{"id":3774,"date":"2021-05-31T10:56:44","date_gmt":"2021-05-31T09:56:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3774"},"modified":"2024-07-25T22:20:07","modified_gmt":"2024-07-25T21:20:07","slug":"sulla-radice-culturale-dei-popoli-nel-film-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2021\/05\/sulla-radice-culturale-dei-popoli-nel-film-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino\/","title":{"rendered":"&#8220;Sulla radice culturale dei popoli nel film &#8216;La Grande Bellezza&#8217; di Paolo Sorrentino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in 'Lunigiana Dantesca', CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi<\/p>\n<p><strong>\"Sulla radice culturale dei popoli nel film 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino\"<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019analisi semantica del film <em><strong>La Grande Bellezza<\/strong><\/em> di <strong>Paolo Sorrentino<\/strong> (Mascialino 2021: \u00abLunigiana Dantesca\u00bb, N. 171, ) \u00e8 emerso, tra i diversi importanti temi, come l\u2019arte antica sia la pi\u00f9 profonda espressione delle radici dell\u2019identit\u00e0 dei popoli, nella fattispecie dei popoli della latinit\u00e0, del popolo romano, italiano. Si tratta di arte che all\u2019epoca era armoniosamente unita al mondo degli dei, dei quali era presidio nelle varie specialit\u00e0. In particolare nel film le radici di tale identit\u00e0 vengono collegate a Vulcano, divinit\u00e0 cui Sorrentino riserva spazio centrale nell\u2019episodio relativo al personaggio di Stefano, quasi un doppio del dio per qualche aspetto importante. Pare che questo dio fosse tra i pi\u00f9 antichi della mitologia romana, alcuni studiosi lo indicano come il padre di Giove stesso, ossia pare che la sua comparsa precedesse gli dei del Pantheon romano, in ogni caso \u00e8 divinit\u00e0 la cui origine si perde nella notte dei tempi ed \u00e8 nota come divinit\u00e0 arcaica latina, romana. Particolarmente interessante \u00e8 il fatto che Vulcano, tra le varie attivit\u00e0 di cui era il riferimento, fosse il dio della scultura, arte risalente a un\u2019arcaica preistoria ed \u00e8 appunto quest\u2019arte che contrassegna a livello visivo il volto pi\u00f9 peculiare dell\u2019antica Roma. All\u2019analisi sopra citata, cui si rimanda per tutti i dettagli, si aggiungono qui alcune riflessioni finalizzate a sviluppare il concetto di identit\u00e0 dei popoli in seno al messaggio di Sorrentino come \u00e8 emerso dal suo film.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 rilevante su cui vertono queste riflessioni \u00e8 quello concernente gli dei precristiani e l\u2019arte antica considerati la radice della cultura romana, italiana \u2013 tralasciamo le inevitabili influenze reciproche tra i vari popoli, che non costituiscono radici. Una prospettiva che ha qualche punto di contatto con il pensiero Romantico tedesco, precipuamente dei fratelli Schlegel. Questi, pur massimi cultori della classicit\u00e0 greca o proprio perch\u00e9 tali, avevano individuato le radici dell\u2019identit\u00e0 di ciascun popolo nell\u2019antica cultura di appartenenza, diversa da quella greca che era la cultura di appartenenza dei greci, ci\u00f2 in un auspicato e anche necessario ritorno alle origini libere dalla<em> longa manus<\/em> greca \u2013 e latina \u2013 che, stupenda per equilibrio ed estetica, non corrispondeva tuttavia a quella degli altri popoli, come fu esposto nella rivista <em>Athen\u00e4um<\/em> (1798-1800) fondata e diretta dagli stessi Schlegel e che era valsa come vero e proprio Manifesto del Romanticismo in Europa. Anche Sorrentino vede, appunto un po\u2019 romanticamente, nella cultura dell\u2019antica Roma le radici culturali del popolo italiano come originali in s\u00e9 al di l\u00e0 di esistenti influssi soprattutto greci, influssi tuttavia ricreati nello spirito originale di Roma. In ci\u00f2, come nell\u2019analisi e pi\u00f9 sopra, Sorrentino prende specificamente come punto di riferimento Vulcano, dio della scultura, identificato in seguito con Efesto, entrambi divinit\u00e0 del fuoco sotterraneo nei relativi territori notoriamente a forte attivit\u00e0 sismica e vulcanica, ma di origine diversa.<\/p>\n<p>Nel film di Sorrentino, parallelamente al tema delle radici a monte dell\u2019identit\u00e0 del popolo italiano, spicca il dato di fatto che non compaia l\u2019arte cristiana pur cos\u00ec imponente nella cultura italiana sviluppatasi sotto il trascorso dominio politico-religioso della Chiesa. Il fatto \u00e8 che Sorrentino situa le radici pi\u00f9 antiche del popolo italiano in epoca precristiana, con antichi dei e miti, nonch\u00e9 antica arte della scultura nella Roma per cos\u00ec dire pagana, precedente al pur lungo e vasto regno della Chiesa. Sorrentino, secondo quanto sta nel suo film, scavalca per cos\u00ec dire la religione e l\u2019arte cristiana quali possibili radici identitarie del popolo italiano, e implicitamente di altri popoli, arte e religione cristiana cui Sorrentino nel film non attribuisce qualit\u00e0 di radici della cultura italiana n\u00e9 europea, n\u00e9 dei popoli tout court. \u00c8 anzi la religione cristiana stessa, oltre che a derivare dalla religione giudaica, ad avere, nel film, radici precristiane, ci\u00f2 in una lontana, ma percettibile eco, e comunque le radici amare della Chiesa cui accenna il Cardinale in una delle sue molto simboliche ricette sono altre. Una nota brevissima su tali radici precristiane a monte della religione cristiana stessa nel contesto del film \u2013 senza qui minimamente addentrarci nell\u2019origine della religione ebraica. Precristiano \u00e8 il simbolo del coniglio, animale emblema della fertilit\u00e0, anche della lascivia tra l\u2019altro. La Chiesa, come di prassi, si appropri\u00f2 di tanti simboli precristiani cui diede significato cristiano: Sant\u2019Ambrogio (Treviri 339 d.C. \u2013 Milano 397 d.C.), nella fattispecie, fece del coniglio\u00a0un\u2019allegoria della Resurrezione e parallelamente di Cristo stesso venuto a portare la Resurrezione all\u2019umanit\u00e0, questo basandosi sul fatto che il colore della pelliccia dell\u2019animale cambi stagionalmente da fulvo a bianco come se subisse una rinascita o resurrezione in un colore per altro indicante purezza e purificazione \u2013 bianco anche come colore del sudario allusivo della morte di Cristo seguita poi dalla Resurrezione. Ricapitolando: nella ricetta del Cardinale relativa al coniglio arrosto e nella citazione della ricetta dell\u2019agnello \u2013 animale sacrificale in seno a molte religioni precristiane pervenuto poi anche alla festivit\u00e0 pasquale cristiana \u2013, si fa avanti la possibilit\u00e0 per le radici della religione cristiana di essere esse stesse precristiane. Con riferimento all\u2019analisi sopra citata: il coniglio tagliato in dodici pezzi allude ai dodici Apostoli e nelle tre frattaglie di testa, fegato e reni vi \u00e8 l\u2019allusione alla Trinit\u00e0 dove, nella successione in cui sono nominate le frattaglie e in cui si recita il Padre Nostro, lo Spirito Santo risulta prodotto di scarto dei reni \u2013 ricordiamo al proposito il fastidio del Cardinale a parlare di spiritualit\u00e0 con Gambardella \u2013 senza contare la rosolatura allusiva dei roghi, come gi\u00e0 nella precedente ricetta dell\u2019anatra arrosto. Dunque in tale ricetta il coniglio in s\u00e9 ha una triplice valenza: \u00e8 un simbolo di derivazione precristiana; \u00e8 un simbolo divenuto cristiano per la Resurrezione e allegoria di Cristo stesso; \u00e8 un\u2019allusione piuttosto diretta all\u2019impudenza del Cardinale in odore di elezione papale, il quale pare molto evidentemente non avere rispetto per i cardini della fede religiosa che pure rappresenta, n\u00e9 per gli Apostoli, n\u00e9 per la Trinit\u00e0, n\u00e9 per Cristo stesso, n\u00e9 addirittura per Cristo prossimo alla condanna a morte. Il Cardinale di Sorrentino presenta soddisfatto ai commensali il suo coniglio arrosto con l\u2019esclamazione <em>Ecce coniglio<\/em>, collegabile all\u2019<em>Ecce homo<\/em> evangelico, anche all\u2019<em>Ecce agnus dei<\/em>. In altri termini: il prelato mostra di non rispettare troppo gli stessi principi che, quando deve, predica, ma in realt\u00e0 pare irridere senza paura. \u00c8 vero che da sempre ci sono Madonnine e agnelli di zucchero, lepri e conigli pasquali di cioccolata e simili, tuttavia \u00e8 nell\u2019ambito della ricetta \u2013 delle ricette \u2013 che la cosa diventa irridente, piuttosto sfrontatamente, \u00e8 il Cardinale a farla diventare tale nella simbologia e nel modo di porla ai convitati. Le radici della Chiesa hanno dunque nel film arcaica origine come nella trasformazione cristiana dei simboli precristiani, nella preistoria, in un passato oscuro, pi\u00f9 recentemente, nel passato cosiddetto oscurantista, tenebroso, come nella simbologia relativa alla retromarcia della macchina nera che trasporta il Cardinale dal nome significativo e nel tentativo di rendere meno amare le radici stesse di nuovo in una ricetta del Cardinale, un cibo da raccomandare ai fedeli \u2013 per i dettagli in proposito si rimanda all\u2019analisi citata. Qui in queste riflessioni, la retromarcia, semanticamente parlando, si collega per altro anche, molto sottilmente, ma coerentemente, alla presenza del busto di Gustavo Modena, il patriota risorgimentale, la quale elimina ogni dubbio, se ce ne fosse bisogno, sul significato della retromarcia della macchina del Cardinale, come vedremo subito.<\/p>\n<p>Soffermandoci dunque sul tema delle radici del popolo italiano e implicitamente delle radici di ciascun popolo, esse non riguardano dunque in nessun caso radici cristiane che nel film non compaiono, bens\u00ec riguardano radici precristiane della Roma antica per l\u2019Italia \u2013 di fatto il dominio della Chiesa viene molti secoli dopo quello degli dei romani nella Roma antica, molto tempo dopo la presenza di Vulcano quale possibile divinit\u00e0 pi\u00f9 antica e protettrice dell\u2019antichissima arte della scultura. Si tratta nel film, quanto a radici, specificamente di una presentazione delle radici dell\u2019identit\u00e0 del popolo italiano scevre dalla dominazione ecclesiastica, sottolineata nell\u2019inquadratura riservata, all\u2019inizio del film, al busto di Gustavo Modena (Venezia 1803 \u2013 Torino 1861), opera dello scultore Carlo Lorenzetti (Roma 1934) esposta sul Gianicolo. Si tratta dell\u2019ardente patriota, propagandista pi\u00f9 o meno clandestino delle idee repubblicane di Mazzini, saggista e scrittore di opere letterarie, soprattutto per il teatro dove fu attivo anche come attore, fattosi infine seppellire nel cimitero acattolico (Enciclopedia Treccani), ci\u00f2 in un tenace rifiuto della religione cattolica, del dominio della Chiesa cattolica sull\u2019Italia. L\u2019inquadratura specifica del suo busto sul Gianicolo si mette coerentemente, per quanto indirettamente, in relazione con le radici non cristiane dell\u2019Italia oltre che direttamente con la lotta risorgimentale dell\u2019Italia contro il dominio straniero, con la lotta di liberazione dal dominio ecclesiastico. In altri termini: il citato busto di Gustavo Modena sta a memoria delle Guerre di Indipendenza dell\u2019Italia, la sua sepoltura \u00e8 un\u00a0simbolo ad oltranza contrario al dominio della Chiesa che perse i territori da essa governati appunto ufficialmente con il Risorgimento.<\/p>\n<p>Proseguendo, Suor Maria parla delle radici che sarebbero importanti, radici di cui essa si nutre e di cui nulla dice in particolare, ma che si potrebbero supporre cristiane data la sua appartenenza a un ordine monastico inserito nella Chiesa. Occorre evidenziare che non si tratta di radici di un\u2019unica pianta, bens\u00ec che si tratta di una quarantina di grammi di radici di piante, un plurale, quindi pi\u00f9 piante diverse. Si tratta di un numero metaforico che potrebbe indicare un numero simbolico della pluralit\u00e0 dei popoli europei che sarebbero una cinquantina e che soprattutto \u00e8 un numero dai molteplici significati biblici. Tra l\u2019altro \u00e8 riferibile al biblico diluvio universale che dur\u00f2 quaranta giorni, significato associabile spazialmente all\u2019acqua battesimale \u2013 grande pioggia nel diluvio e piccola pioggia o aspersione nel battesimo \u2013 vista in Sorrentino verosimilmente come un diluvio di origine religiosa, giudaica in particolare, distruttivo di ogni radice diversa precedente al diluvio-battesimo stesso. In ogni caso Suor Maria non sostiene una radice su tutte le altre, ossia non vi \u00e8 neanche per Suor Maria un\u2019unica radice propriamente cristiana \u2013 come la Chiesa avrebbe voluto e anche vorrebbe fosse riconosciuta nella costituzione dell\u2019Europa dei popoli. Inoltre, ricordando l\u2019analisi citata: Suor Maria, pur cristiana e cattolica in particolare, non si rivolge mai al Cardinale, il quale pure non si rivolge mai a lei in una possibile conversazione, ed in aggiunta d\u00e0 un calcio a distanza a un rappresentante ecclesiastico \u2013 porta nel pastorale una croce identificabile come tale seppure inquadrata brevissimamente e di taglio, ossia neanche la Suora vuole una radice cristiana sovrapposta a tutti i popoli che, pur battezzati, hanno radici culturali diverse che devono mantenere. Al proposito i fenicotteri provvisti di nome di battesimo alludono molto chiaramente al Cristianesimo in quanto sono appunto battezzati, ma non alludono alle radici dei popoli, alludono a qualcosa che viene molto dopo le radici, il battesimo viene molti secoli dopo Vulcano \u2013 non occorre ricordare l\u2019Editto di Costantino nel 325 a Nicea in Asia Minore, oggi Turchia, e l\u2019Editto di Teodosio nel 381 a Costantinopolis, oggi Istanbul, che prepararono il passaggio dall\u2019Impero romano pagano, ufficialmente caduto nel 476, al potere politico cristiano a Roma, in Italia. E per altro tali volatili battezzati non sono originari di Roma e solo sono di passaggio in una pausa di riposo nella citt\u00e0 durante la loro migrazione, Suor Maria stessa li invita molto gentilmente a lasciare Roma per andare altrove, ad Ovest come dice il suo assistente, comunque non li invita a restare nella Capitale d\u2019Italia. Sono fenicotteri che provengono da altre parti. Il fenicottero minore, rosaceo, \u00e8 originario dell\u2019Africa nella zona del Kenya e della Tanzania tra le altre \u2013 e sono presenti anche nell\u2019Europa meridionale e in Asia. Tali fenicotteri, piuttosto deboli vista la tinta pallida, bianca, di fatto mangiano i resti della cena a casa di Gambardella \u2013 ribadendo, sono a Roma di passaggio verso l\u2019Ovest, ossia provengono da altre parti, anche dall\u2019Oriente \u2013 emigrano altrove invitati a partire dalla stessa Suor Maria. Per chiarire: non vengono affatto negati da Sorrentino il cristianesimo e la sua grande influenza sui popoli, viene solo chiarito come il cristianesimo e il suo pur vasto influsso non costituiscano la radice dell\u2019identit\u00e0 del popolo italiano e neanche quella degli altri popoli europei, degli altri popoli tout cour le cui religioni gi\u00e0 esistevano prima che sorgesse la religione cristiana e che avevano la loro cultura autoctona, ossia la religione cristiana viene presentata come religione giovane, non come antica radice. Questo secondo quanto sta nel film di Sorrentino: esplicitamente, implicitamente, consapevolmente, anche nell\u2019eco inconscia.<\/p>\n<p>Nella presentazione di Sorrentino relativa alle radici dell\u2019identit\u00e0 del popolo italiano l\u2019arte, soprattutto la scultura dell\u2019antica Roma e l\u2019antica cultura romana, latina, con Vulcano dio dell\u2019arte e della scultura, fabbro straordinario degli dei e gioielliere dall\u2019insuperabile estetica, sono poste dunque \u2013 in un vero capolavoro artistico ed entro coordinate dalla pi\u00f9 solida coerenza \u2013 al centro delle origini della cultura italiana: a ciascuno il suo insomma. Implicitamente, come accennato, viene riconosciuta anche la diversa radice culturale di ciascun popolo. Ribadendo, Sorrentino presenta il tema delle radici autoctone dei popoli, ricordiamo che i fenicotteri sono battezzati, ossia sono s\u00ec cristianizzati, ma non costituiscono nessuna radice cristiana in ambito romano o latino o altro di simile. Nessuna cultura dunque, nel film di Sorrentino, ha diritto di prevalere sull\u2019altra, ci\u00f2 in ossequio al pi\u00f9 fine concetto di democrazia, ossia non \u00e8 auspicabile n\u00e9 deducibile nel film di\u00a0Sorrentino nessun tipo di globalizzazione intesa come perdita o riduzione delle identit\u00e0 e sovranit\u00e0 di ciascun popolo, globalizzazione intesa come prevalenza dell\u2019identit\u00e0 di un popolo o pi\u00f9 popoli sulle altre, ci\u00f2 con cui, implicitamente, non viene riconosciuta neppure alcuna radice cristiana dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Un film, <em>La Grande Bellezza<\/em> di Paolo Sorrentino, oltre che bellissimo e straordinario come opera della Settima Arte, dai messaggi molto audaci specialmente per l\u2019epoca attuale che tende alla globalizzazione da una o l\u2019altra parte che sia. Tutto ci\u00f2 ben diversamente da quanto, ad esempio, i sedicenti critici tedeschi citati nell\u2019analisi semantica del film hanno pubblicato nei giornali tanto importanti di loro pertinenza, mostrando cos\u00ec a perenne memoria del loro modo di fare critica cinematografica di non avere capito nulla di questo culturalmente molto importante, complesso, profondo e, va ribadito, artisticamente bellissimo film di Sorrentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SETTIMA ARTE, Rubrica di Critica Cinematografica a cura di Rita Mascialino in &#8216;Lunigiana Dantesca&#8217;, CLSD Centro Lunigianese di Studi Danteschi &#8220;Sulla radice culturale dei popoli nel film &#8216;La Grande Bellezza&#8217; di Paolo Sorrentino&#8221; di Rita Mascialino Nell\u2019analisi semantica del film La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (Mascialino 2021: \u00abLunigiana Dantesca\u00bb, N. 171, ) \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[101],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3774"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3774"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3774\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4238,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3774\/revisions\/4238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}