{"id":3205,"date":"2020-03-30T12:32:40","date_gmt":"2020-03-30T11:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3205"},"modified":"2021-05-31T10:53:05","modified_gmt":"2021-05-31T09:53:05","slug":"la-critica-darte-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/03\/la-critica-darte-riflessioni\/","title":{"rendered":"La critica d\u2019arte: riflessioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>La critica d'arte: riflessioni<\/strong><\/p>\n<p>di Rita Mascialino<\/p>\n<p>L\u2019arte esprime alle pi\u00f9 diverse profondit\u00e0 e angolazioni consce e inconsce la natura dell\u2019uomo, la sua identit\u00e0 umana pi\u00f9 vera, la sua visione del mondo comprensiva di tante e tante componenti, che tutte vanno a connotare la personalit\u00e0 dell\u2019artista. Per fruire dei vantaggi che l\u2019arte offre \u00e8 gi\u00e0 utile un primo approccio intuitivo che stimola attraverso il canale inconscio a sua volta l\u2019inconscio di chi si avvicina alle opere di arti visive, di arte letteraria, cinematografica, musicale e altre. Tuttavia per chi voglia avventurarsi pi\u00f9 addentro al reame dominato dall\u2019arte e fruire di pi\u00f9 forti vantaggi in aggiunta,\u00a0 occorre una ruota in pi\u00f9, la potente ruota dell\u2019analisi del significato oggettivo dell\u2019arte, delle opere che appartengono all\u2019arte. Questo pu\u00f2 essere in genere dato dalla critica d\u2019arte, dagli specialisti \u2013 senza la comprensione profonda del significato l\u2019arte perde in gran parte la sua funzione di rivelatrice dell\u2019uomo, di compagna dell\u2019uomo e mette a disposizione il minimo dei suoi benefici. Certo il significato sta al centro della vita in generale, di tutto l\u2019agire umano ed \u00e8 altrettanto certo che l\u2019uomo cerchi di capire in varia misura quanto lo attornia,\u00a0 ci\u00f2 che fanno gli altri, ci\u00f2 che fa egli stesso. Nell\u2019arte l\u2019uomo entra nell\u2019ambito di un tipo di immaginazione priva dell\u2019obbligo posto e imposto dal riscontro con il reale, circostanza questa che rende particolarmente difficili l\u2019indagine e la comprensione del significato dei prodotti artistici. Non sempre la critica dell\u2019arte illustra e spiega il significato oggettivo delle opere, di fatto essa spesso esprime le idee soggettive del critico, ci\u00f2 che pone tale critica al medesimo livello in cui sta la fruizione dei prodotti artistici da parte dell\u2019uomo, per intenderci, comune, ossia non critico d\u2019arte, senza alcuna differenza. Evidentemente in tal modo viene meno la finalit\u00e0 precipua della critica stessa, quella di spiegare il significato conscio e inconscio delle opere d\u2019arte e di dimostrare le proprie affermazioni per fare comprendere il prodotto artistico oggettivamente e pi\u00f9 in profondit\u00e0 di quanto possa dare il citato primo impatto soggettivo, in breve: per essere credibile. Se tale primo impatto non pu\u00f2 che essere, dunque, soggettivo da parte del fruitore, di chiunque avvicini l\u2019opera artistica, cos\u00ec che in esso parlano eminentemente la personalit\u00e0 di chi interpreta e la sua visione del mondo, una critica che si dica tale parla anch\u2019essa di una soggettivit\u00e0, come non pu\u00f2 essere diversamente per tutte le cose umane, ma non direttamente di quella del critico, bens\u00ec direttamente di quella dell\u2019artista. Quanto di oggettivo d\u00e0 l\u2019arte \u00e8 la soggettivit\u00e0 dell\u2019artista, ossia un\u2019oggettivit\u00e0 che sta nella trasformazione soggettiva che il reale ottiene nella mente, nella personalit\u00e0 dell\u2019artista a livello conscio e inconscio. In altri termini: in una tale critica che si occupi del significato dell\u2019arte sono la personalit\u00e0 dell\u2019Artista e la sua Arte che stanno e devono stare al centro e in primo piano, non le idee soggettive del critico o del fruitore qualsiasi che, per quanto talora anche interessanti per parte loro, non hanno a che vedere con la soggettivit\u00e0 dell\u2019artista, con il significato della sua arte, dell\u2019arte, se \u00e8 questo che interessa la comprensione dell\u2019arte. Per esprimere la centralit\u00e0 dell\u2019artista e della sua arte la critica deve s\u00ec riferirsi ad una trama, agli influssi storici, culturali, biografici, sociopolitici, psicoanalitici e altro, ma non deve fermarsi a tali livelli narrativi, bens\u00ec deve estrinsecare il significato delle opere come test\u00e9 accennato. Il critico deve inevitabilmente giustificare le proprie affermazioni affinch\u00e9 queste siano verificabili e falsificabili, affinch\u00e9 il lettore delle critiche possa agevolmente vagliare e saggiare la veridicit\u00e0 delle stesse, il loro valore, senza confondere il significato oggettivo dell\u2019arte con le proprie esperienze soggettive collegabili a quanto offerto dall\u2019artista, ma non coincidenti con la sua interpretazione del mondo.<\/p>\n<p>Tale significato deve essere identificato dal critico per come sta nelle opere, significato che non \u00e8 causato dagli avvenimenti biografici o storici o altro di esterno alla personalit\u00e0 dell\u2019artista e meno che mai corrisponde alle opinioni dell\u2019artista sulle sue opere. L\u2019autore come interprete delle sue opere \u00e8 morto gi\u00e0 da un secolo e almeno da quando \u00e8 stata descritta nell\u2019articolo <em>The<\/em> <em>Intentional Fallacy<\/em> del 1946 di Wimsatt e Beardsley la scarsa validit\u00e0 dell\u2019intenzione conscia dell\u2019autore quale critica del significato dei suoi prodotti artistici. In altri termini: ci\u00f2 che l\u2019autore intende consapevolmente nella sua opera, ci\u00f2 che egli ne dice, non \u00e8 rilevante per il significato della sua opera e spesso non ha a che vedere con il suo significato, ossia quello che l\u2019autore presenta come il significato della sua opera pu\u00f2 non esserlo ed \u00e8 solo l\u2019analisi oggettiva dell\u2019opera a dire la verit\u00e0 sul significato dell\u2019opera stessa. Allora gli autori di opere di fantasia, gli artisti, non saprebbero ci\u00f2 che dicono o fanno? Non \u00e8 cos\u00ec. Gli artisti hanno ovviamente le loro ragioni per comporre un\u2019opera, ma tali ragioni non coincidono in tutto e per tutto con il significato dell\u2019opera che sfugge loro di mano in quanto esso si inserisce nella loro personalit\u00e0 soprattutto attraverso il canale inconscio, spesso sconosciuto in quanto tale. Cos\u00ec pu\u00f2 accadere che l\u2019artista abbia creduto consapevolmente di avere espresso un particolare punto di vista e che ne abbia invece espresso un altro nella realt\u00e0 della sua opera. Per altro, quanti equivoci sorgono sulla personalit\u00e0 di coloro con cui si ha a che fare? Quante volte gli umani dicono di non conoscere se stessi? Perch\u00e9 dunque gli antichi ritenevano che la cosa pi\u00f9 necessaria e pi\u00f9 ardua fosse quella di conoscere se stessi? Per conoscere se stessi occorre essere interessati a penetrare nei pi\u00f9 intricati percorsi inconsci intrecciati con opinioni consce che non sono sempre semanticamente valide, che anzi sono spesso piuttosto discutibili rispetto alla verit\u00e0 della personalit\u00e0 e questa capacit\u00e0 ha bisogno di specialisti nell\u2019ambito.<\/p>\n<p>Per fare un esempio di quanto asserito, prendiamo il cinema. Questo genere di arte \u00e8 convenzionalmente collocato al settimo posto nell\u2019elencazione delle arti dopo l\u2019architettura, la musica, la pittura, la scultura, la poesia, la danza, denominato per questo \u201cla settima arte\u201d e certo il cinema, servendosi di tecnologie sofisticate di pi\u00f9 o meno recente acquisizione, compare sullo scenario artistico da solo poco pi\u00f9 di un secolo rispetto alle altre forme artistiche\u00a0 presenti gi\u00e0 in tempi antichi e anche molto antichi \u2013 l\u2019uomo \u00e8 animale artistico.<\/p>\n<p>Anche nella semantica cinematografica le cose non cambiano ed \u00e8 il significato dei film, soprattutto la personalit\u00e0 e la visione del mondo del regista che stanno al centro del fenomeno.<\/p>\n<p>Nel cinema non parlano solo immagini o parole separatamente come nelle arti visive e letterarie, ma i due diversi canali fluiscono insieme ed \u00e8 presente anche la musica. Tutto ci\u00f2 si spartisce l\u2019attenzione, conscia e inconscia dello spettatore che deve cercare di cogliere il messaggio presente nei vari canali. Parlano anche il tipo e la successione delle inquadrature, il colore o il bianco e nero con i suoi chiaroscuri, in sintesi: le varie tecniche utilizzate per esprimere il significato del film \u2013 non pu\u00f2 mai esistere una tecnica fine a se stessa. Ma in primo luogo, come test\u00e9 accennato, parla la personalit\u00e0 del regista, la sua individualit\u00e0 e soggettivit\u00e0, ossia il filtro, conscio e in gran parte inconscio, attraverso il quale viene ad essere la sua visione del mondo, la sua cultura, la realt\u00e0 della sua immaginazione di artista e di uomo. Venendo all\u2019esempio proposto: nel film <em>Qualcuno vol\u00f2 sul nido del cuculo<\/em> il regista Milo\u0161 Forman dichiar\u00f2 che nell\u2019infermiera dell\u2019ospedale criminale, Miss Ratched, aveva voluto esprimere l\u2019ideologia del comunismo. Tale opinione \u00e8 stata accettata dalla critica in generale, ma, senza voler escludere che questa sia stata l\u2019intenzione conscia del regista nella composizione del suo film, si pu\u00f2 affermare e dimostrare come nulla nel film riferisca a tale infermiera l\u2019ideologia comunista \u2013 vedi critica del film (Mascialino 2018: Il Mondo Semantico del Cinema, <a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\">www.ritamascialino.com<\/a>) \u2013 e come la visione del mondo espressa nel film sia altra.<\/p>\n<p>Pertanto: se si vuole capire il significato oggettivo di tutto quanto l\u2019arte reca con s\u00e9,\u00a0 non \u00e8 il caso di ritenere che sia l\u2019Artista a sapere valutare il significato della sua opera, ma \u00e8 opportuna l\u2019intermediazione di un cosiddetto \u00a0specialista che vada oltre il primo livello di fruizione spontaneo dell\u2019arte, appunto di un critico. In altri termini: per entrare nella semantica dell\u2019arte \u00e8 necessario, come per altro sempre per comprendere il significato di tutte le opere umane, superare il livello di comprensione na\u00eff della fruizione superficiale e parziale, in ogni caso soggettiva, intenzione dell\u2019autore compresa e in primo luogo, perch\u00e9 tale livello dice inevitabilmente poco delle opere stesse e permane nella migliore delle ipotesi su di un piano intuitivo e informativo di dati esterni all\u2019opera, quando non sia fuorviante.<\/p>\n<p>La breve introduzione accenna a solo uno dei cardini della critica d\u2019arte, a quello centrale, quello\u00a0 relativo all\u2019interpretazione oggettiva del significato oggettivo delle opere \u2013 di arti visive, letterarie, cinematografiche, musicali, tra gli altri generi. Le analisi critiche del tipo test\u00e9 accennato non possono essere brevissime e neanche brevi, in quanto \u00e8 il significato delle grandi opere artistiche dell\u2019uomo a richiedere ampie distese esegetiche per essere spiegato. Compreso. E, per estrinsecare un mio giudizio, credo valga la pena di scrivere e leggere una critica che dia almeno sufficiente ragione di quanto espresso semanticamente nell\u2019arte in generale e per altro, ribadendo, \u00e8 il compito naturale e precipuo di qualsiasi critica dell\u2019arte sviscerare il significato della stessa.<\/p>\n<p>A chi preferisca sintetici rimandi critici non resta che non leggere le citate critiche. Come in tutte le cose umane dove sia possibile una scelta, nessuno \u00e8 costretto a leggere lunghe critiche, n\u00e9 ad accontentarsi di brevi riferimenti, bens\u00ec ciascuno pu\u00f2 avvicinare quanto fa per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La critica d&#8217;arte: riflessioni di Rita Mascialino L\u2019arte esprime alle pi\u00f9 diverse profondit\u00e0 e angolazioni consce e inconsce la natura dell\u2019uomo, la sua identit\u00e0 umana pi\u00f9 vera, la sua visione del mondo comprensiva di tante e tante componenti, che tutte vanno a connotare la personalit\u00e0 dell\u2019artista. 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