{"id":3202,"date":"2020-03-30T12:29:50","date_gmt":"2020-03-30T11:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3202"},"modified":"2020-03-30T12:30:58","modified_gmt":"2020-03-30T11:30:58","slug":"leonardo-santanna-la-vergine-e-il-bambino-con-lagnellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/03\/leonardo-santanna-la-vergine-e-il-bambino-con-lagnellino\/","title":{"rendered":"LEONARDO: SANT\u2019ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L\u2019AGNELLINO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rita Mascialino: <em>LEONARDO:<\/em> <em>SANT\u2019ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L\u2019AGNELLINO <\/em><\/strong>*<\/p>\n<p>Analisi critica a cura di RITA MASCIALINO<\/p>\n<p>*Argomento presentato per taluni aspetti alla Conferenza tenuta da R. Mascialino <strong><em>L\u2019espressione della personalit\u00e0 di Leonardo da Vinci in \u2018Sant\u2019Anna, la Vergine e il Bambino con l\u2019Agnellino\u2019<\/em><\/strong> a prolusione della Celebrazione del \u2018Gran Premio Art Festival in the World\u2019 istituito dall\u2019Archivio Storico Universale delle Belle Arti del Centro Accademico Maison d\u2019Art di Padova, Fondatrice e Presidente Carla D\u2019Aquino Mineo, critico letterario e di arti visive. Sabato 14 dicembre 2019 \u00a0inizio h 17:00, Sala Capitolare della Carit\u00e0 di San Francesco Grande, Padova.<\/p>\n<p>La Pala d\u2019altare di <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> intitolata <strong><em>Sant\u2019Anna, la Vergine e il Bambino<\/em><\/strong><em> <strong>con l\u2019Agnellino<\/strong><\/em> (probabilmente 1510-13),\u00a0 custodita al Louvre di Parigi, venne portata con s\u00e9 da Leonardo al Castello di Clos(Cloux)-Luc\u00e9 nel Centro-Valle della Loira nei pressi di Amboise, dove il grande artista si rec\u00f2 visse ospite di Francesco I dal 1516 al 1519, anno della sua morte. La Pala, dipinta a olio su legno, raffigura in prospettiva genealogica piramidale le tre generazioni sacre identificabili nella madre della Madonna collocata dietro le altre figure quale capostipite, nella Madonna stessa che si vede piegata verso suo figlio, il bambino Ges\u00f9 che afferra un agnellino il quale sua volta simboleggia il suo gi\u00e0 segnato futuro di vittima sacrificale, di <em>Agnus Dei <\/em>detto nella lingua della Chiesa Romana, il latino. Fu commissionata probabilmente a Leonardo da Vinci per l\u2019altare della Basilica della Santissima Annunziata di Firenze come da un cartone andato perduto, fu poi forse composta per il re di Francia Luigi XII (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sant%27Anna,_la_Vergine_e_il_Bambino_con_l%27agnellino\">https:\/\/it.wikipedia.org\/<\/a>wiki) come dal cosiddetto Cartone di Burlington House conservato nella National Gallery di Londra.<\/p>\n<p>Dopo i brevi cenni di orientamento storico, ci occupiamo qui del significato dell\u2019opera, facendo seguire una comparazione critica sul piano semantico tra il Cartone di Burlington House e la successiva opera definitiva. Verr\u00e0 data anche una breve confutazione dell\u2019analisi di Freud derivata da Oskar Pfister che aveva visto nel panneggio delle vesti di Maria un uccello, visione appunto fatta propria da Freud nella sua analisi della Pala, visione condivisa anche da Jung e da Ferenczki, le quali analisi tutte non trovano realt\u00e0 che nella fantasia degli\u00a0 autori stessi.<\/p>\n<p>Nell\u2019analisi prodotta in questo studio, spiccano dunque tra il Cartone di Burlington e la Pala alcune differenze che insieme danno una visione profonda dell\u2019angolazione semantica da cui part\u00ec e cui arriv\u00f2 Leonardo nell\u2019affrontare\u00a0 il soggetto sacro nell\u2019ideazione primaria e nella realizzazione definitiva, ossia del significato che informa. Sappiamo che Leonardo fu un rappresentante eminente del pensiero libero da ogni ingerenza teologica e filosofica, fu contro il principio di autorit\u00e0, la fallacia logica di rilevanza informale che viene qui considerata la pi\u00f9 grave di tutte, quella che apre il cancello a tutte le altre e che comprova le idee con l\u2019autorit\u00e0 di chi le professa e senza verificarle e falsificarle. Fu per questo contro l\u2019egemonia culturale della Chiesa, addirittura anche di quegli\u00a0 umanisti che avevano fatto della cultura un luogo di erudizione e non di ricerca del vero.<\/p>\n<p>Dunque l\u2019angolazione di partenza per l\u2019ideazione del soggetto della genealogia della Madonna, molto comune all\u2019epoca, si rivela del tutto laica anche se la Pala era finalizzata alla citata Basilica. Nel Cartone manca l\u2019agnellino che compare nella Pala come simbolo di martirio sostituito nel Cartone dal Battista bambino \u2013 in ogni caso da un bambino \u2013 e le due donne appaiono non come madre e figlia, ma come due coetanee di cui una, la madre del Bambino, \u00e8 seduta sulla coscia dell\u2019altra. A primissima vista tuttavia, quasi in primo piano, colpisce nel Cartone la presenza di due ginocchia di gambe pi\u00f9 maschili che femminili e che sembrano essere quelle di Sant\u2019Anna, quasi essa sia un essere femminile nell\u2019identit\u00e0 del volto e maschile nell\u2019impronta delle gambe tenute larghe, quasi in una postura di parata. A meglio guardare in realt\u00e0 si tratta del ginocchio sinistro della Vergine\u00a0 e del ginocchio sinistro di Sant\u2019Anna intrecciati fino a comporre una sola figura in apparenza, quella di Sant\u2019Anna: guardando il busto e il volto di Sant\u2019Anna \u00e8 molto agevole continuarne la figura con le due ginocchia citate in una dissacrazione molto audace del divino. Certo non pu\u00f2 essere sfuggito a Leonardo da Vinci il gioco erotico piuttosto esplicito nella figura di Sant\u2019Anna, in cui questa \u00a0appare come il maschio e Maria come la femmina, gioco espresso intenzionalmente, non inconsciamente, da Leonardo. Corrobora questa interpretazione di tale struttura ingannatrice la diversit\u00e0 della postura nella Pala definitiva, in cui le apparenti cosce di Sant\u2019Anna sono improvvisamente sparite sotto la figura della Vergine e sono pudicamente e quasi timidamente chiuse come dimostra la postura dei piedi di Sant\u2019Anna, ossia sono molto significativamente celate allo sguardo e non danno alcuna ingannevole impressione. Proseguendo con il Cartone, la madre della Madonna tiene il braccio sinistro alzato con il dito indice eretto, puntato in alto a significare l\u2019Altissimo, il cielo, la spiritualit\u00e0, il divino, tuttavia l\u2019indice cos\u00ec collocato e messo in relazione con l\u2019ingannevole immagine di gambe maschili tenute divaricate apparentemente in possesso di Sant\u2019Anna, assume una valenza anche di simbolo fallico, dito che, di nuovo molto significativamente, manca nella Pala, ossia che Leonardo ha eliminato nella Pala compiuta, ufficiale. In altri termini: se nella maternit\u00e0 di Maria non vi \u00e8 contributo di uomo mortale secondo la leggenda, bens\u00ec il contributo per cos\u00ec dire maschile \u00e8 quello dello Spirito Santo, il dito dipinto da Leonardo, come si evince dal contesto in cui \u00e8 collocato, ha una duplice valenza: segna l\u2019alto dei cieli, sede divina\u00a0 da cui provenne tale Spirito; mostra nel contempo assieme allo Spirito Santo dimorante nell\u2019alto dei cieli il simbolo del fallo umano incentrato nella figura androgina di Sant\u2019Anna. Se ricordiamo il magnifico Battista di Leonardo, conservato al Museo del Louvre, vediamo il suo dito indice morbidamente rivolto verso l\u2019alto, senz\u2019altro verso l\u2019Altissimo, ma, nel contesto a forte impronta erotica del dipinto, anche e\u00a0 forse soprattutto simbolo fallico. Vediamo appunto \u00a0come tale Giovanni sia un bel giovanetto dai capelli inanellati e posto nella meravigliosa luce tipica di Leonardo tale da far risaltare il colorito, il volto, la bellezza delle forme, la qualit\u00e0 setosa e opalescente della pelle, i contorni non netti e realizzati nel particolare e impareggiabile sfumato chiaroscurale di Leonardo che informa proprio anche il volto di Sant\u2019Anna nella Pala definitiva, il quale pare fondersi con la luce soffusa e perdere la nettezza dei contorni nell\u2019aria stessa divenendo inafferrabile come questa. Vediamo anche come sia un po\u2019 impossibile scambiare per lo storico Giovanni Battista questo efebo dal sorriso ignaro di grandi mete e vestito scompostamente come durante o dopo una performance di tipo erotico, per cos\u00ec dire in una umanizzazione del sacro, che giunge talora fino alla dissacrazione del sacro. Tornando\u00a0 al Cartone, la spazialit\u00e0 dinamica (Mascialino 1997 e segg.) della madre della Vergine risulta del tutto adatta al contesto erotico \u00a0test\u00e9 accennato. Il volto della sedicente Sant\u2019Anna \u00e8 parallelo a quello della figlia, sullo stesso piano, alla pari con quello della figlia, non sta in prospettiva piramidale e gerarchica come di consueto nell\u2019iconografia del tempo, posizione che tuttavia ritorna sebbene pi\u00f9 liberamente interpretata nella Pala definitiva. Nel Cartone il volto della madre della Madonna si mostra girato molto strettamente \u00a0verso la figlia per guardarla direttamente, quasi per attirare la sua attenzione e ci\u00f2 non con occhio santo o beato o altro di simile, bens\u00ec con un occhio eccitato e voglioso in sintonia con l\u2019espressione della bocca, sguardo che \u00e8 stato cancellato nella Pala definitiva, tenendo qui Sant\u2019Anna gli occhi chiusi e comunque completamente celati al prossimo quasi per non far vedere il vero sguardo come stava evidente nel Cartone e come verosimilmente sta ancora sotto le palpebre che velano cos\u00ec discretamente gli occhi. La bocca non \u00e8 pi\u00f9 vogliosa come nel Cartone, ma esprime l\u2019inconfondibile sorriso appena accennato della Monna Lisa e appunto di Sant\u2019Anna, ancora pi\u00f9 enigmatico di quello della Giocanda, se mi posso permettere l\u2019opinione. Tutto ci\u00f2 a conferma dell\u2019impronta erotica e della fusione di uomo e donna in Sant\u2019Anna ottenuta con qualche trucco di ginocchia e gambe, ironia e dileggio del sacro che, come accennato, si riscontrano non di rado in Leonardo. Le due donne, come pi\u00f9 sopra anticipato, appaiono inoltre della medesima et\u00e0, la vecchiaia della madre \u00e8 stata cancellata dalla mano d\u2019artista di Leonardo che nell\u2019abbozzo aveva in mente altro in luogo della santit\u00e0 inerente alla figura storica. L\u2019ispirazione fu quella relativa a due donne che si amano di cui una ha l\u2019iniziativa, il ruolo del maschio, appunto Sant\u2019Anna, in una espressione della sessualit\u00e0 per come la vedeva Leonardo, di tipo omosessuale, mista di femminile e maschile in una stessa persona, in una donna met\u00e0 femminile e met\u00e0 maschile. Molto ci sarebbe ancora da dire sulla semantica di quest\u2019opera, ma bastino qui i punti salienti del significato per come sono stati esposti.<\/p>\n<p>Veniamo alla confutazione dell\u2019interpretazione data da Freud e prima ancora da Pfister, anche da Jung e da Ferenczi, alla Pala (Freud 1910). Mentre la semantica sottostante alle immagini in questione \u00e8 stata in questo studio mostrata e spiegata, l\u2019avvoltoio o anche il nibbio eventuale visti nel panneggio della veste di Maria sono inventati, ossia si vedono perch\u00e9 \u00e8 stato arbitrariamente costruito l\u2019uccello in esse, un uccello non evidente, ma solo inventato da Freud sulla scia di Pfister e poi spiegato come simbolo inconscio di maternit\u00e0. \u00c8 il caso di aggiungere che appare molto sorprendente che Leonardo paragonasse consciamente o addirittura inconsciamente la pi\u00f9 dolce maternit\u00e0, cos\u00ec importante per lui cresciuto con il ricordo dell\u2019amore della mamma vera, con un simbolo tanto orrido di morte quale \u00e8 quello dell\u2019avvoltoio che, volendo occuparci di riferimenti storici e preistorici, all\u2019epoca del matriarcato della Dea Madre si riferiva s\u00ec alla Dea Madre appunto, ma nella sua funzione di annunciatrice di morte, non di maternit\u00e0 per la quale stavano a diposizione uccelli pi\u00f9 lieti e ulteriori altrettanto lieti simboli connessi. \u00a0Per altro \u00e8 una consuetudine di Freud servirsi di idee altrui magari spesso anche non citandone la fonte, come, per fare un esempio, per l\u2019idea veramente straordinaria del ritorno della vita all\u2019inorganico presa proprio da Leonardo da Vinci non citato come suo ideatore o scopritore. La psicoanalisi, sistemata da Freud sulla scia delle sue interpretazioni di opere letterarie della Grecia classica nonch\u00e9 sulla scia delle idee di Bleuler, non risulta metodo valido per le analisi letterarie e artistiche per molti motivi che qui non si espongono onde evitare una troppo lunga digressione dal tema di questo studio. Diciamo solo che molto difficilmente un metodo ideato per la cura di disturbi mentali pu\u00f2 essere adatto ad affrontare la salute mentale, si tratta di due realt\u00e0 troppo diverse perch\u00e9 possano contare su di uno stesso metodo di indagine, un po\u2019 come voler dare trattare una persona sana con l\u2019antibiotico visto che fa bene ad un malato. In ogni caso \u00e8 sempre possibile per cos\u00ec dire <em>trovare<\/em> in un\u2019opera o l\u2019altra qualche aggancio ad altre opere, ad altre situazioni, ad altri modelli, bisogna poi vedere se questi collegamenti <em>trovati<\/em> qui e l\u00e0 molto facilmente e a tutto piacere nella grande storia dell\u2019umanit\u00e0, siano validi. Per verificare e falsificare ogni ipotesi esegetica, interpretativa, occorre valutare il piano semantico e sul piano semantico le congetture di Freud relative alla Pala risultano errate, come pure quelle degli altri studiosi di cui pi\u00f9 sopra. Ribadendo: nel contesto, per vedere l\u2019avvoltoio e comunque un uccello nel panneggio di Maria, su cui Freud ha fatto una lunga riflessione soggettiva di tipo storico andando a pescare la dea egizia Muth e altro secondo i suoi intendimenti esegetici soggettivi e fantasiosi, occorre leggere la sua interpretazione e lasciarsene persuadere senza cercare falsificazioni e verifiche di quanto in essa affermato. L\u2019interpretazione di Freud si rivela come del tutto forzosa e arbitraria e non tanto per la diversit\u00e0 dell\u2019uccello \u2013 che comunque, lo ricordiamo, ha dato inizio agli errori esegetici e mostra gi\u00e0 di suo all\u2019ingrandimento la precariet\u00e0 dei metodi che vogliono spiegare il significato dell\u2019arte attraverso i riferimenti storici, metodi di cui la psicoanalisi \u00e8 un esempio \u2013, quanto perch\u00e9 non tiene conto alcuno della realt\u00e0 dell\u2019espressione artistica in Leonardo come essa risulta appunto dall\u2019analisi semantica della sua opera che riflette la sua visione del mondo. I riferimenti storici possono spiegare le concatenazioni che hanno portato a svolgere un determinato soggetto in un determinato tessuto sociale e altro di simile, ma quando vogliono uscire dal loro ambito precipuo per spiegare il significato dell\u2019arte, delle opere artistiche, sbagliano inevitabilmente per via della diversit\u00e0 degli ambiti e conseguentemente dei metodi ad essi adeguati o inadeguati. Per concludere: voler spiegare il significato dell\u2019arte con i riferimenti storici, biografici, culturali o quant\u2019altro, \u00e8 mettere l\u2019arte e gli artisti nel letto di Procuste e perdere quanto l\u2019arte comunica all\u2019umanit\u00e0 attraverso gli artisti. E questo \u00e8 ci\u00f2 che Freud ha fatto con la sua interpretazione della Pala leonardesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rita Mascialino: LEONARDO: SANT\u2019ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L\u2019AGNELLINO * Analisi critica a cura di RITA MASCIALINO *Argomento presentato per taluni aspetti alla Conferenza tenuta da R. 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