{"id":460,"date":"2011-02-17T11:18:12","date_gmt":"2011-02-17T10:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/"},"modified":"2011-02-18T11:54:09","modified_gmt":"2011-02-18T10:54:09","slug":"capitolo-1-il-rimaneggiamento-e-la-riforma-nell%e2%80%99istruzione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/pedagogia\/riforma\/capitolo-1-il-rimaneggiamento-e-la-riforma-nell%e2%80%99istruzione\/","title":{"rendered":"CAPITOLO 1 &#8211; Il rimaneggiamento e la riforma nell\u2019Istruzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Prima di delineare un\u2019introduzione alle linee generali di una possibile Riforma dell\u2019Istruzione tale che non sia un rimaneggiamento ed un camuffamento di quanto \u00e8 vecchio per farlo qui e l\u00e0 sembrare giovane, credo sia opportuno soffermarci a chiarire la differenza fra rimaneggiamento e riforma, questo perch\u00e9 a quanto ho potuto vedere a proposito del sistema scolastico italiano il termine <em>riforma<\/em> \u00e8 usato nell\u2019ambito che \u00e8 invece di dominio del <em>rimaneggiamento <\/em>e la differenza tra i due ambiti, a livello di realizzazioni concrete, non potrebbe essere pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di rimaneggiamento reca con s\u00e9 la <em>Spazialit\u00e0  Dinamica<\/em> (Mascialino 1997 e segg.) di base relativa al mettere di nuovo le mani su qualcosa modificando a frammenti l\u2019oggetto a disposizione senza trasformare sostanzialmente l\u2019oggetto stesso, ossia lasciando l\u2019oggetto com\u2019era prima del rimaneggiamento il quale si risolve in qualche modifica di superficie. Per via dell\u2019impotenza del rimaneggiamento a cambiare alcunch\u00e9 di sostanziale il termine di fatto \u00e8 non di rado usato in contesti con sfumatura negativa per indicare un lavoro di modifica che non ha cambiato nulla, che ha solo rappezzato e rammendato un tessuto che non muta la sua realt\u00e0 in seguito agli interventi attuati per cambiarlo. Spesso \u00e8 qualcosa di malriuscito che mostra quasi sempre il peggioramento dovuto all\u2019inorganicit\u00e0 delle modifiche apportate come aggiunte giustapposte, tagli, spostamenti e simili, attuati mantenendo la struttura e soprattutto la funzionalit\u00e0 generale preesistenti. In Italia ad esempio le cosiddette riforme della Scuola che si sono succedute dopo la Riforma Gentile hanno cambiato il nome di qualche disciplina, hanno attuato qualche raggruppamento diverso di discipline, aggiunto altre di genere tecnico pi\u00f9 attuali, hanno alternato nell\u2019esame, denominato da Gentile \u201cdi maturit\u00e0\u201d, da quattro a due poi a tre materie scritte e poi di nuovo a quattro, il colloquio orale su due materie soltanto o su tutte le materie dell\u2019ultimo anno e cos\u00ec via, hanno attuato il passaggio dal punteggio finale in sessantesimi a quello in centesimi, in ogni caso le cosiddette riforme sono state tutte rimaneggiamenti di scarso effetto, incapaci di cambiare alcunch\u00e9 nella struttura e funzionalit\u00e0 dell\u2019esame che \u00e8 rimasto sempre impostato nello stesso modo sia con due, tre o quattro materie scritte, ossia la sua ossatura unitamente a quella della Scuola italiana \u00e8 sempre rimasta invariata. Ora l\u2019ossatura della Scuola \u00e8 data in primo luogo dai metodi e dalla scansione dei cicli di studio, dalla distribuzione delle materie compresa anche l\u2019introduzione di eventuali discipline in aggiunta o l\u2019eliminazione di altre non pi\u00f9 utili. Il fatto di chiamare \u201criforma\u201d il tipo di modifiche citato d\u00e0 una migliore ufficialit\u00e0 di superficie, ma non cambia la realt\u00e0 sottostante che \u00e8 quella del rimaneggiamento e si rimaneggia, per definizione, quanto \u00e8 vecchio, antecedente, comunque non funzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di riforma reca con s\u00e9 la Spazialit\u00e0 Dinamica del formare di nuovo qualcosa che ha bisogno di essere cambiato o che si vuole comunque cambiare in misura significativa pur mantenendo parti e dettagli della vecchia organizzazione che si possono mantenere. Il concetto di riforma pu\u00f2 e deve portare al cambiamento innovativo, altrimenti \u00e8 consono parlare di rimaneggiamento. Ad esempio, in tema di riforma della Scuola, prendiamo la Germania in quanto il suo sistema scolastico \u00e8 stato imitato, in special modo per quanto attiene alla formazione professionale, da diversi Paesi europei. Attualmente la Germania vorrebbe organizzare e sta gi\u00e0 organizzando una riforma vera e propria, ossia un cambiamento strutturale macroscopico del suo sistema scolastico, che consisterebbe, tra l\u2019altro, nel ridurre i sistemi scolastici attualmente in vigore da sedici, uno diverso per ciascun <em>Land<\/em>, a due soli sistemi possibili per tutti i <em>L\u00e4nder<\/em>. La presenza di corsi e livelli cosiddetti di rendimento, tipici della Scuola tedesca, rimarrebbe in vigore, come pure la libert\u00e0 di sperimentazione che verrebbe ridimensionata per via delle due direzioni fondamentali del nuovo sistema scolastico una volta riformato in tal senso. Tutto ci\u00f2 e molto di pi\u00f9 onde evitare che nei possibili passaggi da un <em>Land<\/em> all\u2019altro gli scolari si trovino di fronte a cambiamenti troppo vasti per programmi e testi diversi pur in ordini di scuole magari dalla stessa denominazione. La difficolt\u00e0 insita nei passaggi a sistemi diversi produce facilmente un danno individuale che si manifesta in un minore profitto e anche nella eventuale perdita di un anno per inserirsi nel nuovo sistema e, secondo la visione della societ\u00e0 da parte dei governi tedeschi, con perdita generale in efficienza della societ\u00e0 stessa che per questa diversit\u00e0 deve avere a che fare con differenze di preparazione, rallentamenti, competenza non efficace come dovrebbe essere. Occorre al proposito sottolineare che la classe politica in Germania, pur essendo il Paese oggi ai vertici mondiali in ambito scientifico o proprio per il fatto di esserlo, \u00e8 sempre molto attenta al livello di efficienza del popolo, di ci\u00f2 che forma l\u2019efficienza non solo dei quadri, ma di ci\u00f2 che funge da base ai quadri, lo zoccolo su cui si pu\u00f2 innestare l\u2019efficienza o l\u2019inefficienza dei piani superiori, dei quadri appunto che devono poter contare su una base eccellente per poter essere essi stessi eccellenti. La Germania, per continuare nell\u2019esempio citato, punta sempre pi\u00f9 in alto sia perch\u00e9 Paese dinamico per tradizione, sia perch\u00e9 ha una concezione dell\u2019esistere improntata al progresso culturale e materiale del suo popolo. Per questi motivi essa in linea di massima non vuole perdere nessun possibile talento dei suoi giovani, dei suoi cittadini ed \u00e8 in questa prospettiva che ha sentito la necessit\u00e0 di rinnovare dalla base l\u2019ordinamento scolastico, adatto finora ad aumentare l\u2019efficienza di societ\u00e0 e di progresso individuale, ma non pi\u00f9 adatto ora ad essere protagonista di un ulteriore avanzamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia al contrario la volont\u00e0 di fare del proprio meglio per far progredire se stessi e la societ\u00e0 tutta \u00e8 giudicata in genere, mi dispiace doverlo ancora e sempre constatare, non positivamente come dovrebbe, addirittura al punto che eventuali primi della classe non di rado si sentono nella situazione psicologica di vergognarsi di esserlo credendo di avere la colpa di essere i primi, come ho potuto accertare anche nella mia personale esperienza di docente nella Scuola di Secondo Grado. Nel nostro Paese la meritocrazia rappresenta un concetto ingiustamente demonizzato come uno tra i mali pi\u00f9 grandi. Questo \u00e8 potuto accadere grazie all\u2019ignoranza di come stiano le cose con l\u2019intelligenza, ossia a causa della falsa credenza secondo la quale l\u2019intelligenza sarebbe un corredo in dotazione alla nascita, frutto quindi di eventuale ingiustizia per cos\u00ec dire naturale contro cui occorra combattere come si fa contro una malattia. Al contrario, da molto tempo ormai si sa che il corredo genetico della specie, ossia ci\u00f2 che \u00e8 in dotazione alla nascita, \u00e8 pressoch\u00e9 infinito ed ha pressoch\u00e9 infinite potenzialit\u00e0 di cui si possono realizzare e strutturare per il possibile quelle che si desiderano secondo le finalit\u00e0 che si vogliono o si devono raggiungere \u2013 e proprio l\u2019educazione a partire dalla prima infanzia \u00e8 quanto dissoda il terreno secondo le finalit\u00e0, consce ed inconsce, degli educatori. Oggi si sa dunque che lo sviluppo dell\u2019intelligenza non \u00e8 un fattore di nascita, dinastico o di censo, ma qualcosa che si costruisce con tenacia e attraverso particolari processi, i processi dell\u2019insegnamento e dell\u2019apprendimento a vari livelli. E si sa anche ormai senza ombra di dubbio che l\u2019intelligenza non \u00e8 un prodotto della tentazione del diavolo. La conseguenza di queste nuove conoscenze \u00e8 che tutti non solo possono costruire la propria intelligenza, ma che \u00e8 cosa buona divenire intelligenti in quanto mostra l\u2019impegno profuso dall\u2019individuo verso il meglio e si sa dunque che tutti hanno il diritto di costruire la propria intelligenza per s\u00e9 nonch\u00e9 il dovere di costruirla oltre che per s\u00e9 anche per gli altri. La cosa interessante \u00e8 che bisogna appunto costruirla, da sola non cresce, da sola realizza le poche cose che il vivere quotidiano estrae dal potenziale. Uno degli effetti peggiori di questo equivoco imperante ancora in Italia \u00e8 che esso di per s\u00e9 sembra proprio giustificare e fondare la presenza di disuguaglianza insuperabile tra gli individui, cos\u00ec che esso spegne la fiducia in se stessi e la gioia di fare e spesso stronca il coraggio di competere, un equivoco buono a suscitare frustrazione e invidia tra i discenti divisi in intelligenti e non intelligenti per volere di un misterioso destino: dove si crede che i giochi siano fatti all\u2019origine, si crede anche che con la meritocrazia verrebbero premiati i pi\u00f9 fortunati, tutto in equivoco su equivoco dovuti ad ignoranza e talvolta malafede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono pertanto scusanti per continuare a protrarre questa ignoranza in materia di intelligenza, la classe politica non pu\u00f2 continuare a promuovere concetti errati come l\u2019equivoco sulla natura dell\u2019intelligenza, deve aggiornarsi, deve necessariamente essere informata se vuole condurre avanti il Paese e non mantenerlo nello stallo, nell\u2019anacronismo, in questo caso nella rassegnazione del singolo alla propria sorte meno fortunata di quella di altri che sarebbero pi\u00f9 fortunati per natura. E non si dovrebbero accettare dei politici che in un regime democratico si permettano di smentire conquiste scientifiche accertate, come \u00e8 capitato con l\u2019evoluzione alcuni anni fa, quando un politico si \u00e8 permesso di scagliarsi contro l\u2019evoluzione negando la sua validit\u00e0 sulla prima pagina di tutti i giornali e affermando che essa era ormai solo cosa da professorini di scuola media, offendendo in aggiunta tanti insegnanti che facevano e fanno umilmente e con dedizione il loro duro dovere nelle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accennato, il sistema scolastico tedesco \u00e8 stato al centro di tante imitazioni proprio per i risultati positivi che ha prodotto. Il fatto che l\u2019imitazione non abbia in genere avuto il medesimo successo che il sistema scolastico tedesco ha avuto in patria, anzi in molti casi sia fallita specialmente per quanto attiene alla formazione professionale di competenza diretta della Federazione, non dei singoli <em>L\u00e4nder<\/em>, e da sempre fiore all\u2019occhiello della Germania, \u00e8 da ascriversi al fatto che la macchina scolastica tedesca funziona in una societ\u00e0 impostata all\u2019efficienza dalle sue fondamenta. Per chiarire: sarebbe mai possibile costruire un grattacielo su fondamenta adeguate ad una palazzina o addirittura ad una capanna? Anche l\u2019Italia ha imitato ad esempio qualche tratto dell\u2019esame di maturit\u00e0 tedesco, qualche sua parte di superficie che, avulsa dalla distinzione tra corsi di base e di rendimento e livelli di rendimento, nonch\u00e9 dalla metodologia didattica di base propria dell\u2019ordinamento scolastico tedesco, ha potuto solo impoverire drasticamente la scuola italiana gi\u00e0 per tradizione poggiante su fondamenta scavate per modeste costruzioni. L\u2019accesso a qualsiasi facolt\u00e0 universitaria come a seguito della Riforma Sullo del 1969 da una Scuola italiana cos\u00ec impoverita ha impoverito a sua volta altrettanto drasticamente il livello dell\u2019universit\u00e0 stessa e si \u00e8 dovuto constatare che il rappezzo fornito dall\u2019introduzione del numero chiuso non vi ha posto rimedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, tornando al concetto di riforma, non fanno parte di esso cambiamenti per cos\u00ec dire puramente estetici, ossia gli spostamenti dei mobili che non cambiano l\u2019arredamento e rimestano ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 gi\u00e0. Dove si deve quindi intervenire con urgenza in una riforma che voglia dirsi tale oggi \u00e8, va ribadito, nella struttura generale e soprattutto nei metodi di insegnamento che vanno cambiati in quanto, forse consoni un tempo, non lo sono ormai pi\u00f9 \u2013 il regno dell\u2019assoluto o degli assoluti non c\u2019\u00e8 da nessuna parte. Sono di fatto prevalentemente i metodi che fanno una buona o una cattiva Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo a questo opuscolo relativo alle <em>Prospettive Generali per una Riforma dell\u2019Istruzione<\/em>, anticipo che in esso non viene imitato il modello tedesco in auge finora n\u00e9 quello in trasformazione per il futuro, n\u00e9 vengono imitati i sistemi scolastici di altri popoli. \u00c8 stata evitata in linea di principio l\u2019imitazione di altri sistemi in quanto molto grande sarebbe il rischio di fallire data la presenza di troppo diversi tessuti culturali tra i vari popoli. In questo opuscolo viene offerta una prima delineazione, solo allusiva e tutta da sviluppare in senso generale e di dettaglio in studi singoli e specifici, di alcune delle direzioni in cui si dovrebbe muovere una possibile Riforma dell\u2019Istruzione che possa cambiare quanto di pesantemente obsoleto il sistema scolastico italiano rechi con s\u00e9, di non pi\u00f9 consono ai tempi, tempi in cui, tra l\u2019altro, Internet sta spazzando via i vecchi sistemi informativi rendendo poco utile il nozionismo intrinseco a tante metodologie scolastiche che risultano superate, ovviamente non solo grazie alla presenza della rete, ma anche e soprattutto grazie a questa. Una corrente illusione al proposito: credere che la Scuola tradizionale, adatta ad un mondo senza Internet, possa convivere con Internet senza nulla cambiare. Certo, si pu\u00f2 e si deve integrare nella Scuola l\u2019uso di Internet, la sua consultazione, ma la struttura della Scuola come ce l\u2019abbiamo ancora oggi \u00e8 quella sorta quando non c\u2019era n\u00e9 era prevedibile la rete mondiale dell\u2019informazione elettronica che si aggiorna minuto per minuto sia sul fronte tecnico e scientifico sia su quello politico sia sul fronte di qualsiasi altra area di interesse. I programmi scolastici e le metodologie didattiche ora in uso non hanno la possibilit\u00e0 fisica per cos\u00ec dire di mettersi in parallelo e meno che mai in concorrenza con Internet. Se la Scuola in generale vuole ancora offrire qualcosa ai giovani, se deve ancora esistere come tale \u2013 e io dico che deve senz\u2019altro e pi\u00f9 che mai continuare ad esistere \u2013, essa pu\u00f2 imboccare soltanto una strada: quella della riforma in quanto tale, non del rimaneggiamento, del rappezzamento, dell\u2019espediente, come avviene in linea di massima e pi\u00f9 volentieri in Italia, quindi in primo luogo una riforma dei metodi di insegnamento che si pongano come antidoto alla frammentazione offerta, tra l\u2019altro, dall\u2019aumento irrefrenabile delle informazioni e proprio da Internet, frammentazione che non va a vantaggio della formazione dei percorsi logici della comprensione. Se Internet favorisce la diffusione delle informazioni di ogni ambito possibile e immaginabile, certo la prassi della sua consultazione per ogni singolo tema e notizia non favorisce lo sviluppo del pensiero logico, anzi, tende per sua natura a frammentare il pensiero e quindi a spezzare le concatenazioni logiche, a non produrre l\u2019abitudine allo sforzo dell\u2019analisi scientifica e della riflessione e a sostituirlo con l\u2019informazione pi\u00f9 che mai polverizzata. Qualora la Scuola continuasse pertanto a proporre prevalentemente nozioni e informazioni, storie tradizionalmente impostate delle varie discipline, non potrebbe che essere sconfitta da Internet che presenterebbe allora un\u2019informazione molto pi\u00f9 agevole ed aggiornata e con descrizioni singole di tutti i tipi, dalle pi\u00f9 semplici alle pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prospettive generali per una Riforma dell\u2019Istruzione tratteggiate nel presente opuscolo propongono cenni di novit\u00e0 sostanziali in ambito strutturale e metodologico. Si tratta di una riforma indirizzata verso l\u2019alto, non verso il basso come finora alla prova dei fatti si sono dimostrati i rimaneggiamenti realizzati in questo ambito in Italia. Una Riforma tale che i giovani, senza nessuna distinzione di dinastie e di censo e secondo la scoperta dei propri talenti, possano avere i mezzi per sviluppare ed aumentare la loro capacit\u00e0 intellettiva, creativa e di giudizio morale. La classe al potere ha l\u2019obbligo morale e materiale di fornire la <em>chance<\/em> migliore per le pari opportunit\u00e0 di tutti cos\u00ec che tutti possano realmente sfruttare l\u2019occasione della vita in senso positivo e a rendere onore alla civilt\u00e0 umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al proposito e come gi\u00e0 accennato, \u00e8 il caso di aggiungere ancora una riflessione sulla capacit\u00e0 di vaglio morale da parte dei giovani la quale non cresce naturalmente, da sola, occorre ribadirlo sempre, va seminata e curata nel suo sviluppo. Dunque si assiste oggi abbastanza di frequente \u2013 lasciamo adesso stare il passato \u2013 alla perdita di non pochi giovani su questo piano. Vi sono alcuni giovani, e comunque sempre troppi, che non sanno dare un giudizio morale e che per questo sviluppano la pi\u00f9 deleteria indifferenza morale. Sono giovani che non hanno interessi che vadano oltre il livello elementare esistenziale \u2013 a parte le pretese \u2013 e che altro non desiderano che denaro facile e tirano a campare lavorando perch\u00e9 devono e dovranno, dando pertanto il meno possibile nel lavoro che saranno costretti a fare. Sono giovani abituati dalla loro infanzia e fanciullezza a restare attaccati allo schermo televisivo o allo schermo dei videogiochi, ossia a sostituire la vita con mondi virtuali gi\u00e0 pronti e privi di possibilit\u00e0 di sviluppare la logica ed il senso critico che su di essa poggia, mondi virtuali che non sono frutto della loro fantasia e della loro creativit\u00e0, ma di livello audiovisivo, passivo e particolarmente pericoloso in quanto ingannatore, capace di dare l\u2019illusione di stimolare una o l\u2019altra attivit\u00e0 mentale, dunque del livello che meno si conf\u00e0 alla costruzione dell\u2019intelligenza, della moralit\u00e0 migliore, quello che meno si conf\u00e0 all\u2019approfondimento di qualsiasi cosa. Certo i primi e pi\u00f9 importanti responsabili di tali abitudini nei giovani sono i genitori, i quali sono preposti all\u2019educazione dei loro figli fino alla maggiore et\u00e0 e che invece non sanno dare e non danno l\u2019educazione che devono dare, un\u2019educazione che deve essere positiva e ricca di insegnamenti, genitori che non sono capaci di seminare interessi nei loro figli che invece abbandonano con troppa leggerezza alla compagnia degli audiovisivi, sostituti della vita. Ora la Famiglia e la Scuola non possono stare a guardare l\u2019invecchiamento mentale precoce dei loro giovani non accorgendosi di quanto sta verificandosi o prendendosela di volta in volta con Internet o con il cinema violento o simili e magari sognando ipocriti ed assurdi proibizionismi non solo anacronistici oggi, ma del tutto inutili e anche dannosi alla libert\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando ora pi\u00f9 specificamente alla Scuola, occorre che essa dunque provveda i suoi giovani della capacit\u00e0 del vaglio logico e morale, quest\u2019ultimo radicato nel migliore sviluppo e potenziamento dell\u2019intelligenza a livello linguistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, il male non potr\u00e0 sparire dalla faccia della Terra neanche con tutte le riforme dell\u2019istruzione che si possano produrre e nessuno anche solo pensa che ci\u00f2 possa mai avvenire, ma una Scuola che faccia il suo dovere, oltre che genitori responsabili del destino dei figli essendo essi coloro che li trattano nell\u2019et\u00e0 infantile e che seminano le piante che poi, lo vogliano o no, fioriranno nell\u2019adolescenza mostrando inequivocabilmente la natura della pianta seminata al di l\u00e0 di ogni ipocrisia, di ogni finzione perbenista, una Scuola che faccia dunque quello che \u00e8 il suo dovere restringer\u00e0 senz\u2019altro lo spazio all\u2019attecchimento della stasi nei giovani, della loro resa alla frustrazione, della loro rassegnazione al piccolo orizzonte privo di vista panoramica, dell\u2019invecchiamento precoce della loro mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<h3>Vedi anche:<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/\" target=\"_self\">Indice<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Prefazione Riforma dell'Istruzione di Rita Mascialino\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/prefazione\/\" target=\"_self\">Prefazione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Informazione e formazione nell\u2019Istruzione\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/capitolo-2\/\" target=\"_self\">Informazione e formazione nell\u2019Istruzione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Prospettive generali per una Riforma dell\u2019Istruzione\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/capitolo-3\" target=\"_self\">Prospettive generali per una Riforma dell\u2019Istruzione<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><a title=\"Opere citate\" href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/riforma\/opere-citate\/\" target=\"_self\">Opere citate<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di delineare un\u2019introduzione alle linee generali di una possibile Riforma dell\u2019Istruzione tale che non sia un rimaneggiamento ed un camuffamento di quanto \u00e8 vecchio per farlo qui e l\u00e0 sembrare giovane, credo sia opportuno soffermarci a chiarire la differenza fra rimaneggiamento e riforma, questo perch\u00e9 a quanto ho potuto vedere a proposito del sistema [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":443,"menu_order":2,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/460"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=460"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/460\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":503,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/460\/revisions\/503"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}