{"id":3160,"date":"2020-03-25T12:07:28","date_gmt":"2020-03-25T11:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3160"},"modified":"2022-12-29T19:07:59","modified_gmt":"2022-12-29T18:07:59","slug":"on-the-road-again-canned-heat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/03\/on-the-road-again-canned-heat\/","title":{"rendered":"RITA MASCIALINO: ON THE ROAD AGAIN dei CANNED HEAT-ALAN WILSON"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qRKNw477onU\" width=\"100%\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3941\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/rockets.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/musica\/2017\/05\/23\/news\/rockets-165036851\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rita MASCIALINO:\u00a0<\/strong><strong>ON THE ROAD AGAIN\u00a0dei\u00a0CANNED HEAT-ALAN WILSON\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La canzone<em><strong> On The Road Again\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 un successo del 1968 del gruppo <strong>CANNED HEAT<\/strong>, <em>Calore in scatola<\/em>, con vari sensi metaforici inerenti al sostantivo <em>heat<\/em>, fondato nel 1965 a Los Angeles. Leader del gruppo fu <em>Alan Christie Wilson<\/em> (Boston 1943 \u2013 Topanga Canyon 1970), compositore, poeta, cantante, chitarrista e armonicista della Band, detto <em>Blind Owl<\/em>, Gufo Cieco, per via della sua quasi completa cecit\u00e0. La Band rappresent\u00f2 il genere musicale del blues rock e del boogie rock che si diffusero in tutto il mondo. Il testo della canzone si incentra sull\u2019essere di nuovo e ancora in strada quasi questa sia la pi\u00f9 vera casa del protagonista, aperta e percorribile in piena libert\u00e0, senza altra meta che viaggiare continuamente, senza qualcuno da cui ritornare, senza una madre cui riferirsi come legame affettivo simbolo del focolare domestico. La voce di Wilson, pur riconoscendosi come voce maschile in alcune frasi pronunciate normalmente, \u00e8 artificialmente prodotta in alta frequenza. Ci\u00f2, accanto all\u2019influsso moderatore del blues, toglie a sua volta al rock di Wilson ogni possibile machismo alleggerendo in aggiunta l\u2019effetto emozionale destabilizzante intrinseco al vagabondare senza pi\u00f9 alcuna meta. Il canto cos\u00ec alterato \u00e8 quasi associabile ad un\u2019aria cantata mentalmente e contribuisce a fare del cammino un viaggio interiore che, pur ritmato da un passo veloce e sicuro, lascia affiorare nel protagonista brandelli di ricordi del passato, di una madre che lo ha abbandonato, dell\u2019assenza di una casa sostituita ormai dalla strada come pu\u00f2 accadere per coloro che non hanno nessuno cui fare riferimento nella loro esistenza, neppure la madre che in genere \u00e8 l'ultimo baluardo che regge nella vita delle persone e di cui il protagonista della canzone, proiezione di Alan - nel testo c'\u00e8 sempre il pronome personale\u00a0<em>I<\/em>,\u00a0<em>io<\/em>\u00a0- , fa a meno volentieri. Come accennato, non da arrogante o da prepotente o da malvagio o da pioniere che va alla conquista del mondo, ma da persona che si muove con leggerezza, come fosse finalmente scevra da legami che, come appare nel testo, siano stati solo un peso, una coercizione, non frutto di affetto, di amore. Un pezzo dall\u2019impatto emotivo senz\u2019altro malinconico. Dunque poprio Alan Wilson, cieco e quindi in difficolt\u00e0 per muoversi liberamente in strada, sogna nella sua canzone di poter essere libero e di viaggiare con la levit\u00e0 di uno spirito solitario ad un poderoso ritmo musicale sottostante capace di sostenere il protagonista nel suo specialissimo viaggio\u00a0 \u00a0e davvero nella sua canzone Alan Wilson\u00a0 ha potuto viaggiare libero in tutto il mondo. Pu\u00f2 essere poderoso il ritmo sognato da un ragazzo quasi del tutto cieco? Certo, si tratta di un ritmo frutto dell'arte di Wilson e l'arte vera, provenendo dal buio del pi\u00f9 profondo inconscio, \u00e8 buia essa stessa, non ha bisogno dei riflettori che anzi potrebbero cancellarla. \u00c8 il ritmo dell'immaginazione di Wilson\u00a0 e senz'altro della sua forza sognata, tuttavia prodotto della sua personalit\u00e0 in ogni caso.<\/p>\n<p>Molto diverso il <em>remake<\/em>, di altrettanto grande successo, a dieci anni di distanza da parte dei <strong>Rockets<\/strong>, una Band francese che trasforma il blues rock dell\u2019originale <em>On the Road Again<\/em> di Alan Wilson in un ritorno ai suoni pi\u00f9 accesi del ritmo rock enfatizzato dall\u2019uso dei sintetizzatori, reso ancora pi\u00f9 macho dal travestimento alieno e straniante dei musicisti che paiono giungere da qualche astro disperso nelle Galassie. Anche la voce resa metallica dal vocoder contribuisce a rappresentare una scarsa interiorit\u00e0 come in possibili marziani fantascientifici, come in automi umani tendenti alla disumanizzazione e lontani da ogni malinconico approccio alla vita. Un modello che vuole cancellare ogni sentimento smarrito durante il lungo cammino in strada, quel sentimento che in una eco sottile ancora esisteva nella interpretazione di Alan Wilson accompagnata in sottofondo dal suono nostalgico dell\u2019armonica a bocca.<\/p>\n<p>Cos\u00ec due interpretazioni dello stesso pezzo a distanza di un decennio l\u2019una dall\u2019altra mostrano differenze non da poco, segno dei tempi in cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/musica\/2017\/05\/23\/news\/rockets-165036851\/ &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Rita MASCIALINO:\u00a0ON THE ROAD AGAIN\u00a0dei\u00a0CANNED HEAT-ALAN WILSON\u00a0 La canzone On The Road Again\u00a0\u00e8 un successo del 1968 del gruppo CANNED HEAT, Calore in scatola, con vari sensi metaforici inerenti al sostantivo heat, fondato nel 1965 a Los Angeles. 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