{"id":3738,"date":"2021-04-12T11:04:24","date_gmt":"2021-04-12T10:04:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3738"},"modified":"2024-01-10T04:07:02","modified_gmt":"2024-01-10T03:07:02","slug":"la-madonna-con-il-bambino-il-salice-di-angiolo-dandrea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2021\/04\/la-madonna-con-il-bambino-il-salice-di-angiolo-dandrea\/","title":{"rendered":"RITA MASCIALINO, LA MADONNA CON IL BAMBINO (IL SALICE) DI ANGIOLO D\u2019ANDREA"},"content":{"rendered":"<p><strong>RITA MASCIALINO, LA MADONNA CON IL BAMBINO (IL SALICE) DI ANGIOLO D\u2019ANDREA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/D-Andrea-Angiolo-foto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3739\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/madonna-con-il-bambino.png\" alt=\"\" width=\"629\" height=\"881\" \/><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3742 alignleft\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/D-Andrea-Angiolo-foto.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"221\" \/><\/a>(Collezione Famiglia Bracco. Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea A. Pizzinato. Pordenone: Dipinto ad olio 100x70: fotografia fornita dalla Fondazione Bracco di Milano con autorizzazione alla pubblicazione)<\/p>\n<p>Si deve alla Famiglia Bracco e alla Fondazione Bracco di Milano la realizzazione della prima Mostra personale del grande pittore friulano Angiolo D\u2019Andrea (Rauscedo 1880-Rauscedo 1942) presso Palazzo Mirando a Milano 2012-2013 e della seconda Mostra personale dell\u2019artista, pi\u00f9 ricca in opere, presso la Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea \u2018Armando Pizzinato\u2019 a Pordenone, aperta al pubblico dal 10 aprile al 21 settembre 2014.<\/p>\n<p>Si tratta di un artista che, grazie al pieno possesso delle diverse tecniche pittoriche e del disegno, \u00e8 in grado di esprimere a livello estetico le pi\u00f9 varie e sottili sfaccettature e sfumature del ricco mondo interiore conscio ed inconscio di cui consta la sua personalit\u00e0. Un mondo psichico, quello di D\u2019Andrea, che all\u2019analisi si rivela denso di significati simbolici scevri dal livello di mere allegorie. Onde contribuire a collocare la sua arte nel posto che le compete culturalmente viene data una prima esplorazione sulla base oggettiva della <em>spazialit\u00e0 dinamica<\/em> (Mascialino 1997 e segg.) intrinseca all'opera, al mondo dei simboli portati ad espressione nel dipinto. \u00c8 entro le citate coordinate concettuali che sono esposti alcuni pensieri analitici \u2013 impossibile nel breve spazio della recensione di un unico dipinto un discorso anche solo minimamente compiuto \u2013 relativi al mondo artistico del Maestro per tecniche e semantica del profondo oltre che di superficie, nella fattispecie relativi all'opera <em>Madonna con bambino (Il salice)<\/em> progettata verosimilmente entro il periodo creativo mistico-religioso attinente grosso modo agli anni 1905-1925 circa.<\/p>\n<p>Angiolo D\u2019Andrea ha realizzato il soggetto relativo alla Madonna con bambino in pi\u00f9 dipinti simili fra di loro e tutti piuttosto distanti dalla tradizionale rappresentazione aulica che vede la Madonna quasi sempre avvolta nel manto azzurro, talora nero, ma comunque in linea di massima sempre vestita di abiti idonei all\u2019identificazione dello status consono alla Madre di Dio. In D\u2019Andrea la Madonna con bambino \u00e8 propriamente la raffigurazione di una molto speciale madre con il figlio bambino accolto e protetto nel suo grembo, raffigurazione che si intitola s\u00ec alla Madre di Dio, ma soprattutto per esaltare la qualit\u00e0 suprema della maternit\u00e0, sentita nella visione del mondo dell\u2019Artista come qualcosa di divino, comunque di superiore al possibile umano. Per fare un parallelo di conferma (op. 71, 122): quando la Madonna di D\u2019Andrea ha il manto azzurro, si tratta di una tonalit\u00e0 cromatica fredda, spenta, che quasi non si riconosce come appartenente alla gamma degli azzurri ed il manto appare logoro dagli usi quotidiani pi\u00f9 modesti, lontano da ogni importanza e regalit\u00e0.<\/p>\n<p>Entro l\u2019orizzonte in cui si situa l\u2019interpretazione della maternit\u00e0 in D\u2019Andrea la <em>Madonna con bambino (Il salice)<\/em> \u00e8 l\u2019unico titolo che si collega ad una apparizione per cos\u00ec dire ufficiale della Madonna nella storia della devozione degli umani. D\u2019acchito si potrebbe pensare che si tratti di una rappresentazione mariana inneggiante ai miracoli operati nello specifico della stessa. In realt\u00e0 non si tratta di questo o non solo di questo. D\u2019Andrea ha scelto tale Madonna non tanto per particolare devozione alla Madonna del Salice e per i suoi miracoli, devozione che ci pu\u00f2 anche essere stata, ma che non ricade nel dipinto come impatto immediato, bens\u00ec per altri motivi ben pi\u00f9 complessi che si radicano nella sua concezione della maternit\u00e0, della vita stessa. Di fatto l\u2019Artista ha rielaborato l\u2019apparizione in questione adoperando liberamente quanto la tradizione narra della Madonna del<\/p>\n<p>Salice o pi\u00f9 esattamente narrano le tradizioni \u2013 c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di una leggenda sulle apparizioni di tale Madonna \u2013 e proprio questa libera elaborazione dei dati storico-religiosi relativi all\u2019apparizione mariana collegata al salice ha consentito all\u2019Artista l\u2019ingresso dalla porta principale nel suo proprio mondo, quel mondo che egli ha espresso ovunque in vario modo secondo i vari soggetti ed appunto in particolare in questa tela. Per accennare alla libera rielaborazione di D\u2019Andrea delle leggende attorno a tale Madonna, citiamo soltanto che nella storia della devozione: o \u00e8 Cristo che \u00e8 caduto ai piedi di un salice sotto il peso della croce e la Madonna \u00e8 stata allontanata dai soldati romani mentre tentava di aiutarlo a rialzarsi e Cristo si \u00e8 alzato aggrappandosi al salice che da allora avrebbe avuto i rami piangenti; o la Madonna \u00e8 apparsa in un luogo dove i fedeli hanno poi piantato un salice e dopo \u00e8 sgorgata una fonte miracolosa ai piedi dell\u2019albero; o prima c\u2019era la fonte e poi il salice; o altro di affine, ci\u00f2 che appare solo marginalmente e comunque diversamente nell\u2019opera dell\u2019Artista.<\/p>\n<p>Vediamo ora i dettagli fondanti la spazialit\u00e0 oggettiva a giustificazione dell\u2019interpretazione dei simboli e dei significati qui attuata iniziando dapprima dalla tecnica che sostiene questa composizione. Angiolo D\u2019Andrea si serve per esprimere la sua elaborazione personale della Madonna del Salice di una tecnica affine al puntinismo, il cosiddetto divisionismo che divide l\u2019immagine ed il colore non in punti saturi e non sovrapposti come nel puntinismo, ma in linee pi\u00f9 o meno sottili, pi\u00f9 o meno lunghe o brevi e all\u2019occorrenza sovrapposte. Il puntinismo \u2013 vedi Georges Seurat come esempio principe \u2013 voleva mostrare all\u2019ingrandimento la scomposizione dei colori in punti non sovrapposti e non mescolati, fusi successivamente nel processo della visione del colore percepito nella sua globalit\u00e0. Anche nel divisionismo l\u2019osservatore avrebbe dovuto far fare ai suoi occhi e al suo cervello la fusione cromatica sebbene non di punti, ma di linee di colori, talora anche sovrapposti e mescolati. Sia per i punti che per le linee tale fusione non risulta tuttavia possibile a livello dell\u2019osservazione di un quadro in quanto si tratta di punti e di linee ingranditi cos\u00ec che si percepiscono singolarmente come tali. Se dovessimo valutare le linee del divisionista Giovanni Segatini alias Segantini, rappresentante italiano di spicco della corrente, dovremmo dire che le linee si percepiscono appunto esattamente come tali senza che sia possibile fonderle in colori e tonalit\u00e0 unitari, per altro con un possibile senso di fastidio per la staticit\u00e0 che contraddistingue in generale la pennellata divisionista di questo pittore. D\u2019Andrea ha scelto tale tecnica per molti dei suoi quadri dandole spesso una carica dinamica notevole, in special modo proprio nella Madonna con bambino (Il salice). L\u2019ha preferita sia per il fatto che era la principale tecnica innovativa dell\u2019epoca in collegamento con le scoperte scientifiche sulla visione, sia, e soprattutto, perch\u00e9 specificamente adatta all\u2019espressione di particolari significati simbolici profondi e complessi come andiamo a vedere nel cenno esplicativo che segue relativo al dipinto in analisi.<\/p>\n<p>La riduzione dei rami del salice a linee di stile divisionista verticali dalla dinamica dall\u2019alto verso il basso senza il dettaglio delle foglie del salice a vantaggio del verso discendente accentua ed esalta il movimento di caduta dei rami come fossero pioggia battente e, trattandosi di un salice piangente, appunto di pioggia di lacrime, pioggia di dolore. Il salice quindi con la sua spazialit\u00e0 a grotta cava all\u2019interno della sua chioma fatta di pianto esalta l\u2019azione del piangere a fiumi. La chioma dell\u2019albero appare in aggiunta nel suo insieme come una testa stilizzata in postura chinata mestamente o in pianto cos\u00ec che il salice piangente di D\u2019Andrea rappresenta a pi\u00f9 di un livello simbolico una proiezione del pianto umano e del pianto stesso della Madonna i quali vengono cos\u00ec a delineare e a connotare da pi\u00f9 punti di osservazione lo spazio in cui essa appare. In altri termini: con la Madonna del Salice l\u2019Artista ha dato, tra l\u2019altro come vedremo subito, intensa espressione al<\/p>\n<p>dolore della figura materna e al dolore dell\u2019umanit\u00e0 attorno ad essa estroiettato nella struttura del salice piangente e nelle sue lacrime, spazialit\u00e0 enfatizzata dalla tecnica divisionista interpretata dal D\u2019Andrea, diversamente che in Segantini come accennato pi\u00f9 sopra, nel modo pi\u00f9 dinamico e drammatico, tecnica che viene a sottolineare il movimento discendente dei rami o del pianto a cascata su di una struttura a volta e, per cos\u00ec dire, a volto.<\/p>\n<p>Proseguendo con la tecnica, le cromie di cui consta questo dipinto sono principalmente l\u2019azzurro dello sfondo rappresentato dal cielo che ripropone il colore del classico manto della Vergine, lo sgargiante verde smeraldino delle fronde del salice ed i bruni spenti del tronco e del suolo, della madre terra, nonch\u00e9 il bianco sfumato e talora trasparente relativo all\u2019apparizione della Madonna. La Madonna dunque appare all\u2019interno di un verdissimo salice che piange lunghe lacrime che piovono copiose e pesanti fino a terra, lacrime che segnano l\u2019orizzonte di dolore in cui si manifesta tale Vergine e da cui essa non pare poter uscire altro che nelle speranze che prendono vita proprio dalla presenza del verde acceso, da sempre collegato al rinascere della natura e, per estensione, alla rinascita delle anime degli umani a nuova vita immortale dopo la morte fisica. Il verde del suolo allude per altro, per la spazialit\u00e0 che lo connota, ad una possibile presenza di acque formate dalle lacrime stesse della Madonna e del salice, secondo quanto il titolo del dipinto evoca con il suo indiretto richiamo ad acque miracolose formate prodigiosamente dalle lacrime della Madonna collegata al salice piangente, all\u2019antro da esso formato.<\/p>\n<p>Procedendo nella comprensione del significato del dipinto, tale figura mariana non mostra tratti identitari nel volto tranne che, forse e volendo andare molto per il sottile, un segno pi\u00f9 o meno invisibile per il possibile taglio della bocca per altro molto amaro vista la dinamica dura e discendente degli angoli delle labbra in armonia con la spazialit\u00e0 verso il basso dei rami, tratto che, eventualmente, viene a rafforzare l\u2019atmosfera generale del dipinto che riguarda una Madonna non lieta, bens\u00ec che comunica sofferenza. Detto altrimenti: la sofferenza intrinseca a questa rappresentazione si inferisce implicitamente dalla spazialit\u00e0 dinamica della composizione del disegno, ossia dalla grotta strutturata dal salice piangente che chiude la Madonna entro se stesso ed entro il proprio pianto proiezione di quello della Madonna e del mondo. Il fatto che questa Madonna non abbia identit\u00e0 facciale potrebbe risalire, in un livello simbolico di superficie, alla presenza dell\u2019epifania o manifestazione o apparizione che proviene dall\u2019alto, ossia divina o vicina agli dei, talora avente luogo nella luce pi\u00f9 accecante che trasfigura ed anche cancella i dettagli dell\u2019apparizione nell\u2019abbagliamento. Tuttavia occorre constatare come tale luce relativa alla citata epifania mariana in D\u2019Andrea non provveda propriamente la figura di nessuna sfumatura importante di contorni o irraggiamenti nella vista di chi guardi il dipinto, ci\u00f2 che riduce di molto la citata motivazione epifanica non associandola ad una luce sfolgorante e mostra al contrario come il concetto di epifania, pure potendo questo essere stato presente nell\u2019immaginazione dell\u2019Artista, non sia la connotazione semantico-emozionale principale dell\u2019immagine. In un piano di spazialit\u00e0 relative a significati simbolici pi\u00f9 profondi la Vergine appare nel dipinto non tanto o non solo fatta di luce, bens\u00ec appare in un manto bianco che ne copre tutte le fattezze, arti e volto compresi. La particolare interpretazione artistica di D\u2019Andrea relativa all\u2019apparizione di questa Madonna rende l\u2019immagine parallela a quella di un fantasma, il quale si presenti secondo la tradizione appunto in un lenzuolo di funebre memoria dal colore da sempre collegato alla morte, il bianco come pallore del volto e delle ossa, ossia tale figura si associa dal punto di vista simbolico alla presenza di uno spirito giunto dall\u2019al di l\u00e0. Certo, la Madonna \u00e8 nelle sue apparizioni, considerando possibile<\/p>\n<p>l\u2019esistenza delle anime dei defunti, sempre e comunque uno spirito che giunge e si manifesta dall\u2019al di l\u00e0, ma in generale le raffigurazioni della Madonna presentano questa come fosse una persona viva e solo dotata di eventuale aureola o di alone divino, ma mai come un fantasma, mentre in questa immagine di Angiolo D\u2019Andrea la spazialit\u00e0 del fantasma prevale assolutamente sulla tipologia delle apparizioni mariane. In base all\u2019analisi della spazialit\u00e0 e delle cromie di cui si compone l\u2019immagine, ci\u00f2 che l\u2019Artista ha dipinto non risulta essere la classica e tradizionale Madonna \u2013 mancano tra l\u2019altro i pi\u00f9 bei colori della vita che sempre contrassegnano le raffigurazioni di Maria. In altri termini: tale Madonna, prima di essere una epifania del trascendente o del divino o un\u2019apparizione devozionale, \u00e8 a livello di spazialit\u00e0 e simbolismo meno di superficie il simulacro di qualcuno che viene dall\u2019al di l\u00e0, come lo spirito di un defunto, nella fattispecie come l\u2019immagine di una madre che compaia dal regno dei morti in qualit\u00e0 di fantasma e che sia stata sovrapposta per il suo valore ad una apparizione della Madonna nella natura, nella fattispecie in una grotta formata dai rami di un salice piangente con tutta la simbologia a ci\u00f2 intrinseca. Dunque una Madonna con bambino che appare nel dolore e nel pianto per l\u2019umanit\u00e0, ma prima ancora una madre defunta e triste per il destino crudele del proprio figlio che essa tiene nelle sue braccia gi\u00e0 morto, gi\u00e0 fantasma esso stesso come si pu\u00f2 constatare.<\/p>\n<p>Di straordinario simbolismo in questa suggestiva ed emozionantissima tela del D\u2019Andrea \u00e8 appunto il bambino, figlio della Madonna-madre, tenuto sotto il manto bianco, morto assieme alla madre e anch\u2019esso raffigurato come fantasma, ci\u00f2 che risulta, dato il contesto esegetico fin qui esposto, una proiezione in pieno della sensibilit\u00e0 dell\u2019Artista verso di s\u00e9 come figlio e verso la madre scomparsa anzi tempo. Il figlio, percepito ancora bambino nella sovrapposizione con la Madonna, \u00e8 morto sul piano psicologico dei sentimenti unitamente alla madre, come se, morta la madre, anche il figlio fosse morto metaforicamente con lei o fosse il suo figlio martirizzato, disperato per la sua assenza e restato legato alla propria immagine di figlio piccolo nel legame speciale che unisce madre e figlio nella gestazione e prima infanzia. Ci\u00f2 in un parziale rovesciamento della vicenda mariana e cristiana che vede la madre sopravvivere al figlio morto in et\u00e0 adulta e non il contrario. Tale parziale rovesciamento implica e conferma come il figlio sia morto metaforicamente con la madre deceduta prima di lui, ci\u00f2 che per altro \u00e8 in sintonia con l\u2019evento pi\u00f9 tragico della vita di D\u2019Andrea, appunto la morte della madre subita quando egli era ancora fanciullo, sopravvissuto alla madre materialmente, ma morto con essa nel suo cuore. Implica il desiderio del figlio di non vivere senza la madre, il desiderio di non superare la fase fanciullesca dove stava felice con essa.<\/p>\n<p>Per concludere, un\u2019importante nota sul titolo. Normalmente nei casi delle apparizioni dei santi e della Madonna, viene citato il luogo in cui per i fedeli \u00e8 avvenuta l\u2019apparizione o viene citato un oggetto o altro finalizzato a riconoscere la specifica apparizione. Nella fattispecie sarebbe stato un titolo nella norma <em>Madonna del Salice con bambino<\/em> o semplicemente <em>Madonna del Salice<\/em> che d\u00e0 per scontata la presenza del bambino. Invece Angiolo D\u2019Andrea ha molto sorprendentemente scomposto l\u2019intitolazione in due parti distinte con modalit\u00e0 del tutto originale, la <em>Madonna con bambino<\/em> da un lato e Il salice dall\u2019altro, indicato fra parentesi, come se si trattasse di qualcosa che stia per l\u2019altra fuori parentesi o come spiegazione per l\u2019altra, non tanto o non solo come indicazione del luogo dell\u2019apparizione. Tale struttura linguistica particolare ha una motivazione principale derivabile dall\u2019analisi del significato dell\u2019intera opera come \u00e8 stata condotta in questo studio sulla base oggettiva della spazialit\u00e0 dinamica identificata nella composizione ed ha come effetto la maggiore rilevanza sia della Madonna con bambino sia del salice, albero dovuto ad una scelta dell\u2019Artista tutt\u2019altro che casuale, bens\u00ec centrale al significato vista la presenza della struttura della grotta e del pianto riferito alla Madonna in unione al dolore umano, nonch\u00e9 della natura stessa partecipe in una quanto mai emozionante simbiosi. Angiolo D\u2019Andrea ha dunque voluto esprimere la sua molto personale interpretazione della Madonna del Salice sovrapposta alla figura del fantasma della propria madre assieme al fantasma del bambino non solo figurativamente, ma anche nei termini linguistici di cui consta lo speciale titolo, elaborato diversamente dalla norma ed in perfetta sintonia con la sua altrettanto diversa elaborazione simbolica del soggetto come esposto fin qui. La Madonna e il bambino appaiono nella loro collocazione spaziale nell\u2019al di l\u00e0, mentre il salice appare come grotta di pianto, che si associa, seppure lontanamente e con elaborazione diversa, la grotta betlemmitica che celebra la maternit\u00e0 in ogni caso come evento divino e splendida unione di madre e figlio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RITA MASCIALINO, LA MADONNA CON IL BAMBINO (IL SALICE) DI ANGIOLO D\u2019ANDREA &nbsp; (Collezione Famiglia Bracco. Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea A. Pizzinato. 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