{"id":4270,"date":"2024-10-07T10:28:50","date_gmt":"2024-10-07T09:28:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=4270"},"modified":"2024-10-07T10:28:50","modified_gmt":"2024-10-07T09:28:50","slug":"sulla-semantica-del-participio-presente-nella-lingua-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2024\/10\/sulla-semantica-del-participio-presente-nella-lingua-inglese\/","title":{"rendered":"Sulla semantica del participio presente nella lingua inglese"},"content":{"rendered":"<p><b>\"Sulla semantica del participio presente nella lingua inglese\"<\/b><br \/>\n<b>di Rita Mascialino<\/strong><\/b><\/p>\n<p>Prima di occuparci di alcuni risvolti semantici dell\u2019assunto a monte di questo studio rimando al fatto che l\u2019inglese, come tutte le lingue indoeuropee appartenenti al ceppo germanico, non conosce il gerundio, ma solo il participio presente \u2013 al proposito l\u2019indoeuropeo stesso per come \u00e8 ricostruito dagli specialisti attraverso testi e comparazioni con le lingue che condividono tratti comuni derivati da un supposto ceppo unico o protoindoeuropeo, non ha prodotto il gerundio, bens\u00ec il participio presente che si trova appunto in tutte le lingue cosiddette indoeuropee. In ogni caso, il participio presente copre in inglese anche le funzioni proprie del gerundio e dell\u2019infinito volendo andare a differenziare funzioni che sono rappresentate in ogni caso spesso da una unica forma, quella del participio presente o, per semplificare, forma in - <em>ing<\/em>. Quanto al gerundio, esso \u00e8 una produzione originale e specifica dell\u2019antico latino nella sua evoluzione diretta nel latino classico con prestiti da vari <em>sermones<\/em> e nell\u2019italiano. Sintetizzando per sommi capi: il participio presente o aggettivo verbale qualifica un processo relativo a un\u2019azione in corso di svolgimento, giocatore <em>perdente<\/em>. Il gerundio \u2013 lasciando qui stare il gerundivo da cui pare (Risch 1984: Berlin NewYork: de Gruyter) si sia andato formando il gerundio e che non riguarda questo studio \u2013 esprime pure azioni in corso di attuazione nei casi mancanti dell\u2019infinito verbale, il genitivo, l\u2019accusativo, l\u2019ablativo \u2013 il dativo, presente nell\u2019antico latino, \u00e8 andato scomparendo gi\u00e0 nel latino classico. Il gerundio esprime diverse modalit\u00e0 dell\u2019azione: strumentale, causale, temporale, condizionale e cos\u00ec via.<br \/>\nVeniamo adesso al tema specifico che interessa questi appunti. Nella lingua inglese il participio presente, la forma verbale cosiddetta in - <em>ing<\/em> per comodit\u00e0 di identificazione, sta al centro del modo di intendere la vita entro tale cultura linguistica, ossia: costituisce il fulcro della personalit\u00e0 del popolo di lingua madre inglese. Il participio presente, unito al verbo essere, <em>to be<\/em> e sua coniugazione, rende la forma verbale progressiva o continua, ossia esprime un\u2019azione in corso di svolgimento in tutti i tempi, in diatesi attiva e passiva, invadendo per cos\u00ec dire l\u2019azione a tutto campo e non restando limitato, quanto a formazione della coniugazione, a qualche tempo. Il participio presente si usa in inglese anche in non poche altre forme che niente hanno a che vedere con il corrispondente italiano, per fare un solo esempio: <em>Thank you for remembering me<\/em>, Grazie per esserti ricordato di me, Grazie per avermi ricordato, in inglese: <em>Grazie per ricordante me<\/em>, molto diverso come modo di intendere l\u2019azione e senz\u2019altro pi\u00f9 dinamico, arditamente dinamico, \u00e8 come un attacco vicino e diretto \u2013 gradito nella fattispecie \u2013 alla persona ricordata, manca ogni forma intermedia che ponga una certa distanza. Comunque: in italiano si rende la forma progressiva inglese con il gerundio, facendo corrispondere, in apparenza, le due forme, tuttavia in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 una vera e propria corrispondenza. Di fatto, se noi traduciamo, per capire come stiano le cose nelle due lingue, la forma in -<em>ing<\/em> per quello che \u00e8, si hanno due forme della mente molto diverse, ossia questa forma che percorre tutta la lingua inglese \u2013 e ovviamente l\u2019americano \u2013 mostra esplicitamente il suo volto: <em>He is eating<\/em>, viene ridato in italiano o con il semplice presente Egli mangia \u2013 non essendo obbligatorio l\u2019uso della forma progressiva \u2013 o Egli sta mangiando, mentre in inglese la forma significa solo <em>Egli \u00e8 mangiante<\/em>, non esistendo in tale lingua il gerundio, come pi\u00f9 sopra esclusiva produzione del latino passata direttamente nell\u2019italiano. Nell\u2019essere mangiante prevale l\u2019azione al punto che l\u2019individuo che compie la stessa quasi viene assorbito in essa, quasi trasformato dinamicissimamente nell\u2019azione stessa, ossia l\u2019individuo diviene per cos\u00ec dire l\u2019azione. <em>James was running<\/em>, in italiano Giacomo correva, Giacomo stava correndo, nell\u2019italiano corrispondente all\u2019inglese <em>Giacomo era corrente<\/em>. Chiarendo ancora: in che modalit\u00e0 si trovava Giacomo? Quella della corsa, era corrente, forma espressiva che enfatizza l\u2019azione, non il soggetto che certo non sparisce, ma sta come in secondo piano rispetto all\u2019azione che sta compiendo. Inoltre in italiano, come pi\u00f9 sopra, c\u2019\u00e8 il verbo stare che in s\u00e9 esprime ed enfatizza la stasi. Continuando con alcuni esempi: Domani a quest\u2019ora partir\u00f2, obbligo di forma progressiva in inglese: Domani a quest\u2019ora sar\u00f2 partente,<em> At this time tomorrow I will be leaving<\/em>, dove \u00e8 in primo piano semanticamente l\u2019azione del partire nella sua dinamicit\u00e0 che per cos\u00ec dire trasforma quasi l'individuo. Per altro vediamo come il futuro, che in inglese non c\u2019\u00e8 come coniugazione a s\u00e9 stante, esiste, almeno per ora, solo come presente, ossia tutti i futuri in inglese sono dati da uno o l\u2019altro tipo di presente, nella fattispecie con il modale <em>will<\/em>, voglio: D<em>omani voglio essere partente<\/em> per Domani partir\u00f2, ci\u00f2 che di nuovo enfatizza l\u2019azione come volont\u00e0 di agire, pi\u00f9 debole in un futuro a coniugazione divenuta specifica del futuro. In ogni caso l\u2019accoppiamento del verbo <em>stare<\/em> con il gerundio come nella forma progressiva italiana corrisponde logicamente parlando ad un\u2019unione impossibile: quella della totale stasi con la modalit\u00e0 di un moto in corso di svolgimento. Dal punto di vista logico tale contrasto tra stasi e moto \u00e8 identificabile certo come una contraddizione in termini, di cui per altro nessuno si accorge tanta \u00e8 l\u2019assuefazione in generale alle contraddizioni logiche sparse nella lingua italiana attraverso i modi impliciti del verbo, ma dal punto di vista psicologico la citata contraddizione sul piano logico tra stasi e moto riflette un\u2019attitudine tipica del modo di pensare nel popolo italiano: la difficolt\u00e0 ad abbandonare la stasi, ossia l\u2019ancoraggio pi\u00f9 tenace alla stasi piuttosto che alla dinamicit\u00e0. Da un lato si ha la conservazione pi\u00f9 forte espressa dalla presenza del verbo stare, immobilit\u00e0 quindi, dall\u2019altro la presenza del moto in un\u2019unione dove pare che il verbo stare tenga quasi alla catena e comunque senz\u2019altro rallenti, per il possibile, i moti, l\u2019azione. Gi\u00e0 Varrone citava un antico proverbio latino molto significativo per la personalit\u00e0 del popolo romano, oggi italiano: <em>Romanus sedendo vincit <\/em>(Varrone 37 a.C.: <em>De re rustica<\/em>), Il romano vince stando seduto, ossia senza agire dinamicamente. Il gerundio mette l\u2019azione progressiva, che pure rappresenta, nella stasi pi\u00f9 completa grazie all'unione con il verbo <em>stare<\/em>, nella fattispecie con lo stare seduti, ci\u00f2 in un capolavoro di ironia piuttosto corrosiva. Questa tendenza insita nella latinit\u00e0, dalle origini antichissime, pu\u00f2 implicare e di fatto implica la presenza suppletiva di strategie anche molto astute utilizzate per ottenere le mete con il minimo sforzo ove possibile, ma qualifica pi\u00f9 profondamente, secondo la semantica intrinseca alla morfologia divenuta uso comune non abbandonato, il genio latino-italiano: lo stare fermi - o la conservazione - che prevale, ovunque possibile, sull\u2019azione, la stasi in luogo dell\u2019azione qualora questa si possa evitare, mentre in inglese si ha, come accennato, l\u2019enfatizzazione di una dinamicit\u00e0 ad oltranza in un\u2019interpretazione dell\u2019esistere come avventura verso la conquista del nuovo. Ci\u00f2 non significa certo che tutti gli inglesi o tutti gli americani non siano anche conservatori o altro di diverso, significa solo che negli usi e costumi linguistici, morfologici e sintattici oltre che lessicali, ossia fondamentalmente, troneggi imponente la tendenza all\u2019azione, al dinamismo, al nuovo, all\u2019esplorazione dell\u2019ignoto con i rischi derivanti, la quale tanto spazio ha ad esempio nell\u2019immaginazione di Edgar Allan Poe per citare un poeta e narratore emblema della personalit\u00e0 anglo-americana sul quale qui non ci soffermiamo, ma solo rimandando l\u2019approfondimento linguistico ad altro studio. Nell\u2019inglese non domina dunque la propensione alla stasi, al vecchio, che troneggia al contrario ben strutturata, come vedremo in altri studi specifici, ovunque possibile nella lingua italiana, certo anche qui non sempre e non in tutti gli individui, ma senz\u2019altro a livello degli usi e costumi appunto linguistici instaurati e pi\u00f9 comuni da secoli, anche da millenni partendo dal latino come nel proverbio citato da Varrone valido per una tendenza, insita negli usi e costumi linguistici, dei corrispondenti usi mentali psicologici e logici, nella personalit\u00e0 di base dei parlanti questa lingua data la grande diffusione del modo implicito del gerundio. Certo, sull\u2019uso del participio presente e del gerundio nella forma progressiva e in altri contesti espressivi in inglese e in italiano c\u2019\u00e8 moltissimo da dire, un mondo infinito da indagare dal punto di vista della semantica con agganci agli ambiti artistici e scientifici, in generale comportamentali come<em> Psicologia e logica dei Popoli<\/em>, si \u00e8 qui voluto dare solo qualche dettaglio fondamentale, ma ci torneremo sopra pi\u00f9 avanti, dopo aver dato lo spazio a diversi dettagli logici e psicologici della semantica intrinseca anche di altre lingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Rita Mascialino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(<a href=\"https:\/\/ritamascialino.blogspot.com\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">ritamascialino.blogspot.com<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Sulla semantica del participio presente nella lingua inglese&#8221; di Rita Mascialino Prima di occuparci di alcuni risvolti semantici dell\u2019assunto a monte di questo studio rimando al fatto che l\u2019inglese, come tutte le lingue indoeuropee appartenenti al ceppo germanico, non conosce il gerundio, ma solo il participio presente \u2013 al proposito l\u2019indoeuropeo stesso per come \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[106],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4271,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4270\/revisions\/4271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}