si trova ad operare, ci\u00f2 \u00e8 sempre dovuto dunque al potere politico, incapace di organizzare un sistema funzionante in marcia con i tempi, in aggiunta rappresentato per un motivo o per l\u2019altro da forze negativamente conservative, tese a frenare il passo del tempo, il passo dei cittadini verso la sempre maggiore libert\u00e0 democratica, il loro diritto a vivere una vita al massimo possibile delle potenzialit\u00e0 di ciascuno per il bene proprio e della societ\u00e0, in ogni caso in misura almeno sufficientemente soddisfacente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora l\u2019Italia mostra un vecchio ed anche vecchissimo sistema scolastico rappezzato con tante toppe mirate negli intenti al rinnovamento del sistema di superficie, tante al punto che ci sono solo toppe ed il tessuto di base \u00e8 vicino al collasso in pezzi. Come possono essere i giovani italiani formati in questo tipo di Scuola rappezzata? In linea di massima e con eccezioni, molti sono i giovani, inevitabilmente, abituati a stare nel livello minimo, a dare e a ricevere il minimo, ad avere quasi paura di sviluppare l\u2019intelligenza nonch\u00e9 il diritto di avere la capacit\u00e0 di formulare il giudizio morale, quasi ritenessero che nella vita non si possa sperare altro che cavarsela per il possibile, arrangiandosi. E nell\u2019arrangiarsi la fanno da padroni la furbizia e l\u2019indifferenza morale, i modelli che vanno per la maggiore in tanti giovani italiani e che sono gli strumenti di base della disonest\u00e0, come se la furbizia e l\u2019indifferenza morale potessero e dovessero stare al posto dell\u2019intelligenza e della differenza attuata dalla capacit\u00e0 di giudizio morale, strumenti di base dell\u2019onest\u00e0. Sembra che tanti nostri giovani non apprezzino sempre come sarebbe consono ed auspicabile la soddisfazione di essere onesti e capaci e vi suppliscano per come possono preferendo appunto la furbizia ed il suo seguito privilegiato fatto di arroganza, presunzione, volont\u00e0 di prevaricazione, certo non sempre, ma non proprio di rado. Pare che non pochi giovani si accontentino dunque di un programma esistenziale di minima o rivolto verso i modi pi\u00f9 facili di ottenere denaro ed in tutto ci\u00f2 sviluppino quasi inevitabilmente pretese indebite dovute alla disperazione di fondo di chi vive nel nulla delle soddisfazioni. E le soddisfazioni pi\u00f9 pregiate le danno il migliore funzionamento dell\u2019intelletto e la capacit\u00e0 di vaglio morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la  Famiglia e la Scuola affermano di volere il massimo dai loro giovani e, non ottenendolo, ascrivono il fallimento alla cattiva natura e indole dei giovani, a motivi di forza maggiore quindi. Ma in realt\u00e0 non esiste propriamente una cattiva o buona indole in nessuno all\u2019origine, bens\u00ec entrambe sono possibili per la nostra specie. La cosiddetta indole e natura sono unicamente, dico unicamente, ascrivibili alla formazione. Ed una formazione sbagliata, negativa, non d\u00e0 la possibilit\u00e0 di avere soddisfazioni di tipo positivo, superiori in qualit\u00e0 a quanto pu\u00f2 offrire l\u2019elementarit\u00e0 pi\u00f9 o meno animalesca. L\u2019indole o la natura degli umani sono ascrivibili alla formazione che hanno dato, consapevolmente o meno non fa differenza, la Famiglia e la Scuola \u2013 la societ\u00e0 viene dopo. Ed \u00e8 in un\u2019atmosfera negativa, come accennato, che i modelli comportamentali da imitare diventano quelli delle persone peggiori, quelle meno intelligenti, quelle pi\u00f9 furbe, quelle che hanno dei vantaggi vendendo se stesse al migliore, ossia al peggiore, offerente. Anche i media vengono dopo e parallelamente a Famiglia e Scuola. Se i giovani sono lasciati soli di fronte a TV ed Internet, non \u00e8 certo colpa dei media o dei giovani stessi se questi vedono e sentono ci\u00f2 che non dovrebbero vedere e sentire da soli, \u00e8 primariamente colpa dei genitori che non educano e non vigilano e che si tolgono il dovere di educare e di vigilare insaccando i loro figli davanti a schermi che ne catturano la giovane mente senza che essi abbiano ancora sviluppato quella capacit\u00e0 critica e quella capacit\u00e0 di vaglio morale che li potrebbero salvare dall\u2019illusione di potenza e dal plagio pi\u00f9 bruti e brutali perch\u00e9 pi\u00f9 inconsci, ossia che li potrebbero rendere consapevoli della qualit\u00e0 di quanto viene loro di volta in volta offerto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa impostazione della formazione o deformazione della personalit\u00e0 che pu\u00f2 e deve cambiare. Le famiglie vanno doverosamente responsabilizzate ed istruite per prime con le opportune misure di cui non \u00e8 qui un discorso specifico. Dir\u00f2 soltanto che l\u2019educazione degli umani non si limita ad insegnare a camminare e a procurarsi il cibo prendendo i frutti spontanei dagli alberi come era il caso dei nostri arcaici progenitori. Occorre tanto di pi\u00f9. Solo che i genitori non possiedono le conoscenze necessarie per il fatto che sono in grado di procreare e di espletare una professione, per cui devono essere istruiti affinch\u00e9 diano il meglio ai loro figli e non rovinino la vita ad essi con una formazione carente e alla bell\u2019e meglio nella migliore delle ipotesi. Quanto alla Scuola, anch\u2019essa pu\u00f2 molto, ma solo con una adeguata Riforma dell\u2019Istruzione che non si limiti a rimettere in auge tutte le materie come ai bei tempi antichi, questo in quanto le condizioni di vita ed i valori che guidano l\u2019esistenza sono molto mutati dal passato e pertanto non possono pi\u00f9 andare bene: quando i figli non godevano di nessuna libert\u00e0, era facile educare, bastava proibire e tutto o molto finiva l\u00ec; dove la libert\u00e0 \u00e8 grande, non basta proibire, bens\u00ec occorre addestrare al vaglio logico e morale degli eventi e dei comportamenti. Non basta neanche cambiare collocazione a qualche pedina nella scacchiera scolastica. Occorre attuare i cambiamenti opportuni adatti alla situazione pi\u00f9 avanzata. Occorre guardare al futuro attraverso la crisi del presente e la diversit\u00e0 dal passato, guardare ad una societ\u00e0 impostata verso l\u2019efficienza, verso una moralit\u00e0 scevra da qualsiasi forma, anche la pi\u00f9 inconscia, di moralismo e di pregiudizio, verso la libert\u00e0 e la capacit\u00e0 di essere liberi nel rispetto della libert\u00e0 altrui oltre che della propria, verso la realizzazione delle pari opportunit\u00e0 per tutti i ceti sociali e per i sessi, perch\u00e9 tutti hanno diritto di imparare ad amare il meglio e di avere gli strumenti per avere il meglio come deve dare chi organizza la vita degli altri, nella fattispecie dei giovani. Per altro anche nei cosiddetti bei tempi antichi il marcio e la sopraffazione esistevano sebbene non visti su scala mondiale, e se li si \u00e8 visti poco, ci\u00f2 significa che nei bei tempi antichi si poteva imbrogliare meglio di oggi, momento storico dove i disonesti non si possono nascondere pi\u00f9 cos\u00ec bene come in passato, ci\u00f2 grazie al grande e mai abbastanza apprezzato contributo dei giornalisti e della libert\u00e0 di stampa, di tutti i media, di internet in primo luogo, i quali non lasciano che il marcio e l\u2019inganno restino nascosti indisturbatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema scolastico italiano \u00e8 in profonda crisi e con esso tutta la societ\u00e0, ma le crisi servono o possono servire per lasciare il vecchio e costruire un nuovo pi\u00f9 adeguato al presente e al futuro. La crisi attuale deve dunque essere foriera di miglioramento della situazione generale. Quando un Paese \u00e8 in crisi generale profonda, come l\u2019Italia e non solo l\u2019Italia, occorre certo sanare l\u2019economia, ma non si pu\u00f2 tralasciare la formazione dei giovani a scuola, altrimenti non potr\u00e0 cambiare nulla ed anzi, la mancata formazione dell\u2019intelligenza e della capacit\u00e0 di giudizio morale nei giovani terr\u00e0 la porta aperta al peggioramento progressivo, alla decadenza inarrestabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In piena armonia con questo dato di fatto, per fare un esempio dell\u2019impostazione politica di altri Paesi, quando ci fu la grande discussione parlamentare per una riforma della lingua tedesca in senso semplificativo, in cui tra l\u2019altro si volevano togliere le maiuscole ai sostantivi visto che gli altri popoli se la cavavano bene anche in assenza di questa distinzione ortografica, la risposta del <em>Bundestag<\/em>, del Parlamento Federale, del governo centrale della Germania, fu che i sostantivi non si sarebbero scritti minuscoli e che sarebbe rimasto l\u2019obbligo della distinzione ortografica fra sostantivi e non sostantivi attraverso la maiuscola in quanto la sua eliminazione avrebbe impoverito il patrimonio logico del popolo tedesco. Ci\u00f2 dimostr\u00f2 esplicitamente come al potere politico della Germania interessasse ed interessi tuttora e sempre e sempre pi\u00f9 avere un popolo in possesso di buone ed anche ottime strutture logiche, indispensabili strumenti per costruire un tipo di esistenza e di regime democratico avanzato a tutti i livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come disse un paio di decenni fa la  Ministra dell\u2019Istruzione nel <em>Land<\/em> tedesco dello Schleswig-Holstein, Marianne Tidick: \u201cPer un Paese di pianura, che non dispone di materie prime e che per via della sua posizione periferica ha condizioni sfavorevoli nelle comunicazioni, gli uomini con il loro patrimonio intellettivo e la loro disponibilit\u00e0 a dare il massimo di s\u00e9 sono il capitale decisivo. \u00c8 questo capitale che bisogna promuovere.\u201d (Tidick 1990, trad. di\u00a0R.M.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la Germania veramente ha fatto questo per il possibile: gravata dall\u2019enorme problema dell\u2019assimilazione e dello sviluppo della ex D.D.R. e da tutti gli altri problemi della crisi generale attuale inclusi i problemi di adeguamento all\u2019improvviso e rapido afflusso degli extracomunitari, la Germania ha colmato i dislivelli tra le economie delle due ex Germanie, ha affrontato al meglio l\u2019inserimento degli extracomunitari nella sua compagine sociale \u2013 la Germania ha le leggi sociali pi\u00f9 liberali del mondo \u2013 e si trova oggi niente meno che ai vertici non solo europei ma mondiali della ricerca in ambito tecnologico e scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo che concordare con quanto la Tidick ha detto e sottolineare in aggiunta che nessuna questione morale n\u00e9 di legalit\u00e0 potr\u00e0 mai essere affrontata concretamente a livello di organizzazione di una societ\u00e0 se non viene affrontata in modo consono la questione dell\u2019Istruzione, perch\u00e9 a scuola non si va solo per imparare a contare, a leggere e a scrivere o, in termini di recente attualit\u00e0, a usare il computer e a parlare inglese, a scuola si va innanzitutto per essere formati, volenti o nolenti, a livello intellettivo e morale. Se si andasse a scuola solo per imparare l\u2019uso del computer o l\u2019inglese, la Scuola sarebbe prevalentemente una grande scuola professionale che indirizza al lavoro ed in ci\u00f2 verrebbe persa di vista la funzione formativa della personalit\u00e0. La formazione non solo professionale ma anche e soprattutto della personalit\u00e0 \u00e8 meta pi\u00f9 ampia e profonda che l\u2019apprendimento di una o l\u2019altra materia tecnica idonea ad agevolare l\u2019ingresso del giovane nel mondo del lavoro. Ed \u00e8 la realizzazione di tale meta che fa del giovane un cittadino capace di onorare se stesso e la societ\u00e0 in cui opera. I concetti di \u2018patrimonio intellettivo\u2019 e \u2018buona disposizione a dare il massimo di s\u00e9\u2019, come ben dice la Tidick, formano il migliore substrato adatto alla crescita della personalit\u00e0 di ciascuno, della societ\u00e0 tutta. In altri termini: \u00e8 dando il massimo di s\u00e9 con lo sviluppo dei propri talenti e delle proprie abilit\u00e0, della propria intelligenza e della propria capacit\u00e0 di giudizio morale che si d\u00e0 contemporaneamente il massimo di s\u00e9 a se stessi e agli altri, ossia \u00e8 proprio in questa disponibilit\u00e0 a dare il massimo e il meglio di s\u00e9 che sta il fondamento pi\u00f9 importante per lo sviluppo dell\u2019intelligenza e della moralit\u00e0. E queste disponibilit\u00e0 non crescono da sole, vanno seminate e curate convenientemente da Famiglia e Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di questa semina, ancora una parola prima di concludere questa prefazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene alle materie tecniche, fisiche e naturali, il loro studio deve essere senza indugio aggiornato e potenziato in massimo grado nel sistema scolastico italiano, sempre piuttosto arretrato in questi ambiti in quanto lento per vari motivi a seguire il passo veloce della ricerca scientifica, delle invenzioni tecnologiche pi\u00f9 avanzate \u2013 basta vedere parallelamente le odissee che si fanno da un ufficio all\u2019altro in Italia quando servono documenti qualsiasi a dimostrazione di come in questo Paese non ci sia ancora una burocrazia al servizio del cittadino, ma siano i cittadini ad essere al servizio della burocrazia come negli antichi regimi assolutistici. Ora, le materie scientifiche e tecniche sviluppano uno o pi\u00f9 tipi di intelligenza e di competenza e sono anche formative della personalit\u00e0 in quanto l\u2019apprendimento del metodo scientifico nella varie discipline, quando e nella misura in cui esso si verifichi, fornisce anche un insegnamento forte alla distinzione tra quanto \u00e8 corretto e quanto non lo \u00e8, indirettamente quindi un insegnamento all\u2019onest\u00e0, al gioco pulito \u2013 i percorsi scientifici o della comprensione non sono quelli della prepotenza, ma dell\u2019intelligenza appunto. Di per s\u00e9 tuttavia le discipline di tale ambito non formano n\u00e9 sviluppano la personalit\u00e0 nel suo insieme, costruiscono appunto uno o l\u2019altro tipo specifico di intelligenza. L\u2019intelligenza di tipo tecnico o scientifico \u00e8 lo strumento per eccellenza al servizio della personalit\u00e0 e dell\u2019attivit\u00e0 che ciascun individuo decida di fare in base a quanto gli concede la personalit\u00e0 che esso ha sviluppato. Si tratta di uno strumento settoriale per cos\u00ec dire, mentre la personalit\u00e0 ha bisogno, in aggiunta, di una strutturazione pi\u00f9 ampia, meno settoriale, pi\u00f9 complessiva, capace di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 positivo da ci\u00f2 che \u00e8 negativo al di l\u00e0 di una o l\u2019altra predica che possano credere di formarne la capacit\u00e0 di giudizio \u2013 le prediche non lasciano traccia nel cervello tranne che come zavorra. Si pu\u00f2 essere intelligentissimi in uno o l\u2019altro ambito, si pu\u00f2 essere perfettamente in grado di intendere e di volere e nel contempo avere una personalit\u00e0 insufficientemente strutturata, ci\u00f2 con la possibilit\u00e0 concreta di porre l\u2019intelligenza al servizio di un cattivo padrone. Per fare un esempio estremo, la strutturazione dell\u2019intelligenza tecnico-scientifica da sola o di capacit\u00e0 organizzative non basta ad evitare la presenza di possibili degenerazioni: il dottor Mengele aveva sviluppato in ampio grado alcune branche dell\u2019intelligenza tecnico-scientifica ed anche l\u2019Inquisitore Torquemada era abile nella caccia agli eretici, ma ci\u00f2 non serv\u00ec a nulla di buono in quanto entrambi misero la loro intelligenza al servizio della loro personalit\u00e0 assassina di tipo seriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo a quanto mi preme qui di evidenziare: alla strutturazione della personalit\u00e0 nel modo consono partecipano certamente tutte le discipline scolastiche ciascuna con il suo contributo formativo, ma in particolare sono le materie umanistiche il fulcro della formazione pi\u00f9 ampia, in quanto imperniate pi\u00f9 specificamente sullo studio del linguaggio di parole, meno settoriale, pi\u00f9 adatto a formare la capacit\u00e0 di giudizio nei vari ambiti, questo sempre che tali discipline siano insegnate con la dovuta scientificit\u00e0, con il dovuto insegnamento della logica a livello linguistico, il tutto finalizzato a comprendere obiettivamente il significato della cultura umana, ci\u00f2 che attualmente non si verifica sufficientemente o si verifica addirittura molto scarsamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la capacit\u00e0 di giudizio nei vari ambiti e la comprensione di tale significato passa appunto, come test\u00e9 accennato, per la rivalutazione del linguaggio di parole, della logica espressa a livello di discorso, non a livello matematico come logica simbolica che \u00e8 competenza precipua, anche se non esclusiva, della matematica. Lo studio del linguaggio va dunque profondamente rivalutato. La comprensione del significato della cultura \u2013 e quindi della vita e del senso qualitativamente migliore da dare alla stessa \u2013 passa per la conoscenza scientifica profonda del significato del linguaggio. Quello quotidiano? Anche. Ma soprattutto quello dei testi letterari, filosofici, e mitologici, relativo alla storia e all\u2019arte dei popoli, i quali costituiscono quanto pi\u00f9 strettamente viene inteso con il concetto di cultura, quanto \u00e8 stato prodotto in seno alla personalit\u00e0 espressa dagli umani nella loro civilt\u00e0. Il significato convogliato dal linguaggio di parole \u00e8 stato per troppo tempo ingiustamente considerato incapace di esattezza, di scientificit\u00e0, di valore universale dei significati i quali sarebbero intrinseci solo al linguaggio numerico della matematica, unico deputato a dare risultati sicuri, di valore universale e scientifico, mentre il linguaggio appunto darebbe solo soggettivit\u00e0 non scientifica. Questo giudizio \u00e8 frutto di estesa e ormai davvero inaccettabile ignoranza della natura del linguaggio \u2013 vedi, ad esempio fra gli altri possibili, l\u2019insufficienza grave in fatto di logica linguistica, ad esempio, nel matematico e logico Gottlob Frege (Mascialino 2009a) \u2013 e va rimediato come si rimediano gli errori. Se per determinati ambiti di sapere come per la fisica o la chimica o altro la misurazione numerica \u00e8 indispensabile, non per tutti gli ambiti \u00e8 valida la medesima forma di misurazione, ambiti che possono essere scientifici anche se non sono a base numerica. Non ci possono essere strumenti uguali per ambiti operativi diversi anche se molti studiosi lo ritengono possibile o non hanno valutato correttamente la situazione, cadendo cos\u00ec fuori da ogni scientificit\u00e0 e, magari senza accorgersene, dando legittimit\u00e0 al letto di Procuste. In ogni caso, di fatto non \u00e8 affatto il linguaggio a non poter essere scientifico, \u00e8 il suo uso che pu\u00f2 essere scientifico e non scientifico, errato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo studio del significato del linguaggio attuato in base a processi scientifici falsificabili va dunque rivalutato ed insegnato come disciplina fulcro della formazione della personalit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 attraverso la comprensione di ci\u00f2 che esprime il linguaggio, consciamente e inconsciamente, che si possono smascherare gli inganni del prossimo e gli autoinganni, che si pu\u00f2 comprendere la cultura umana, il senso da dare alla vita. Va rivalutato e insegnato convenientemente allo scopo di poter affrontare lo studio della civilt\u00e0 e della cultura umana nella prospettiva della comprensione del significato che queste convogliano e non nella prospettiva dell\u2019equivoco continuato, della soggettivit\u00e0 di ciascuno che sbaglia in buona o mala fede. \u00c8 nella rivalutazione adeguata del significato del linguaggio che si struttura il pi\u00f9 ampiamente possibile la personalit\u00e0, quella personalit\u00e0 al cui servizio gli umani mettono e metteranno sempre la loro intelligenza perch\u00e9 cos\u00ec vogliono i meccanismi cerebrali. Proprio qui, nel rinnovato valore dato al linguaggio di parole, sta l\u2019arma pi\u00f9 forte contro l\u2019imbarbarimento della nostra specie. Uno studio del linguaggio che sia rinnovato nelle direzioni dell\u2019approfondimento della semantica e della logica deve entrare in tutti gli ordini e gradi della Scuola come elemento fondante di una formazione logica e morale del pi\u00f9 ampio respiro, della possibile acquisizione di quella personalit\u00e0 capace di giudicare il corretto e lo scorretto, il bene e il male, di comprendere in senso lato. Si vuole una moralit\u00e0 migliore nella societ\u00e0 moderna, nei giovani? Mi chiedo come si possa sperare di ottenere ci\u00f2 con il sistema scolastico italiano, del tutto disinteressato ad una tale formazione al di l\u00e0 di qualche inutile predica che non lascia segno rilevante nella personalit\u00e0 \u2013 il cervello non \u00e8 sensibile ai buoni propositi se non \u00e8 stato addestrato a recepirli, se non ha circuiti formati in tal senso. La migliore moralit\u00e0 si ottiene possedendo come base il padroneggiamento dell\u2019uso del linguaggio quale strumento pi\u00f9 ampio di comprensione e ci\u00f2 in tutti i suoi risvolti consci e inconsci, logici e retorici. Come si pu\u00f2 esercitare tale apprendimento della logica a livello linguistico e della capacit\u00e0 di giudizio morale? Abbiamo detto non con le prediche di nessun genere. Tale studio si eserciter\u00e0 con i metodi convenienti attraverso l\u2019introduzione di discipline specifiche per l\u2019apprendimento della competenza linguistica assommante le connotazioni citate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi pi\u00f9 che mai l\u2019area delle discipline umanistiche svolte su base scientifica, ossia radicate su una considerazione ed una conoscenza del linguaggio, diverse dal pragmatismo finora sempre in vigore (Mascialino 2009b), va rivalutata come l\u2019area pi\u00f9 consona a creare una coscienza civile e morale oltre che consona a sviluppare un\u2019intelligenza di tipo versatile, per cos\u00ec dire meno settoriale o, pi\u00f9 esattamente, adatta ad avvicinare molti settori. \u00c8 questa rivalutazione della logica a livello linguistico e della cultura umanistica sul piano di una conoscenza adeguata del linguaggio e delle sue leggi che si deve affiancare oggi alla necessit\u00e0 altrettanto inderogabile di potenziare le discipline scientifiche e tecniche nella Scuola italiana. L\u2019umanit\u00e0, come \u00e8 visibile a tutti, ha fatto molti progressi, straordinari se comparati con i livelli comportamentali \u2013 detto in senso lato \u2013 prodotti nella pi\u00f9 remota preistoria, e proprio per questo non \u00e8 sempre facile o immediato e spontaneo adeguare l\u2019educazione della specie umana ai livelli comportamentali raggiunti nelle pi\u00f9 avanzate visioni del mondo e spesso comportamenti arcaici di prepotenza e sopraffazione del pi\u00f9 debole sono ancora in auge senza che nessuno faccia nulla di concreto per indebolirli. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo di pensare ad una istruzione privilegiata per le varie \u00e9lite di turno, \u00e8 tempo di pensare a formare le masse diversamente da quanto si \u00e8 fatto finora e si continua a fare. Un\u2019azione educativa massiccia e rinnovata per tutti pu\u00f2 fare molto per la societ\u00e0 umana oltre che per i singoli individui e comunque senza di essa nulla pu\u00f2 cambiare in meglio. \u00c8 l\u2019apprendimento che pu\u00f2 produrre progresso sia dal punto di vista logico che morale ed \u00e8 su un tale apprendimento che bisogna puntare. Io credo che l\u2019Italia, per quanto possa apparire assurdo vista la corruzione dilagante a tutti i livelli nella societ\u00e0 italiana, possa fare molto in questo ambito. Proprio per la corruzione estrema che connota la societ\u00e0 italiana l\u2019Italia pu\u00f2 sentire pi\u00f9 forte di altri Paesi la spinta al rinnovamento. E per altro, l\u2019Italia non \u00e8 solo il Paese della pi\u00f9 triste Controriforma o il Paese che non ha vissuto di fatto un Illuminismo di stampo inglese, americano o francese, l\u2019Italia \u00e8 anche il Paese dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento, movimenti i cui concetti fondamentali di diritto all\u2019intelligenza, alla libert\u00e0 di pensiero e di azione, sono stati, stanno e staranno ancora e sempre alla base di tutte le grandi Rivoluzioni, e credo che una Riforma dell\u2019Istruzione italiana se lo possa e se lo debba ricordare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Rita Mascialino<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vedi anche<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/\" target=\"_self\">Indice<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Il rimaneggiamento e la riforma nell\u2019Istruzione\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/capitolo-1-il-rimaneggiamento-e-la-riforma-nell%E2%80%99istruzione\/\" target=\"_self\">Il rimaneggiamento e la riforma nell\u2019Istruzione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Informazione e formazione nell\u2019Istruzione\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/capitolo-2\/\" target=\"_self\">Informazione e formazione nell\u2019Istruzione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Prospettive generali per una Riforma dell\u2019Istruzione\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/capitolo-3\" target=\"_self\">Prospettive generali per una Riforma dell\u2019Istruzione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Opere citate\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/opere-citate\/\" target=\"_self\">Opere citate<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte, o forse anche spesso, le cose ovvie, per il fatto di essere tali, non sono pi\u00f9 oggetto di attenzione, non vengono pi\u00f9 messe in discussione e ci\u00f2 pu\u00f2 portare all\u2019oblio di quanto le cose ovvie significano comunque, al fraintendimento delle stesse e, senz\u2019altro vista la relativit\u00e0 dei valori, al non riconoscimento della loro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":443,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=455"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":489,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/455\/revisions\/489"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}