{"id":2533,"date":"2018-11-19T15:11:36","date_gmt":"2018-11-19T14:11:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=2533"},"modified":"2024-01-10T04:29:30","modified_gmt":"2024-01-10T03:29:30","slug":"qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-di-milos-forman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2018\/11\/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-di-milos-forman\/","title":{"rendered":"\u201cQualcuno vol\u00f2 sul nido del cuculo di Milo\u0161 Forman\u201d"},"content":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in 'Lunigiana Dantesca' CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi<\/p>\n<p><strong>\u201cQUALCUNO VOL\u00d2 SUL NIDO DEL CUCULO di Milo\u0161 Forman\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>One Flew Over the Cuckoo\u2019s Nest<\/em><\/strong> (1975), per la regia di <strong>Milo\u0161 Forman<\/strong>, sceneggiatura di Bo Goldman e Lawrence Hauben, reso nella versione italiana con <em><strong>Qualcuno vol\u00f2 sul nido del cuculo<\/strong><\/em> (1976) prende come opera culturale di riferimento l\u2019omonimo libro (1962) di Ken Kesey. Questi chiuse i rapporti con il regista (www.filmtv.it\/palylist\/45597\/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-di-ken-kesey\/) per questioni economiche, ma soprattutto perch\u00e9 non concorde con la diversa impostazione della figura del pellerossa detto Chief Bromden, Capo Bromden. Nel romanzo il narratore in prima persona \u00e8 uno dei personaggi, appunto il pellerossa che vede e commenta ci\u00f2 che vede, nonch\u00e9 ricorda ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel passato alla sua famiglia, al suo popolo, estendendo la sua visione del mondo alle democrazie, agli assolutismi, al luogo in cui si trova assieme ad altri, ossia il pellerossa \u00e8 il personaggio principale del romanzo o una delle sue figure pi\u00f9 importanti, mentre nel film \u00e8 un personaggio che si distingue dagli altri solo perch\u00e9 alla fine rompe la grata e fugge dal manicomio. In ogni caso nel film non vi \u00e8 alcun personaggio che vede e commenta gli eventi secondo il suo punto di vista, n\u00e9 vi \u00e8 alcuna voce narrante fuori campo, n\u00e9 quella del pellerossa n\u00e9 quella di altri e la storia \u00e8 frutto del tradizionale narratore onnisciente e silente rappresentato dagli sceneggiatori e dal regista che tacciono o, pi\u00f9 esattamente, parlano attraverso i dialoghi di tutti i personaggi, le immagini, le musiche intra- ed extradiegetiche. Il non aver inserito comunque in nessuna circostanza la voce fuori campo di un narratore va valutato come una decisione saggia del regista. Di fatto i film dove sta una voce narrante fuori campo che interviene spesso durante la vicenda e magari a lungo, derogano troppo dalla natura dell\u2019immaginario cinematografico che si serve appunto di immagini oltre che di suoni, musica, dialoghi e non dei canali propri della narrativa che risultano pi\u00f9 o meno insopportabili nel genere, tranne rare eccezioni. Per altro un eventuale fuori campo narrato, che superasse gli spazi riservati ai titoli di testa e di coda dove pu\u00f2 molto brevemente stare per aprire e chiudere il film con un\u2019informazione e un commento di poche parole, mostrerebbe un\u2019insufficiente abilit\u00e0 relativa alla sceneggiatura, alla regia che evidentemente non riuscirebbero, stando all\u2019interno dei mezzi espressivi in dotazione al cinema, a trasformare intersemioticamente uno o l\u2019altro significato, appunto esprimendolo cinematograficamente.<\/p>\n<p>Ci occuperemo in questa analisi critica delle fondamenta e dei muri portanti del significato, del messaggio del film, senza dare ragione di tutti i dettagli semantici che sono stati comunque recepiti e per accogliere i quali sarebbe opportuno uno spazio maggiore. La comparazione tra romanzo di Ken Kesey e film di Milo\u0161 Forman metter\u00e0 in evidenza le uguaglianze e somiglianze, come pure le discrepanze rilevanti tra le due opere cos\u00ec da identificare gli apporti ideologici e artistici propri specificamente del regista.<\/p>\n<p>Temi principali del film evidenziati dall\u2019analisi sono: l\u2019attacco pi\u00f9 totale sferrato contro la donna in generale; la denuncia dei regimi non democratici o falsamente democratici; la denuncia dei metodi in auge nei manicomi, temi presenti ugualmente anche nel romanzo. Altre tematiche importanti verranno evidenziate man mano che ve ne sar\u00e0 l\u2019occasione.<\/p>\n<p>Iniziamo soffermandoci non poco sul significato del titolo, ci\u00f2 in quanto in esso sta abbozzato, nel romanzo come nel film, lo scheletro della semantica in cui si struttura l\u2019intero complesso film \u2013 successivamente ci occuperemo anche dei nomi di alcuni personaggi nel film, titolo e nomi che stanno uguali nel romanzo. Forman, malgrado le rimostranze forse eccessive di Kesey, si \u00e8 attenuto in linea di massima alle direttrici generali del romanzo pur con i cambiamenti dovuti al diverso canale\u00a0 semiotico e a qualche diversit\u00e0 nella sua individuale visione del mondo, in ogni caso sempre collocandosi non troppo distante da quella di Kesey.<\/p>\n<p>Nella versione italiana il titolo \u00e8 ritenuto in generale poco chiaro, risulta tuttavia non pienamente compreso neppure nella lingua originaria. Ad una prima analisi emerge come nel testo italiano la sua spazialit\u00e0 di base risulti ambigua e fraintendibile, con la conseguente confusione delle simbologie ad essa collegate. Nelle culture di lingua inglese e restanti, per quanto se ne sa, non \u00e8 comunque stata colta la pi\u00f9 che complessa polisemia dei piani simbolici che si intrecciano nel modo di dire relativo al nido del cuculo inserito nello specifico contesto del libro e del film.<br \/>\nPrendiamo in considerazione dunque la spazialit\u00e0 relativa alla traduzione italiana pi\u00f9 ovvia e comune, nella quale qualcuno apparentemente \u00e8 volato sul nido del cuculo, ossia ha raggiunto il nido dove sta il cuc\u00f9 partendo dalla realt\u00e0 esterna al nido, ossia ancora: \u00e8 volato verso o sul nido in un moto a luogo. In realt\u00e0<em> to fly over<\/em> \u2013 nel tempo del passato remoto come sta in inglese \u2013 indica un moto da un luogo all\u2019altro,\u00a0 nel caso specifico, data la preposizione <em>over<\/em>,\u00a0 oltre un luogo, oppure, in altra forma grammaticale del verbo, pu\u00f2 indicare una durata del volo permanendo sullo stesso luogo, ci\u00f2 che non \u00e8 nella forma che sta nel titolo. In una prima parziale correzione del titolo ufficiale: \u2018Qualcuno vol\u00f2 oltre il nido del cuculo\u2019, non sul nido in nessun modo, traduzione che in italiano, data la polifunzionalit\u00e0 della preposizione <em>su<\/em> che si adatta a spazialit\u00e0 diverse, risulta equivocabile. In ogni caso il verso del moto nel titolo originale \u00e8 esattamente opposto a quello indicato o suggerito dal titolo nella versione italiana, non in avvicinamento al nido quindi, ma oltre il nido, in allontanamento dal nido, oltrepassando il nido, superando il nido.<\/p>\n<p>Per completare la correzione, il pronome inglese <em>one<\/em>, non unito ad altre specificazioni tipo <em>someone<\/em> o <em>anyone<\/em>, significa <em>uno, uno solo<\/em>, non pi\u00f9 di uno. Una traduzione per cos\u00ec dire <em>immanente al testo<\/em> (Mascialino 1996: <em>Studio sulla Traduzione del Testo Letterario<\/em>, LaNuovaBaseEditrice, Udine), quindi interessata al significato del titolo, sarebbe perci\u00f2 come qui proposto <em>Uno vol\u00f2 oltre il nido del cuculo<\/em>. La differenza tra <em>qualcuno<\/em> e <em>uno<\/em> non \u00e8 irrilevante: <em>qualcuno<\/em> si riferisce nella maggioranza dei casi e pur nell\u2019elasticit\u00e0 tipica della lingua italiana in genere a pi\u00f9 di una persona, <em>uno<\/em>, come <em>one<\/em> scelto da Kesey e conservato da Forman, si riferisce sempre e solo a una persona anche in italiano ed in effetti nel film c\u2019\u00e8 uno, uno solo, non qualcuno, ma una sola persona che se n\u2019\u00e8 andata oltre il nido con un\u2019azione di forza. Si tratta del mezzosangue pellerossa Capo Bromden, il quale dopo un certo tempo trascorso nel nido del cuculo, ossia del manicomio come vedremo, ha avuto l\u2019energia psicofisica di andarsene via, di fuggire sfondando la finestra a inferriata con un grosso peso sulle spalle che ha lanciato contro di essa. Mirabile \u00e8 la performance di Will Sampson, di origine pellerossa della popolazione <em>creek<\/em> (wikipedia.org), nello sfondare la finestra del manicomio per andarsene appunto come volando via dallo speciale nido. Dapprima smuove e solleva con molto sforzo il pesantissimo e a detta di tutti inamovibile blocco di pietra della rubinetteria e delle pompe appoggiato al suolo su una pedana di pietra. Ci\u00f2 scatena l\u2019irruzione violenta delle acque non pi\u00f9 assicurate nel blocco, acque che sgorgano e scorrono libere come nella natura da cui proviene il pellerossa ricca di fiumi impetuosi. Successivamente riesce a posizionarlo sulla spalla, quindi avanza poi gettandosi con qualche passo di corsa compatta contro la grata \u2013 quasi come contro la finestra di una gabbia per uccelli. Elegante e potente in s\u00e9 \u00e8 la figura di Will Sampson mentre accelerando nel breve spazio e accompagnato dal crescendo orchestrale di Jack Nitzsche, maestoso e consono al momento importante - vedremo in seguito il significato che tale performance ottiene nel significato generale del film -, lancia il blocco contro la finestra spezzando l\u2019inferriata, performance nella quale Sampson \u2013 si pu\u00f2 ipotizzare sulla base della superba spazialit\u00e0 dei moti e delle espressioni del volto da esso realizzate \u2013 ha infuso verosimilmente oltre la sua prestanza fisica e la necessit\u00e0 della finzione scenica una componente psicologica collegata alla memoria dei suoi padri, quando i pellerossa erano padroni dei vasti e selvaggi territori americani dove vivevano liberi, specificamente nella zona attorno al fiume Columbia in Canada, nel Manitoba, una zona ricca di acque selvagge e tumultuose, dove lui stesso aveva vissuto con suo padre, un grande capo del suo gruppo etnico.<\/p>\n<p>Proseguendo con la nota preliminare sul titolo: l\u2019immagine che Ken Kesey ha scelto come sintesi di un motivo rilevante per il suo romanzo e che \u00e8 rimasta tale nel film di Forman, prende spunto da una filastrocca \u2013 citata nel romanzo stesso \u2013 nella quale tre oche di uno sciame si dirigono in diverse direzioni, ci\u00f2 che \u00e8 impossibile in quanto, facendo esse parte di un unico sciame, vanno sempre tutte nella medesima direzione. Oche dunque impazzite una delle quali va sul nido del cuc\u00f9, uccello simbolo esso stesso di follia nel modo di dire ad esso collegato, scelta che tuttavia ancora non esaurisce il significato del cuculo in Kesey che ha scelto quella determinata immagine e idea in luogo di tante altre a disposizione per simboleggiare un manicomio. Vi \u00e8 anche un\u2019altra associazione, la quale non \u00e8 citata da Kesey, ma tuttavia nota senza dubbio alcuno all\u2019autore e di cui ha tenuto conto, consciamente o inconsciamente, nell\u2019elaborazione della sua immagine del volo. Si tratta di una riflessione di Martin Lutero sui cattivi pensieri, qui in testo tedesco tra le altre versioni tedesche e delle varie lingue:<\/p>\n<p>\u201c(\u2026) Wie man nicht wehren kann, da\u00df einem die V\u00f6gel \u00fcber den Kopf herfliegen, aber wohl, da\u00df sie auf dem Kopfe nisten, so kann man auch b\u00f6sen Gedanken nicht wehren, aber wohl, da\u00df sie in uns einwurzeln (\u2026)\u201d<\/p>\n<p>(<em>Geist aus Luther\u2019s Schriften, oder Concordanz der Ansichten und Urtheile des gro\u00dfen Reformators<\/em>. Hersg. von Ernst Zimmermann: 1828\/31, Darmstadt: book.google.it(books?id=iEIAAAYAAJ&amp;pg)<\/p>\n<p>Traduzione (RM):<\/p>\n<p>\u201cCome non si pu\u00f2 impedire che a uno gli uccelli passino sulla sua testa, ma ben si pu\u00f2 impedire che gli facciano il nido sulla testa, cos\u00ec non si pu\u00f2 evitare neanche ai pensieri cattivi che passino per la testa, ma ben si pu\u00f2 impedire che si radichino in noi (\u2026)\u201d<\/p>\n<p>Ken Kesey, cresciuto in una famiglia rigorosamente praticante la pi\u00f9 rigida formazione battista all\u2019interno del Protestantesimo, fu formato in tale atmosfera culturale tanto che rimase fino agli inizi dell\u2019et\u00e0 adulta rispettoso degli insegnamenti della Bibbia. Conosceva inevitabilmente dalla predicazione ecclesiastica i detti di Lutero sui cattivi pensieri con la molto particolare similitudine di cui sopra. Il significato della stessa opportunamente modificato \u00e8 stato da Kesey trasferito ad un pi\u00f9 articolato ambito socio-politico, come secondo questa analisi critica. Ma Lutero parla di uccelli qualsiasi che passino oltre la testa di uno, non di cuculi in particolare, per cui anche questa derivazione, pur chiarendo in aggiunta la presenza di uccelli in volo oltre la testa di uno, uno solo, non spiega il perch\u00e9 della scelta del cuculo nel romanzo e nel film, scelta che andiamo a chiarire di seguito.<\/p>\n<p>Detto in linea generale e senza affatto voler entrare in dettagli scientifici di cui sono esperti gli specialisti in materia di scienze naturali, accenniamo al fatto che vi siano almeno due tipi di cuc\u00f9 con comportamenti diversi: uno europeo, uno americano. Quest\u2019ultimo si costruisce da s\u00e9 il proprio nido come la maggioranza delle specie ornitologiche, non cos\u00ec per quello europeo che \u00e8 parassitario. Si deve vedere quale dei due ha avuto in mente Kesey per capire che cosa intendesse con il cuculo del suo titolo \u2013 oltre al fatto che il cuculo sia metafora di follia, adatto quindi a simboleggiare un nido di matti, un manicomio. Dunque la femmina del cuculo europeo, come \u00e8 generalmente noto, depone le uova ad una ad una nei nidi di altri uccelli simili alla propria specie ed elimina rispettivamente un uovo da ciascuna nidiata, cos\u00ec che il suo uovo si confonda con le altre uova relative ai piccoli della coppia che si \u00e8 costruita il nido. L\u2019uovo relativo all\u2019ospite si schiude prima delle altre uova e il cuc\u00f9 elimina con la violenza le altre uova godendo dei vantaggi di unico nato, visto che i genitori dei piccoli eliminati dall\u2019intruso non si accorgono della sua estraneit\u00e0 alla propria covata. Questo cuculo quindi usurpa uno status di padrone legittimo del nido, ossia si appropria indebitamente della casa che spetterebbe ai figli dei costruttori del nido, in altri termini: spazza via con la violenza coloro che hanno dei diritti e si instaura in loro vece come padrone parassitario e usurpatore. Il nido di questo cuculo non \u00e8 dunque il nido che spetta di diritto al cuculo perch\u00e9 suo, ma \u00e8 un luogo espropriato ai legittimi proprietari con l\u2019inganno e la violenza, sul piano metaforico: \u00e8 un luogo occupato da individui che non hanno alcun diritto abitativo e padronale, ci\u00f2 a scapito di chi ne ha diritto. Di immediata associazione \u00e8 la metafora per il meccanismo del potere nella societ\u00e0 umana: i violenti buttano fuori i meno violenti dalle sedi in cui per diritti vari si trovano. Chi sono allora coloro che rappresentano direttamente i matti che si trovano nel nido di matti o manicomio? \u00c8 evidente che i matti quali pazienti del manicomio non sono gli usurpatori del nido e ci stanno per cos\u00ec dire obbligatoriamente e in ogni caso legittimamente. Gli usurpatori, i cuculi, ossia coloro che stanno indebitamente nel nido come il cuculo, o nel manicomio come i governatori dello stesso, devono essere altri e di fatto sono i capi del nido e i loro aiutanti, che comandano il sistema con violenza quali parassiti e appunto usurpatori del potere in luogo di una gestione democratica, in luogo di capi democratici. Occorre capire a questo punto come mai, se il nido \u00e8 metafora del potere nella societ\u00e0 umana e del manicomio, i matti sono i suoi abitanti, coatti e in maggioranza volontari, abitanti questi che potrebbero andarsene quando lo volessero e che restano invece all\u2019interno. Sono sottomessi volontariamente in quanto pusillanimi, incapaci di reggersi sulle loro gambe per cos\u00ec dire da soli, di affrontare la vita nel vasto mondo, incapaci quindi di ribellarsi, incapacit\u00e0 di cui verranno spiegate fra poco le cause profonde individuate da Kesey e condivise da Forman. Per questa loro incapacit\u00e0 di iniziativa \u2013 cui potrebbero sottrarsi, ma appunto dovrebbero volerlo \u2013 devono accettare di subire il potere degli usurpatori dai quali vengono considerati pazzi anche se non sono proprio tali, vessati in mille modi, ci\u00f2 che essi sopportano pur soffrendone conseguenze anche tremende come elettroshocks ripetuti e addirittura lobotomie, tremenda metafora per la completa e definitiva abdicazione a poter pensare con la propria testa. Il nido del cuculo \u00e8 dunque simbolo del potere usurpato nella societ\u00e0 umana, di qualsiasi partito o ideologia, senza distinzioni, usurpazione grazie alla quale l\u2019illuministico e democratico diritto di governare che risiede nel popolo viene appunto usurpato con violenza e inganno, ci\u00f2 che accade nei regimi totalitari o di pseudo democrazia o persino di democrazia, tuttavia cosiddetta\u00a0 debole. Questa usurpazione rende i degenti o gli ospiti \u2013 o i popoli \u2013 sempre pi\u00f9 deboli e incapaci, quasi come pazzi o del tutto pazzi. Per conservare al meglio il potere gli usurpatori ritengono folle qualsiasi manifestazione di non conformismo, di disobbedienza alle caste o cricche che sono presentate come inamovibili, tanto che il mezzosangue pellerossa Bromden alla fine s\u00ec riuscir\u00e0 a fuggire dal nido del cuculo volando metaforicamente oltre esso, ma non riuscir\u00e0 a cambiare lo stato di cose, come non ci riuscir\u00e0 neppure McMurphy che anzi verr\u00e0 definitivamente annientato dalla <em>cricca<\/em> \u2013 per altro <em>combine<\/em>, il termine inglese utilizzato nel romanzo e nel film per <em>cricca<\/em>, significa accanto ad <em>associazione<\/em> anche molto significativamente <em>mietitrebbiatrice<\/em>, la macchina pericolosa che miete e trebbia. Miss Ratched stessa, colei che controlla in tutto e per tutto il manicomio, viene paragonata tra l\u2019altro a un trattore ci\u00f2 che si collega al duplice significato di <em>combine<\/em>.<\/p>\n<p>Concludendo: se Kesey avesse avuto in mente il sopra citato cuculo americano, il significato del titolo sarebbe stato unicamente simbolo per il manicomio come nella locuzione di lingua inglese e sarebbe stato assente il riferimento all\u2019usurpazione della <em>combine<\/em> o cricca, ci\u00f2 che sta invece al centro della critica al sistema presente in tutto il romanzo. Il cuculo di Kesey \u00e8 dunque quello parassitario che vale comunque esso stesso, oltre che per l\u2019usurpazione, anche per la follia come nel modo di dire riferito al cuculo.<\/p>\n<p>Terminata a grandi linee l\u2019analisi del significato del titolo, veniamo come annunciato ai nomi dei principali personaggi del romanzo rimasti invariati anche nell\u2019arrangiamento filmico. Tali nomi, oltre ad una identificazione per cos\u00ec dire anagrafica dei personaggi, identificano gli stessi anche psicologicamente, ci\u00f2 in appoggio all\u2019assunto principale del romanzo e del film, nomi, anzi soprattutto cognomi, che sono quindi utili alla comprensione del messaggio: Miss Ratched, Bromden, McMurphy e quelli dei tre inservienti neri di Miss Ratched: Washington, Warren e Williams, inoltre Turkle, lasciando perdere altri nomi pure significativi, ma meno rilevanti nel contesto.<br \/>\nPartendo da Miss Ratched, la Grande Infermiera Caposala o <em>Big Nurse<\/em> che governa il manicomio, il suo cognome \u00e8 una forma parallela nella pronuncia a <em>wretched<\/em>, <em>di scarsa qualit\u00e0<\/em>, in tal senso anche <em>miserabile<\/em>, come pure a <em>ratchet<\/em>, che significa tra l\u2019altro <em>ruota dentata<\/em>, parole che come test\u00e9 detto, hanno pi\u00f9 o meno simile pronuncia pur se in diversa ortografia. <em>Ratched<\/em> propriamente \u00e8 il participio passato di<em> to ratch<\/em>, rendere dentato, quindi reso dentato. E veramente tale Miss Ratched \u00e8 una ruota temibile dell\u2019ingranaggio del manicomio, una ruota divenuta dentata del sistema che mette in moto azioni taglienti, dentate e quindi capaci di mordere, azioni cattive, per associare i significati: <em>miserabile ruota dentata<\/em>. Dettaglio rilevante: una ruota che \u00e8 stata resa dentata, che ha perso la sua originaria rotondit\u00e0 tipica della ruota, rotondit\u00e0 come simbolo comune per il femminile, per diventare il proprio opposto, una ruota che possiede in realt\u00e0 forme aguzze. Denti che sono messi in evidenza in s\u00e9 all\u2019inizio del film, quando si vede un insieme di disegni verosimilmente dei degenti, disegni che mostrano ad esempio omini neri \u2013 spesso presenti nelle fantasie dei disturbati clinicamente \u2013, disegni tra i quali spicca anche una grande bocca aperta mostrante i denti non per ridere, ma pi\u00f9 verosimilmente per impaurire e ingoiare, evidentemente frutto di idee ossessive degli ospiti del manicomio in correlazione inconscia con Miss Ruota Dentata \u2013 o bocca spalancata per spaventare e divorare. Pallelamente alla ruota dentata si vede, sempre all'inizio del film come introduzione all\u2019atmosfera imperante nel manicomio, un disegno che raffigura un mezzo busto con il volto privo di tratti identitari, una persona che, al di l\u00e0 di qualsiasi significato ulteriore, non \u00e8 nessuno, essendone stata cancellata e confusa l\u2019identit\u00e0. Questo \u00e8 il modello umano consentito nel luogo, modello che sta al centro del manicomio e, estensivamente, del sistema socio-politico in generale per come \u00e8 presentato nel film e su cui ci soffermeremo nel prosieguo dell\u2019analisi.<\/p>\n<p>Quanto al pellerossa che porta il cognome della madre bianca, Bromden, e che sta sempre con una ramazza in mano, esso ha un nome che pare essere una elaborazione di <em>broom, scopa<\/em>, come fosse <em>spazzato via<\/em> o dotato di ramazza. Da sottolineare come anticipazione del significato pi\u00f9 profondo del romanzo e del film: ha perso il nome del padre pellerossa \u2013 la sua identit\u00e0 maschile per cos\u00ec dire \u2013 e ha acquisito quello della madre, di una donna, che lo ha ridotto come una ramazza, adatto quindi alle pulizie, che esegue scopando i pavimenti del nido, come un servo dei capi bianchi come bianca \u00e8 la madre.<\/p>\n<p>Il cognome McMurphy, <em>figlio di Murphy<\/em> secondo il prefisso, \u00e8 molto evidentemente associato a quello dello studioso Murphy considerato, per cos\u00ec dire, suo padre, enunciatore nel 1949 della cosiddetta Prima Legge di Murphy, secondo la quale se una cosa poteva andare male, sarebbe andata male, dunque McMurphy porta un cognome che si associa a qualcuno che fa andare male le cose per gli altri e per s\u00e9; inoltre, nella storpiatura che Miss Ratched fa appositamente del cognome in McMurry nel romanzo, \u00e8 associabile alla murena, il pesce serpentiforme dal morso molto doloroso \u2013 in seguito a ci\u00f2 McMurphy la apostrofer\u00e0 pronunciando il suo nome come Miss Ratshed, che significa <em>topaia<\/em>. Per finire, associabile anche a <em>mac<\/em>, pronuncia estesa e accentata di Mc con cui viene apostrofato McMurphy dai compagni e collegato al termine gergale <em>mack<\/em> che si usa per qualificare un uomo che nella sua vita d\u00e0 centrale importanza al sesso, tutti significati che si addicono al personaggio per come viene presentato nel film e prima ancora nel romanzo \u2013 sull\u2019importanza della sessualit\u00e0 maschile nel film, come polo opposto alla donna castrante, torneremo in dettaglio fra poco. Anche il nome di McMurphy, Randle, non \u00e8 da meno nella connotazione del personaggio: tra le altre associazioni possibili importante \u00e8 quella riferita alla radice <em>rand<\/em>- che indica un violento, riottoso, da cui anche <em>random<\/em>, casuale, senza meta e simili; seguendo la pronuncia, si ha <em>r\u00e6ndol<\/em> simile nel suono a <em>rand+all-randall<\/em>, un po\u2019 come <em>tutto violento<\/em>, capace di violenza su tutto, in ogni caso un uomo violento secondo l\u2019occasione, casuale nel comportamento, senza uno scopo nella vita, privo di qualsiasi organizzazione, ribelle a qualsiasi organizzazione o autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Per finire la breve rassegna dei nomi pi\u00f9 importanti, passiamo a quelli dei tre inservienti neri agli ordini di Miss Ratched. Uno, apparentemente il pi\u00f9 rancoroso verso i degenti, si chiama molto significativamente Washington, nome della citt\u00e0 sede del Presidente degli Stati Uniti d\u2019America e della Casa Bianca \u2013 dei bianchi per cos\u00ec dire nel contesto \u2013, cos\u00ec che gli Stati Uniti stessi appaiono come al servizio di una donna che strumentalizza l'eventuale rancore dei tre servi neri verso i bianchi conseguente\u00a0 alla tratta dei neri attuata dagli Stati Uniti\u00a0 nel passato e dal razzismo ancora in auge in alcune aree della popolazione a tutt\u2019oggi, capi bianchi che utilizzano donne come la Ratched e neri asserviti per mantenere il loro potere. Warren porta come nome <em>conigliera<\/em> o recinto per i conigli, un nome che esplicita la situazione psicologica di colui che sopporta tutto per paura o gioca a fare il coniglio per opportunismo \u2013 come anche tutti\u00a0 pazienti per altro adatti a stare in una conigliera per cos\u00ec dire, tutti sottomessi ad un potere falsamente democratico. Da ultimo Williams, collegato, secondo l\u2019analisi del contesto denigratorio\u00a0 in cui si situano sia i capi bianchi che i neri al loro servizio, alla <em>sindrome di Williams<\/em>, una forma di ritardo mentale che porta il nome del suo scopritore \u2013 e di fatto Williams poco dopo l\u2019arrivo di McMurphy nel manicomio criminale \u00e8 mostrato mentre \u00e8 tutto intento a giocare con lo yo-yo nel corridoio, come in una regressione all\u2019infanzia, nel contesto: come un ritardato vista l\u2019et\u00e0 adulta. In aggiunta, le tre lettere iniziali, le tre\u00a0<em>w<\/em>, risultano essere alla pronuncia anche una onomatopea per l\u2019abbaiare dei cani, ci\u00f2 che peggiora ancora di pi\u00f9 le cose \u2013 pi\u00f9 volte il personale dell\u2019Ospedale, bianco e nero, viene paragonato a cani che fiutino le prede. Un insulto per i neri? No, un insulto per bianchi e neri, per coloro che si sottomettono al sistema gestito dai bianchi.<\/p>\n<p>L\u2019insistenza ribadita per tutto il romanzo sul numero tre \u2013 e nel film come immagine dei tre inservienti quasi sempre assieme \u2013 allude alla presenza del piano simbolico religioso della Trinit\u00e0 che evoca in remota eco nel contesto di critica socio-politica, in cui si situano le due opere, il modello socio-politico intrinseco alla religione considerato non democratico per eccellenza \u2013 la divinit\u00e0 ne \u00e8 il capo assoluto in cielo e in terra. Questo in una mal celata satira quanto mai corrosiva: un modello di potere assolutistico che governa gli umani servendosi di individui malvagi e poco intelligenti al servizio di una donna che, non va trascurato, \u00e8 una signorina, si suppone quindi senza un uomo come compagno, un po\u2019 come se fosse una vergine cos\u00ec che l\u2019associazione alla Madonna o madre a sua volta al servizio della divinit\u00e0 \u00e8 piuttosto evidente. Il manicomio, come abbiamo accennato, \u00e8 considerato dunque sul piano satirico quale modello parallelo all\u2019organizzazione della societ\u00e0 falsamente democratica o non democratica, che a sua volta \u00e8 modello parallelo all\u2019organizzazione gerarchica cattolica in particolare \u2013 Miss Ratched afferma esplicitamente di essere cattolica, non \u00e8 protestante, per cui l\u2019allusione alla Madonna si fa pi\u00f9 stretta. Kesey, come anticipato, fu educato religiosamente dai genitori, ma in ogni caso, ribelle ad ogni autorit\u00e0, rivide criticamente le credenze giovanili imposte dai padri, dalla societ\u00e0, dalle gerarchie ecclesiastiche. Nel romanzo viene fra l\u2019altro affermato dalla stessa Ratched nei confronti di McMurphy dopo il suicidio di Billy Bibbit che essa ascrive alla sua azione dissestante l\u2019ordine costituito cos\u00ec negando ogni propria responsabilit\u00e0 (384): \u201cSpero che sar\u00e0 soddisfatto, finalmente. Trastullarsi con vite umane\u2026 giocare d\u2019azzardo con vite umane\u2026 come se si ritenesse un <em>Dio<\/em>!\u201d, ci\u00f2 con cui Dio stesso viene presentato come un irresponsabile che si diverta e giochi con le vite degli umani, addirittura d\u2019azzardo, a suo piacimento dunque, visione della divinit\u00e0 quale non si potrebbe avere di peggiore e che funge comunque da modello nel manicomio stesso da parte dei capi verso i pazienti e nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Qualche critico o la critica in generale, per questa presentazione non edificante dei tre neri, ha considerato Ken Kesey un razzista \u2013 di conseguenza anche Forman che ha conservato i loro nomi e i loro atteggiamenti negativi. Sia in Kesey che in Forman la simbologia del nome Washington tuttavia non parla di razzismo contro i neri, ma di denuncia dei bianchi, caso mai del loro razzismo, come abbiamo visto pi\u00f9 sopra.\u00a0 Ad esempio il custode nero, Turkle \u2013 nome che si collega in parte a <em>turkey<\/em>, <em>tacchino<\/em>\u00a0come viene messo implicitamente in risalto da Kesey quando Turkey si riferisce alle prostitute appellandole\u00a0<em>pollastre<\/em>\u00a0\u2013, viene presentato s\u00ec come un pover\u2019uomo facente parte del sistema, uno sfruttato dal sistema anch\u2019esso, ma non divenuto n\u00e9 malvagio n\u00e9 rancoroso. Viene licenziato proprio perch\u00e9 non \u00e8 asservito sufficientemente per restare nel sistema, perch\u00e9 non ha eseguito al cento per cento il suo compito di custode repressivo, perch\u00e9 ha trasgredito gli ordini, licenziamento comprovante il fatto che solo coloro che si sottomettono vengano tenuti al servizio del potere secondo il triplice piano simbolico: nel manicomio, nella societ\u00e0, nell\u2019ambito della religione che funge da primo e ultimo parallelo di riferimento a quello sociopolitico e ospedaliero. Un nero semplice e non particolarmente intelligente, un uomo normale e non aggressivo, un nero che ha consentito lo svolgersi di una festa ai bianchi e che con tono del tutto sottomesso ha il coraggio comunque di chiedere comprensione per la sua situazione di solitudine notturna alla sorvegliante, una donna castrante come le donne che gestiscono il manicomio in Kesey e Forman. Turkle chiede di usare un po\u2019 di umanit\u00e0 e in cambio riceve l\u2019immediata espulsione dal manicomio in cui presta servizio, ossia perde il lavoro nel romanzo e sa di perderlo nel film. Come \u00e8 evidente, i bianchi \u2013 che rappresentano anch\u2019essi una razza se proprio la si volesse mettere sul piano delle razze \u2013 sono descritti molto negativamente in tutto e per tutto in modo ben peggiore dei tre individui di pelle nera. Nel senso della personalit\u00e0, il pellerossa, pure di una razza diversa da quella bianca cui appartiene Kesey, \u00e8 presentato favorevolmente, anzi molto favorevolmente ed \u00e8 colui al quale vengono affidate addirittura la narrazione del romanzo, la critica sociopolitica, storica, umana, infine la capacit\u00e0 di fuggire dal nido del cuculo. Non si pu\u00f2 o non si dovrebbe a mio giudizio vedere un odio razziale nella descrizione di nessuna delle due cosiddette razze nera e bianca, ma solo una critica negativa della personalit\u00e0 di bianchi appartenenti a un sistema non democratico o falsamente o debolmente democratico e di neri integrati nel sistema per essere ancora sfruttati, per divenire servi del sistema, per divenire come i bianchi. Vedere del razzismo in Kesey-Forman sarebbe una forzatura e comunque un eventuale o possibile razzismo sarebbe in primo luogo allora, ad un\u2019analisi oggettiva, contro i bianchi i quali hanno il comando della societ\u00e0 da usurpatori. Ribadendo: non si pu\u00f2\u00a0 trascurare il dato di fatto che, sia nel romanzo che nel film, i tre neri siano sfruttati dai bianchi che li integrano nel loro sistema solo come servi e per espletare i compiti pi\u00f9 ingrati e indecorosi, rendendoli come essi stessi sono. Voler tacciare di razzismo Kesey risulta essere all\u2019analisi del suo romanzo una distorsione e lo stesso vale per Forman che si \u00e8 attenuto nella fattispecie a quanto sta nel romanzo, ne ha quindi condiviso l\u2019impostazione ideologica anche verso la collocazione degli inservienti neri quali sfruttati che obbediscono agli ordini dei bianchi cui non sanno ribellarsi.<\/p>\n<p>Proseguendo pi\u00f9 direttamente con l\u2019interpretazione del messaggio del film, Milo\u0161 Forman ebbe a dichiarare in un\u2019intervista concessa al New York Times (http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/te-do-io-socialismo-regista-ceco-milos-forman-canta-41472.htm) che nella Grande Infermiera Miss Ratched aveva voluto rappresentare il Partito Comunista, il governo comunista. Certo, questa pu\u00f2 essere senz\u2019altro stata una delle idee di Forman \u2013 non c\u2019\u00e8 da dubitarne \u2013, che aveva per altro conosciuto direttamente il regime socialista sovietico dittatoriale quando si trovava nella Repubblica Socialista Cecoslovacca, dove era nato, e prima ancora aveva conosciuto il nazismo che vide la deportazione dei genitori nei campi di sterminio tedeschi e la morte degli stessi nei Lager. Tuttavia, se il tema principale e pi\u00f9 profondo del film fosse stato quello di mostrare i disastri del governo comunista e l\u2019assenza di libert\u00e0 qualsiasi in esso, sarebbe stato ovvio e anche immancabile farlo rappresentare da un gruppo di maschi o almeno da un maschio dominante in esplicito assetto di detentore del potere, mentre invece sia nel romanzo che nel film emerge come al comando vi sia una donna e come tutti siano assoggettati ad essa, mentre nel regime comunista sovietico non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna donna al governo dello Stato ed erano appunto e al contrario i maschi a comandare. L\u2019interpretazione di Miss Ratched data dallo stesso regista mostra proprio nella presenza di una donna al potere qualche incongruenza con l\u2019idea che essa possa essere l\u2019emblema del governo comunista, ossia non regge o comunque traballa molto, anche a fronte del genere grammaticale femminile di <em>partito<\/em> e <em>governo<\/em> in ceco che comunque non avrebbe senso nella simbolizzazione di un comunismo al femminile in Forman e meno ancora ne avrebbe nell\u2019americano Kesey. \u00c8 da rimarcare qui per altro che le opinioni degli Autori, scrittori o registi e artisti, sulle loro opere contino molto poco ai fini della comprensione delle stesse. Ci\u00f2 che conta non \u00e8 quanto dicano di aver voluto esprimere, ma quanto hanno espresso e questo sta non nella loro opinione, bens\u00ec nei testi delle loro opere, letterarie o di arti visive, filmiche o musicali. Certo la critica ai regimi totalitari esiste nel romanzo e nel film, soprattutto una critica delle pseudo democrazie, ma non riguarda Miss Ratched direttamente, come chiariremo pi\u00f9 in dettaglio.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 il caso di vedere pi\u00f9 da vicino i personaggi del film confrontati con quelli del romanzo. L\u2019azione dunque si svolge nel manicomio criminale di Salem nello Stato dell\u2019Oregon. D\u00e0 gli ordini l\u2019Infermiera Caposala Miss Ratched, detta Big Nurse, grande\/grossa infermiera \u2013 nel romanzo ha un enorme seno, segno della sua femminilit\u00e0 anche se nascosta inutilmente il pi\u00f9 possibile dalla Caposala, nel film ha un seno quasi invisibile, ci\u00f2 per dare qualche peso al suo tentativo di giocare a fare il maschio. Accanto a Miss Ratched ci sono un gruppo di infermiere e un gruppo di inservienti maschili che eseguono gli ordini della Caposala e delle altre donne alla lettera. Da notare che il personale maschile \u00e8 vestito come nell\u2019uso dei camerieri di un eventuale caff\u00e8 o ristorante elegante o altro di simile, tutti mostrano la farfallina nera su camicia e abito bianchi, in qualche caso la cravatta nera, insomma non hanno proprio l\u2019aspetto che ci si pu\u00f2 attendere da inservienti di un ospedale, abito che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 connotazione irriguardosa nei confronti dell\u2019intero complesso psichiatrico, in cui fungono quasi da camerieri, non da personale propriamente di un Ospedale. L\u2019infermierina che sta sempre appresso a Miss Ratched pare avere qualcosa che non va verso i maschi come si deduce dal fatto che quando vede in pieno giorno e servizio un paziente nel locale dell\u2019infermeria riservato alle infermiere si mette addirittura a gridare dallo spavento come fosse di fronte ad una possibile profanazione di s\u00e9, ci\u00f2 in una reazione un po\u2019 esagerata \u2013 le infermiere hanno molto spesso un rapporto con i pazienti separatamente da essi, ossia da dietro una finestra di vetro che le isola da essi, ci\u00f2 che evita o limita il contatto reciproco, quasi i maschi fossero degli appestati contagiosi o fossero pericolosi. Le figure femminili sono in generale molto deludenti. Ad esempio una pessima figura femminile \u00e8 quella della madre del paziente Billy Bibbit, balbuziente grave che non ha il coraggio di avere rapporti sessuali con donne in quanto la madre glielo ha vietato, ci\u00f2 che lo ha ridotto nello stato in cui \u00e8 e lo ha fatto finire in manicomio, incapace di reggere la responsabilit\u00e0 della vita, incapace di esprimere la propria qualit\u00e0 maschile. Ci sono poi ad esempio due prostitute di cui una tace quasi inadatta a parlare e l\u2019altra non fa che ridere senza vero e proprio motivo, mostrando di mancare completamente di intelligenza. Inoltre viene citata la fanciulla violentata dal protagonista McMurphy che a detta di questo non vedeva l\u2019ora di avere un rapporto sessuale con lui salvo poi a denunciarne la realizzazione come violenza, ossia che avrebbe detto il falso. La madre di Bromden stesso, una bianca, \u00e8 riuscita a rendere piccolo il padre pellerossa, indebolendone l\u2019energia psicologica in quello che si pu\u00f2 definire un <em>gaslighting<\/em> continuato. Ad un certo punto del film McMurphy si impadronisce dell'autobus per le gite e organizza una battuta di pesca in alto mare con il suo gruppo di amici, in piena trasgressione \u2013 nel romanzo la gita \u00e8 organizzata dall'Ospedale, \u00e8 lecita quindi e i pazienti sono comandati da medici e inservienti. Mentre McMurhpy, nel film, comanda il gruppo di internati nell\u2019imbarcazione per la pesca e tutti gli internati maschi mostrano alla sua guida le loro migliori qualit\u00e0 divenendo improvvisamente e molto facilmente maschi capaci, normali e affidabili, solidali fra di loro e collaborativi, viene inquadrato un gruppetto di donne sulla terraferma che guardano la barca e i maschi che agiscono dinamicamente: il loro sguardo \u00e8 vuoto, anche triste nel vedere l\u2019attivit\u00e0 dei maschi pur considerati pazzi, soprattutto esse sono ferme, immobili, statiche interiormente ed esteriormente, quasi come invidiose o nostalgiche della dinamicit\u00e0 maschile dalla quale le separa il muro esterno ed interno ad esse.\u00a0Inoltre, la moglie del degente Harding lo tradisce con altri uomini, non vuole farsi neppure chiamare\u00a0<em>signora Harding<\/em>, quasi se ne vergogni e lo abbia sposato per puro opportunismo, anch\u2019essa dunque \u00e8 presentata per altro come una donna sciocca, superficiale, opportunista.<\/p>\n<p>Un effetto molto importante di tale denigrazione della figura della donna, madre compresa e molto esplicitamente in primo luogo nelle due opere, donna che \u00e8 presentata come castrante, sciocca e prostituta, \u00e8 l\u2019estensione di tale denigrazione alla donna a tutto campo. Se vi fosse almeno una donna positiva o con un tratto positivo nella sua personalit\u00e0, diversa quindi dalla tipologia descritta nelle due opere, la denigrazione rimarrebbe appannaggio unicamente della tipologia femminile rappresentata. Invece \u00e8 molto significativamente assente una donna diversa da quella che risulta all\u2019analisi del romanzo e del film, per cui si tratta della denigrazione della donna in generale descritta con gli attributi citati, una donna che nella sua opera di repressione della libert\u00e0 ha bisogno comunque della maggiore forza fisica e intraprendenza maschile per poter governare, ossia non \u00e8 capace da sola di mantenere l\u2019ordine se i maschi si ribellano, nulla pu\u00f2 contro di loro senza l\u2019aiuto di altri maschi al suo servizio. Una donna forte quindi, per cos\u00ec dire, con l'autorizzazione e il sostegno dei maschi dominanti che reggono le fila del sistema e hanno la forza fisica che ad essa manca. Molto importante nel film come nel romanzo \u00e8 la sessualit\u00e0 maschile: il primo impatto di McMurphy con il gruppo che diverr\u00e0 anche il suo avviene attraverso il suo mazzo di carte pornografiche che interessa subito i degenti Martini e Billy Bibbit che lo seguono attratti dalle immagini delle donne nude in un risveglio della sessualit\u00e0 maschile che porta ad avere maggiore coraggio, in una o l\u2019altra misura, tuttavia sempre maggiore audacia. Significativo al proposito per \u00a0l\u2019importanza della sessualit\u00e0 nella personalit\u00e0 maschile e per la negativit\u00e0 della sua repressione operata da Miss Ratched come bersaglio principale della sua opera di Grande Infermiera, \u00e8 l\u2019episodio relativo al citato Billy Bibbit, il balbuziente grave, incapace quasi del tutto di parlare e di farsi comprendere \u2013 Billy Bibbit reca nel suo cognome la ripetizione della stessa sillaba, una specie di cognome onomatopeico preceduto anche dal nome Billy che reca di nuovo la medesima sillaba ripetuta nel cognome. Dopo essere stato con la prostituta Candy durante la festa di addio organizzata nel manicomio dal pi\u00f9 trasgressivo McMurphy che ha deciso di fuggire dall\u2019Ospedale la notte stessa, parla improvvisamente senza balbettare, mentre non appena Miss Ratched gli comunica che dir\u00e0 a sua madre che ha avuto un rapporto sessuale con la prostituta, ricomincia a balbettare gravemente come sempre, si mette in ginocchio davanti alla castrante pregandola di non dirlo a sua madre, ma Miss Ratched, per ricondurlo al suo stato di impotenza e dipendenza in tutti i sensi, conferma che glielo dir\u00e0 essendo essa sua amica e non potendo esimersi in quanto tale dal dirglielo, ci\u00f2 che porter\u00e0 Bibbit a suicidarsi pur di non affrontare la madre castrante a causa della quale \u00e8 in quello stato e si trova sottomesso in un manicomio.<\/p>\n<p>Molto rilevante a proposito delle donne nel film \u00e8 il primo piano di Miss Ratched quando essa vede che McMurphy, essendo stato da essa vietato di vedere fuori dal programma stabilito per le attivit\u00e0 alcune partite del campionato mondiale di baseball alla televisione \u2013 nel romanzo i pazienti guardano per protesta lo schermo grigio del televisore come se ci fosse la partita \u2013,\u00a0si inventa una partita e la commenta da cronista sportivo cos\u00ec da entusiasmare i cosiddetti matti che tali non sono a quanto appare. Anche gli altri vedono con la loro fantasia messa in moto da McMurphy, da un maschio quindi, la partita esistente solo nella creativa immaginazione di quest\u2019ultimo e poi per diffusione anche in quella degli altri maschi. Perch\u00e9 i matti del gruppo attorno a McMurphy nel manicomio criminale, per come sono presentati in generale da Kesey e mirabilmente da Forman, sono appunto maschi non molto diversi dai comuni maschi che sono liberi nella societ\u00e0 e che valgono come normali. Questi internati sono rappresentati, per quanto si inferisce in generale, come non particolarmente pericolosi e dotati delle caratteristiche positive di base dei maschi se non regolati, ossia castrati, da donne, caratteristiche fra cui spicca, come citato, la creativit\u00e0, la quale nelle donne del film e del romanzo non esiste in nessuna misura e in nessuna angolazione. La scena del film relativa alla partita inventata da McMurphy \u00e8 a dir poco grandiosa, tutta giocata attorno al pi\u00f9 straordinario Jack Nicholson che, oltre a interpretare secondo gli schemi della recitazione il personaggio assegnatogli, soprattutto lo rivive andando in una notevole profondit\u00e0 interiore, penetrando a pi\u00f9 riprese nella vicenda e nella personalit\u00e0 del personaggio, improvvisando anche spesso, un\u2019abitudine di Nicholson nelle sue migliori interpretazioni appunto capaci di oltrepassare il livello dato dalla mera competenza professionale. \u00c8 addirittura commovente vedere come i maschi, che la Ratched vorrebbe evirati in tutto e per tutto per non vedere e ammettere la loro superiorit\u00e0 su di lei e sul genere femminile come essa crede nel suo intimo rimosso, riprendano molto agevolmente le loro peculiarit\u00e0 creative agli ordini di un maschio che ne risveglia la qualit\u00e0 maschile. Mentre McMurphy fa da cronista alla sua partita immaginaria davanti allo schermo spento della televisione, il gruppo si forma timidamente, ad uno a uno i matti fanno capolino quasi bimbi spaventati all\u2019angolo della porta e della parete. Guardano sorpresi alternativamente sia McMurphy che inventa la partita con nomi e cognomi dei giocatori e azioni di gioco, sia lo schermo spento e scuro del piccolo televisore, finch\u00e9 tutti a mano a mano partecipano alla creazione della partita e quando un campione segna il punto vincente come comunicato da McMurphy esultano e gridano felici e saltano in alto proprio come se avessero assistito ad un vera e propria partita. Venendo al rilevante primo piano di Miss Ratched, il suo volto\u00a0 appare \u00a0livido dall\u2019invidia e dalla rabbia nel vedere i suoi progetti di castrazione andati in fumo non appena i maschi stiano fra di loro e abbiano come capo un maschio non castrato. Essa ha vietato la partita perch\u00e9 i maschi non si eccitassero vedendo che cosa pu\u00f2 fare un gruppo di maschi liberi da costrizioni e castrazioni, e i maschi a fronte del suo divieto lo hanno trasgredito inventandosi la partita, si sono entusiasmati nella loro creativa immaginazione sotto la guida infuocata di McMurphy forse ancora di pi\u00f9 che assistendo ad una partita vera. In tal modo \u00e8 stato superato in essi lo stato della pi\u00f9 dolorosa frustrazione ed \u00e8 stato dato spazio al miracolo dell\u2019intelligenza, della fantasia, ci\u00f2, nel romanzo e nel film, grazie alle caratteristiche della mente maschile ed in pieno contrasto con la grettezza di quella femminile per come tutto ci\u00f2 \u00e8 presentato nello specifico da Forman. Come pi\u00f9 sopra anticipato, in contrasto con chi afferma che Miss Ratched rappresenti l\u2019ordine, la disciplina, la razionalit\u00e0 e addirittura la moralit\u00e0 inflessibile, basta questa inquadratura nella splendida interpretazione di Louise Fletcher per evidenziare quale sia la natura della personalit\u00e0 del personaggio in questione e nel contempo quale sia l\u2019idea portante e pi\u00f9 importante al centro del messaggio di Forman, sulla quale si imposta anche la critica ai regimi totalitari e alle false democrazie. Si tratta dell\u2019idea secondo la quale nelle societ\u00e0 non democratiche o poco democratiche sia fondamentale il contributo della donna castrante e limitata nell\u2019intelligenza per tenere sotto controllo la personalit\u00e0 dei maschi sia con l\u2019educazione repressiva sul piano, soprattutto anche se non solo, sessuale \u2013 vedi madre di Bibbit, madre di Bromden e Miss Ratched stessa tra l\u2019altro \u2013, sia con il potere conferito a questo tipo di donna \u2013 o alla donna in generale \u2013 dai maschi che comandano in prima persona o dietro le quinte, come nello specifico dai medici del manicomio, e che ne apprezzano in massimo grado la funzione coercitiva e castrante, sfruttandola a loro vantaggio relativamente ai maschi che in vario modo esulino dalla norma della sottomissione mostrando un\u2019intelligenza divergente o reagiscano in modo violento alle coercizioni venendo per questo considerati pazzi. Di fatto, ad un certo punto McMurphy afferma di avere avuto il desiderio di uccidere dopo il divieto di Miss Ratched di lasciare vedere la partita di baseball agli internati e questo si associa immediatamente al fatto che negli esseri umani normali possa sorgere una volta o l\u2019altra la voglia di ammazzare qualcuno, specialmente quando venga conculcata ingiustamente la libert\u00e0, in particolare di uccidere coloro che gestiscono il potere reprimendo ogni forma di anticonformismo e di semplice libert\u00e0 che non sia prevista dal\u00a0 sistema. Il centro ideologico delineato nel messaggio del romanzo \u00e8 appunto il dominio del matriarcato cosiddetto moderno (Kesey: 92-93), gestito dalla donna castrante sia in quanto madre \u2013 ad un certo punto Miss Ratched, ironicamente, ma comunque esplicitamente, viene definita come <em>mamma Ratched<\/em> (152), altrove come <em>madre<\/em>, termine pi\u00f9 rilevante ancora di <em>mamma\u00a0<\/em>\u2013, sia in quanto compagna. Lo stesso messaggio \u00e8 rappresentato da Forman nel suo film. Nel pi\u00f9 retrivo matriarcato dunque sta l\u2019alleanza negativa tra maschi e femmine strumento del potere comunque maschile. Nella societ\u00e0 dipinta da Kesey-Forman domina dunque il matriarcato presente in una performance subdola, sottostante al patriarcato, subalterna a questo, ma non per questo meno efficace. Se Kesey e Forman difficilmente possono essere considerati razzisti nella loro opera analizzata sulla sua base semantica oggettiva, senz\u2019altro in entrambi vi \u00e8 l\u2019evidenziazione all\u2019ingrandimento dei tratti negativi della figura della donna in generale, dipinta nei due poli opposti della castrante e della prostituta appartenenti ambedue unitamente con altri tipi del femminile all\u2019insieme maggiore degli esseri umani stupidi. In questo quadro totalmente negativo e devastante della donna emerge come, dove Miss Ratched non riesca a spegnere la personalit\u00e0, per come viene rappresentata, pi\u00f9 potente e creativa del maschio con la sua opera ipocritamente disciplinare \u2013 come \u00e8 evidente, la disciplina in realt\u00e0 \u00e8 in rilevante opposizione alla castrazione \u2013, essa ricorra alla castrazione vera e propria, non direttamente del sesso, ma direttamente del cervello con la lobotomia. Una rappresentazione della donna, in Kesey e in Forman, che, consona al giudizio negativo e anche denigratorio della donna castrante, appare sconvolgente. Nel romanzo per altro non \u00e8 Washington a dire che decideranno medici e infermieri se e quando lasciare uscire i degenti, bens\u00ec \u00e8 la Ratched in una riunione con i pazienti. Il fatto che si tratti di Washington in Forman, l\u2019inserviente dal nome della citt\u00e0 statunitense presidenziale, la dice lunga sulla sua critica al governo degli Stati Uniti presentato a livello simbolico profondo come nido di usurpatori non democratici del potere. E per altro, questo in entrambi gli Autori, McMurphy non riuscir\u00e0 a portare avanti la sua istanza di libert\u00e0, finir\u00e0 anzi nel peggiore dei modi, lobotomizzato, azzerato per sempre proprio dalla decisione della Grande Infermiera castrante al servizio del potere maschile degli usurpatori.<\/p>\n<p>Parallelamente alla descrizione catastrofica della donna emerge per contrasto e con grande evidenza, come accennato pi\u00f9 sopra, la positivit\u00e0 dei maschi una volta che riprendano in mano la gestione della loro personalit\u00e0 senza la guida o la coercizione delle donne, attraverso il libero uso della loro sessualit\u00e0, una volta che non siano pi\u00f9 vittime della donna castrante, una volta appunto che si siano liberati dalla castrazione operata dal femminile \u2013 vedi guida della nave, metafora dell\u2019esistenza. Emblematico al proposito \u00e8 anche l\u2019esempio di Bancini, un paziente che sta sempre seduto e che afferma in continuazione di essere stanco senza mai dire niente di diverso. Ebbene, McMurphy si serve proprio di lui per un\u2019azione richiedente non poca\u00a0 energia che per altro il povero Bancini possiede senza esserne propriamente consapevole. Allo scopo si pone a cavalcioni sulle sue spalle e si fra portare avanti e indietro per raggiungere in altezza il cesto del basket, cos\u00ec da fare vedere a Bromden, che ancora crede sordomuto come lo credono tutti quanti nel manicomio, Big Nurse e infermieri, medici per primi, quale azione debba compiere per mettere egli stesso la palla nel cesto. Non solo, quando McMurphy dice a Bromden di alzarsi e saltare per mettere la palla nel cesto, Bancini crede che lo stia dicendo a lui e salta in alto ripetutamente con tutto McMurphy in spalla: della stanchezza che lo esautora nel consueto dall\u2019agire non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuna traccia, spazzata via immediatamente alla prima stimolazione di un maschio all\u2019azione solidale di gruppo. Addirittura, quando si gioca una specie di partita di pallacanestro con i pazienti, partecipa anche lo stesso Washington, il pi\u00f9 tremendo degli inservienti neri, il quale gioca liberamente alla guida di McMurphy dimenticandosi per un momento di chi sia \u2013 o sia diventato \u2013 \u00a0agli ordini della castrante Miss Ratched e assoggettato al sistema, segno ulteriore anche dell\u2019infondatezza dell\u2019accusa di razzismo di Kesey e segno invece di denuncia dell\u2019organizzazione della societ\u00e0 retta dal matriarcato strumento in negativo del patriarcato per cos\u00ec dire.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 trascurare la presentazione del movimento del \u201968 da parte di Forman nel suo film, ci\u00f2 che non c\u2019\u00e8 ovviamente in Kesey, la cui opera risale al 1962, ben prima dell\u2019adesione di Forman al movimento del \u201968. Certo Forman vi ader\u00ec secondo l\u2019apparenza mostrando la sua adesione molto visibilmente al Festival di Cannes del \u201968 con il ritiro del suo film per protesta. Tuttavia Forman, nel film qui in analisi, non ha condiviso gli input pi\u00f9 profondi del movimento: il giudizio positivo sui diritti delle minoranze, del popolo nero e sui diritti della donna, sull\u2019emancipazione della donna, irrinunciabili nelle istanze del \u201968. Se poi si considera il romanzo di Kesey, \u00e8 veramente difficile considerarlo come un anticipatore del \u201968, un suo precursore. Kesey fa dire all\u2019omosessuale Harding, il quale pare saperla lunga sugli effetti delle donne castranti grazie alla relazione con sua moglie, pure una demolitrice della personalit\u00e0 maschile, ed \u00e8 uno dei personaggi pi\u00f9 intelligenti nel romanzo, gli fa dire appunto che si stava cercando sempre pi\u00f9 di neutralizzare lo strumento principe e unico per la sottomissione della donna nella societ\u00e0: il pene. Il riferimento ai vari tipi di ricerca attorno agli anticoncezionali \u00e8 evidente, alla pillola in primo luogo, anticoncezionali che avrebbero evitato come evitano attualmente alle donne di essere messe fuori campo da un unico semplice brevissimo rapporto sessuale con un uomo e dall\u2019ingravidamento conseguente, ci\u00f2 che in passato era appunto l\u2019arma principe con cui il maschio dominava la donna, strumento utilizzato spietatamente vista la non rara morte delle partorienti e la condanna a morte per le donne che, abbandonate dal maschio e in preda alla depressione dopo un parto avvenuto in totale solitudine sociale e di cure, sopprimevano il neonato. Kesey considera nel suo romanzo l\u2019uso del pene senz\u2019altro come piacere, ma soprattutto come mezzo per sottomettere la donna, per tenerla sottomessa e non vede di buon occhio la liberazione della donna dalle gravidanze continuate, come si verificavano nel passato dove dominava il vero e proprio patriarcato \u2013 verso la fine del romanzo McMurphy, a fronte del suicidio di Billy Bibbit, usa violenza contro la signorina, mettendone a nudo cos\u00ec il corpo femminile senza pene, la differenza con il corpo del maschio e con la sua personalit\u00e0. L\u2019analisi messa in bocca a Harding pone gi\u00e0 da sola una pietra tombale su di un Kesey precursore del \u201968. Kesey precorse invece gli hippy, spese di fatto la sua voce per l\u2019uso libero delle cosiddette droghe capaci di stimolare, secondo il suo giudizio, la creativit\u00e0 \u2013 i Merry Pranksters cui appartenne, gli Allegri Burloni con tutto l\u2019autobus in giro per gli Stati Uniti non portarono niente di particolarmente positivo a nessuno e contribuirono soprattutto a propagandare il libero uso degli stupefacenti, questo sulla base oggettiva dei fatti dell\u2019epoca e di quelli susseguenti nel tempo al tour in corriera. \u00a0Tornando al ritiro di Forman dal Festival di Cannes nel \u201968 per solidariet\u00e0 con le idee intrinseche al movimento stesso, analizzando questo film emerge tutt\u2019altro, questo nell\u2019impostazione ideologica tipica di Forman che si tinge qui e l\u00e0 di opportunismo. Il \u201968 \u00e8 citato nel film per essere deriso dall\u2019inserviente nero che si chiama Washington, cos\u00ec che, sul piano della metafora, sia il massimo organo di governo americano a irridere, per quanto indirettamente, molto evidentemente e pesantemente le dimostrazioni popolari reputandole frutto di non comprensione del reale stato di cose e soprattutto inutili, inefficaci a smuovere l\u2019ordine costituito. McMurphy dunque, nel film, cita i sessantotto simbolici giorni che lo separano dalla fine del suo internamento e dall\u2019inizio della riconquistata libert\u00e0, dalla conferma e consolidamento dei suoi diritti, ma viene irriso da Washington che gli dice come non abbia capito neanche dove si trovi, ossia in mano ai medici e agli infermieri del manicomio che decideranno loro stessi quando e se liberarlo. E i piccoli sessantotto giorni in cui Forman, non Kesey che ovviamente non pu\u00f2 parlarne avendo scritto il suo romanzo nel 1962, sono in s\u00e9 una patetica riduzione delle annate in cui si espresse il movimento di protesta del \u201968. Cos\u00ec in Forman, che tuttavia, ricordiamolo ancora, si ritir\u00f2 dal Festival di Cannes per solidariet\u00e0 con la protesta sessantottina, azione che alla luce delle idee espresse nel film, come accennato, sembra pi\u00f9 un atto di opportunismo che una posizione realmente sentita, ci\u00f2 in quanto Forman del \u201968 non salva niente nel film.<\/p>\n<p>Un Leitmotiv non secondario del film \u00e8 il continuo e anche perentorio ordine di stare fermi e seduti dato ai pazienti da Miss Ratched e dai suoi inservienti, dal personale del manicomio in generale. Essa vieta a chiunque di alzarsi, di mettersi in piedi, di ergersi in tutti i sensi, ordine di non ergersi che vale simbolicamente anche per l\u2019ambito sessuale, potenza maschile che essa non pu\u00f2 sopportare. Ad un certo punto Charlie Cheswick, interpretato da uno splendido Sydney Lassick, durante una seduta di cosiddetta terapia di gruppo che solo annoia e rende pi\u00f9 depressi chiudendo ciascuno sempre pi\u00f9 nei propri problemi irrisolti, terapia gestita da Miss Ratched che gestisce anche la piccola ginnastica per s\u00e9 e per i maschi \u2013 una ginnastica per signorine prive di energia a quanto appare, non certo per maschi \u2013, si alza per parlarle ed essa si infuria ordinandogli ripetutamente di stare seduto quasi perdendo il controllo di s\u00e9, ossia gli dice che potr\u00e0 parlarle quando si sar\u00e0 di nuovo seduto, quando quindi non avr\u00e0 il diritto di stare in piedi, di stare eretto. Cheswick si siede e poi per\u00f2 si rialza e afferma di non volersi sedere e le dice anche di non essere un ragazzino, ossia presenta il rapporto con la castrante Miss Ratched come quello materno, rapporto che non vorrebbe pi\u00f9 sopportare unitamente ad una terapia noiosa e inutile che secondo lui fa solo ulteriore danno alla personalit\u00e0 sua e dei malcapitati, una terapia che va solo contro la volont\u00e0 dei pazienti e serve a sottometterli sempre di pi\u00f9 e a togliere loro qualsiasi possibilit\u00e0 di recupero. Tuttavia si deve sedere di nuovo se vuole avere il diritto di parola, una parola quindi sottomessa, la quale unica ha diritto di essere espressa e ascoltata. Sia nel romanzo che nel film lo screditamento e l\u2019irrisione dell\u2019azione terapeutica attuata dalla gestione del ramo medico rappresentato dagli psichiatri \u00e8 alquanto forte, il personale medico e infermieristico non si accorge neanche, come anticipato, che il pellerossa Bromden finge di essere sordomuto, ci\u00f2 che provoca il disprezzo di McMurphy, quando viene a sapere della finzione di Bromden, e del pellerossa stesso. Viene irrisa la terapia analitica di gruppo, come gi\u00e0 accennato, presentata come capace di aumentare il disagio e soprattutto la confusione in coloro che vi siano sottoposti. Durante una di queste sedute, dove Harding viene insultato dai compagni, viene messo in evidenza come la verit\u00e0 sui fatti propri possa emergere da un\u2019analisi fatta dal soggetto individualmente, non assieme a persone anch\u2019esse in analisi che non sanno nulla della situazione reale degli altri appartenenti al gruppo e solo posso irridere e offendere l\u2019altro. Le terapie nell\u2019Ospedale psichiatrico raggiungono poi veri e propri livelli tragici sia con l\u2019uso cosiddetto terapeutico degli elettroshock sia addirittura delle lobotomie. Non riuscendo in nessun modo ad avere successo, possono solo rovinare il cervello dei degenti fino a distruggerne anche del tutto le capacit\u00e0 cognitive. Si tratta dunque anche di una denuncia di forte impatto contro i sistemi in uso nei manicomi e praticati dagli psichiatri, metaforicamente contro i governi che hanno bisogno, nelle pseudo democrazie o negli assolutismi, di persone senza cervello pensante.<\/p>\n<p>Importante nel romanzo e nel film \u00e8 la libert\u00e0 di ridere, conculcata da Miss Ratched che vede in essa un segno di possibile non sottomissione \u2013 proibizione di ridere che verr\u00e0 ripresa da Umberto Eco come tema centrale nel suo romanzo\u00a0<em>Il nome della Ros<\/em>a.<\/p>\n<p>Alla luce dell\u2019analisi si conferma sempre pi\u00f9 come l\u2019argomento principale e centrale del film dunque, a livello profondo, sia non il governo comunista o americano o prima ancora nazista, bens\u00ec la figura della donna, presentata negativamente in tutto e per tutto, in quanto donna castrante e invidiosa della personalit\u00e0 dei maschi, della loro creativit\u00e0, o donna priva di moralit\u00e0, o buona eventualmente solo per il sesso come nel caso delle prostitute e comunque sempre non intelligente.<\/p>\n<p>Venendo ora ad altri dettagli comparativi tra romanzo e film, in Kesey Miss Ratched perde ad un certo punto la possibilit\u00e0 di parlare, ossia viene zittita dalla violazione del suo corpo perpetrata da McMurphy, ossia basta l\u2019atto sessuale del maschio per zittirla per sempre. Continuer\u00e0 tuttavia a governare scrivendo di volta in volta i suoi ordini su bigliettini, in un esercizio del potere pi\u00f9 in sordina per cos\u00ec dire, ma sempre in vigore nella repressione. In Forman McMurphy non riesce a strozzare Miss Ratched come avrebbe voluto, n\u00e9 a toglierle la voce, ci\u00f2 con cui Forman attenua la ribellione contro di essa. Nel film sembra che essa sia diventata migliore dopo l\u2019attacco subito da McMurphy \u2013 sorride dalla sua stanza ai pazienti e sembra quasi buona, sembra, in quanto il successivo ordine di lobotomizzare McMurphy non lascia dubbi sulla vera realt\u00e0 delle cose.\u00a0Essa riesce di fatto, nel romanzo e nel film, a farlo lobotomizzare, a fargliela pagare a caro prezzo: il ribelle \u00e8 stato messo a tacere per sempre. Dopo la lobotomizzazione di McMurphy il potere negativo della donna continua dunque ad esistere ed ha anzi la sua massima punta.<\/p>\n<p>Un ulteriore dettaglio interessante riguarda la fuga di Bromden dal nido del cuculo. Nel romanzo l\u2019idea della fuga non \u00e8 di Bromden, ma di Scanlon, un paziente che, dopo l\u2019omicidio che Bromden perpetra nei confronti di McMurphy per non lasciarlo nell\u2019Ospedale come un deficiente, gli consiglia di fuggire per evitare le ritorsioni di Miss Ratched e gli dice anche come debba fare: mettendo in pratica il tentativo fallito di McMurphy tempo addietro di sollevare il blocco della rubinetteria, ossia di cercare di sollevarlo seguendo il suo esempio e di scagliarlo contro la rete di ferro per aprirla. Nel film l\u2019idea \u00e8 direttamente di Bromden che realizza l\u2019insegnamento di McMurphy, anche se la fuga dal manicomio non cambier\u00e0 la realt\u00e0 del manicomio e neppure la alleggerir\u00e0, non si tratta dell\u2019inizio di una qualche rivoluzione sociale o almeno di qualche cambiamento all'interno del sistema \u2013 dopo il crescendo musicale ritornano alcune note del walzer lento dei titoli di testa che introducono il film, il crescendo maestoso che accompagna la trasgressione del pellerossa svanisce cos\u00ec nel nulla, anzi svanisce nel ripristino dell\u2019atmosfera dell\u2019inizio del film, annunciata nei titoli di testa. Si tratta di un\u2019aria triste, lentissima che, performata\u00a0\u00a0da Jack Nitzsche tra l\u2019altro per mezzo di uno strumento musicale fatto di bicchieri d\u2019acqua, ricorda il tremulo del theremin, un tremulo che quasi pare non abbia forza di sussistere tanto \u00e8 debole. Dopo il riapparire dell\u2019aria iniziale alla fine del film, seguono titoli di coda nel silenzio di ogni suono e su sfondo nero che, nello specifico contesto filmico, rafforzano la mancanza di\u00a0 segni di vita come uno scorrere luttuoso di nomi. Sul piano simbolico, Bromden fugge dirigendosi verso la boscaglia, non verso una citt\u00e0 o visibili case, gruppi di umani inquadrati nelle comuni strutture architettoniche sociali, non si vedono le case n\u00e9 le automobili che si vedono dalla finestra dell'ufficio del medico capo del manicomio mentre riceve McMurphy appena arrivato dal penitenziario e verso le quali potrebbe dirigersi nel finale non preferendo lo scomparire nella boscaglia. Fugge invece rientrando nella natura selvaggia simbolo di quella del Canada di cui ha un ricordo intensamente nostalgico. Unica salvezza quindi dal manicomio emblema della societ\u00e0 cosiddetta civile \u00e8 in Forman il ritorno e il rifugio nella natura e nelle sue leggi, ci\u00f2 che \u00e8 un rifiuto della civilizzazione per come \u00e8 stata conseguita dall\u2019umanit\u00e0 e si rivela comunque come irrealizzabile \u2013 la figura di Bromden pare dissolversi man mano che si avvicina alla boscaglia. In altri termini: nulla \u00e8 cambiato al di l\u00e0 di qualche illusione suscitata dalla presenza di McMurphy, ossia da un lato Forman d\u00e0 qualche speranza, dall\u2019altro e tra l\u2019altro l\u2019inizio e il finale del film indicano la permanenza dello <em>status quo<\/em>, di un nulla di fatto possibile per cambiare la situazione. Con ci\u00f2 viene data ragione della prima immagine simbolo dell\u2019umanit\u00e0 che popola l\u2019Ospedale: il gi\u00e0 citato disegno che raffigura una persona senza identit\u00e0. Tuttavia, mentre nel finale del romanzo vi \u00e8 un cenno al fatto che tutto l\u2019Ospedale stia dormendo e si disinteressi di una eventuale fuga visto che questa nulla potrebbe cambiare nell\u2019ordine costituito \u2013 Kesey \u00e8 coerente nella sua posizione ideologica radicalmente anarchico-pessimistica \u2013, nel film il finale \u00e8 diverso, in apparenza, come anticipato pi\u00f9 sopra, contraddittorio nelle idee espresse, coerente se l'analisi penetra nella semantica pi\u00f9 profonda. Certo, sia all\u2019inizio che alla fine sta l\u2019immagine dei pazienti che dormono, ma nel finale di Forman il paziente Taber \u2013 il cui nome pronunciato diviene simile a <em>tabor<\/em>, piccolo tamburo \u2013 accompagna la fuga e la trasgressione di Bromden, che \u00e8 riuscito a sollevare il blocco di pietra, con un\u2019esplosione di gioia nelle sue urla che termina in un\u2019espressione di seria autoconsapevolezza di poter ancora fare qualcosa contro l\u2019autorit\u00e0 del manicomio, del sistema, di speranza per quanto difficile a realizzarsi, come l\u2019interpretazione straordinaria di Christopher Lloyd evidenzia. Nel romanzo si legge che un messicano d\u00e0 un passaggio a Bromden, ma si legge anche che dopo di ci\u00f2 Bromden far\u00e0 l\u2019autostop per raggiungere il Canada, per vedere che cosa ne sia stato del suo gruppo di pellerossa, non per altro, mentre nel film Bromden solo scompare nella boscaglia, simbolo di un ritorno alla natura che, ribadendo, \u00e8 come un rifiuto della civilt\u00e0 dei bianchi, scomparsa che \u00e8 una sparizione dalla scena, una evanescenza del personaggio, una sua perdita di corpo, come una sua cancellazione. Un finale questo in Forman\u00a0<em>double face<\/em> per cos\u00ec dire: d\u00e0 una speranza in una specie di umanizzazione di Miss Ratched che \u00e8 tuttavia solo apparente; d\u00e0 ancora una speranza nel grido di gioia\u00a0 di Taber, che resta\u00a0 comunque nel suo letto senza seguire Bromden; d\u00e0 una speranza quando si destano altri pazienti al grido di Taber, ma questi non si muovono dai loro letti e restano sonnacchiosi, nonch\u00e9 sorridono o sono lievemente sorpresi, quasi ignari di quanto stia succedendo, si destano s\u00ec, ma in un semi dormiveglia quasi inconsapevole, ossia non sono pi\u00f9 nel sonno profondo con cui sono presentati all\u2019inizio del film, tuttavia non si muovono appunto neppure essi dal letto dove stavano dormendo tranquilli, di nuovo nello stile <em>double face<\/em> di Forman, come se desse un colpo alla botte e uno al cerchio. La stessa musica maestosa che accompagna lo sforzo di Bromden non \u00e8 foriera di alcunch\u00e9 di maestoso o di importante come potrebbe sembrare e anticipare, bens\u00ec risulta di effetto sentimentale, ossia nulla cambia, solo si verifica una fuga dal manicomio che lascia le cose come stavano nel sistema, e che conduce solo alla nostalgia per tempi ormai trascorsi, come anticipato: la suggestiva maestosit\u00e0 dell'accompagnamento musicale\u00a0 si rivela risibile\u00a0 a fronte di ci\u00f2 cui prelude, il nulla di ogni possibilit\u00e0 di cambiamento nello stato delle cose.<\/p>\n<p>Se si dovesse prendere sul serio la maestosit\u00e0 espressa dalla musica che accompagna la trasgressione di Bromden nel film, si dovrebbe ritenere che Forman non si sia reso conto dell\u2019incongruenza tra musica eroica e fine nel nulla di Bromden vista la sua evanescenza nella boscaglia accompagnata dalla musica depressiva\u00a0 che segue la maestosit\u00e0 tanto solenne e che accomuna inizio e fine del film non lasciando spazio ad alcun cambiamento sostanziale, tra l\u2019altro anche l\u2019urlo di Taber, inserito da Forman nel suo film, potrebbe corroborare la tesi dell'incongruenza. Pi\u00f9 in profondit\u00e0 le cose appaiono diverse: Forman ha sferrato \u2013 o avrebbe sferrato \u2013 consapevolmente o anche inconsciamente un attacco irridente e satirico a tutto campo contro le illusioni di grandezza del genere umano. La musica eroica che non porta a nulla di consistente, l'urlo di Taber che resta a letto sarebbero allora solo illusioni risibili, che falliscono lo scopo di superare le leggi di uno o l\u2019altro sistema di potere. Nel prendere atto della doppia ottica presente qui e l\u00e0 nel film di\u00a0 Forman, l\u2019interpretazione\u00a0 riguardante la satira corrosiva risulta essere la prospettiva che d\u00e0 piena coerenza al messaggio insito nel film, la quale\u00a0 regge pi\u00f9 di quella di superficie dove si identificano positivit\u00e0 frammentate in contrasto fra di loro, prospettiva che \u00a0appiana le incongruenze che si riscontrano se si interpreta il film solo sul piano di superficie. Corroborano tra l\u2019altro la tesi esegetica della satira che nulla salva nel film: la presenza di un matriarcato incrollabilmente alleato del dominio e del potere maschile e ad esso sottomesso; il ripristino dell\u2019ordine costituito nel manicomio-sistema con ferrea repressione dopo qualche cenno di ribellione o pseudo ribellione; la presentazione di un \u201968 altrettanto patetico e inutile di quanto lo sia la musica maestosa che accompagna il nulla di ogni tentativo di cambiamento; la definitiva messa fuori gioco del ribelle,\u00a0un ribelle da poco visti gli effetti della sua ribellione; la scarsa partecipazione degli internati ad una vera e propria ribellione, ad una vera e propria volont\u00e0 di cambiamento quasi siano contenti di stare dentro un tale sistema; il disinteresse al superamento dello stato di cose che li vede imprigionati e considerati pazzi pur non essendo tali o non essendolo pi\u00f9 di tanti cosiddetti normali \u2013 quasi tutti i pazienti possono andarsene quando vogliano, stanno nel manicomio-sistema perch\u00e9 ci vogliono stare, perch\u00e9 stanno bene nel non avere responsabilit\u00e0, perch\u00e9 i trattamenti somministrati dai medici del manicomio li hanno resi domi, sottomessi. In base all\u2019analisi del film e del romanzo, il titolo, ossia che uno sia volato oltre il nido del cuculo, in questa ottica congruente, sintetizzante le varie idee rappresentate nel film,\u00a0 si rivela come sintesi di una satira senza speranza per l'umanit\u00e0 \u2013 Bromden torna libero per andare comunque dove ci saranno inevitabilmente altri\u00a0\u00a0 cuculi a usurpare il nido degli aventi diritto \u2013, satira che in Kesey, al livello semantico profondo del uso romanzo, sfocia in una posizione ideologica di ribellione dalla tonalit\u00e0 anarchica \u2013 di cui McMurphy \u00e8 un rappresentante o il rappresentante. Tonalit\u00e0 anarchica che in quanto tale \u00e8 impossibile a sostenersi, a realizzarsi, dal momento che non \u00e8 possibile non essere inseriti in uno o l\u2019altro sistema di potere e di fatto Bromden non fugge per instaurare un impossibile sistema anarchico o un sistema che possa sostituire quello da cui \u00e8 fuggito, ma solo se ne va per ritornare sentimentalmente e nostalgicamente al suo passato. Satira che in Forman sfocia in una accettazione di uno o l\u2019altro sistema di potere come mali inevitabili.<\/p>\n<p>Molto significativamente nel romanzo Bromden cerca di mettersi in testa il berretto di McMurphy, che per\u00f2 non gli va bene, ossia, anche se realizza la modalit\u00e0 di fuga progettata vanamente da McMurphy, non ne porta avanti l\u2019istanza di ribellione perch\u00e9 essa non \u00e8 nelle sue mete e possibilit\u00e0 concrete. Interessante \u00e8 anche il fatto che nel film McMurphy sembra quasi non voler lasciare i suoi compagni di sventura da soli e di fatto si addormenta ubriaco proprio quando dovrebbe essere in massima all\u2019erta per poter fuggire. C\u2019\u00e8 un altro personaggio che esce dal manicomio, si tratta di Turkle che nel romanzo apre la finestra e se ne va con la prostituta, tuttavia la sua non \u00e8 una ribellione n\u00e9 propriamente una fuga: \u00e8 stato licenziato in tronco e se ne sarebbe dovuto andare comunque, ossia non si ribella e non cambia nulla nel sistema di cui faceva parte come inserviente, anzi custode, per chiarire: non vola oltre il nido, viene espulso dal nido \u2013 nel film viene detto da Turkle stesso che sar\u00e0 ormai licenziato e che se ne dovr\u00e0 andare via, cos\u00ec come appunto se ne andr\u00e0. La ribellione di McMurphy solo porta un po\u2019 di vivacit\u00e0 e confusione, suscita qualche speranza nel manicomio-sistema, che svanisce in quanto l\u2019ordine viene ristabilito e tutto torna esattamente come prima della festa di addio che avrebbe dovuto precedere la fuga dello stesso, festa trasgressiva cui segue la lobotomizzazione del ribelle, di McMurphy, la sua fine insanabile.<\/p>\n<p>Per concludere: abbiamo cercato di dare ragione della frammentata, complessa e molto interessante semantica di questo film con comparazione con il romanzo cui il film fa riferimento, mettendo in evidenza i dettagli principali su cui si costruisce\u00a0 la denuncia che emerge dalle opere stesse, soprattutto la denuncia, centrale alle due opere, del ruolo della donna nel nuovo matriarcato che si \u00e8 infiltrato sotto il dominio maschile nella societ\u00e0 divenendo un suo strumento di potere. \u00c8 stata\u00a0identificata la prospettiva centrale stante alla base delle due opere, della visione del mondo dei due Autori, in entrambi senza speranze n\u00e9 illusioni di progresso e di miglioramento sociale e politico di alcun genere, visione che si identifica nel rifiuto non propositivo dei sistemi di potere da un lato e nell\u2019accettazione dei sistemi di potere dall\u2019altro, per quanto negativi comunque considerati insuperabili \u2013 di fatto nulla viene proposto nel film come anche nel romanzo per superare concretamente e al di l\u00e0 della sola critica negativa di tutti i regimi lo stallo in cui si trova a vivere l\u2019umanit\u00e0 retta da governi assoluti o pseudo democratici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec in questa analisi critica del significato dell\u2019opera di Forman in comparazione con il romanzo di Kesey da cui deriva il film.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><br \/>\nKesey, K., <em>Qualcuno vol\u00f2 sul nido del cuculo<\/em>. Milano: bestBUR: Trad. di Bruno Oddera: 2017.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<h5>(Dalla serie di dodici opere dedicate a Rita Mascialino dall'artista friulano\u00a0<strong>MARINO SALVADOR<\/strong><\/h5>\n<p>333 9732672<\/p>\n<h5>2019\u00a0<strong><em>Ritratti\u00a0 in frammentazione: Rita Mascialino)<\/em><\/strong><\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2748\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/120Mascialinocol-1.jpg\" alt=\"\" width=\"498\" height=\"425\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in &#8216;Lunigiana Dantesca&#8217; CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi \u201cQUALCUNO VOL\u00d2 SUL NIDO DEL CUCULO di Milo\u0161 Forman\u201d di Rita Mascialino One Flew Over the Cuckoo\u2019s Nest (1975), per la regia di Milo\u0161 Forman, sceneggiatura di Bo Goldman e Lawrence Hauben, reso nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[39],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2533"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2533"}],"version-history":[{"count":70,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4165,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2533\/revisions\/4165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}