{"id":3163,"date":"2020-03-25T12:10:16","date_gmt":"2020-03-25T11:10:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3163"},"modified":"2020-05-25T07:36:38","modified_gmt":"2020-05-25T06:36:38","slug":"i-beatles-let-it-be-di-paul-mccartney","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/03\/i-beatles-let-it-be-di-paul-mccartney\/","title":{"rendered":"RITA MASCIALINO: LET IT BE di PAUL McCARTNEY &#8211; I BEATLES"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rita MASCIALINO: LET IT BE<\/strong>\u00a0<strong>di PAUL McCARTNEY - I BEATLES<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4Vm9WQp-qPw\" width=\"100%\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>La canzone <strong><em>Let it Be<\/em><\/strong> fu composta da <strong>PAUL McCARTNEY <\/strong>nel 1969, usc\u00ec come singolo nel 1970 e fu pubblicata nello stesso anno nell\u2019omonimo album dopo lo scioglimento ufficiale della celebre <em>band<\/em> inglese di musica <em>rock<\/em> e <em>pop<\/em> dei giustamente definiti favolosi <strong><em>BEATLES<\/em><\/strong> avvenuto sempre nel \u201970 dopo circa un decennio di successi travolgenti in tutto il mondo. \u00c8 una canzone che segna lo spartiacque nella talora un po\u2019 tumultuosa alleanza dei componenti. Citando gli storici membri del gruppo fondato a Liverpool nel 1960: il leader <strong>John Lennon<\/strong>, <strong>Paul McCartney<\/strong>, <strong>George Harrison<\/strong> e <strong>Ringo Starr<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Paul McCartney<\/em>, autore anche del testo e non solo della musica di questa canzone, si ispir\u00f2, almeno a suo dire, ad un suo sogno relativo a sua madre morta quando lui aveva soli quattordici anni. Il testo poetico della canzone nella sua qualit\u00e0 di opera artistica, pur nella sua facile spontaneit\u00e0, reca con s\u00e9 a livello pi\u00f9 profondo, come tutti i testi poetici,\u00a0 simbologie che vanno oltre il dato biografico e comunque concreto, consapevole, simbologie che vengono qui presentate nei loro tratti principali. Un cenno alla frase che d\u00e0 il titolo al pezzo e che \u00e8 quanto la madre consiglia\u00a0 al figlio nel sogno: il sintagma <em>let it be<\/em>, significa <em>lascia stare<\/em>, <em>lascia perdere<\/em>, nel senso che ci si debba soffermare sul negativo della vita, su quanto non \u00e8 andato nel verso giusto, perch\u00e9 si presenteranno altre possibilit\u00e0 e andr\u00e0 meglio. Si tratta quindi di un sogno in cui la madre, di nome Mary, Maria, soccorre il figlio in ambasce, nei momenti bui in cui esso crede di non farcela a superare le avversit\u00e0. John Lennon dileggi\u00f2 sarcasticamente tale canzone per suoi possibili intrecci con credenze religiose e di fatto nel testo ci sono alcune coincidenze che rimandano a Maria madre di Cristo. \u00c8 il caso di evidenziare come McCartney avrebbe potuto non citare il nome della madre se avesse voluto, consciamente o inconsciamente, evitare qualche sovrapposizione della stessa, anche la pi\u00f9 marginale, con la madre di Cristo, ci\u00f2 che non ha fatto, lasciando il nome inalterato e rendendo possibile l\u2019associazione con essa. Una ulteriore possibile sovrapposizione riguarda il fatto che anche nella preghiera alla madre di Cristo si fa esplicito riferimento \u2013 ovviamente sul piano divino \u2013 alla richiesta di aiuto da parte degli umani nei momenti difficili della vita fino a quello finale pi\u00f9 arduo. McCartney non si rivolge per altro a sua madre usando il possessivo <em>my<\/em>, <em>mia<\/em>, ma con il semplice termine <em>Mother<\/em>, Madre, ci\u00f2 che rafforza in parte il possibile aggancio alla Madonna. La maiuscola per <em>Mother<\/em>, oltre che per un possibile rispetto per la Madonna, esprime senz\u2019altro il reverenziale rispetto del figlio per la grandezza della madre nel suo ricordo, maiuscola che, vista l\u2019assenza del possessivo, pu\u00f2 valere in senso pi\u00f9 lato indirettamente anche per il rispetto verso tutte le donne in quanto madri. \u00a0In <em>Mother Mary<\/em>, Madre Maria, la quale viene in soccorso del figlio Paul, \u00e8 possibile dunque rinvenire una triplice sovrapposizione simbolica nelle persone della madre di Paul, della madre di Cristo e, sempre restando all\u2019interno del testo di <em>McCartney<\/em> e senza nulla togliere n\u00e9 aggiungere al suo significato, anche della donna in quanto madre. In ogni caso e comunque nel testo di <em>McCartney<\/em>, anche senza considerare l\u2019associazione pi\u00f9 o meno voluta alla madre di Cristo, sono la madre dell\u2019Autore e la donna in quanto madre a dare la forza di vivere, la fiducia nella vita, la capacit\u00e0 di affrontare la vita per il bello che pu\u00f2 dare, per le opportunit\u00e0 positive\u00a0 che si incontrano sempre sul cammino oltre a quelle nefaste. Certo il sogno d\u00e0 al sognatore solo un contatto impalpabile con la madre non pi\u00f9 vivente, ma tale contatto \u00e8 vissuto a livello di sentimento molto intensamente. Questa semplice quanto immortale poesia musicale d\u2019amore per la madre si pu\u00f2 considerare tra le pi\u00f9 belle composizioni prodotte da McCartney e dai <em>Beatles<\/em> stessi e contribuisce ad esaltare la figura femminile con le sue connotazioni principali pi\u00f9 positive, in aggiunta contribuisce a fare luce pi\u00f9 profondamente nella personalit\u00e0 di un grande personaggio per il quale una fama immensa non ha comunque sostituito il ricordo degli affetti pi\u00f9 grandi come quando si instaurano nella foscoliana e insuperabile \u201ccorrispondenza d\u2019amorosi sensi\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7P6X3IWLECY\" width=\"100%\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>La versione, fornita a YouTube dal Gruppo <em>Sgt.\u00a0Pepper's Lonely Hearts Club Band\u00a0(Remastered 2009) The Beatles\u00a0Sgt<\/em>., si riferisce al doppio album di concerti dal vivo di Paul McCartney <em>Good Evening New York City<\/em> ed \u00e8 pubblicata in video sullo sfondo delle figure dei <strong><em>BEATLES<\/em><\/strong> al completo, compresi \u00a0Lennon e Harrison, non pi\u00f9 viventi all\u2019epoca della performance di Paul McCartney, ma presenti nelle immagini come fossero ancora attorno a lui e cantassero e suonassero dal vivo con lui come nella emozionalmente molto intensa ricostruzione del pezzo. Interessante e ancora pi\u00f9 sofferta \u00e8 anche la performance di Paul McCartney <em>Live from Grand Central Station<\/em> <em>New York<\/em> del 2018, quando il compositore aveva settantasei anni. Queste due versioni di <strong><em>Let it be<\/em><\/strong> offrono la voce di un <strong>Paul McCartney<\/strong> meno sicuro di s\u00e9 e pi\u00f9 sensibile, una voce nella quale assieme al ricordo della madre si fa sentire, inevitabilmente, la pi\u00f9 vasta eco della memoria della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/poX1WbUbadI\" width=\"100%\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rita MASCIALINO: LET IT BE\u00a0di PAUL McCARTNEY &#8211; I BEATLES La canzone Let it Be fu composta da PAUL McCARTNEY nel 1969, usc\u00ec come singolo nel 1970 e fu pubblicata nello stesso anno nell\u2019omonimo album dopo lo scioglimento ufficiale della celebre band inglese di musica rock e pop dei giustamente definiti favolosi BEATLES avvenuto sempre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3164,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[92],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3163"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3405,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions\/3405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}