{"id":3595,"date":"2020-11-12T16:09:54","date_gmt":"2020-11-12T15:09:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3595"},"modified":"2024-01-10T04:18:00","modified_gmt":"2024-01-10T03:18:00","slug":"a-streetcar-named-desire-di-elias-kazancioglu-di-rita-mascialino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2020\/11\/a-streetcar-named-desire-di-elias-kazancioglu-di-rita-mascialino\/","title":{"rendered":"Un tram che si chiama Desiderio di Elia Kazan di Rita Mascialino"},"content":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in\u00a0 'Lunigiana Dantesca', CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi<\/p>\n<p><strong>\u00a0Un tram che si chiama Desiderio di Elia Kazan <\/strong><\/p>\n<p><strong>di Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Tram_chiamato_desiderio_foto1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3597 alignleft\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Tram_chiamato_desiderio_foto1.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a>Il film<em><strong> A Streetcar Named Desire<\/strong> <\/em>(1951) del regista <strong>Elia Kazan<\/strong>, pseudonimo di Elias Kazancio\u011flu (Istanbul 1909-New York 2003), <em><strong>Un tram che si chiama Desideri<\/strong><\/em>o nella versione italiana, \u00e8 la trasposizione nell\u2019adattamento cinematografico in bianco e nero del dramma teatrale in undici scene di un atto unico dall\u2019omonimo titolo (1947) del grande drammaturgo americano Tennessee Williams (Columbus 1911 New York 1983), dramma su cui appunto si basa il film.<br \/>\nIl DVD che ha funto da testo per questa analisi \u00e8 quello del 2000 che si riferisce all\u2019originale del 1951 provvisto di tagli secondo le revisioni della sceneggiatura attuate per timori di Kazan per la censura e per il bon ton borghese. Non viene qui presa in considerazione la pellicola restaurata dopo alcuni decenni dalla Warner Brothers fornita dei quattro minuti relativi alle parti tagliate nel 1951 e ritrovate per caso presso la Compagnia di Produzione americana Lorimar, acquistata dalla Warner Bros. Al restauro comprensivo dei minuti che erano stati tagliati nella versione originale del film non partecip\u00f2 Kazan (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Un_tram_che_si_chiama_Desiderio_(film_1951)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">it.wikipedia.org\/wiki\/Un_tram_che_si_chi ama_desiderio_film_1951<\/a>).<br \/>\nIl film ha un impatto iconico generale piuttosto oppressivo in un bianco e nero che d\u00e0 ai luoghi e spesso alle persone significativamente una qualit\u00e0 di scarso splendore, ci\u00f2 che corrisponde agli ambienti degradati e alle persone stesse adatte agli ambienti. Emerge al proposito il chiaroscuro che evidenzia la miseria della camera da letto che mostra Eunice mentre si sveglia per vedere che ore sono e per cercare il marito non ancora rientrato malgrado sia notte tarda. Per il resto prevalgono i chiaroscuri non a forti contrasti di luce e buio, ma adatti ad esprimere la penombra a tinte sfumate preferita da Blanche sia perch\u00e9 essa non vuole esporre la propria et\u00e0 non pi\u00f9 giovanissima, sia perch\u00e9 non sopporta la luce piena per motivi di debolezza nervosa. Ci sono anche alcune inquadrature in piena luce, quelle in cui sua sorella Stella compare vestita di un bianco luminosissimo, quasi brilli come una stella in mezzo al degrado. Il film, con esclusione del finale diverso e opposto a quello del dramma, \u00e8 piuttosto aderente al pezzo di Tennessee Williams, tenuto conto delle trasformazioni intersemiotiche inevitabili nel passaggio da un genere artistico all\u2019altro e dei test\u00e9 citati tagli finalizzati a evitare l\u2019eventuale censura dell\u2019epoca, nonch\u00e9 piccoli cambi ascrivibili alla soggettivit\u00e0 del regista.<br \/>\nOltre al finale, anche un ulteriore episodio importante del dramma fu eliminato e sostituito da altro nel film. Si tratta del riferimento all\u2019omosessualit\u00e0, accennato da Blanche molto delicatamente e piuttosto allusivamente nel dramma, comunque un tab\u00f9 per il pubblico di benpensanti degli Stati Uniti e non solo. La giovanissima Blanche, nel testo teatrale di Williams e nella sceneggiatura originale dello stesso autore, sorprende Allan Grey, ragazzo anch\u2019egli giovanissimo che essa ha da poco sposato vista la gentilezza della di lui personalit\u00e0, nella camera nuziale mentre ha un rapporto erotico con un uomo pi\u00f9 vecchio di lui al quale \u00e8 legato da anni, da molto prima delle nozze. Il racconto di Blanche nel dramma \u00e8 stato appunto tagliato nel film e sostituito con altro che non si riferisce pi\u00f9 all\u2019omosessualit\u00e0 del marito, ma alla sua poca risolutezza di carattere, alla sua inettitudine e scarsa mascolinit\u00e0, come pure altri episodi soprattutto di tonalit\u00e0 sessuale sono stati in parte trasformati, smussati, ad esempio la scena dello stupro da parte di Stanley perpetrato con irrisione e malvagit\u00e0 ai danni di Blanche, che \u00e8 ancora meno esplicita della gi\u00e0 per altro solo larvatamente allusiva scena nell\u2019opera di Williams.<br \/>\nL\u2019allusione al rapporto omosessuale nel dramma di Tennessee Williams \u00e8 molto importante soprattutto, non solo, come vedremo, per un particolare che fa di Williams un precursore della possibilit\u00e0 delle nozze omosessuali: il rapporto si poteva svolgere in qualsiasi luogo di Belle Reve, la grande residenza signorile della famiglia DuBois, ossia in un altro tipo di stanza, tuttavia Williams ha scelto una camera nuziale, la camera nuziale di Blanche e Allan, cos\u00ec che i due uomini vivessero il breve sogno di essere sposati anch\u2019essi in un matrimonio che, pur non reale e solo simbolico, aveva come base il loro amore sincero, quindi era pi\u00f9 valido che il matrimonio di facciata di Allan con Blanche. Un precursore dunque nell\u2019auspicio delle nozze tra gay molto chiaramente espresso nel contesto della scelta della camera nuziale, come pure nell\u2019associazione con lo stranissimo nome di Belle Reve dove sta la camera nuziale, come in dettaglio nel prosieguo di questa analisi critica, ci\u00f2 che \u00e8 andato completamente perduto nel film assieme a una grossa parte del significato complessivo del messaggio.<br \/>\nIn ogni caso nel cambio del finale stanno accentrate le incoerenze presenti nel film le quali, per chi non conoscesse direttamente l\u2019opera teatrale, potrebbero essere erroneamente ascritte anche al testo di Tennessee Williams che invece ne \u00e8 del tutto esente e potrebbero quindi diffondere anche un falso e distorto ritratto intellettuale e artistico dell\u2019autore. Tennessee Williams ebbe a dire, pur accettando ed elogiando il film la cui realizzazione aveva caldeggiato egli stesso, che si era trattato di un bel film rovinato dal finale hollywoodiano per nulla in tema con il suo dramma, un giudizio intelligente, garbato ma senza sconti, per chiarire: il film risulta rovinato non solo nel finale, ma nel suo insieme a causa del finale \u2013 il film non era un libero arrangiamento del dramma, ma si basava sul dramma, ci\u00f2 da cui ci si sarebbe dovuto aspettare che fosse rimasto fedele almeno e soprattutto nel significato generale, ci\u00f2 che non fu.<br \/>\nPrima di iniziare con l\u2019analisi critica vera e propria, facciamo seguire un cenno comparativo alla trama delle due opere, teatrale e cinematografica, questo onde circostanziare la critica stessa.<br \/>\nL\u2019azione si svolge a New Orleans, in Luisiana, prevalentemente nella casa in cui vivono Stella DuBois e il marito Stanley Kowalski di origine polacca, il quale si sente fieramente americano. Le due sorelle sono le uniche sopravvissute del ricco casato di antica aristocrazia francese e gi\u00e0 proprietario di una vastissima piantagione di cotone nei pressi della cittadina di Auriol nello Stato del Mississippi, nel cosiddetto profondo Sud degli Stati Uniti, nome fittizio nel film per Laurel che sta nel dramma, un cambio dovuto anch\u2019esso per timore di possibili rischi legali da parte di Kazan. Perduta per debiti e ipoteche non solo la piantagione, ma anche la villa di campagna intitolata Belle Reve con la ormai piccola tenuta comprensiva del cimitero in cui riposa tutta la famiglia DuBois, del casato restano in vita solo Stella e Blanche. Questa, dopo il suicidio del marito Allan Grey di cui si sente colpevole per averlo insultato \u2013 nel dramma per la scoperta della sua omosessualit\u00e0 dopo le nozze, nel film per la poca mascolinit\u00e0 \u2013, non riesce a superare il trauma e ha relazioni con tanti giovani che le ricordano il marito deceduto tanto tragicamente e in piena giovent\u00f9. Dopo essersi fatta una pessima reputazione in un albergo malfamato a Laurel-Auriol ed essere stata espulsa dal sindaco dalla cittadina, dal proprietario dell\u2019albergo stesso malfamato e dal preside dalla scuola per aver sedotto un ragazzo minorenne, nonch\u00e9 per il suo alcolismo, si trasferisce dalla sorella Stella a New Orleans, non sapendo pi\u00f9 dove andare \u2013 tra le altre menzogne Blanche dice che il Preside le avrebbe consigliato un periodo di vacanza. Non \u00e8 ben vista dal marito dal quale viene giudicata subito una donna leggera che si spaccia per la gran dama che non \u00e8 o non \u00e8 pi\u00f9. Blanche, sola e senza pi\u00f9 la protezione della sua famiglia, del suo casato, ha un crollo di nervi dopo l\u2019altro e continua a bere alcolici forti nella credenza di poter affrontare meglio la situazione in cui si \u00e8 venuta a trovare. Secondo lei l\u2019uomo con cui la sorella vive \u00e8 un animale senza alcuna gentilezza, solo sesso, prepotenza, volont\u00e0 di dominio assoluto sulla moglie e su tutti possibilmente. Stella la pensa diversamente, dice con tono orgoglioso che sar\u00e0 l\u2019unico degli amici a fare carriera. Blanche afferma di rimando che non le pare cos\u00ec intelligente, ma Stella \u00e8 sicura che ce la far\u00e0 non per l\u2019intelligenza, ma per la sua grinta, una grinta che si deve considerare americana. In Stanley appare il mito dell\u2019uomo americano senza tanti scrupoli, che bada soprattutto al denaro, alla vittoria, al successo, alla potenza, uomo con grinta di cui Stella al di l\u00e0 di qualche lamentela approva i tratti di personalit\u00e0 che la eccitano assieme alla per cos\u00ec dire bellezza fisica dell\u2019uomo. Blanche, pur essendo alcolizzata e donna non rispettata da nessuno a Laurel-Auriol per il suo tenore di vita sregolato e poco onorevole, consiglia a Stella di non accettare le brutte maniere del marito che essa considera un uomo dell\u2019et\u00e0 della pietra, un bruto, ma Stella, pur sapendo quale sia la personalit\u00e0 di Stanley, non ha nessuna intenzione di darle retta trovandosi bene assieme a Stanley di cui \u00e8 innamoratissima. Stanley, che ha sentito in un discorso di Blanche con la moglie che cosa Blanche pensi di lui, si informa a Laurel-Auriol su di lei e viene a sapere da un amico che abita a Laurel-Auriol che tipo di vita essa conducesse. Mitch, un amico un po\u2019 meno irascibile di Stanley, corteggia Blanche e la vorrebbe sposare, ma Stanley lo mette in guardia rivelando la verit\u00e0 sulla donna, cos\u00ec che Mitch, pur dispiacendosene, abbandona il suo proposito. Sola e disperata, Blanche viene in aggiunta violentata da Stanley che con ci\u00f2 le dimostra chi comandi, chi sia lei stessa al di l\u00e0 di manie di grandezza dovute al ricordo del casato ricco e aristocratico ormai decaduto completamente e scomparso.<br \/>\nBlanche confessa a Stella l\u2019accaduto, ma Stella non vuole crederle, tuttavia decide di farla andare via, niente meno che al manicomio. Blanche, che ha continuamente crisi di nervi, viene dunque prelevata con l\u2019inganno da un dottore del manicomio e da un\u2019infermiera contattati su richiesta di Stella, che nel frattempo ha partorito un bambino ed \u00e8 tornata dall\u2019ospedale. Alla fine, nel dramma, Stella si lascia consolare dal marito dopo che Blanche \u00e8 portata via dal medico e dall\u2019infermiera, ossia continua la relazione con l\u2019uomo, pi\u00f9 forte di quanto sia l\u2019amore per la sorella e i trascorsi e ormai tramontati valori di raffinatezza che avevano caratterizzato la vita a Belle Reve. Nel film invece Stella si convince improvvisamente alla fine, dopo che comunque si \u00e8 liberata della sorella confinandola al manicomio, del fatto che non deve accettare il carattere prepotente del marito esattamente come le diceva Blanche e lo abbandona per sempre, rifugiandosi al momento presso Eunice che abita al piano superiore al suo e non scendendo pi\u00f9 malgrado Stanley la chiami gridando animalescamente come gi\u00e0 altre volte \u2013 in una precedente fuga di Stella presso Eunice dopo che il marito l\u2019aveva picchiata, Stella cede alle urla di Stanley, che evidentemente la eccitano sessualmente, e scende per le scale in atteggiamento erotico, fataleggiante addirittura, mentre Stanley si inginocchia, piangendo con il volto sul suo ventre e poi la prende in braccio e la porta a letto dove trascorreranno una felicissima notte d\u2019amore che canceller\u00e0 del tutto in Stella le percosse ricevute da donna incinta.<br \/>\nQuesta a grandi linee la trama sia del dramma, sia del film.<br \/>\nVenendo all\u2019analisi, in cui verranno trattati i temi fondamentali del dramma e del film e in cui verranno esplicitate soprattutto le differenze rilevanti fra dramma e film comunque anche qualche uguaglianza, l\u2019opera di Tennessee Williams risulta giocarsi principalmente su due piani, uno realistico e pertanto semplice anche se articolato in pi\u00f9 temi e l\u2019altro polisemico e profondamente simbolico su pi\u00f9 piani condensati uno nell\u2019altro, come verr\u00e0 messo in evidenza, polisemia che il film trascina in linea generale con s\u00e9 producendo, soprattutto grazie al finale diverso, incoerenze non lievi, di cui Kazan molto verosimilmente non si \u00e8 accorto. Di fatto, se se ne fosse accorto, avrebbe fatto in modo di evitarle, inserendo modularmente ulteriori e opportuni cambiamenti per salvare il significato del suo film che comunque era gi\u00e0 diverso dal significato del dramma, ma almeno non sarebbe stato illogico, ci\u00f2 che non ha fatto.<br \/>\nIniziando propriamente l\u2019analisi, molto importanti ai fini del messaggio di Williams sono i nomi dei personaggi principali. Di solito nelle opere letterarie, teatrali, cinematografiche i nomi dei personaggi non hanno particolare significato, ossia non sono frutto di una scelta semantica da parte dell\u2019autore, solo in grandi opere accade che alcuni nomi siano rilevanti sotto l\u2019aspetto del significato. Nel dramma di Tennessee Williams i nomi dei personaggi principali danno addirittura lo schema semantico pi\u00f9 originario a monte del complesso messaggio ideato dall\u2019autore. Tali nomi sono rimasti invariati nel film di Kazan anche se, per cos\u00ec dire, alcuni di essi non possono significare pi\u00f9 niente nel nuovo assetto semantico del film.<br \/>\nPer altro, sempre in tema di nomi e dei loro possibili significati, Williams cambi\u00f2 il proprio nome Thomas Lanier nello pseudonimo di Tennessee in onore non solo del profondo Sud degli Stati Uniti e dei valori tradizionali cui guardava con nostalgia, ma anche in onore della patria del <em>blues<\/em> come \u00e8 considerato storicamente appunto il Tennessee \u2013 il blue piano diffonde le sue note come Leitmotiv nel dramma e si sente qui e l\u00e0 anche nel commento musicale di Alex North di cui pi\u00f9 avanti, ossia Williams scelse per s\u00e9 un nome geografico perch\u00e9 dotato di una simbologia a lui confacente. Con ci\u00f2 dimostr\u00f2 anche di non volere i nomi che gli avevano assegnato i genitori, ci\u00f2 da cui si pu\u00f2 ipotizzare un suo difficile rapporto con essi, specialmente con il padre \u2013 nel suo dramma \u00e8 soprattutto il maschio che viene presentato spesso come violento e prepotente. Dimostr\u00f2 in ogni caso, scegliendo un altro nome, di dare particolare importanza alla possibile simbologia dei nomi quali espressione dell\u2019identit\u00e0 dei loro portatori.<br \/>\nL\u2019analisi pertanto si snoder\u00e0 sul percorso-guida segnato dai nomi dei personaggi principali e dalla loro pi\u00f9 che mai straordinaria simbologia.<br \/>\nCominciamo con il nome di Allan Grey, marito di Blanche morto suicida. Grey come <em>grigio<\/em>, n\u00e9 bianco, n\u00e9 nero, ossia, in senso metaforico nel contesto sessuale in cui si pone la vita e la morte del personaggio, n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina, n\u00e9 uomo n\u00e9 donna, o tutti e due fusi insieme. L\u2019aggettivo <em>grey<\/em> significa conseguentemente in senso metaforico anche qualcuno senza carattere ed \u00e8 questo che Blanche poi rinfaccer\u00e0 al marito dopo la sua triste scoperta, ossia quella gentilezza che tanto le era piaciuta in un maschio diventa motivo di debolezza e riprovazione nel maschio omosessuale. C\u2019\u00e8 qualcosa ancora di pi\u00f9 sottile. Come associazione non solo all\u2019aggettivo <em>grey<\/em>, ma anche, sebbene di non immediata visibilit\u00e0 tuttavia concretamente possibile nel contesto, al verbo<em> to grey,<\/em> ingrigire e <em>invecchiare<\/em>, si mostra un collegamento al concetto di <em>vecchio<\/em> e Allan sta con un uomo pi\u00f9 vecchio di lui, unione di giovane e vecchio come evenienza di rapporti umani non giudicata negativamente in questo caso: Allan sta bene con il suo compagno pi\u00f9 vecchio in cui trova verosimilmente una figura paterna positiva che di nuovo verosimilmente non ha avuto. Per altro i due non sono trovati da Blanche a litigare, come litigano usualmente Stella e Stanley, anche Eunice e Steve nei loro rapporti eterosessuali, bens\u00ec in una situazione amorosa, amorevole. Quanto al nome Allan, nella pronuncia americana quasi come Ellen, nome di donna, \u00e8 sovrapponibile a questo per le due a e le due e. Tale nome propone la speciale doppia sessualit\u00e0, uomo e donna assieme con la donna nascosta sotto il paravento ufficiale maschile, doppio genere come \u00e8 simboleggiato, seppure diversamente, nel cognome Grey. Per chiarire: si tratta di un maschio che nel nome nasconde in s\u00e9 la donna, che deve nasconderla perch\u00e9 la societ\u00e0 non accetta la presenza di una personalit\u00e0 femminile nel soma maschile, di un genere femminile in seno al genere maschile e che nel cognome allude alla mistura di colori netti come il bianco e nero, contrapposizione di due opposti colori fusi in una tinta diversa che, metafora di maschile e femminile, armonizza i due opposti, nonch\u00e9 allude alla sua alleanza con un uomo vecchio o pi\u00f9 vecchio di lui, pi\u00f9 maturo \u2013 pi\u00f9 oltre nell\u2019analisi verr\u00e0 spiegata la rilevante associazione con Belle Reve.<br \/>\nPer il nome di Blanche, il personaggio pi\u00f9 importante e complesso del dramma e del film, essa, per citare il suo cognome da donna sposata, \u00e8 pure stata grigia nel senso che ha avuto una vita nuziale sessualmente in senso grigio, un amore non corrisposto sul piano fisico, un matrimonio perci\u00f2 noioso e deludente. Il nome di Blanche, Bianca, parla di per s\u00e9: malgrado le scelte di vita non edificanti, essa \u00e8 una donna pura, Bianca appunto. \u00c8 vero che si \u00e8 unita a molti uomini giovani e sconosciuti, appena incontrati, ma lo ha fatto per trovare un po\u2019 di gentilezza e per rivivere per qualche aspetto la sua vicenda con il marito che essa ha amato profondamente e del cui suicidio si sente colpevole. A proposito della sua purezza, verso la fine del dramma Blanche, relativamente al colore del suo abito, tinta non colta esattamente n\u00e9 da Eunice n\u00e9 da Stella che prende addirittura un colore per un altro, rivela con fierezza come si tratti del celebre <em>Blu Della Robbia<\/em>, noto per la sua bellezza e anche per essere diventato il tradizionale blu del manto della Madonna. Vi \u00e8 a proposito della purezza relativa al nome di Blanche anche un particolare di una certa rilevanza, trattato diversamente nel dramma e nel film. In Williams Stella spande per sbadataggine una bevanda scura sull\u2019abito bianco della sorella, cos\u00ec che questa si spaventa, le macchie scure comunque vengono cancellate con facilit\u00e0 perch\u00e9 sono superficiali, non sono andate in profondit\u00e0, ci\u00f2 che appunto si collega alla circostanza per cui Blanche rimane bianca anche con il suo passato, la cui macchia \u00e8<br \/>\nfacilmente delebile perch\u00e9 solo di superficie e non riesce pertanto a rovinare, sul piano della metafora, il candore della sua anima. In Kazan l\u2019abito \u00e8 diventato rosa, per cui i riferimenti diretti al nome di Blanche non si possono pi\u00f9 fare, anche se resta il concetto relativo alle concrete e metaforiche macchie che si possono agevolmente eliminare, circostanza che si pu\u00f2 implicitamente riferire a Blanche anche nel film visto che si sono comunque formate sul suo vestito. Tuttavia con il cognome DuBois, considerando <em>Bois<\/em> come bosco, ossia Bianca Del Bosco, si unisce al bianco l\u2019oscuro del bosco, come segno del destino di tramonto del casato e come tratto della personalit\u00e0 della donna, anelante alla purezza dei sentimenti, ma caduta nell\u2019oscurit\u00e0 del metaforico bosco per ingenua fiducia negli altri, negli uomini in particolare, che le hanno teso le loro trappole illudendola con le loro menzogne d\u2019amore per poi lasciarla dopo averla strumentalizzata per il loro piacere. La sorella stessa dice al marito, che parla male di Blanche, come essa sia stata una donna onesta, pura e fiduciosa, poi illusa e calpestata da uomini come Stanley stesso. E di fatto Blanche non \u00e8 compresa nella sua ricerca di buone maniere, di eleganza, di cultura \u2013 ama le delicate poesie d\u2019amore che le ha dedicato il marito e quelle della ottocentesca poetessa Elizabeth Barrett Browning (Durham 1906 Firenze 1861).<br \/>\nVenendo presa per la persona che non \u00e8 per via delle apparenze, diviene una mentitrice che non dice la verit\u00e0 sulla propria vita perch\u00e9 se ne vergogna. E proprio per le apparenze che sono contro di lei Blanche non riesce a cogliere l\u2019aiuto che le d\u00e0 la sorte facendole incontrare Mitch, come si evince da un episodio molto significativo. Ad un certo punto, poco dopo aver fatto la conoscenza di Mitch, Blanche gli chiede una sigaretta e, nel dramma, si informa anche sulla marca, al che l\u2019uomo rivela che si tratta di sigarette Lucky Strike. Accanto a eventuali motivi di sponsorizzazione pubblicitaria che non interesserebbero in ogni caso questa analisi, la scelta di Tennessee Williams per questa marca \u00e8 semanticamente importante, traducendo: Lucky Strike o Colpo Fortunato, Colpo di Fortuna, e davvero i due, senza rendersene conto, si stanno scambiando nelle mani il loro destino di unione erotico-affettiva come colpo fortunato e casuale che la sorte propone loro. Non lo sanno cogliere, Blanche \u00e8 demoralizzata dal suo passato, Mitch \u2013 vedi significato del suo nome pi\u00f9 oltre \u2013 non ha il coraggio di superare i pregiudizi e pertanto la preziosa carta che hanno in mano, e che non riavranno mai pi\u00f9, viene sprecata. Nel film non \u00e8 riportato l\u2019episodio relativo alla esplicitazione della marca di sigarette, per cui va persa una parte semantica importantissima. In altri termini: per cogliere l\u2019aiuto della fortuna occorre coraggio, questo \u00e8 il messaggio che vale in tutto il dramma e non nel film, anche per via del finale diverso, come vedremo in maggiore dettaglio. Dopo che Blanche ha chiesto dunque di sapere che marca hanno le sigarette e che Mitch glielo ha detto, Mitch gliele porge in un elegante portasigarette d\u2019argento donatogli da una donna che stava per morire. L\u2019annunciato colpo di fortuna viene porto nel portasigarette d\u2019argento, come su un piatto d\u2019argento, il quale racchiude due opportunit\u00e0. Nel portasigarette non c\u2019\u00e8 solo la potente chance, la carta vincente, c\u2019\u00e8 anche un\u2019incisione relativa a un paio di versi tratti dal Sonetto 43 di Elizabeth Browning noto a Blanche e suo preferito. Nella citazione si parla di un amore eterno, perdurante, a Dio piacendo, anche dopo la morte stessa nella vita dell\u2019al di l\u00e0, come \u00e8 nella natura degli affetti pi\u00f9 veri che sono assoluti e vogliono eternit\u00e0. Ma per avere l\u2019opportunit\u00e0 straordinaria occorre saper giocare la carta e nessuno dei due la sa giocare per vincere, la chance che avrebbe cambiato il destino di entrambi i personaggi viene sprecata, cos\u00ec come si \u00e8 presentata sul piatto d\u2019argento, cos\u00ec svanisce nel fumo della sigaretta di Blanche. Un tocco d\u2019arte da maestro di Tennessee Williams sul tema delle opportunit\u00e0 che la vita offre nell\u2019ambito dell\u2019amore che, unico fra tutte le opportunit\u00e0 esistenziali, si pu\u00f2 accompagnare alla speranza di una vita eterna che possa continuare l\u2019esperienza terrena, questo in una evidenziazione all\u2019ingrandimento dell\u2019importanza che l\u2019amore sincero e corrisposto pu\u00f2 avere per salvare l\u2019umanit\u00e0 dalla barbarie \u2013 vedi l\u2019inferno che vivono Stanley, Stella e gli amici, che hanno qualche momento di gioia per il sesso, ma realisticamente null\u2019altro. Il tema della morte e della possibile prosecuzione della vita nell\u2019al di l\u00e0 \u00e8 un Leitmotiv importante nella personalit\u00e0 di Blanche, nella quale c\u2019\u00e8 un anelito di vita migliore <em>post mortem<\/em> nel bellissimo cielo \u2013 notturno \u2013 che essa vorrebbe raggiungere su un razzo per non tornare mai pi\u00f9 sulla Terra; inoltre \u00e8 ancora lei che percorre il viaggio in tram dal Desiderio ai Cimiteri e ai Campi Elisi. In questo personaggio \u00e8 espressa la speranza di una vita pi\u00f9 bella dopo la morte, ossia Blanche ama la vita eterna, perch\u00e9 la immagina o la pu\u00f2 immaginare pi\u00f9 bella di quella che ha sulla Terra e in grado di racchiudere i suoi sogni affettivi senza che vi sia lo scontro \u2013 o la prova del nove \u2013 con il reale nella sua materialit\u00e0. L\u2019al di l\u00e0 di Blanche, pi\u00f9 che un fatto di fede religiosa, di cui c\u2019\u00e8 nel dramma solo l\u2019accenno alla volont\u00e0 di Dio, se Dio vorr\u00e0 come recita l\u2019incisione, niente di sicuro quindi, \u00e8 nella sua sostanza un sogno di bellezza \u2013 Blanche ama l\u2019arte, la poesia, la letteratura che sono frutto appunto di immaginazione senza avere bisogno di un riscontro concreto con la realt\u00e0 del quotidiano. Blanche quindi non ama la morte, ma solo il possibile <em>post mortem<\/em>. Essa di conseguenza si spaventa quando una pi\u00f9 che mai sinistra vecchia vestita di nero si rivolge lugubremente a lei per venderle i fiori dei morti, si spaventa e rifugge dalla brutta visione che non \u00e8 d\u2019amore e di vita eterna nella bellezza, bens\u00ec solo di morte: i fiori della morte hanno a che fare con i cimiteri, con le tombe che in Blanche evocano tristissimi ricor-<br \/>\ndi e che sono l\u2019emblema della fine della vita. La speciale vecchia offre i suoi funebri fiori per le strade della citt\u00e0, a tutti quanti come in un richiamo di morte, cos\u00ec da assumere la funzione nel dramma e anche nel film, dove pure compare, di memento mori, di voce del pi\u00f9 tragico e triste destino umano. Blanche non \u00e8 riuscita a realizzare il colpo di fortuna andato in fumo e per cogliere il quale sarebbe stata necessaria la partecipazione di Mitch \u2013 che Blanche paragoner\u00e0 in seguito alla morte stessa vicino a lei, perch\u00e9 \u00e8 lui che fa morire il suo sogno di affetto, di amore eterno, di vita eterna \u2013 e allora le restano solo i fiori pi\u00f9 tristi dai quali essa rifugge con terrore, cos\u00ec come \u00e8 attratta dal <em>post mortem<\/em> inteso come vita eterna: la fortuna si presenta nel piatto d\u2019argento per poi ricomparire spogliata della promessa di eternit\u00e0 nei fiori mortuari di latta adatti alle tombe nei cimiteri, fiori per i morti appunto.<br \/>\nQuanto alla gentilezza che tanto piace a Blanche, nel sonetto numero 14 della Browning, che non viene citato nel dramma e tanto meno nel film, si parla anche proprio della gentilezza, che tuttavia la poetessa giudica come qualcosa che pu\u00f2 decadere e svanire con il tempo, come qualcosa di non duraturo e implicitamente non sincero e pertanto senza grande valore, concetto della gentilezza che \u00e8 presente nelle costanti attese di Blanche, appassionata lettrice della Browning, come desiderio di gentilezza negli uomini con la conseguente illusione e delusione. Da ci\u00f2 la Browning mette in guardia le donne ben sapendo quanto valore abbia per esse l\u2019apparenza galante, appunto gentile, ed \u00e8 quanto \u00e8 successo a Blanche, ingannata da comportamenti iniziali gentili che non hanno avuto seguito o che sono comunque stati un inganno \u2013 anche il marito omosessuale, che pure scriveva poesie d\u2019amore per lei, l\u2019ha sposata senza poterla amare propriamente e soprattutto per avere una copertura sociale della sua omosessualit\u00e0, quindi ha anch\u2019esso ingannato e molto fortemente Blanche. Al proposito, in un dialogo tra Blanche e Mitch, essa confessa in lingua francese, che l\u2019uomo non conosce, di essere <em>La dame aux cam\u00e9lias<\/em> (1848), la signora dalle camelie, come nel dramma di Alexandre Dumas figlio (Parigi 1824-Marly-le-Roi 1895), ossia una prostituta certo, ma molto speciale, dotata di un cuore puro simboleggiato dalla camelia non dall\u2019uso che ne fa Margherita Gautier, ma dal metaforico bianco del fiore, colore che rientra implicitamente nel caso di Blanche in associazione al metaforico cuore candido della stessa e al suo nome. Bianca nell\u2019occasione dice la verit\u00e0 su di s\u00e9 anche se nascostamente, letterariamente, ma la dichiara comunque perch\u00e9 \u00e8 una mentitrice per cos\u00ec dire per forza, non per carattere e chiede a Mitch sempre in francese se mai voglia andare a letto con lei, non tanto come invito o non solo come invito, ma mostrando di sapere ormai che cosa possa interessare realmente gli uomini in generale, anche l\u2019uomo Mitch, dietro la loro possibile galanteria \u2013 il Sonetto 14 della Browning ha fatto comunque scuola in Blanche anche se essa resta sempre convinta che le relazioni erotiche tra uomo e donna possano realizzarsi sul piano della gentilezza, nella cui possibilit\u00e0 vuole credere comunque, una credenza nella possibilit\u00e0 di un mondo migliore che non vuole abbandonare anche se illusorio, un mondo estetico che d\u00e0 il suo tono poetico ed elegante alla vita, molto diversamente dal tipo di esistenza che conducono Stella e Stanley. Blanche confessa comunque poi apertamente la verit\u00e0 sui suoi incontri con uomini sconosciuti, non \u00e8 una mentitrice che vuole ingannare il prossimo \u2013 la sorella conferma al marito che nessuno della sua famiglia e tanto meno Blanche hanno mai ingannato qualcuno. Blanche dice anche a Mitch che gli ha mentito con le parole, ma che nel suo cuore non gli ha mai mentito relativamente ai suoi sentimenti per lui.<br \/>\nProseguendo con i nomi, Stanley \u00e8 collegabile al termine <em>staniel<\/em>, piccolo falco ed epiteto spregiativo per un uomo, ma \u00e8 anche collegato al germanico <em>stan<\/em>, pietra \u2013 Blanche lo definisce tra l\u2019altro un sopravvissuto dell\u2019et\u00e0 della pietra \u2013 e anche a <em>stanstanno<\/em>, che nei composti chimici sta per latta, stagno, dal latino<em> stannum-stagnum<\/em>, metallo in generale. In senso metaforico quindi un uomo insensibile come piccolo predatore di mediocre taglia, pietra e metallo di poco valore come la latta. Sul piano zodiacale Stella dichiara come il marito sia del Capricorno e Blanche dichiara che sia quindi un caprone. Quanto a <em>Kowal<\/em>, in polacco significa <em>fabbro<\/em>, Kowalski significa discendente di, o da, un fabbro, sempre in tema con metalli, viti, chiavi e simili. In una possibile e lontana, ma percettibile eco, cognome collegato a <em>to screw<\/em>, avvitare, azione consueta nel mestiere del fabbro e nel contempo metaforico termine gergale di ambito sessuale, ambito in cui Stanley \u00e8 particolarmente abile, al punto che tiene soggiogata a s\u00e9 la moglie proprio con tale abilit\u00e0 sempre fino alla fine del dramma, diversamente nel film, e user\u00e0 tale sua abilit\u00e0 violentemente nello stupro di Blanche per sottomettere anche lei. Stanley mostra di sapere come le donne vengano sottomesse dai maschi, dalla potenza del loro sesso, come si vede dalla sua irrisione a proposito del tentativo di Eunice di denunciare il marito Steve per le ennesime percosse subite, denuncia che la donna non porta a termine. Anche a lei bastano alcune parole tenere dell\u2019uomo relative all\u2019amore che nutre o nutrirebbe per lei perch\u00e9 rinunci al proprio riscatto, ci\u00f2 mentre la tiene stretta a s\u00e9 e anche per non lasciarla scappare, ci\u00f2 comunque attraverso un eros che passa per la fisicit\u00e0.<br \/>\nIl nome di Eunice derivato dal greco significa Buona Vittoria o Vittoriosa. Una contraddizione con l\u2019episodio di cui test\u00e9? No, Eunice \u00e8 la persona che dice a Stella che si deve andare avanti a tutti i costi, sopportando qualsiasi sopruso per poter vivere, per cui si pu\u00f2 vedere un cenno di vittoria delle donne in questo nome, una vittoria al prezzo della sconfitta pi\u00f9 atroce: la sottomissione.<br \/>\nAnche Mitch, abbreviazione dal suo cognome Mitchell di cui tralasciamo il significato perch\u00e9 ritenuto non rilevante nel contesto, ha un significato che ne esprime la personalit\u00e0: \u00e8 riferito al verbo <em>to mitch, ritirarsi<\/em> e di fatto Mitch non ha il coraggio di cogliere il colpo di fortuna \u2013 vedi episodio delle sigarette di cui sopra \u2013 e di sposare Blanche, sebbene gli piaccia, bens\u00ec si ritira, dando poi la colpa a Stanley di averla fatta impazzire violentandola, mentre \u00e8 lui stesso che si \u00e8 ritirato, pur comprensibilmente, anche offendendola, dicendole, dopo avere appreso i suoi trascorsi, che non la poteva sposare perch\u00e9 secondo lui non era degna di entrare nella casa dove stava sua madre e causandole con ci\u00f2 la pi\u00f9 grande umiliazione. Per altro avrebbe voluto anche lui possederla fisicamente usando la forza e spinto dal medesimo disprezzo che ispirer\u00e0 Stanley nello stupro. Mitch \u00e8 pi\u00f9 gentile di Stanley, ma in tema con il Sonetto 14 della Browning la sua gentilezza \u00e8 comunque pi\u00f9 di superficie che di sostanza o almeno non \u00e8 sufficiente a farlo andare avanti nel rapporto con Blanche. Il suo nome Harold, di derivazione germanica, significa capo dell\u2019esercito, un capo che, unito a<em> to mitch,<\/em> ritirarsi, fugge in ritirata vilmente nascondendosi \u2013 gli amici di Mitch lo prendono in giro proprio per la sua sottomissione alla madre e incapacit\u00e0 di decidere autonomamente della sua vita. Occorre sottolineare comunque che Mitch abbandona il suo progetto nuziale con Blanche non perch\u00e9 la madre glielo proibisca, ma perch\u00e9 Stanley gli rivela il passato della donna, che lui non riesce ad accettare soprattutto perch\u00e9 Blanche gli ha mentito, non gli ha detto la verit\u00e0 su di s\u00e9 tranne che in francese, per dire e non dire, per dire e per non farsi comunque capire, anche se poi Blanche confessa apertamente la verit\u00e0 della sua vita. In altri termini: \u00e8 la denuncia di Stanley e l\u2019incapacit\u00e0 di Mitch di superare l\u2019impasse che gli fanno rifiutare la relazione con Blanche.<br \/>\nAl proposito Stanley dice a Mitch in un violento scontro che gli ha solo voluto aprire gli occhi e Mitch risponde che nessuno glielo aveva mai chiesto. Queste due battute del dialogo o della lite fra i due maschi esplicita inequivocabilmente come Mitch avrebbe preferito non sapere nulla, avrebbe preferito non aprire gli occhi e avere cos\u00ec una possibile felicit\u00e0, il suo colpo di fortuna con Blanche, tema questo inerente al rapporto tra realt\u00e0 e illusione che sta al centro pi\u00f9 profondo del dramma di Tennessee Williams. Per chiarire ancora: ad un certo punto Mitch poco dopo averla conosciuta, rispondendo a Blanche che teme si venga a sapere del suo passato, afferma che essa gli piace cos\u00ec com\u2019\u00e8, frase che allude implicitamente al fatto che Mitch possa avere inconsciamente intuito il tipo di donna, ma che appunto non voglia approfondire, questo per darsi una chance realizzabile proprio con Blanche, una donna capace di dare molto con la sua sensibilit\u00e0 ad un uomo, come dir\u00e0 essa stessa verso la fine parlando con Stanley che la irride essendo uomo solo concreto, appunto realistico. Blanche crede nella positivit\u00e0 dei sogni \u2013 \u00e8 come anticipato un\u2019appassionata di poesia, di arte \u2013, che rivelano ci\u00f2 che l\u2019umanit\u00e0 vorrebbe essere e non riesce ad essere a causa delle circostanze sfavorevoli, crede nella positivit\u00e0 della magia propria dell\u2019immaginazione in cui la verit\u00e0 pi\u00f9 profonda delle persone, del loro cuore pu\u00f2 emergere diversamente che nel reale, spesso brutale nella sua concretezza. Come sappiamo essa dice anche che ha mentito a Mitch per nascondere la realt\u00e0 del suo degrado, ma che nel suo cuore non gli ha mai mentito e il cuore, come si apprende da Blanche e da nessun altro personaggio del dramma e neanche del film, dice la verit\u00e0. Anche Stanley ha un cuore: di pietra, da piccolo falco, di metallo scadente, di colui che usa il sesso non solo per il proprio piacere, ma per sottomettere la donna, come nel suo nome e cognome, sintesi della sua personalit\u00e0 come pi\u00f9 sopra accennato, questa \u00e8 appunto la sua pi\u00f9 verace per quanto schematica verit\u00e0. Anche Mitch ha un cuore: un cuore pi\u00f9 gentile di Stanley, ma non coraggioso, debole, in parte anche vile, come abbiamo visto.<br \/>\nStella DuBois Kowalski, la sorella di Blanche, ha un nome che propone splendore. Si tratta di uno splendore notturno, a sole tramontato, di potenza molto minore rispetto a quella dei raggi solari, questo, nello specifico contesto, in un raffronto metaforico tra il femminile e il maschile, in seno al quale il femminile splende con minore energia e in tal senso mostra la sua collocazione non dominante nel rapporto uomo-donna ed in effetti Stella, nell\u2019opera di Williams, \u00e8 assoggettata alla maggiore potenza del marito, del maschio. Il nome Stella suggerisce anche l\u2019associazione a uno degli epiteti della Madonna, sottilmente ironico per la donna in questione, molto diversamente dai collegamenti alla purezza e al Blu Della Robbia in Blanche, come abbiamo visto. Anche la Madonna stessa comunque splende in tono minore rispetto alla pi\u00f9 potente luce divina, come narra la tradizione religiosa, dove il femminile, pur celebrato nella sua grandezza come nella madre di Cristo, non uguaglia la potenza della divinit\u00e0. Quanto al cognome DuBois, esso ripropone la cupezza del bosco in parte come per la sorella, riguardando precipuamente il casato destinato all\u2019oscurit\u00e0, al tramonto, in parte riguardante la caduta di Stella non con sconosciuti come Blanche, ma comunque con un uomo del genere di Stanley, uomo primitivo, non evoluto culturalmente. Arriviamo ora alla molto importante e pi\u00f9 che complessa e straordinaria simbologia racchiusa nel nome di Belle Reve, simbologia che funge da insieme maggiore per cos\u00ec dire, da grande ombrello metaforico capace di includere gli altri sottoinsiemi relativi ai nomi dei personaggi principali, quindi al messaggio a monte \u2013 o al cuore \u2013 del dramma, simbologia che \u00e8 un piccolo gioiello della natura artistica di Tennessee Williams. Il nome si mantiene nel film, come pure gli altri nomi, ma in questo, come anticipato, hanno perso quasi sempre la loro funzione di sintesi del significato del dramma e di conseguenza del film. Si tratta di un nome piuttosto strano, perch\u00e9 mostra un aggettivo femminile francese, belle, bella, unito a un nome pure francese, r\u00eave, sogno, che in tale lingua per\u00f2 \u00e8 maschile \u2013 lasciamo stare le libere interpretazioni per tale nome che allontanano la comprensione del termine per come l\u2019ha inserito nel dramma Tennessee Williams. Conferma, come vedremo, la presenza del particolare significato metaforico di tale nome il fatto che esso sia espresso in francese, dove sono differenziati i femminili dai maschili, cosa che non si sarebbe potuta verificare in inglese, dove gli aggettivi restano invariati per qualsiasi genere, ad esempio <em>Beautiful Dream<\/em> o <em>Fine Dream<\/em>, Bel Sogno, dove si sarebbe perso il significato che ha voluto l\u2019autore scegliendo una forma che differenziasse l\u2019aggettivo femminile dal sostantivo maschile, traducendo in italiano, lingua che differenzia in generale il maschile dal femminile negli aggettivi: <em>Bella Sogno<\/em>, lingua, tra le altre possibili, capace di riproporre il progetto semantico di Tennessee Williams al proposito. Lo strano accoppiamento \u00e8 stato notato dai critici senza che del rebus sia stata data una soluzione. In questa analisi emerge in piena evidenza \u2013 si fa per dire \u2013 come sia proprio l\u2019unione di femminile e maschile quanto Tennessee Williams ha voluto comunicare, ci\u00f2 espresso tanto chiaramente in primo piano nell\u2019unione di un aggettivo femminile ad un sostantivo maschile che, come talora accade con le cose troppo evidenti, non \u00e8 stato visto da nessuno, quasi un po\u2019 come il cosiddetto uovo di Colombo. In ogni caso, per capire questo uovo di Colombo sarebbe stato utile avere capito anche altro, ad esempio il significato relativo al nome di Allan Grey: cos\u00ec come Allan Grey, pi\u00f9 sopra, \u00e8 frutto di un\u2019unione di maschile e femminile con tutti i dettagli rilevati, cos\u00ec Belle Reve rappresenta il sogno dell\u2019unione tra e di femminile e maschile, un\u2019unione che resta collegata al solo sogno, non alla realt\u00e0, similmente come nel nome Allan Grey. In altri termini: in questa analisi Belle Reve risulta essere il nome che unisce in modo lampante, solo nel sogno, in Tennessee Williams \u2013 quanto mai profondo elaboratore di complesse simbologie nelle sue opere \u2013 il maschile e il femminile in due nomi, un aggettivo e un sostantivo legati da una sgrammaticatura, da un solecismo, come da qualcosa che non possa stare, come fra poco verr\u00e0 spiegato. \u00c8 presente in tale nome una doppia simbologia: la nostalgia, il sogno ormai irrealizzabile per la realt\u00e0 tramontata di un Sud culturale dall\u2019aristocratico sentire \u2013 non dimentichiamo che Belle Reve \u00e8 e resta in primo luogo il nome della concreta e ormai perduta piantagione e casa dei DuBois \u2013 e il desiderio e il sogno di una realt\u00e0 di legittimazione dell\u2019omosessualit\u00e0 \u2013 come \u00e8 noto, Tennessee Williams era omosessuale.<br \/>\nDavvero un tocco artistico straordinario quello della fusione di significati tanto complessi in Belle Reve che, ribadiamo, simboleggia sia il sogno nostalgico di un Sud non pi\u00f9 esistente come nell\u2019impostazione trascorsa, sia il sogno ancora da realizzarsi, da accettarsi, di un\u2019unione di maschile e femminile in un\u2019unica persona e personalit\u00e0, anche nell\u2019unione di due persone dello stesso sesso che si amino. Dello stesso sesso e non di sessi opposti, in quanto le unioni eterosessuali non appartenevano all\u2019area del sogno, avendo esse gi\u00e0 da sempre la loro legittimazione sociale e legale. Il fatto che la grammatica strida \u00e8 allora, nel contesto sessuale, metafora della non legittimazione in questione e anche l\u2019effetto dell\u2019omosessualit\u00e0 sui perbenisti, qualcosa che urtava e offendeva la sensibilit\u00e0 di tanta gente che al massimo poteva accettare l\u2019omosessuale che si nascondeva, che fingeva di essere eterosessuale, ossia che non si mostrava allo scoperto, da cui lo stridere dell\u2019accennata unione impossibile. Di fatto all\u2019epoca l\u2019argomento dell\u2019omosessualit\u00e0 era evitato e comunque rifiutato socialmente e culturalmente: il marito omosessuale di Blanche si suicida, l\u2019amico omosessuale del marito della <em>Gatta sul tetto che scotta<\/em> si suicida pure. In altri termini: si vedano al proposito i matrimoni di copertura dei due mariti omosessuali, Allan Grey nel film <em>A Streetcar Named Desire<\/em> e Brick Pollitt nel film <em>Cat on a Hot Tin Roof<\/em> (1958), film sempre basati su corrispondenti drammi di Tennessee Williams.<br \/>\nIn quest\u2019ultimo dramma e film la donna che sposa per interesse, per un accordo, un uomo che non la pu\u00f2 desiderare \u00e8 presentata molto duramente nella sua squallida realt\u00e0. Ad un certo punto Paul Newman, nelle vesti di Brick, dice a Maggie, interpretata da Elizabeth Taylor, che si sente imbarazzato per lei, che ha accettato per interessi economici di sposarlo sapendo che non poteva sperare altro che il denaro e l\u2019alta posizione sociale da un tale assurdo matrimonio senza amore viste le tendenze dell\u2019uomo, imbarazzato per come tale donna possa improvvisamente pensare di avere un figlio da un tale uomo \u2013 anche in questo film furono tagliate e trasformate per timore della censura parti importanti, tagli che rendono l\u2019opera piuttosto incoerente anche se di grande successo per gli attori noti e bravissimi nei ruoli.<br \/>\nBlanche comunque, al contrario, non sapeva nulla delle tendenze di Allan e si era lasciata ingannare al proposito anche per via della giovanissima et\u00e0 e inesperienza. Quanto alla test\u00e9 accennata rappresentazione delle donne, anche nel <em>Tram che si chiama Desiderio<\/em> esse non fanno una bellissima figura, Eunice compresa, come pi\u00f9 sopra accennato.<br \/>\nAlla malinconia per il passato che non \u00e8 pi\u00f9 e anche a quella delle donne costrette a vivere entro tali coordinate violente si riferisce il <em>blue piano<\/em> che interviene spesso, sommesso o a volume e ritmo pi\u00f9 importanti, a chiusura o apertura di diverse scene del dramma o all\u2019interno di singole scene, anche come parte del commento musicale qui e l\u00e0 nel film, un piano-<br \/>\nforte che si fa sentire come emblema dell\u2019atmosfera di New Orleans, il <em>blues<\/em>, famoso prodotto musicale afro-americano.<br \/>\nA proposito del popolo dei neri, nel dramma si legge di mani nere che suonano il blu piano e nel film si vedono orchestrine di neri e bianchi che sono in felice armonia, incontrano musicisti neri e bianchi che suonano in armonia <em>blues<\/em> e swing, in ogni caso la convivenza a New Orleans tra le due culture appare lieta e pacifica, ossia non vi sono accenni a situazioni di razzismo, come a mostrare che l\u2019arte sia lo strumento e il cemento di unificazione, di cooperazione pacifica e creativa tra i popoli.<br \/>\nQuanto al significato di <em>blue piano<\/em>: blue nel senso di <em>malinconico<\/em> riferito all\u2019esistenza degli afroamericani e delle donne, parti sociali depresse, ma anche, nell\u2019eco di un modo di dire parallelamente esistente nel linguaggio, collegato a una sessualit\u00e0 volgare, ci\u00f2 che si adatta perfettamente alla qualit\u00e0 della visione del mondo di Stanley, dei suoi amici, anche delle loro donne che accettano volenti o nolenti la sottomissione, uomini che non di rado nel pezzo teatrale come nel film vengono definiti dalle donne, tra l\u2019altro, animali, porci, bruti, primitivi, volgari. Le donne tuttavia nel dramma come nel film non riescono a educare in qualche modo i loro uomini malgrado la loro funzione precipua sia da sempre quella di grandi educatrici, dunque si tratta di donne che falliscono nel loro ruolo, solo resistono nello stare con i loro uomini sopportandone tutte le angherie, stando ai loro ordini e dicendo qui e l\u00e0 qualche improperio a buon mercato che gli uomini neanche ascoltano, questo, ribadendo, senza che le donne possano avere un influsso positivo qualsiasi sui loro uomini, dimentiche della loro precipua funzione naturale di educatrici e capaci solo di sopportare per la propria sopravvivenza. Stanley non accetta interventi di Stella che gli paiono essere ordini, sebbene siano solo consigli o incitamenti elargiti con un po\u2019 di energia e per consuetudine linguistica pi\u00f9 che ordini veri e propri.<br \/>\nSignificativa a proposito della diversa posizione degli uomini e delle donne nella societ\u00e0 \u00e8 anche la furia che coglie Stanley quando Stella a cena in presenza di Blanche gli dice un po\u2019 innervosita per il modo in cui mangia sporcandosi tutto di aiutarla a sparecchiare e lui, furibondo, spacca il piatto a terra e butta una stoviglia contro il muro affermando che \u00e8 cos\u00ec che lui sparecchia la tavola, questo in qualit\u00e0 di persona che pu\u00f2 permettersi di agire come preferisce non temendo la ritorsione delle donne pi\u00f9 deboli. E non accetta neanche che le donne abbiano la libert\u00e0 di sentire un po\u2019 di musica alla radio, ci\u00f2 che addirittura Steve vorrebbe invece consentire. Quando Blanche accende la radio e sente un po\u2019 di musica, mentre Stanley gioca rumorosamente a poker con gli amici e beve assieme a loro, seccato le urla di spegnere, lei non obbedisce e lui va da lei irato e spegne, guardandola minacciosamente. Pi\u00f9 tardi, in presenza della sorella e di Mitch, Blanche accende nuovamente la radio e fa qualche passo di elegante danza cui si unisce un po\u2019 goffamente Mitch, ci\u00f2 in un momento di semplice contentezza, ma sale di nuovo Stanley che non sopporta di non essere obbedito dalle donne, afferra la radio e la scaraventa fuori dalla finestra senza neanche aprirla e rompendone direttamente il vetro nell\u2019azione furiosa. Stella non \u00e8 riuscita a fermarlo e lo insulta, poi caccia via anche gli amici che lo aspettano per continuare a giocare a carte e allora Stanley la picchia. Nel dramma come nel film non ci sono mai rapporti tra maschio e femmina improntati alla pace, alla serenit\u00e0, al volersi bene reciprocamente: le donne subiscono uomini dediti al gioco, all\u2019alcol, alle urla, subiscono di essere picchiate. Nel dramma, indirettamente, vediamo al contrario come il rapporto fra Allan e l\u2019amico pi\u00f9 vecchio sia invece tranquillo, ossia sia un rapporto d\u2019amore, non di odio o di sopraffazione: i due si amano e basta, non litigano, non gridano, non si picchiano, cos\u00ec per come sono presentati nelle scarne parole di Blanche nel dramma, che non narrano di violenze, ma di relazione amorosa.<br \/>\nIl piano del sesso \u00e8 quello che rende coesa la relazione qualunque essa sia, questo nel dramma di Williams, che ne ha evidenziato l\u2019importanza nel positivo e nel negativo in un\u2019epoca dove l\u2019argomento del sesso nei film veniva gestito non proprio realisticamente, ma poittosto letterariamente, in linea di massima secondo stereotipi del bon ton. Blanche stessa, nella sua ricerca di ritrovare in qualche modo il marito nei giovani uomini che contatta, \u00e8 comunque vittima dell\u2019attrazione verso la sessualit\u00e0 maschile e anche Stanley le piace fisicamente, per altro \u00e8 un bel ragazzo, salvo a rifiutarne del tutto il realismo violento, diversamente dalla sorella. Quando sta per essere violentata da Stanley, attua una difesa estrema rompendo una bottiglia e minacciando con il collo di vetro spezzato di sfigurargli il volto, ossia di rompergli la faccia, ci\u00f2 cui il maschio risponde deridendola ed eccitandosi della sua inutile ritrosia, chiamandola <em>tigre<\/em> e divertendosi nella dispari lotta. Dir\u00e0 allora a Blanche che essa stessa lo voleva, ossia che voleva essere posseduta da lui sin dal primo momento in cui si erano incontrati nella casa sua e di Stella, la tipica scusa da sempre addotta da tutti gli stupratori. Blanche, senz\u2019altro un po\u2019 attratta da Stanley al suo arrivo, non ha mai voluto essere violentata da nessuno e tanto meno da lui, cercando essa nell\u2019uomo la gentilezza, non un arcaico stallone. Tanto \u00e8 vero che ha sposato un ragazzo omosessuale \u2013 senza capire come stessero le cose data la sua et\u00e0 del tutto adolescenziale \u2013, attratta e conquistata dal fatto che scrivesse poesie per lei, dalle sue buone maniere, diremo noi: da uno spirito meno maschile nel senso di meno imperativo, meno prepotente. Blanche dice alla sorella che gli uomini della pietra, i bruti come Stanley sono ormai superati, che ci sono modi diversi di vivere la mascolinit\u00e0 in quanto la cultura, l\u2019arte hanno ammorbidito almeno in parte gli animi, esiste la gentilezza, ma Stella, da femmina arcaica, \u00e8 attratta proprio dalle coordinate tradizionali in cui si realizza la sessualit\u00e0 maschile e per le quali \u00e8 dominata dall\u2019uomo, non volendo cambiare, cos\u00ec nel dramma e nel film fino al finale. Ancora un esempio: giunge a casa di Stella un giovane per l\u2019abbonamento a un giornale e Blanche lo trattiene facendosi accendere una sigaretta. Il giovane dice che il suo accendino non sempre funziona, ma dopo qualche tentativo riesce ad accenderlo vistosamente, una molto evidente metafora per il sesso maschile, nello specifico non da <em>macho<\/em>, ma da uomo per cos\u00ec dire gentile, non violento, comunque maschile, cos\u00ec come appare nel comportamento e nella fiamma alta dell\u2019accendino. Blanche quindi lo bacia sulla bocca molto dolcemente, cos\u00ec come essa intende l\u2019amore fra i due sessi, gentile. Il giovane allora vorrebbe proseguire nel baciarla, ma, essa rifiutando, lui non insiste, ossia rispetta la volont\u00e0 della donna.<br \/>\nTutto il film, tranne che nel finale, e tutto il dramma mostrano come le donne nulla possano contro la violenza e il dominio maschile e come esse accettino quasi come una necessit\u00e0 la violenza, per dimenticare la quale bastano poche parole dolci dei loro uomini, soggiogate come sono soprattutto dal sesso. Come anticipato pi\u00f9 sopra, Eunice stessa, l\u2019amica di Stella che abita al piano superiore e che vuole denunciare il marito per le percosse subite per l\u2019ennesima volta, esce di casa correndo e decisa ad andare dalla polizia. A questo punto Stella chiede a Stanley che sta entrando se sia veramente andata dalla polizia e Stanley le risponde che non ci \u00e8 andata e che \u00e8 andata all\u2019osteria a bersi un bicchiere, glielo dice ridendo, senza nessuna paura di denunce da parte di Eunice, n\u00e9 di donne qualsiasi, non prendendo sul serio le loro proteste. E Stella \u00e8 contenta che l\u2019amica non sia andata dalla polizia, che lo status quo domini ancora, ossia che se le sia prese ancora una volta e non si ribelli, Stella accetta essa stessa la violenza maschile da cui in certo qual modo si sente eroticamente attratta nel dramma e in tutto il film tranne che nel finale. Quando Steve esce di corsa imbestialito in cerca della moglie temendo che sia davvero andata a denunciarlo, Stanley rassicura anche lui dicendogli che \u00e8 andata all\u2019osteria. Si vede poi Steve che torna a casa con la moglie, tenendola strettamente abbracciata e assicurandole che fra tutte le donne che pu\u00f2 avere \u00e8 a lei che vuole bene, \u00e8 lei che ama ed Eunice torna a casa sottomessa e contenta come una bambina che ha fatto la pace con il pap\u00e0. Che Stanley pianga e si dispiaccia sinceramente di aver picchiato Stella ottenebrato dai fumi dell\u2019alcol, non toglie che l\u2019abbia picchiata e che possa farlo ancora visto che beve costantemente e a gola larga. Questa \u00e8 la rappresentazione molto realistica della condizione della donna nella prima met\u00e0 del Novecento per come \u00e8 descritta nel dramma e ugualmente nel film.<br \/>\nPersonaggio pi\u00f9 importante del dramma e nel film, come anticipato, \u00e8 Blanche. Essa rappresenta la donna che s\u00ec \u00e8 rimasta ancorata nel fondo del suo cuore a stili di vita che sono tramontati, meno realistici di quelli attuali, ma, come pare dal messaggio di Tennessee Williams, non sempre ci\u00f2 che tramonta deve essere negativo. \u00c8 proprio essa che dice molto significativamente a Stella che \u00e8 essa ad essere rimasta legata a stili di vita maschile dell\u2019et\u00e0 della pietra, che non hanno visto il sorgere di una cultura raffinata, ossia per lei \u00e8 Stella la vera donna arcaica, non evoluta, questo secondo quanto Williams mette in bocca a Blanche che dice tra l\u2019altro a Stella in una discussione come questa non si accorga di essere peggiore di lei stessa e come abbia addirittura avuto il coraggio di avere un figlio da un uomo di quel genere. In altri termini: la persona nostalgica del passato \u00e8 in realt\u00e0 pi\u00f9 progredita della pi\u00f9 moderna Stella, del resto nei suoi studi e nella sua trascorsa professione di insegnante ha avuto a che fare con la cultura, \u00e8 donna quindi avanzata, non come Stella che non \u00e8 sensibile alla cultura ed \u00e8 solo completamente soggiogata sessualmente dal marito, attratta non da comportamenti gentili dell\u2019uomo, ma dalla potenza istintuale manifestata dal maschio, una sessualit\u00e0 dove la donna cede per cos\u00ec dire le armi di fronte all\u2019uomo che la domina. Per riassumere ancora: in apparenza \u00e8 Stella la donna adattata ai tempi nuovi e progrediti tanto che se n\u2019\u00e8 andata via da Belle Reve per un senso pi\u00f9 realistico della vita, ma di fatto ha, s\u00ec, abbandonato usi e costumi di vita trascorsi, ma pi\u00f9 raffinati, per andare a finire con un uomo brutale che comanda da capo indiscusso e indiscutibile come ai tempi pi\u00f9 antichi o arcaici, che ritiene di essere il re nella coppia e di avere diritto all\u2019obbedienza totale delle femmine. Blanche tramonta per il trauma subito con il suicidio del marito di cui si sente colpevole per averlo insultato e anche per questa sua vita non dignitosa, ci\u00f2 che le rende la personalit\u00e0 pi\u00f9 fragile, ma soprattutto per\u00f2 tramonta per il rifiuto di Mitch e la sua minacciata violenza come per la violenza psicofisica subita da Stanley \u2013 che non si fa scrupolo a tradire comunque la moglie mentre essa sta partorendo il loro figlio all\u2019ospedale. Blanche tramonta in un mondo dove la gentilezza d\u2019animo \u00e8 considerata fuori luogo, qualcosa di anacronistico, da manicomio, che pare essere il luogo o ripostiglio dove debba essere tolto di mezzo ci\u00f2 che viene considerato inservibile, non pi\u00f9 adatto al reale. Tuttavia proprio tali comportamenti non pi\u00f9 adatti al reale smascherano nella comparazione un reale fatto di volgarit\u00e0 e di sopraffazione che si \u00e8 sostituito a quello pi\u00f9 culturale e signorile del profondo Sud, sempre seguendo il messaggio di Tennessee Williams. \u00c8 vero che Stella ha lasciato Belle Reve per essere libera di vivere la sua vita come piaceva a lei, pi\u00f9 realisticamente, senza restare legata a un passato ormai sepolto, ma il suo desiderio di libert\u00e0 altro non ha avuto come effetto che quello di vederla sottomessa a un uomo violento, al <em>macho<\/em> che la tiene legata a s\u00e9 con la forza della sua istintualit\u00e0, una libert\u00e0 ben presto perduta a vantaggio del suo opposto: la schiavizzazione peggiore e pi\u00f9 antica. \u00c8 anche vero che Blanche, rimanendo legata a valori sintetizzabili nel concetto di gentilezza maschile \u2013 verso la cui sincerit\u00e0 e durata nel tempo mette in guardia la sua poetessa preferita \u2013, sposa un omosessuale ritenendolo un uomo gentile e culturalmente sensibile. \u00c8 vero inoltre che in seguito ha rapporti degradati per godere almeno di qualche momento di gentilezza anche fasulla come nell\u2019opinione della Browning nel Sonetto non citato direttamente, ma implicitamente presente nel dramma e anche nel film. Tuttavia Blanche non rinuncia mai al suo mondo di idee neanche nel finale, rimanendo coerente ad oltranza con la sua <em>Weltanschauung<\/em> raffinata e ispirata a rapporti eterosessuali gentili, come essa intende l\u2019amore, cos\u00ec che reagisce immediatamente alla gentilezza dimostrata dal medico che la deve condurre al manicomio, un uomo capace di capire la sua personalit\u00e0 e che d\u00e0 l\u2019ordine all\u2019infermiera, dura e insensibile, di non mettere la camicia di forza a Blanche e di non tenerla forzatamente nell\u2019immobilit\u00e0 con la sua presa. Blanche allora si alza da terra fidandosi della mano gentile dell\u2019uomo e mentre esce al suo braccio guarda solo lui in modo grato, evitando di rivolgere il suo sguardo alla sorella, agli altri che l\u2019hanno tanto maltrattata, lasciandosi alle spalle il loro mondo cos\u00ec violento, primitivo e dicendo la frase molto significativa, secondo la quale essa ha potuto contare sempre sulla gentilezza degli estranei, chiarendo: non dei familiari. Frase molto rilevante semanticamente la quale redime definitivamente Blanche dai suoi tanti incontri brevi con giovani uomini, non cercati per il sesso, ma cercati precipuamente per un rapporto fatto di buona disposizione, di bellezza dell\u2019amore, appunto di gentilezza. Gentilezza che svanisce presto, ma che per Blanche vale la pena di ricercare e se possibile di coltivare. Il fatto che si riferisca implicitamente in modo negativo ai genitori, alla sorella e altri, non ha bisogno di essere spiegato: i genitori hanno sperperato il patrimonio come gli avi, Stella la fa finire proditoriamente al manicomio. Una ulteriore breve nota: Blanche guarda amorevolmente e grata lo psichiatra che \u00e8 un uomo vecchio e per nulla bello, ma gentile, ci\u00f2 che evidenzia ancora maggiormente come Blanche sia sensibile alla personalit\u00e0 dell\u2019uomo, non ai caratteri esteriori come al contrario Stella che all\u2019inizio del film le mostra con orgoglio ed eccitazione erotica il marito giovane, bello e gagliardo.<br \/>\nArriviamo in dettaglio dapprima al finale del dramma, poi a quello del film.<br \/>\nDopo la violenza ai danni di Blanche e la sua rivelazione alla sorella di ci\u00f2 che abbia dovuto subire da Stanley, Stella decide con l\u2019inganno, senza dirlo alla sorella, di farla portare via al manicomio, da cui non uscir\u00e0 pi\u00f9 \u2013 non \u00e8 una decisione di Stanley, \u00e8 una sua decisione come essa stessa esplicitamente afferma, gli amici stessi di Stanley non approvano un tale inganno, ossia sono pi\u00f9 umani della moglie di Stanley. Stella non \u00e8 felice di questa decisione, sa di non agire per il meglio della sorella, ma non vuole che la sorella dopo l\u2019infausto evento resti nella casa sua e del marito, conviva ulteriormente con loro. Quando Blanche \u00e8 partita, il marito, che sostiene Stella in questa circostanza spiacevole, la abbraccia teneramente e la consola come si usa fare con i bambini piccoli: <em>\u201cNow, baby. Now, now, love\u201d<\/em>, \u201cSu, piccola. Su, su, amore\u201d, e tutto torna come prima. Stella, dopo aver rinchiuso la sorella in manicomio, resta con il marito che ha commesso lo stupro, ma di cui continua a essere innamorata, come si evince da tutto l\u2019andamento del dramma che culmina nel finale. Stella ha accettato la violenza maschile, piacciono anche a lei le buone maniere e la gentilezza, ma non le interessano primariamente, come invece interessano a Blanche, non se ne vuole andare dalla situazione in cui vive, preferisce stare con suo marito che \u00e8 un bel ragazzo e che le piace e questo le basta. Fa rinchiudere Blanche in manicomio non per l\u2019accesso di follia che Blanche ha avuto dopo che Mitch le ha detto che non l\u2019avrebbe sposata perch\u00e9 indegna e dopo che le avrebbe voluto usare violenza anche lui dato il tipo di donna che egli ritiene essa sia. La fa internare per pura gelosia verso la sorella alla cui versione dei fatti occorsi non vuole comunque credere, preferendo salvaguardare la figura di Stanley, non volendo vedere la sua realt\u00e0. Blanche dunque, concludendo, viene messa al manicomio da un mondo che si spaccia per progredito e ancorato al reale e che invece \u00e8 retrocesso all\u2019et\u00e0 dei bruti che ha preso il sopravvento sui migliori, cos\u00ec secondo il messaggio insito nell\u2019opera di Williams.<br \/>\nAdesso veniamo al finale del film.<br \/>\nDopo che Blanche viene portata via dallo psichiatra che le si rivolge con gentilezza e la tratta da signora togliendosi il cappello e dandole il braccio perch\u00e9 ha capito la personalit\u00e0 innocua e bisognosa di buone maniere di Blanche, Stella decide di abbandonare Stanley, gli intima di non toccarla mai pi\u00f9, prende il neonato e scappa su da Eunice. Stanley la chiama nella consueta sceneggiata, ma questa volta Stella non risponde, n\u00e9 scende da lui. Dunque la Stella del film capisce improvvisamente che Blanche aveva ragione sulla brutalit\u00e0 del marito e lascia un marito cos\u00ec violento e rozzo proprio come le aveva consigliato la sorella. Tuttavia ha inviato Blanche al manicomio, sembra capire s\u00ec che abbia ragione Blanche, ma la rinchiude al manicomio, ci\u00f2 come anche nel dramma dove per\u00f2 non realizzava i consigli della sorella. Ma ha per caso senso che Stella rinchiuda al manicomio la sorella i cui consigli essa adesso realizza rendendosi improvvisamente conto di che razza d\u2019uomo abbia sposato? Ma se la realt\u00e0 \u00e8 quella predicata da Blanche e che Stella accetta di fatto alla fine, perch\u00e9 Blanche deve andare al manicomio come ci vanno coloro che non capiscono pi\u00f9 il mondo, la realt\u00e0? E se ha avuto ragione, perch\u00e9 la sorella che tanto la amava non la aiuta a superare il trauma della violenza e altro non fa che escluderla dalla sua vita come oggetto ormai inservibile? Un finale per far trionfare i buoni principi, la riscossa della donna che rifiuta la violenza? No, un finale in confusione: ci possono forse essere buoni principi che prevedono l\u2019internamento di chi aveva, e ha, ragione e solo \u00e8 traumatizzato per la violenza che ha do vuto subire? I buoni principi non sarebbero buoni principi in questo caso. L\u2019unica risposta all\u2019internamento di Blanche sta allora nella vendetta di Stella contro la sorella e contro Stanley stesso che l\u2019ha comunque tradita mentre stava partorendo all\u2019ospedale, questo in un orizzonte del tutto tradizionale, vecchio, arcaico che nulla ha a che vedere con la modernit\u00e0, con il realismo dei tempi nuovi, si tratta di un realismo dei tempi pi\u00f9 vecchi. Certo lascia il marito, ma fino al tradimento accettava la sua violenza quasi con piacere, quindi se adesso non la accetta pi\u00f9 \u00e8 solo per vendetta e non perch\u00e9 \u00e8 diventata donna che si ribelli alla violenza maschile. Solo se ne va portando via il piccolo e volendo dare un massimo dolore a Stanley, tutto in una visuale di piccolo raggio. La rappresentazione del mondo femminile in Williams, come abbiamo visto, \u00e8 dunque portatrice di una forte critica alla donna che, non ribellandosi e accettando la violenza maschile, la favorisce e comunque favorisce lo<em> status quo<\/em> nelle relazioni tra i pi\u00f9 forti e i pi\u00f9 deboli, critica forte cui il film con il finale hollywoodiano a sorpresa ha rinunciato completamente: Stella non resta con Stanley, ma lo lascia come per una riscossa personale che nel dramma non ha luogo, n\u00e9 ha qualche cenno di possibile sviluppo.<br \/>\nChi si ribella alla violenza maschile, sia nel dramma che nel film, \u00e8 Blanche che nel finale del dramma e anche del film si erge grandiosa nella sua purezza e umile superiorit\u00e0. Esce da quel mondo intonsa, rimasta pura come la sua veste \u2013 bianca nel dramma \u2013 che non ha trattenuto le macchie se non nella sola superficie presto cancellate. La sua uscita domina la scena e tutto il resto, quanto di brutto e di volgare, di malvagio attorno a lei scompare spazzato via dal suo totale e definitivo rifiuto.<br \/>\nCome gi\u00e0 chiarito, nel film manca anche ogni aggancio all\u2019omosessualit\u00e0, per cui ad esempio la simbologia dei nomi, di Allan Grey e Belle Reve, diventa monca o di nessun senso qualsiasi, sebbene sia difficile non considerare simboli la sgrammaticatura di Belle Reve \u2013 per non avere fastidi, come gi\u00e0 detto, Kazan ha cambiato il nome di Laurel in Auriol, ossia dove ha capito come stavano le cose, ha agito di conseguenza cambiando il nome.<br \/>\nPer concludere questa analisi, ancora una riflessione sulla semantica del titolo <em>Un tram che si chiama Desiderio<\/em>. Il desiderio, \u00e8 il filo conduttore della vicenda: \u00e8 il desiderio sessuale che induce Stella, come nel finale del dramma, a restare con il suo uomo, non \u00e8 il desiderio di raffinatezza, di gentilezza, di buone maniere, di quei fini comportamenti che tanto piacciono a Blanche per come li ha appresi a Belle Reve, \u00e8 il desiderio erotico sul piano fisico, animalesco. Si tratta di un titolo che \u00e8 in sintonia totale con l\u2019opera di Tennessee Williams, dove appunto prevale il desiderio sessuale, di relazione con un compagno o una compagna, ci\u00f2 che si estende al piano esistenziale umano, universale nel viaggio concreto e metaforico a tre tappe che affronta Blanche e che attraversa la morte per giungere al sogno di un Elisio. I nomi Desiderio, Cimiteri, Campi Elisi, mettono in immediato contatto contrastivo la vita, rappresentata emblematicamente nel desiderio sessuale diversamente inteso dai personaggi, e la morte come suo contrario seguita dalla speranza in un nobile luogo di bellezza. Anche Stella stessa e suo marito vivono nei Campi Elisi. Questi sono diventati tuttavia a loro misura, privati del loro significato di al di l\u00e0 bellissimo, ma solo luogo dove vivere in terra come un inferno terreno, Campi Elisi che stanno sul piano della materialit\u00e0 del vivere, dell\u2019ignoranza e al massimo dell\u2019ironia e che inorridiscono Blanche al suo arrivo appunto ai Campi Elisi, molto diversi dal suo sogno di eternit\u00e0, di bellezza. In questa ubicazione della casa di Stella \u00e8 rappresentato emblematicamente come persone materiali, volgari e primitive possano distruggere ci\u00f2 che la cultura pu\u00f2 avere portato di progresso degli animi, di bellezza della vita, un po\u2019 come dei re Mida all\u2019opposto, ossia che distruggano tutto ci\u00f2 che tocchino con le loro mani, un po\u2019 come recita il cristiano \u201cdare le perle ai porci\u201d. Quest\u2019opera di distruzione della cultura, tema, come abbiamo evidenziato, molto rilevante nel dramma e nel film quando non si discosti dal dramma, viene svolta con piacere da Stanley: lui dileggia la cultura di Blanche cui essa resta indissolubilmente ancorata, mentre lui ritiene di essere ancorato nel reale, al suo reale \u2013 conosce chi se ne intende di leggi, di valutazione dei beni materiali e altro \u2013, cultura per\u00f2 di cui ha invidia, ma che appunto anche per questo mostra di disprezzare. Lui \u00e8 uomo che non ha mai amato la letteratura e che urla in faccia a Stella come essa sia stata contenta di abbandonare gli stili di vita del suo casato colto e raffinato per andare a vivere con lui che rappresenta tutto il contrario: la volgarit\u00e0, come ammette egli stesso quasi gloriandosene e comunque rinfacciando a Stella la sua caduta nel basso \u2013 anche Stella nel dramma ha il suo colpo di fortuna nella proposta di Blanche di andarsene con lei per una nuova vita migliore, ma non la sa cogliere.<br \/>\nRicapitolando: un titolo dalla complessa semantica, che mette in primo piano il desiderio sessuale, di vita, ma che ha un seguito nella meta, che Blanche dice esplicitamente di dover raggiungere, ossia nei Cimiteri, nella morte, e nell\u2019illusorio al di l\u00e0 dei Campi Elisi, il tutto in un molto pacato scetticismo espresso sul piano metaforico di nuovo relativo ai nomi, Campi Elisi dalla diversa performance in Stanley e in Blanche. Una nota biografica che esula dall\u2019analisi: Tennessee Williams alloggiava stabilmente a New York nell\u2019albergo denominato Eliseo, una scelta che appare del tutto legata ai simboli del dramma <em>Un tram che si chiama Desiderio<\/em> che \u00e8 per altro la sua opera migliore, pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 foriera di tempi a venire come abbiamo visto.<br \/>\nAndiamo ora all\u2019annunciato cenno al commento musicale di Alex North (Chester 1910 Los Angeles 1911). Si tratta di una colonna sonora che non ha un Leitmotiv specifico che si ripete secondo le occasioni, bens\u00ec \u00e8 formata molto felicemente da singoli brani soprattutto di musica <em>blues<\/em> che, prendendo spunto dal <em>blue piano<\/em> del dramma di Tennessee Williams, accompagnano gli eventi rappresentati lietamente e meno lietamente, con toni sommessi e pi\u00f9 energici nel ritmo e nel volume a seconda dei casi, ma diversi ogni volta. Un Leitmotiv comunque c\u2019\u00e8 ed \u00e8 dato da una Varsoviana, che sta nel dramma e nel film, eseguita quale nostalgica e triste melodia, pi\u00f9 o meno sommessa, Varsoviana che \u00e8 il tema di Blanche, la danza di Blanche durante la quale essa ha rinfacciato al marito, nel dramma, di averlo visto con l\u2019amico nella camera nuziale e, nel film, di essere un inetto poco maschile. Quando Blanche ripensa al suicidio del marito, di cui, come accennato, si sente colpevole per averlo disprezzato, risuona nella sua mente tale aria musicale come malinconica, dolorosa e indelebile memoria dell\u2019evento tanto tragico, impresso nella sua mente, riaffiorante nella sua sensibilit\u00e0 alla pi\u00f9 piccola stimolazione. Non proprio felice invece da parte di North appare la scelta dell\u2019accompagnamento musicale relativo all\u2019azione di Blanche quando ella, dopo l\u2019accesso di follia in seguito al rifiuto di Mitch di sposarla e al suo tentativo di avere un rapporto sessuale con lei quasi con violenza, rientra in casa e chiude tutte le finestre una dopo l\u2019altra per evitare l\u2019impatto con coloro che si sono raggruppati fuori attirati dalle sue urla disperate: la musica pare essere adatta ad un cartone animato che susciti il sorriso nei bambini, mentre al contrario commenta un evento tragico.<br \/>\nUn\u2019ultimissima nota sulle voci originali di Vivien Leigh e Marlon Brando doppiati dagli ottimi Lydia Simoneschi e Stefano Sibaldi. Le lingue sono molto diverse nell\u2019impostazione ritmica che le contraddistingue: l\u2019inglese, lingua pi\u00f9 consonantica che vocalica, \u00e8 retto da un ritmo piuttosto marcato, come in un sottofondo di marcia lenta e lontana; l\u2019italiano, la lingua pi\u00f9 musicale del mondo come si dice \u2013 la patria del canto lirico \u00e8 in ogni caso l\u2019Italia \u2013, \u00e8 contraddistinto dalla messa in primo piano delle vocali con cui per altro termina la quasi totalit\u00e0 delle parole sfumandone il suono. Venendo al film, la voce di Vivien Leigh d\u00e0 all\u2019eloquio una gamma molto varia di suoni e intonazioni secondo gli stati d\u2019animo, in particolare d\u00e0 all\u2019eloquio inglese o angloamericano la pi\u00f9 sorprendente armonia e profonda sensualit\u00e0 cos\u00ec che il suo discorso si pone come sul piano del canto o pi\u00f9 esattamente del sospiro che sfuma la presenza consonantica e del ritmo. Inutile ribadire che l\u2019interpretazione di Vivien Leigh, la migliore della sua non lunga carriera, \u00e8 straordinaria in tutti i dettagli, eloquio in primo luogo. L\u2019originale voce di Marlon Brando \u00e8 di per s\u00e9 adattissima alle caratteristiche dell\u2019inglese, anzi dell\u2019americano, che non stravolge in nulla. In particolare nel film la sua voce evoca ed esprime non di rado nell\u2019impostazione lo schema del vocalizzo di base intrinseco al verso dell\u2019aggressivo gatto selvatico, gatto che Stanley imita senza sforzo quando rif\u00e0 appunto il verso aggressivo del gatto e spaventa a sua volta con il suo ringhio Blanche che gi\u00e0 era trasalita nell\u2019udire le urla dei gatti nei pressi della casa. Nel doppiaggio italiano di Marlon Brando ci\u00f2 si perde inevitabilmente del tutto, mentre per Blanche si mantiene l\u2019armoniosit\u00e0 dello speciale eloquio inglese, sebbene non del tutto, perdendosi tuttavia la particolare pi\u00f9 profonda sensualit\u00e0 di cui \u00e8 capace la lingua inglese medesima.<br \/>\nQui termina l\u2019analisi semantica del messaggio contenuto nel film di Elia Kazan nel suo schema fondamentale, per comprendere il quale \u00e8 stata indispensabile una consistente comparazione con il dramma di Tennessee Williams, per discernere le uguaglianze e le differenze con la grande opera del drammaturgo, per identificare il messaggio contenuto nel film e le incongruenze che lo affliggono, un film comunque godibile in s\u00e9 soprattutto per la superba interpretazione di Vivien Leigh che si impone su tutto e per il <em>sex appeal<\/em> del giovane Marlon Brando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in\u00a0 &#8216;Lunigiana Dantesca&#8217;, CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi \u00a0Un tram che si chiama Desiderio di Elia Kazan di Rita Mascialino Il film A Streetcar Named Desire (1951) del regista Elia Kazan, pseudonimo di Elias Kazancio\u011flu (Istanbul 1909-New York 2003), Un tram che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3596,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[39],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3595"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3595"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3595\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4157,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3595\/revisions\/4157"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}