{"id":3179,"date":"2020-03-26T11:06:33","date_gmt":"2020-03-26T10:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3179"},"modified":"2020-09-02T07:14:28","modified_gmt":"2020-09-02T06:14:28","slug":"non-je-ne-regrette-rien-di-edith-piaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/03\/non-je-ne-regrette-rien-di-edith-piaf\/","title":{"rendered":"RITA MASCIALINO: NON, JE NE REGRETTE RIEN di \u00c9DITH PIAF"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rita MASCIALINO: NON, JE NE REGRETTE RIEN di \u00c9DITH PIAF<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Q3Kvu6Kgp88\" width=\"100%\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong><em>Non, Je ne Regrette Rien<\/em><\/strong>, canzone composta nel 1956 da Charles Dumont con testo del poeta Michel Vaucaire, fu cantata da\u00a0 <strong>\u00c9<\/strong><strong>dith Piaf<\/strong>, pseudonimo di \u00c9dith Giovanna Gassion (Parigi 1915-Grasse 1963),\u00a0 per la prima volta nel 1960 allo storico teatro parigino dell'Olympia, salvato dal fallimento proprio dalla performance della Piaf, artista capace con il suo canto straordinario di ammaliare il mondo intero.\u00a0 Nel breve commento che segue verranno messe in relazione il testo poetico, la musica e la voce della Piaf, intreccio in cui viene ad essere il significato profondo della sua emozionalmente intensa canzone.<\/p>\n<p>Il testo, che utilizza la prima persona, parla del bilancio della propria esistenza, del senso ad essa dato secondo un giudizio esplicito nelle parole della poesia e implicito ad esse, ossia alle esperienze e alla modalit\u00e0 con cui sono state vissute dal punto di vista della Piaf, secondo il poeta Vaucaire.\u00a0 Viene dichiarato come\u00a0 tutto il passato, bello o brutto, venga buttato via o dimenticato, rimosso, dato alle fiamme, pagato anche il prezzo del dolore e della felicit\u00e0, ossia viene ribadito pi\u00f9 volte come si sia deciso di non tenere nessun conto del passato, reputando questa decisione una necessit\u00e0 per poter ricominciare da zero una nuova vita, diversa dalla precedente che per qualche caratteristica o per ogni caratteristica \u2013 facendo con ci\u00f2 di tutte l\u2019erbe un fascio, di quelle buone e di quelle cattive \u2013 non \u00e8 considerata positiva. Dunque il poeta Vaucaire fa buttare via alla Piaf anche il bene da essa ricevuto nella vita. Il voler dimenticare i propri ricordi esprime s\u00ec il desiderio di fare totale piazza pulita del proprio passato, ma implica anche e soprattutto che si voglia fare piazza pulita dei sentimenti collegati al proprio vissuto, in quanto sono quelli che sono pesanti da sopportare e di cui ci si vuole liberare per la sofferenza che essi \u00a0comportano nel male, ma anche e forse pi\u00f9 nel bene che nel male. Perch\u00e9, vista la rapacit\u00e0 della vita che tutto trascina nella sua corsa inarrestabile, il ricordare il bello che si \u00e8 avuto e che magari non si ha pi\u00f9 \u2013 e che comunque si dovr\u00e0 inevitabilmente perdere per sempre un\u00a0 giorno \u2013 pu\u00f2 fare pi\u00f9 male che ricordare il negativo. Cos\u00ec la Piaf dichiara con le parole di Vaucaire di avere pagato il prezzo per la felicit\u00e0 e il suo vissuto e di volere dimenticare tutto il suo passato, bello o brutto, molto realisticamente fregandosene, come viene detto nel testo stesso: <em>Je m\u2019en fous du pass\u00e9<\/em>, canta la Piaf nel desiderio di essere forte, di non lasciarsi indebolire dai sentimenti che l\u2019hanno sfinita e del cui fardello si vuole alleggerire. Ora si potrebbe dire che questa \u00e8 l\u2019opinione del poeta, non della Piaf, ma se la Piaf, che ha ascoltato di seguito tredici volte la canzone \u00a0prima di decidere di accettare o meno, non fosse stata d\u2019accordo con il testo o la melodia, avrebbe rifiutato di cantarla o avrebbe senza alcuna difficolt\u00e0 fatto modificare qualche parola relativa ai concetti non graditi. Al contrario, ha accettato l\u2019intero pacchetto dopo aver riflettuto a lungo \u2013 tredici ripetizioni \u00a0della canzone hanno dato modo di introiettare testo e melodia e di sentirli o meno in sintonia con la propria sensibilit\u00e0 e personalit\u00e0, del momento almeno.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da valutare adesso \u00a0la parte giocata dalla musica di Dumont e dalla voce della Piaf. La musica \u00a0fa da sfondo al canto quasi prevalentemente un suo accompagnamento ritmico su poche tonalit\u00e0 e si svolge sul un passo breve che sottolinea i picchi emotivi di negazione del passato con l\u2019aumento di intensit\u00e0 dei bassi. Anche la voce si gioca su pochi e sottili cambi di tonalit\u00e0 spesso con un vibrato lieve e suggestivo che invita a sentire la propria interiorit\u00e0 e suscita emozioni di tristezza, di nostalgia, ci\u00f2 in direzione opposta alle parole della poesia, con le quali viene affermato di non avere pi\u00f9 bisogno dei ricordi \u00a0di cui si vuole solo e sprezzantemente fare fuoco, perch\u00e9 sono diventati del tutto indifferenti e sono dimenticati. Quando la Piaf canta del fatto che ormai i suoi ricordi di amori e sofferenze d\u2019amore e tutto il vissuto le servano solo per accendere il fuoco che li distrugger\u00e0, il vibrato della sua voce si fa pi\u00f9 sofferto e quasi potrebbe evocare un pianto trattenuto. Le fiamme, malgrado le intenzioni dichiarate della Piaf, sono comunque qualcosa che scalda, il passato dunque, che viene buttato alle fiamme perch\u00e9 venga ridotto in cenere, scalda un\u2019ultima volta il cuore di chi si vuole disfare di esso pensando di poterne fare a meno e riceve comunque nel contempo il calore della sua vampa nell\u2019addio pi\u00f9 drammatico. La voce carica di pathos della Piaf, intrisa di passione e in qualche attimo di pi\u00f9 intensa commozione pervasa da una sfumatura di pianto trattenuto per aver troppo sofferto e troppo amato, va anch\u2019essa in direzione opposta alle parole, alle dichiarazioni di forza finalizzate a far tacere i sentimenti che l\u2019esistere reca con s\u00e9, alla volont\u00e0 di non avere pi\u00f9 ricordi dolorosi in ogni caso, di non rimpiangere nulla n\u00e9 di rammaricarsi di nulla nella pi\u00f9 totale indifferenza. La voce della Piaf dice la verit\u00e0 della sua situazione interiore, piena di passione per la vita, per il bene e per il male che essa comporta, in totale accettazione dell\u2019esistere. Al proposito, il contrasto tra la voce e il testo evidenzia come la decisione non venga presa con tracotanza o a cuor leggero o per aridit\u00e0 di cuore, ma come la decisione di farla finita con i ricordi trascorsi consegua nel profondo del cuore alla troppa sensibilit\u00e0, quasi sia necessaria una sosta per riaversi dalle emozioni intensamente esperite di qualsiasi tipo, questo nella speranza o nell\u2019illusione di poter superare sia la sofferenza per il male sia l\u2019amore pi\u00f9 appassionato per la vita, tanto appassionato da fare tutt\u2019uno con la sofferenza, ci\u00f2 che pare essere stato il Leitmotiv connotante la personalit\u00e0 di \u00c9dith Piaf. \u00a0Nella parola finale <em>toi<\/em> la canzone d\u00e0 una speranza di un nuovo amore: la vita che comincia non lascia la protagonista del piccolo o grande dramma esistenziale da sola, ma la vede, pur da persona rinata, con una persona da amare nuovamente, proprio non avendo pi\u00f9 \u2013 o sperando di non avere pi\u00f9 \u2013 ricordi laceranti, nella dannunziana illusione della favola bella che si ripete a fasi alterne. La musica allora assume un tono quasi trionfalistico che sta per\u00f2 come un corpo estraneo nel contesto della canzone, come qualcosa di giustapposto, questo perch\u00e9 dopo tanta passione nel vero senso del termine, dopo tanto dolore, la gioia quasi solenne di un nuovo amore \u00e8 come una solenne promessa di ricominciare tutto con le illusione di un tempo, \u00e8 come voler dare valore a ci\u00f2 di cui ci si \u00e8 voluti liberare, un contrasto che nulla toglie comunque al tono generale del testo, della musica e della voce della Piaf. E se nell\u2019ultimo verso in luogo di <em>toi<\/em> ci fosse <em>moi<\/em>, allora la canzone raggiungerebbe, forse, la totale perfezione, la protagonista del canto ricomincerebbe da se stessa una volta cancellato o distrutto il suo passato, tuttavia l\u2019aver messo una persona altra nel finale apre comunque la possibilit\u00e0 positiva di un nuovo inizio coinvolgente ulteriori rapporti umani e non solo per cos\u00ec dire solipsisticamente la Piaf.<\/p>\n<p>Una nota a conclusione: la canzone fu dedicata da\u00a0<strong>\u00c9dith Piaf<\/strong> alla Legione Straniera, che ne fece un proprio punto di riferimento e questo molto opportunamente vista la necessit\u00e0 e la capacit\u00e0 da parte dei soldati arruolati di lasciarsi alle spalle il passato bello e brutto che fosse e ricominciare da zero la propria vita, ci\u00f2 che lascia intravedere la qualit\u00e0 guerriera della Piaf stessa, quasi essa abbia sentito la vita come una lotta da combattere incessantemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rita MASCIALINO: NON, JE NE REGRETTE RIEN di \u00c9DITH PIAF Non, Je ne Regrette Rien, canzone composta nel 1956 da Charles Dumont con testo del poeta Michel Vaucaire, fu cantata da\u00a0 \u00c9dith Piaf, pseudonimo di \u00c9dith Giovanna Gassion (Parigi 1915-Grasse 1963),\u00a0 per la prima volta nel 1960 allo storico teatro parigino dell&#8217;Olympia, salvato dal fallimento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3180,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[92],"tags":[99,98,97,96,14],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3179"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3558,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179\/revisions\/3558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}