{"id":3964,"date":"2023-02-09T17:08:08","date_gmt":"2023-02-09T16:08:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=3964"},"modified":"2023-12-21T09:18:35","modified_gmt":"2023-12-21T08:18:35","slug":"violenza-maschile-contro-la-donna-note-di-semantica-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2023\/02\/violenza-maschile-contro-la-donna-note-di-semantica-linguistica\/","title":{"rendered":"VIOLENZA MASCHILE CONTRO LA DONNA: NOTE DI SEMANTICA LINGUISTICA"},"content":{"rendered":"<p><b><span data-contrast=\"auto\">VIOLENZA MASCHILE CONTRO LA DONNA:<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">NOTE DI SEMANTICA LINGUISTICA<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">Rita Mascialino<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Introduzione<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Sull\u2019argomento della relazione tra violenza maschile contro le donne e semantica linguistica seguono alcune propedeutiche informazioni sulla presenza di storia e preistoria della mente umana nel linguaggio. Come \u00e8 noto, le origini dell\u2019Ordine dei Primati, cui appartiene l\u2019uomo, si pongono \u2013 per quanto \u00e8 stato accertato finora \u2013 attorno a circa settanta, anche ottanta Ma milioni di anni fa. I Primati non parlanti, compresi i generi antecedenti al genere Homo e il genere Homo stesso ancora non parlante, hanno condiviso nell\u2019ambiente africano le stesse e medesime esperienze esistenziali comuni alle scimmie appunto non parlanti, esperienze che sono state ereditate, nel continuum dell\u2019evoluzione che ha portato alla specie classificata come <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">sapiens<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> dal botanico, medico e naturalista svedese Linneo (<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/R%C3%A5shult%22%20\/o%20%22R%C3%A5shult\"><span data-contrast=\"auto\">R\u00e5shult<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">\u202f<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1707\"><span data-contrast=\"auto\">1707<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">-<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Uppsala\"><span data-contrast=\"auto\">Uppsala<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">\u202f<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1778\"><span data-contrast=\"auto\">1778<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">), padre della moderna tassonomia degli animali \u2013 ci sono studiosi che classificano la specie <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">sapiens<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> come terza specie del genere <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Pan<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, in unione alle due specie di scimpanz\u00e9, ma di ci\u00f2 non \u00e8 qui il discorso<\/span><span data-contrast=\"auto\">. Sono occorsi milioni e milioni di anni per avere linguaggi di parole come quelli che conosciamo \u2013 nessuna genetica sforna magiche o miracolose grammatiche e lingue gi\u00e0 pronte per l\u2019uso. Gli studi scientifici datano gli inizi e quindi la pi\u00f9 remota preistoria del linguaggio umano a diversi milioni di anni fa, pi\u00f9 recentemente il sorgere di vocalizzazioni per cos\u00ec dire umane, differenziate da quelle gi\u00e0 condivise con le altre scimmie, \u00e8 stato retrodatato fino a una ventina di milioni di anni fa. Nella prospettiva imbracciata in questo studio l\u2019uomo ha, inevitabilmente, proiettato nella lentissima produzione del linguaggio l\u2019antichissima quanto muta visione del mondo della scimmia non parlante. La base del linguaggio dunque \u2013 lasciando stare qui antecedenti pi\u00f9 remoti relativi alle origini dell\u2019Ordine dei Primati stessi \u2013 \u00e8 data a tutti gli effetti dalla pi\u00f9 arcaica e oscura esperienza della scimmia conservata nel composito cervello umano come vecchissima memoria, la quale, man mano che la consapevolizzazione dell\u2019esperienza si \u00e8 estesa grazie alla produzione del linguaggio, \u00e8 stata lentamente dimenticata. Non \u00e8 tuttavia scomparsa, ma sta solo rimossa nei percorsi cerebrali cosiddetti muti o inconsci, dai quali si fa comunque sentire proiettata e riconoscibile in molti comportamenti e in primo luogo in quello verbale o fatto di parole, di linguaggi. Della preistoria della mente umana ci sono di fatto tracce sparse a tutti i livelli nei linguaggi attuali, persino, per quanto possa apparire straniante, nella loro morfologia. I linguaggi di fatto non sono soltanto uno strumento, per quanto ancora oggi il mezzo naturale pi\u00f9 universale prodotto a livello animale per l\u2019adattamento sempre pi\u00f9 funzionale alla vita, bens\u00ec sono, di nuovo inevitabilmente, anche un immenso magazzino di memorie viste nell\u2019angolazione diacronica del punto di vista semantico, logico e psicologico, antichissime e meno antiche, recenti. Lingue che sfaccettano quali macroidentificativi la straordinaria cultura prodotta dagli esseri umani per come si \u00e8 venuta formando in dinamico sviluppo in epoche e periodi geologici, come, con qualche cenno di esemplificazione e comparazione, andiamo a vedere in questo studio.\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Tracce della mente preistorica del genere Homo e antecedenti espresse nella spazialit\u00e0 dell\u2019antico pittogramma relativo alla <\/span><\/i><\/b><b><span data-contrast=\"auto\">notte,<\/span><\/b><b><i><span data-contrast=\"auto\"> ancora echeggiante<\/span><\/i><\/b> <b><i><span data-contrast=\"auto\">nei linguaggi attuali<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Della scrittura, risalente alla soglia tra protostoria e storia e dagli inizi \u2013 strabilianti \u2013 nelle remote pitture parietali di circa trentamila anni fa fornite dell\u2019inevitabile vecchia matrice preistorica di cui sopra, viene qui illustrato il pittogramma sumero dell\u2019area culturale mesopotamica, databile a circa seimila anni fa, relativo alla simbolizzazione grafica della notte (Georges Jean 1986\/1992: 17). Esso mostra una serie di segmenti perpendicolari al suolo che si dipartono da una linea convessa in alto simboleggiante la volta del cielo, ci\u00f2 secondo la spazialit\u00e0 apparente dell\u2019arrivo della notte in discesa dall\u2019alto, interpretazione dell\u2019ambiente che, giunta dal pi\u00f9 arcaico passato, occhieggia ancora nel linguaggio attuale in tanti modi di dire usciti dalla preistoria: scende la notte, cala la sera, cadono le ombre e simili, sebbene oggi ormai si sappia che nulla di tutto ci\u00f2 scende da nessun luogo su nessun luogo. Nel piano dell\u2019ovviet\u00e0 \u2013 o della banalit\u00e0 \u2013 che evita l\u2019analisi e gli approfondimenti dando per scontato anche ci\u00f2 che scontato non \u00e8, si tratta di un semplice modo di dire, senza particolari problemi, poetico se si vuole e metaforico. In realt\u00e0 il pittogramma, all\u2019epoca del suo sorgere come tratto grafico, corrispondeva a un modo per cos\u00ec dire oggettivo, con tutta la relativit\u00e0 del termine nelle varie epoche, di vedere le cose, i fenomeni, un modo facente parte di un\u2019interpretazione na\u00eff dell\u2019ambiente vecchia di milioni e milioni di anni prima che fosse espressa nei pittogrammi. In altri termini: nel passato remoto e meno remoto la notte scendeva realmente dal cielo, come pure il sole realmente moriva e sprofondava nelle acque o tra i monti, appunto tramontava, anche le ombre cadevano sul mondo e simili spazialit\u00e0 discendenti dall\u2019alto al basso secondo un\u2019arcaica modalit\u00e0 di comprensione dei fenomeni che, lungi dallo scomparire, ancora \u00e8 conservata quale memoria ereditata e si presenta appunto nella spazialit\u00e0 convogliata dal linguaggio di parole, come anche prime ideazioni pittografiche della scrittura testimoniano. Come a dire che nei linguaggi la pi\u00f9 arcaica preistoria stia misteriosamente fra gli uomini odierni per gran parte non vista perch\u00e9 protetta o mascherata dal manto dell\u2019ovvio, rimanendo cos\u00ec in vita pi\u00f9 o meno per lunghissimi tempi o magari forse per sempre a connotazione del lungo e avventuroso viaggio che la visione del mondo prodotta dal pi\u00f9 multiforme uomo porta con s\u00e9.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Il termine <\/span><\/i><\/b><b><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/b><b><i><span data-contrast=\"auto\"> e la sua preistoria\u00a0<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Venendo al tema della violenza maschile contro la donna, premetto che verr\u00e0 utilizzato, per ragioni intrinseche alla cultura espressa nella lingua italiana, il termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">maschio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e derivati per intendere l\u2019uomo entro l\u2019ambito biologico maschile e non il sostantivo <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, in quanto quest\u2019ultimo, secondo il contesto in cui si viene a trovare, congloba anche l\u2019ambito biologico femminile, potendo con ci\u00f2 produrre la fallacia logica di equivocazione.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Prendiamo il termine italiano <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> corrispondente <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">in toto<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> nella semantica al latino <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo <\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">\u2013 tenendo conto che eccezioni alla regola o a quella che appare come regola ce ne sono sempre tante a tutti i livelli, scientifici e non scientifici. Vediamo dunque come <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, nell\u2019ambito della duplice rappresentanza del sesso maschile e femminile, assorba e cancelli nel genere maschile quello femminile che semplicemente scompare lasciando il posto al maschio: <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">L\u2019uomo \u00e8 un animale bipede<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Gli uomini hanno una lunghissima preistoria<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> intendendo con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomini<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> l\u2019essere umano come il genere umano importante, ossia che conti, sia solo appannaggio maschile e come sia scontato che quello femminile non compaia come tale, questo in una sudditanza presente gi\u00e0 nel mondo della scimmia \u2013 sappiamo che il maschio dominante impera sulle femmine del branco dittatorialmente, per servirci di un eufemismo nell\u2019ambito del suo dominio. Nella semantica test\u00e9 citata, il termine non \u00e8 casuale n\u00e9 dovuto come pu\u00f2 sembrare permanendo nell\u2019ottica dell\u2019ovviet\u00e0 che evita ogni analisi delle cose come stanno, bens\u00ec \u00e8 un segno della persistente presenza, nella societ\u00e0 cosiddetta democratica, di un arcaico modo maschile ancora attuale di intendere la dignit\u00e0 del genere femminile tutt\u2019altro che favorevole alla donna, un concetto proveniente dalla pi\u00f9 remota e pi\u00f9 oscura preistoria del genere umano presente nel branco di scimmie. Nella cultura italiana, sul piano del diritto fondamentale all\u2019identit\u00e0, la donna, a livello linguistico e quindi concettualmente, nonch\u00e9 nei fatti, per cos\u00ec dire non esiste, nell\u2019antichit\u00e0 latina come pure nell\u2019attualit\u00e0, epoche in cui essa permane \u2013 quanto a dignit\u00e0 identitaria del suo genere \u2013 nella sfera anonima, quasi un essere senza volto, con un burqa mimetizzato o nascosto nelle recondite e antichissime pieghe del linguaggio, ma esistente, proiettante la struttura sociale di epoche mute. Qualche differenza fra le culture. Ad esempio nella lingua tedesca, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der<\/span><\/i> <i><span data-contrast=\"auto\">Mann<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> \u00e8 l\u2019uomo solo di genere maschile, ossia non rappresenta anche quello femminile, ossia ancora: non corrisponde al latino <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e all\u2019italiano <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> che nell\u2019accezione di genere valgono per il maschile e per il femminile. <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Donna<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> in tedesco \u00e8 <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">die<\/span><\/i> <i><span data-contrast=\"auto\">Frau<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">. <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, di genere maschile e comunque una derivazione da <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mann<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, assomma in s\u00e9 maschi e femmine in un concetto diverso dai due generi presi singolarmente: <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Der Mensch ist ein vern\u00fcnftiges Tier<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, dove <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, diverso da <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mann<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, indica uomini e donne. In italiano non esiste un termine propriamente corrispondente al singolare <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> che si rende in generale pertanto con il polisemico <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, valido per uomo maschile assommante in s\u00e9 anche il genere femminile rappresentato dal maschio, traducendo l\u2019esempio di cui sopra: <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">L\u2019uomo \u00e8 un animale razionale<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> \u2013 lasciando qui stare ulteriori termini utilizzabili tipo <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">essere umano<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e simili che esistono anche in tedesco e che non riguardano la semantica del termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo-uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">. In tal senso il plurale <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Menschen<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> pu\u00f2 essere ridato sia con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomini<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, con lo stesso problema test\u00e9 sollevato, o con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">gli umani<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> etc., intendendo con tali termini uomini e donne e cos\u00ec via, ma nulla pu\u00f2 togliere a <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo-uomo<\/span><\/i> <i><span data-contrast=\"auto\">homines-uomini<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> il loro significato e il loro retroterra. Ci\u00f2 per\u00f2 non significa che nella cultura tedesca la considerazione della donna sia impeccabile, tutt\u2019altro, ci\u00f2 che \u00e8 andato fuori dalla porta, \u00e8 rientrato dalla finestra. Nelle alterne vicende relative al termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> nelle varie epoche, esso esiste anche fornito di genere neutro, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">das Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, utilizzato in questa modalit\u00e0 grammaticale ancora oggi per connotare un essere femminile diciamo di dubbia moralit\u00e0. Ricordiamo qui che in tedesco anche <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">das Weib<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, che riguarda la definizione autonoma del genere femminile, non \u00e8 di genere femminile, bens\u00ec neutro, dal latino <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">neutrum-ne-utrum<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">: n\u00e9 uno, n\u00e9 l\u2019altro dei due, cos\u00ec ad esempio come il neutro <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">das Kind<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">bambino<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, cui non viene dato ancora il diritto di avere un\u2019identit\u00e0 pur nella chiarezza del genere biologicamente parlando, ma appunto si tratta non di biologia, ma di un diritto, il diritto all\u2019identit\u00e0, alla differenziazione che nella cultura germanico-tedesca andava e va ancora oggi guadagnato sul campo per usare un termine militare adatto a tale etnia, campo che all\u2019apparenza le donne non si sono ancora conquistate e che non \u00e8 stato loro ancora riconosciuto dai maschi al di l\u00e0 di qualche parsimoniosa concessione sotto il loro pi\u00f9 stretto controllo al di l\u00e0 di apparenze liberali di superficie. Tra parentesi: il sostantivo <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">das Weib<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, appunto neutro per <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femmina <\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">e per il genere femminile, indicava nell\u2019VIII secolo d.C. nell\u2019antico alto tedesco pi\u00f9 specificamente addirittura la donna o pi\u00f9 esattamente la femmina sposata che, secondo l\u2019etimologia pi\u00f9 accreditata del termine, era coperta, avvolta, nascosta nel mantello, capo compreso, un\u2019interpretazione del burqa a quanto appare, salvo poi a significare addirittura anche una donna spregevole, tanto \u00e8 vero che <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Weib,<\/span><\/i> <i><span data-contrast=\"auto\">femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, accanto a <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">die Frau<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donna<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, viene usato pi\u00f9 raramente oggi a meno che non sia intenzionalmente inteso in senso offensivo. Lasciando qui stare ulteriori ipotizzate e ipotizzabili derivazioni della radice del termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Weib<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, \u00e8 alquanto sorprendente in una delle innumerevoli vere e proprie meraviglie linguistiche a livello semantico-grammaticale, che il sostantivo <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, pur di genere maschile, non abbia la declinazione cosiddetta forte spettante al maschile nella lingua tedesca con desinenze dei casi al singolare originariamente molto diverse l\u2019una dall\u2019altra a rappresentare l\u2019importanza e la dinamicit\u00e0 del maschio in grado di cambiare la realt\u00e0 con la sua intelligenza creativa e capacit\u00e0 di realizzazione. Il sostantivo maschile <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> dunque non ha la declinazione forte, bens\u00ec condivide quella cosiddetta debole, indifferenziata, spettante ai sostantivi femminili, mostrante accanto alla desinenza consueta del plurale femminile <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">-en<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, ancora in uso nella fattispecie, la desinenza indifferenziata <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">-en<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> per tutti i casi del singolare tranne che nel nominativo, desinenza al singolare che oggi il femminile ha perso, ma che \u00e8 rimasta nel singolare dei sostantivi maschili cosiddetti deboli, come <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der Mensch<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der Junge<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">,<\/span><i><span data-contrast=\"auto\"> il giovane<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> etc. Cos\u00ec, per caso o per qualche inconscio e malcelato disprezzo per il sostantivo definito debole, in ogni caso non degno della declinazione cosiddetta forte del maschile, \u00e8 rimasta in tale termine la fusione dei due generi, da un lato nell\u2019articolo maschile, forte, dall\u2019altro nella declinazione femminile, debole.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Il termine <\/span><\/i><\/b><b><span data-contrast=\"auto\">femminicidio<\/span><\/b><b><i><span data-contrast=\"auto\"> e la sua preistoria<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Venendo a un\u2019ulteriore riflessione di ordine linguistico, segue una nota sul termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femminicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, che personalmente considero uno schiaffone alla dignit\u00e0 della donna, come un trattenerla indietro nelle epoche, riservandole come genere umano la grotta preistorica della <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> nel branco dei Primati. Che tale termine sia sorto nell\u2019ambito femminile non cambia nulla, evidentemente non \u00e8 stata data importanza al termine e comunque, forse peggio, vi \u00e8 stato un semplice adeguamento acritico femminile al termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femminismo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> ideato nell\u2019Ottocento da medici francesi, maschi, che intendevano con tale concetto un indebolimento dell\u2019energia nei maschi deboli come femmine, quindi un concetto sorto in un ambito maschile negativo per la donna, ambito non contestato dalle donne nel loro impossessamento del concetto \u2013 si noti il termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femme<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> per donna e moglie, anche nella locuzione divenuta famosa della <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femme fatale<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, con la negativit\u00e0 a ci\u00f2 intrinseca a prescindere dal fatto che la locuzione possa magari essere gradita in un fraintendimento del concetto. Si dovrebbe inserire nella cultura italiana, sempre permanendo nel contesto della strage di donne a opera dei maschi, un neologismo: <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donnicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, che qui adotto e propongo nel mondo di concetti sul piano linguistico. Ci\u00f2 eviterebbe la degradazione della donna al rango di femmina nell\u2019area in questione. Dettagliando ancora sul piano linguistico: per andare solo in un idioma minore o lingua regionale, in friulano <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> si dice <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">om(p)<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donna <\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">si dice<\/span><i><span data-contrast=\"auto\"> femine<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, non solo: <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">marito<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> coincide con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">om(p)<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, moglie con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femine,<\/span><\/i> <i><span data-contrast=\"auto\">femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, come se \u2013 in un esempio analogico non troppo estremo che non vuole essere un\u2019offesa per la mentalit\u00e0 maschile \u2013 la donna e la moglie appartenessero al branco di bestie allevate dal maschio e fatte lavorare per lui nonch\u00e9 procreare. In ogni caso il termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femminicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> si dovrebbe almeno oggi sostituire con il termine sopra citato <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donnicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, pi\u00f9 consono alla dignit\u00e0 delle donne che potrebbero cos\u00ec essere assassinate come persone, non pi\u00f9 a bastonate come le mucche un tempo, sempre dai maschi, e magari cos\u00ec potrebbero avere un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 dignitosa, ci\u00f2 che potrebbe anche rendere pi\u00f9 grave il loro assassinio \u2013 anche il linguaggio non \u00e8 un\u2019opinione, non solo la matematica. Una parola sul termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">omicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">: esso \u00e8 composto da <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">occidere<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">uccidere<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, dove il termine <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">homo-uomo<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> si riferisce all\u2019uomo e alla donna, di nuovo rappresentata dal maschio onnicomprensivo, mentre ad esempio in tedesco sta il termine di derivazione dall\u2019antico germanico <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">der Mord<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">assassinio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, termine che non congloba la donna e neppure cita il maschio, ma solo il crimine, questo per evidenziare qualche differenza culturale come quelle gi\u00e0 illustrate. L\u2019Italia \u00e8 tra i Paesi pi\u00f9 conservatori del mondo, non ama le novit\u00e0 che si accettano quando sono diventate gi\u00e0 vecchie rispetto alle altre culture da cui in genere provengono, comunque alcuni svecchiamenti e innovazioni nei termini, ossia a livello di concetti espressi linguisticamente, si fanno ogni tanto anche in Italia per il possibile e specialmente di recente, ossia ove possibile si sostituiscono alcuni termini con altri pi\u00f9 consoni ai tempi, ai regimi democratici. Una tale sorte \u00e8 toccata, ad esempio, a <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">spazzino<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, che \u00e8 stato sostituito a pi\u00f9 mandate fino a diventare <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">operatore ecologico<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">. Una sostituzione affine di <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femminicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> con <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donnicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> \u00e8 possibile, si potrebbe attuare senza fare danno, solo magari disturbando qualche cosiddetto benpensante. Tuttavia, chiss\u00e0 mai perch\u00e9 non si fa, mi chiedo sperando che si faccia una volta o l\u2019altra. In tedesco, per riprendere la comparazione semantica, esiste, accanto a <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Femizid<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e forme simili, anche il termine di radice tedesca pi\u00f9 decoroso e pi\u00f9 esplicito \u2013 per questo anche pi\u00f9 spaventoso, senza veli di derivazione latina a sfumare i concetti sgraditi, la violenza maschile \u2013 <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Frauenmord<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">assassinio della donna<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> o delle donne, il tedesco \u00e8 lingua sempre molto molto chiara, mai edulcorante o semanticamente mimetizzante quanto pu\u00f2 rivelare verit\u00e0 scomode, il tedesco \u00e8 lingua dell\u2019esplicitazione di tutto per filo e per segno, ma su questo non ci possiamo soffermare per non andare fuori tema. Nella cultura italiana pu\u00f2 stare \u2013 quasi parallelamente \u2013 <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donnicidio<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> dall\u2019evoluzione del latino <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">domina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, padrona di casa da cui \u00e8 derivato <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">donna<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, e <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">occidere<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, uccidere, certo con la componente violenta un po\u2019 meno evidente, ma termine che evita almeno <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">femina-femmina<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> che nel contesto della strage di donne risulta offensivo fino all\u2019inaccettabilit\u00e0.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Conclusione<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Per concludere il breve <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">excursus<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> di semantica linguistica nell\u2019ambito della violenza maschile contro la donna, sono stati illustrati alcuni termini che parlano di un\u2019ottica di prevaricazione e sopraffazione, anche di annientamento nel profondo, da parte del pi\u00f9 forte verso il pi\u00f9 debole. Il tema dell\u2019identit\u00e0 della donna \u00e8 fulcro oggi di lotte anche cruente in alcuni Paesi, dove soprattutto maschi giovani si sono schierati con la loro maggiore forza a fianco delle donne e combattono generosamente e muoiono condannati a morte per i diritti delle donne e di libert\u00e0 di tutti dal regime teocratico ancora legittimato da una divinit\u00e0, non dal popolo, il pi\u00f9 arcaico e tra i pi\u00f9 ingiusti e crudeli di tutti i regimi umani sulla Terra come la storia insegna, donne che si devono ancora oggi avvolgere in mantelli che le coprono impedendo loro di vedere a tutto campo, di camminare liberamente, di correre, mantelli che nascondono o cancellano il volto, come a negare la manifestazione della loro identit\u00e0 nella vita, il diritto della donna alla vita stessa. Maschi che sono da sempre i padroni del mondo, come secondo la loro maggiore forza fisica rispetto alle donne e la mancanza di incombenze procreative. Maschi che possono esprimere liberamente, come \u00e8 giusto che sia nell\u2019unica possibilit\u00e0 di vita di ciascuno, tutti i talenti e malgrado ci\u00f2 non lasciano libera la donna di esprimere la sua intellettualit\u00e0, la sua natura quale che sia, costringendola in un modo o in un altro a ruoli limitati alle esigenze maschili. Per citare alcune tipologie di eccellenze sviluppate in libert\u00e0 dai maschi: arte, tutte le arti; scienza, tutte le scienze: tecnologia, tutte le tecnologie; libert\u00e0, tutte le libert\u00e0 possibili, audacia, tutte le audacie possibili e cos\u00ec via, con il pi\u00f9 orrido buco nero nella loro strutturazione della societ\u00e0, il pi\u00f9 tremendo nella civilt\u00e0 e incivilt\u00e0 creata dal Primate umano: il rapporto con la donna, del quale si sono evidenziate alcune vecchie, ma inequivocabili orme culturali valide nella semantica del linguaggio ancora attualmente.<\/span><i><span data-contrast=\"auto\">\u00a0<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\"> ______________________________________________________________\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIOLENZA MASCHILE CONTRO LA DONNA:\u00a0 NOTE DI SEMANTICA LINGUISTICA\u00a0 Rita Mascialino\u00a0 \u00a0 Introduzione\u00a0 Sull\u2019argomento della relazione tra violenza maschile contro le donne e semantica linguistica seguono alcune propedeutiche informazioni sulla presenza di storia e preistoria della mente umana nel linguaggio. 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