{"id":4024,"date":"2023-08-07T08:56:00","date_gmt":"2023-08-07T07:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=4024"},"modified":"2023-12-21T09:17:54","modified_gmt":"2023-12-21T08:17:54","slug":"provocazione-sessuale-al-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2023\/08\/provocazione-sessuale-al-femminile\/","title":{"rendered":"PROVOCAZIONE SESSUALE AL FEMMINILE"},"content":{"rendered":"<p><b>PROVOCAZIONE SESSUALE AL FEMMINILE<\/b><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">Rita Mascialino<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i><span data-contrast=\"auto\">Introduzione<\/span><\/i><\/b><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nell\u2019occuparci della provocazione sessuale al femminile osservata entro il contesto fornito dal particolare rapporto tra vittime di violenza sessuale e aggressori, facciamo precedere una nota di semantica linguistica sui tratti fondamentali connotanti il concetto della provocazione. Al proposito ci riferiamo al latino di cui l\u2019italiano \u00e8 la diretta prosecuzione. Venendo all\u2019infinito latino <em>provocare<\/em>, vediamo come <em>vocare<\/em> significhi <em>chiamare<\/em> a voce, quindi facendosi sentire sul piano acustico concreto e metaforico; quanto alla preposizione latina <em>pro<\/em>, essa esprime nella sua concreta spazialit\u00e0 primaria, lasciando ulteriori significati derivati, <em>fuori<\/em>, <em>davanti<\/em>, quindi <em>provocare<\/em> come <em>chiamare fuori<\/em>, <em>davanti<\/em>, in tal senso anche <em>sfidare<\/em> sul piano concreto e metaforico; ancora all\u2019interno della medesima spazialit\u00e0 il chiamare fuori, davanti, precipuamente in azioni giudiziarie, in processi di tribunale, dove la presunta vittima chiama attraverso l\u2019avvocato, l\u2019<em>advocatus<\/em>, fuori e davanti coloro che le abbiano arrecato un eventuale danno e simili. Si tratta di un verbo transitivo che nella sua diatesi attiva implica un\u2019azione da parte del soggetto, appunto il pro-vocare. In altri termini: tale verbo sottende un\u2019azione da parte di qualcuno che, in un modo o in un altro, provochi, ossia chiami fuori o davanti, significato che sta alla base degli ulteriori contesti in cui il termine si pu\u00f2 venire a trovare \u2013 le spazialit\u00e0 originarie o antiche e anche antichissime delle parole non vengono cancellate nel prosieguo delle epoche, bens\u00ec mantengono per tempi lunghissimi il medesimo scheletro semantico primitivo, senza che scompaia propriamente, si fa solo meno evidente nella successiva costellazione concettuale di cui si arricchisce. Sempre restando quindi nella medesima spazialit\u00e0 di base del chiamare fuori e davanti, si inserisce anche il significato di <em>provocare<\/em> come <em>causare un determinato effetto<\/em>, ossia il causare si sovrappone a un chiamare fuori, a un fare uscire allo scoperto chi o che cosa sia, per cos\u00ec dire con una metafora, il colpevole dell\u2019effetto.<\/p>\n<p><em><strong>La provocazione da parte della donna nell\u2019ambito sessuale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Dopo la breve premessa finalizzata ad abbozzare le coordinate generali relative al concetto della provocazione, seguono alcune riflessioni sull\u2019argomento specifico della provocazione sessuale al femminile.<br \/>\nSi \u00e8 soliti qualificare il corpo della donna come pi\u00f9 o meno provocante. Questo ci dice che siano in primo luogo le fattezze fisiche in s\u00e9 della donna a provocare eventualmente nel maschio l\u2019eccitazione sessuale, a chiamarla fuori, quasi, dico quasi, come ne fossero la causa \u2013 in realt\u00e0 l\u2019eccitazione maschile in s\u00e9 si realizza del tutto a prescindere dalla provocazione femminile, in quanto \u00e8 un meccanismo automatico che segue proprie leggi che tutti i maschi conoscono. Possiamo in questo caso non intenzionale da parte della donna porre la provocazione femminile un po\u2019 come una torta la cui vista faccia venire agli affamati o ai golosi magari voglia di mangiarla senza che la torta abbia l\u2019intenzione di farsi mangiare. Questo ci dice implicitamente e parallelamente come l\u2019eccitazione sessuale del maschio possa verificarsi provocata dalla vista \u2013 o dall\u2019immagine mentale \u2013 del corpo della donna in quanto questo \u00e8 lo strumento pi\u00f9 facile e pi\u00f9 consono a disposizione in natura qualora l\u2019uomo voglia scaricare l\u2019eccitazione stessa. La semplice presenza della donna dunque, entro quanto test\u00e9 accennato, vale pertanto come presenza della preda sessuale maschile pi\u00f9 comune, per cos\u00ec dire. Solo quando la donna esibisca le sue bellezze in modo vistoso assieme a comportamenti specifici messi in atto, si pu\u00f2 oggettivamente ritenere che, inconsciamente o consciamente, voglia provocare \u2013 o chiamare fuori \u2013 nel maschio un\u2019eccitazione sessuale, questo anche qualora la donna asserisca di non averne alcuna intenzione \u2013 intenzioni a livello inconscio o conscio hanno sempre il medesimo valore intenzionale. Si tratta in questi casi probabilmente anche di una memoria ancestrale femminile di esibizione di s\u00e9 finalizzata ad avere vantaggi dalla messa a disposizione di s\u00e9 ai maschi che da sempre hanno retto la societ\u00e0 umana e prima ancora generalmente scimmiesca e anche di una memoria ancestrale maschile di considerare tale esibizione di s\u00e9 da parte della femmina: arcaicamente, nelle trib\u00f9 africane ad esempio, le bambine di sette o otto anni si mettevano nude davanti al gruppo di maschi giovani seduti a terra non nudi e cominciavano per cos\u00ec dire a ballare, a muoversi freneticamente facendo vibrare il corpicino finch\u00e9 uno dei maschi veniva provocato sessualmente e saltava in piedi, segnale che quella sarebbe stata la sua futura sposa e cos\u00ec per ogni eccitazione maschile con le varie bambine. Dunque, onde evitare i due tipi di provocazione, quella del corpo in s\u00e9 senza l\u2019intenzione consapevolmente ag\u00ecta e quella dell\u2019esibizione del corpo con intenzione consapevolmente ag\u00ecta, in tempi antichissimi \u2013 e anche attuali in qualche cultura \u2013 la donna doveva e deve nascondere il suo corpo e anche il suo volto sotto un burqa nero o di pochi altri colori, ci\u00f2 che, se evita l\u2019esibizione del corpo della donna, comunque solo attutisce o rallenta il citato effetto della donna in s\u00e9 quale preda sessuale, quale strumento sessuale per eccellenza di un uomo. Nei casi di <em>stupro<\/em> \u2013 stupro dal latino <em>stupeo-es-ui-\u0113re<\/em>, restare instupidito, da cui <em>stupidus<\/em> e anche<em> stupor-stuporis<\/em>, ossia stupore, instupidimento, inoltre appunto anche il famigerato <em>stuprum<\/em>, onta, stato psicofisico di disonore derivante dallo stupro o violenza sessuale, <em>stuprum<\/em> come termine eufemistico (Ernout&amp;Meillet 658-659) \u2013, nei casi di stupro dunque una posizione molto frequente sostenuta dal violentatore \u00e8 quella relativa alla provocazione ag\u00ecta dalla donna nei suoi confronti, come se il suo corpo fungendo da provocazione in s\u00e9 dovesse giustificare in ogni caso la violenza maschile, come se la chiamata fuori della sua eccitazione sessuale fosse intenzionale da parte della donna e non dovuta ai meccanismi intrinseci al sesso maschile. Certo la donna non si pu\u00f2 nascondere solo perch\u00e9 altrimenti il maschio si sente autorizzato a servirsene per soddisfare le sue esigenze sessuali. Segue un breve esempio preso dalla Bibbia, quello relativo a Eva, la quale avrebbe provocato Adamo sessualmente, nonch\u00e9 alla trasgressione degli ordini del dio padre \u2013 lasciamo qui stare ogni dettaglio nella questione. Si tratta di un mito creato da maschi che proiettano sulla donna i loro desideri colpevolizzandola e risultando cos\u00ec del tutto innocenti in ogni direzione, vedi anche gli insulti dedicati a Eva in tal senso. Risulta senz\u2019altro molto difficile credere che maschi che hanno il meccanismo sessuale citato abbiano avuto bisogno di essere tentati da Eva, mentre il loro sesso era tranquillamente inerte, privo del suo meccanismo centrale. Davvero \u00e8 stata Eva, ossia c\u2019\u00e8 stato bisogno della provocazione femminile per dare luogo all\u2019atto sessuale o non \u00e8 stato l\u2019implacabile meccanismo sessuale maschile a provocarsi da s\u00e9 e a utilizzare la donna come compagna consenziente o facile preda non consenziente? Certo esiste nell\u2019Eden anche la presenza del serpente, simbolo fallico maschile per eccellenza, che ha tentato Eva in varia direzione, per cui, volendo restare nel mito prodotto dagli uomini, ossia dai maschi, sarebbe stata Eva a essere provocata, tentata dal fallo e dal desiderio sessuale maschile, ingannatore viste le note caratteristiche comportamentali di tale temibile animale. Comunque, certamente la donna non \u00e8 sempre innocente nel settore. Quando esibisce le sue grazie in misura estremamente visibile, non pu\u00f2 non esserci il piacere della provocazione. Allora la donna deve vestire il burqa perch\u00e9 non si possa dire che essa provochi in qualche modo l\u2019uomo? Altrettanto certamente no, \u00e8 giusto che essa abbia la gioia e la soddisfazione di sentirsi bella e desiderata, ma <em>est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum<\/em>, \u2018c\u2019\u00e8 una misura nelle cose: vi sono infine precisi limiti al di l\u00e0 e al di qua dei quali non pu\u00f2 sussistere il giusto\u2019 (Orazio: Satire I, 1, 106-107). Ora il concetto di limite, per quanto possa essere percepito come riduttivo della libert\u00e0, non \u00e8 sempre negativo, anzi: il fine stesso, lo scopo pi\u00f9 positivo, la meta condividono necessariamente il concetto di limite, di termine, come il porre un traguardo alla propria azione pratica o al pensiero. Si tratta di fissare \u2013 da <em>findo-fissum-findere<\/em>, dividere, fendere, comunque porre un limite da non oltrepassare \u2013, ossia di delimitare la propria attivit\u00e0 cos\u00ec da sapere quali vie scegliere, come delimitare l\u2019area della ricerca, senza andare fuori argomento. Riguardo al tema in questione, se una donna abbia come fine o meta quella di attrarre i maschi e farsi ammirare stimolando la loro sessualit\u00e0, allora \u00e8 del tutto corretto e lecito rendersi desiderabili sessualmente, abiti compresi mirati allo scopo. Ma se questo non dovesse essere il fine, la meta da raggiungere, come ad esempio nell\u2019attivit\u00e0 politica o di docente o comunque intellettuale, scientifica e affini \u2013 da <em>adfinis<\/em>, vicino al limite, nei pressi del fine-confine \u2013, allora l\u2019aspetto non dovrebbe essere identico a quello finalizzato a provocare l\u2019eccitazione, a stimolare la sessualit\u00e0, in quanto tale identit\u00e0 sarebbe segnale fuorviante, incoerente con la meta diversa. Questo senza, come anticipato, che si arrivi agli estremi del burqa, ovviamente, <em>quos ultra citraque<\/em>, come sopra. Un abito che stimoli la sessualit\u00e0 pu\u00f2 essere facilmente frainteso, equivocato, come un chiamare fuori la disponibilit\u00e0 alla sessualit\u00e0, quasi la donna si rendesse disponibile all\u2019atto sessuale, mentre magari vi \u00e8 solo la disponibilit\u00e0 a essere ammirata. Allora lo stupro \u00e8 colpa di come si acconci la donna? No, la provocazione femminile viene spesso o quasi sempre tirata in ballo nelle azioni di violenza sessuale maschile a prescindere dall\u2019aspetto che voglia assumere la donna. Il fatto \u00e8 che il corpo femminile, come pi\u00f9 sopra, \u00e8 di per s\u00e9 capace di eccitare un uomo, per cui la sua esibizione ad oltranza pu\u00f2, oggettivamente, dare il segnale della provocazione. L\u2019uomo deve saper controllare il proprio istinto sessuale, ma \u00e8 noto da tempi immemorabili che non tutti gli uomini lo sappiano fare, ci\u00f2 dovuto al loro passato ancestrale, quando stavano sugli alberi, dove non vi erano limiti alla loro libert\u00e0 sessuale. Per tutto ci\u00f2 il detto oraziano relativo al <em>modus in rebus<\/em> e al limite da identificare nelle varie circostanze, nella fattispecie quanto a possibilit\u00e0 della provocazione per cos\u00ec dire intrinseca al corpo femminile, ha la sua validit\u00e0 perenne. La donna, pur avendo il diritto di vestirsi come vuole e come ritiene per altro a suo rischio e pericolo, deve vestirsi anche di buon senso, ossia non esagerare nell\u2019esibizione di s\u00e9 se non sia interessata a dare segnali di disponibilit\u00e0 all\u2019uomo. Quanto all\u2019uso della violenza sessuale da parte del maschio nei confronti della donna, questo \u00e8 un altro discorso: riguarda il maschio e le sue abitudini ancestrali che deve dismettere al pi\u00f9 presto, i tempi non sono pi\u00f9 quelli dei salti da un albero all\u2019altro nella pi\u00f9 totale libert\u00e0 possibile all\u2019epoca. Parallelamente anche la donna non \u00e8 pi\u00f9 sull\u2019albero nella foresta, per cui, consapevole dell\u2019attrazione che il suo corpo esercita sul maschio e consapevole di avere a che fare con un maschio molto pi\u00f9 forte di lei, pu\u00f2 \u2013 accanto a tutte le eventuali leggi a suo favore \u2013 saggiamente porsi in ogni caso e a prescindere dalle leggi appunto che ne garantiscono l\u2019uguaglianza con i maschi, uguaglianza che non ci pu\u00f2 essere stante la maggiore forza fisica del maschio, pu\u00f2 appunto porsi qualche limite e qualche prudenza in pi\u00f9, meglio qualche prudenza in pi\u00f9 che una in meno, la quale pu\u00f2 esserle fatale \u2013 sappiamo almeno dal Giardino dell\u2019Eden quanto sia abile il maschio-serpente come ingannatore, ma sappiamo anche che nel branco esisteva la <em>prostituzione alimentare\u00a0<\/em>delle femmine\u00a0 (Chiarelli 2003: II, 44). Non si tratta di limiti insopportabili, solo, a libera volont\u00e0 dell\u2019utente, di un po\u2019 di prudenza \u2013 <em>prudentia<\/em> nel significato latino, tra gli altri, di avvedutezza, intelligenza, cos\u00ec come l\u2019homo <em>prudens<\/em> era s\u00ec persona prudente, ma in quanto intelligente, avveduta, consapevole dei pericoli, dei rischi che doveva affrontare nel modo migliore per uscirne vincitore.<br \/>\nPer concludere, un esempio, analogico quanto paradossale, tra i molti possibili concernenti il concetto della provocazione in altro ambito.<br \/>\nQualora un automobilista dimentichi un finestrino aperto, si pu\u00f2 trovare la multa comminata dal vigile urbano essendo incorso nel reato di istigazione al furto, per chiarire: se il ladro gli ruba il telefonino lasciato in auto magari in bella vista e in aggiunta con il finestrino abbassato, il depredato deve pagare anche la multa per avere addirittura istigato il prossimo al furto \u2013 istigare dal latino <em>instigare<\/em> nel significato concreto e metaforico di <em>pungere<\/em>, <em>spronare<\/em>, possiamo dire di <em>provocare<\/em>.<span data-contrast=\"auto\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span data-contrast=\"auto\"><strong>Rita Mascialino\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong> \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROVOCAZIONE SESSUALE AL FEMMINILE Rita Mascialino\u00a0 Introduzione\u00a0 Nell\u2019occuparci della provocazione sessuale al femminile osservata entro il contesto fornito dal particolare rapporto tra vittime di violenza sessuale e aggressori, facciamo precedere una nota di semantica linguistica sui tratti fondamentali connotanti il concetto della provocazione. 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