{"id":4477,"date":"2025-10-09T12:53:13","date_gmt":"2025-10-09T11:53:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/?p=4477"},"modified":"2025-12-27T17:46:10","modified_gmt":"2025-12-27T16:46:10","slug":"quel-treno-per-yuma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/2025\/10\/quel-treno-per-yuma\/","title":{"rendered":"Il film &#8216;3: 10 to Yuma&#8217; in James Mangold (2007) e Delmer Daves (1957)"},"content":{"rendered":"<h2><strong>\"Il film '3: 10 to Yuma' in James Mangold (2007) e Delmer Daves (1957)\"<\/strong><\/h2>\n<h2><strong>di Rita Mascialino<\/strong><\/h2>\n<p>(parte di questo studio \u00e8 apparsa anche in (CLSD) \u00abLunigiana Dantesca\u00bb N. 218, ottobre 2025, Rubrica di critica cinematografica 'La Settima Arte')<\/p>\n<p><strong>3:10 to Yuma<\/strong> (2007), <em>Quel treno per Yuma<\/em>, \u00e8 un film per la regia di <strong>James Mangold <\/strong>(New York 1963), sceneggiatura di Halsted Welles,\u00a0Michael Brandt,\u00a0Derek Haas, interpreti principali il poliedrico Russell Crowe (Wellington 1964) come ottimo interprete del capo dei banditi Ben Wade; l\u2019altrettanto ottimo Christian Bale (Haverfordwest 1974) nel ruolo del contadino Dan Evans, l\u2019eccellente caratterista Ben Foster (Boston 1980) nel ruolo di Charlie Prince braccio destro di Ben Wade, tale che pu\u00f2 essere ritenuto il terzo protagonista; colonna sonora di Marco Edward Beltrami.<br \/>\nIl film \u00e8 un libero <em>remake<\/em> a colori del film in bianco e nero <strong>3:10 to Yuma <\/strong> (1957) per la regia di<strong> Delmer Daves<\/strong> (San Francisco 1904-La Jolla 1977), memorabili interpreti Glenn Ford (Canada 1916-Beverly Hills 2006) per Ben Wade e Van Heflin (Walter 1908-Los Angeles 1971) per Dan Evans, sceneggiatura di Halsted Welles, canzone dei titoli di testa e di coda <em>The 3:10 to Yuma<\/em> (George Duning musica e Ned Washington testo) cantata da Frankie Laine (Chicago 1913-San Diego 2007). Il soggetto a monte dei due film fa riferimento a grandi linee e liberamente al racconto breve <em>Three-Ten to Yuma<\/em> di Elmore Leonard (New Orleans 1925-Detroit 2013) del 1953. Tra i doppiatori, tutti bravissimi, emerge in particolare il grande Roberto Gammino (Roma 1969) che per il difficile personaggio di Charlie Prince in Mangold \u00e8 riuscito a contraffare con successo la melodiosit\u00e0 intrinseca alla lingua e alla voce italiana. La vicenda rappresentata non ha riscontro nel reale, bens\u00ec \u00e8 opera di fantasia cui l\u2019arte ha dato ingresso nella memoria letteraria e cinematografica.<br \/>\nDapprima una parola sulle colonne sonore dei due film.<br \/>\nFrankie Laine ha reso immortale la canzone con la sua interpretazione vibrante di nostalgia di vita come dalla melodia musicale e dal testo poetico, nel quale domina il ricordo di ci\u00f2 che \u00e8 diventato leggenda, ossia ricordo di destini umani creati in seno all\u2019arte e collegati al reale treno per Yuma trasfigurato nel simbolo universale del viaggio attraverso l\u2019esistenza. I titoli di testa del film di Daves sono in sintonia con la canzone che funge da Leitmotiv musicale. Dal campo lunghissimo dell\u2019inquadratura si vede una diligenza avvicinarsi lentamente nel piano medio e poi nel dettaglio in una terra vuota di ogni cosa concreta, di ogni meta nel reale. Il viaggio inquadra alla fine dapprima i magnifici cavalli neri al tiro della diligenza \u2013 il cavallo nero \u00e8, tra l\u2019altro, per eccellenza simbolo della creativit\u00e0 artistica pi\u00f9 profonda \u2013, poi le sole ombre scure degli stessi comprese le redini sullo sfondo del nome a grandi caratteri bianchi del regista, come se alla guida di tali ombre ci fosse Delmer Daves stesso, infine inquadrando i magnifici cavalli neri che paiono viaggiare vigorosi nel pi\u00f9 ampio spazio del cielo assieme alle loro ombre senza legami con il reale concreto, immagine che risulta cos\u00ec metafora dell\u2019impalpabile mondo dell\u2019arte cinematografica al servizio del regista, signore di tali ombre.<br \/>\nLa malinconica e molto suggestiva colonna sonora di Marco Beltrami, in sintonia perfetta con il messaggio del film di Mangold, ispira il sentimento di una pacata rassegnazione all\u2019ineluttabilit\u00e0 del reale al di l\u00e0 di ogni illusione di bei finali delle vicende umane, musica la quale ha il suo acme drammatico e intensamente emozionante nell\u2019approssimarsi della morte ormai segnata del protagonista buono, Dan Evans, ed \u00e8 seguita poco dopo la tragedia dal rinnovato ingresso della citata disillusa e triste rassegnazione che nell\u2019inquadratura del treno che riprende il suo viaggio solitario seguito in corsa da un cavallo senza cavaliere fa passare in secondo piano la meta specifica del film per diventare motivo della pi\u00f9 universale esistenza umana che termina nel nulla di ogni vicenda. Una nota ancora: sia nei titoli di testa in Daves, sia nell\u2019immagine alla fine del film di Mangold che inquadra il treno si tratta di un viaggio, in Daves nell\u2019immaginazione artistica, in Mangold nella rassegnazione dell\u2019essere umano in generale in seno alle dure leggi dell\u2019esistere.<br \/>\nQuanto ai film, si tratta di due opere che nel messaggio riflettono, come non pu\u00f2 essere diversamente, le due visioni del mondo dei registi nel complesso intreccio di immagini e parole, di conscio e inconscio nella fantasia artistica inerente a esperienze esistenziali immaginate, psicologiche, socio-politiche, relative ai due generi maschili e femminili di cui \u00e8 fatta la storia della vita, culturali nel senso pi\u00f9 ampio del termine. Importante \u00e8 quindi in questo studio, detto con un concetto di valenza generale, l\u2019analisi dei temi sociali e psicologici nei due film, con maggiore dettaglio dell\u2019opera di Mangold, meno lineare e pi\u00f9 complessa della rappresentazione \u2013 bellissima \u2013 di Daves.<\/p>\n<p>La comparazione semantica tra i due film, al centro di questo studio, mette particolarmente in luce nell\u2019analisi e nella sintesi attuate le somiglianze e le differenze di superficie e profonde tra i messaggi, tralasciando di esporre quei dettagli, pure interessanti e valutati, tuttavia ritenuti ininfluenti a modificare il significato degli stessi, questo per non appesantire inutilmente la critica con un eccesso di particolari.<br \/>\nPer circostanziare l\u2019analisi e avere la possibilit\u00e0 di uno sguardo generalmente panoramico degli eventi narrati, facciamo seguire cenni alle tre trame che trattano delle medesime vicende, diversamente elaborate in ciascuna di esse. Dapprima diamo spazio alla trama relativa al racconto di Leonard quale soggetto di riferimento originario dei due film, segue quindi la trama bruta del film di Mangold e successivamente, per le differenze principali negli eventi, del film di Daves \u2013 il termine \u2018bruta\u2019 m utuato dall\u2019ambito della formula chimica cui, pur nel diverso codice, per cos\u00ec dire corrisponde.<br \/>\nIn Elmore Leonard dunque il protagonista, Paul Scallen, \u00e8 un <em>deputy<\/em> o vicesceriffo in Bisbee, e il capo della banda che ha assalito la diligenza da lui arrestato, Jim Kidd, \u00e8 un giovane bandito, gi\u00e0 processato, che non ha ucciso il vetturale della diligenza, ammazzato da un altro bandito secondo un testimone, e che deve pertanto scontare a Yuma solo cinque anni di carcere per rapina. Il vicesceriffo ha avuto l\u2019incarico di scortarlo senza che nessuno lo accompagni in quella che \u00e8 una cavalcata notturna verso Contention dove giungono nel primo mattino per attendere il treno per Yuma delle tre e dieci, citt\u00e0 nella quale si trova appunto il carcere \u2013 Timpey, rappresentante della Ferrovia, ha procurato l\u2019albergo e la stanza. Mentre i due attendono in albergo, c\u2019\u00e8 l\u2019episodio ag\u00ecto dal fratello del vetturale ucciso, che costringe Timpey sotto la minaccia del revolver a farsi aprire da Scallen con la scusa di portargli una tazza di caff\u00e8. Una volta dentro, Moons dichiara di voler uccidere Kidd che crede l\u2019assassino di suo fratello, ma viene presto disarmato con audacia da Scallen e la cosa termina l\u00ec. Non vi sono, contrariamente a quanto sta nei film, soste al bar del paese, n\u00e9 cene a casa dell\u2019incaricato Scallen, n\u00e9 presenze femminili di sorta \u2013 la moglie di questo solo viene evocata assieme ai tre figli nella mente del marito che scaccia presto tali pensieri per non venire distratto e indebolito dall\u2019emergere degli affetti. In albergo a Contention, nell\u2019attesa, Scallen e Kidd si conoscono meglio dialogando assieme. Charlie Prince, braccio destro di Jim Kidd, non ha il soprannome Princess, Principessa, che c\u2019\u00e8 per altro solo in Mangold. Tuttavia quando Jim dalla stanza d\u2019albergo chiede a Scallen che cosa debba rispondere a Prince che lo sta chiamando dalla strada, Scallen gli dice di rispondergli \u2013 come verr\u00e0 riportato in entrambi i film con qualche variante \u2013 che gli scriver\u00e0 ogni giorno da Yuma, ci\u00f2 che allude, per quanto indirettamente, all\u2019amicizia da parte di Prince per il capo considerata piuttosto stretta, al che segue la risata di Kidd che ha recepito l\u2019allusione di Scallen. Proseguendo molto in breve, giunge la scena finale piuttosto concitata. Quando vicesceriffo e bandito sono ormai giunti nei pressi del treno, Jim Kidd, ormai in rapporto di stima e quasi amichevole con Scallen, dice a Charlie Prince di aspettare un minuto ponendo anche le mani avanti per fermarlo come se dovesse parlare con Scallen, ma Prince improvvisamente gli grida di abbassarsi, al che Kidd esita ad abbassarsi perch\u00e9 non vorrebbe che Scallen venisse ucciso, esitazione che consente a questo di uccidere egli stesso Prince, ai cui piedi striscia Kidd per essere comunque vicino all\u2019amico. Allora Scallen afferra violentemente per il collo Kidd e lo spinge sul treno assieme a s\u00e9. Tutto finisce bene nel racconto per i due protagonisti, scambiando essi anche qualche cenno di humor maschilmente cameratesco e qualche mezzo sorriso di stima reciproca altrettanto cameratescamente. Molti dettagli ulteriori ricompaiono nei due film, anche se diversamente distribuiti, dettagli comunque ininfluenti per il significato sia del racconto che dei due film.<br \/>\nSenza voler entrare nel significato dei nomi in Leonard \u2013 il nome Kidd, anche se con due <em>d<\/em>, non ha bisogno di alcun chiarimento \u2013, segue un solo riferimento ritenuto importante. Il cognome Scallen \u00e8 interpretato in questo studio non secondo i vari esiti etimologici su base scientifica di cui quello pi\u00f9 probabile potrebbe essere quello collegato a <em>to scale<\/em>, <em>scalare<\/em>, montagne o livelli in altezza, cos\u00ec come Scallen da contadino e mandriano ha dato una mano allo sceriffo contro gli Apache e, avendo fatto un buon lavoro, \u00e8 stato nominato vicesceriffo o deputy, salendo di grado con un tipo di stipendio, poi ha raggiunto uno stipendio pi\u00f9 alto come quello attuale, con l\u2019aggiunta di speciali emolumenti in caso di cattura di banditi e adesso spera di diventare sceriffo, salendo ancora di grado e con uno stipendio ancora pi\u00f9 alto, ossia ha scalato vari livelli di lavoro e stipendio e ancora scala. Prendendo come punto di partenza il problema della trasformazione in Mangold del protagonista Evans, corrispondente a Scallen, in uno zoppo, visto che ci\u00f2 non ha riscontro n\u00e9 in Leonard \u2013 dove vale l\u2019etimologia a monte di Scallen citata pi\u00f9 sopra e non valida nel contesto dei due film \u2013, allora c\u2019\u00e8 una semplice assonanza, oltre alla somiglianza grafica, di Scallen con <em>scalene<\/em>, che rimanda nell\u2019accento tonico sulla prima sillaba al termine inglese e inoltre quasi del tutto coincide con la pronuncia dello stesso. Il termine inglese deriva dal greco <em>skalenos<\/em>, <em>disuguale<\/em> come nel triangolo scaleno relativamente ai lati disuguali e per l\u2019associazione metaforica al passo instabile nella diversit\u00e0 dei lati-arti significa anche <em>zoppicante<\/em>. Quest\u2019assonanza del nome in Leonard pare essere stata colta da Mangold, il quale ha reso appunto zoppo il corrispondente personaggio Dan Evans.<br \/>\nPassiamo alla trama bruta del film di James Mangold, regista che sempre approfondisce i risvolti sociali e psicologici nei suoi film, oltre che avere la massima cura della perfezione tecnica delle inquadrature, dei colori, dell\u2019audio, delle immagini, di ogni dettaglio.<br \/>\nDan Evans, un contadino dell\u2019Arizona, ha contratto forti debiti con un ricco proprietario terriero di Bisbee che richiede il rimborso dei prestiti, altrimenti sequestrer\u00e0 la terra di Evans che cos\u00ec sar\u00e0 totalmente rovinato, anche perch\u00e9 il creditore ha fatto deviare il ruscello da cui anche Evans traeva l\u2019acqua necessaria all\u2019allevamento del bestiame. Come avvertimento fa bruciare il fienile del contadino che, ormai disperato, si presta per duecento dollari, a tanto ammonta il suo debito, a scortare a Contention City il bandito Ben Wade, che ha appena assalito e rapinato la diligenza con la sua banda uccidendo il cocchiere e che \u00e8 stato catturato nel bar di Bisbee con il contributo di Evans che lo distrae parlandogli. Quando stanno per partire per Contention, Dan ordina al figlio quattordicenne William, che sa sparare e vorrebbe accompagnarlo per essergli di aiuto, di stare a casa, ma il figlio di nascosto lo seguir\u00e0 e gli dar\u00e0 poi una mano in molte circostanze, non lasciandolo solo mentre ormai sta morendo. Dopo varie avventure i due, contadino e bandito assieme ad altri uomini di scorta in aiuto e protezione, giungono a Contention dove Evans dovr\u00e0 mettere sul treno per Yuma il bandito perch\u00e9 l\u00ec venga processato e impiccato per i suoi delitti, ultimo fra questi l\u2019uccisione di quasi tutta la scorta, tranne tra l\u2019altro un agente Pinkerton lasciato ancora vivo nella diligenza assalita e svaligiata dei denari trasportati cos\u00ec che riesce a minacciare un bandito di ucciderlo se non riconsegneranno i denari rubati, ma anche del bandito stesso per avere questo trasgredito i suoi ordini di non lasciare testimoni delle loro rapine, cos\u00ec che vengono uccisi entrambi. Evans e Wade, dopo varie avventure affrontate durante il viaggio a Contention con gli altri uomini della scorta, aspettano il treno nella stanza di un albergo, mentre gli altri accompagnatori, cui si aggiungono lo sceriffo del luogo e ulteriori suoi aiutanti, attendono l\u2019arrivo della banda appostati nell\u2019ingresso dell\u2019albergo, mentre il figlio controlla l\u2019arrivo della banda dall\u2019esterno. Durante il tempo trascorso insieme i due protagonisti, il buono e il cattivo per cos\u00ec dire, hanno modo di conoscersi meglio, mentre intanto tutti coloro che dovevano far fronte assieme a Dan Evans alla banda che sarebbe intervenuta per salvare il capo si ritirano perch\u00e9 non vogliono rischiare la loro vita. Cos\u00ec alla fine \u00e8 il bandito Ben Wade che, apprezzando il nuovo amico Dan Evans, decide di aiutarlo nella sua impresa senza che venga ucciso dalla banda. Tuttavia, quando Wade sta sul treno e i due uomini sono entrambi contenti della loro alleanza, il suo ordine di non sparare dato a Charlie Prince non viene eseguito da questo che \u00e8 ormai vicino a Dan con l\u2019arma in pugno a braccio teso e che lo uccide con un vero e proprio accanimento di colpi di revolver alla schiena e frontalmente. A questo punto Ben Wade, capo i cui ordini di cessare il fuoco sono stati disattesi, uccide il suo braccio destro e tutta la sua banda. Poi sale sul treno da solo essendo morto Dan Evans, consegna l\u2019arma che gli era stata tolta al momento del suo arresto e poi recuperata e consegnatagli da Charlie Prince, quindi chiama con il fischio d\u2019intesa il suo fedele cavallo che corre parallelamente al treno per Yuma e che \u00e8 tutto ci\u00f2 che gli resta, implicitamente come pu\u00f2 essere, nell\u2019eventualit\u00e0 di una evasione da Yuma, carcere da cui \u00e8 gi\u00e0 evaso un paio di volte in passato, come ha rivelato poco prima a Evans. Un finale dunque che termina nella tragedia con la morte del giusto, di Dan Evans. Questo in somma \u2013 o bruta \u2013 sintesi.<br \/>\nA conclusione dell\u2019analisi di questo complesso film verr\u00e0 dato spazio ad alcuni speciali dettagli semantici stanti precipuamente sul piano delle associazioni e delle attrazioni indirizzate dall\u2019inconscio di cui l\u2019approfondimento psicologico di James Mangold forma parte rilevante nel messaggio del film.<br \/>\nIn Daves la trama \u00e8 molto lineare e le differenze maggiori con Mangold stanno: nel fatto che Dan Evans non sia azzoppato; nella mancanza dell\u2019incendio del fienile; nel fatto che il figlio di Dan non segua il padre per aiutarlo in quanto ancora fanciullo; nella mancanza delle avventure che affrontano bandito e scorta durante il viaggio a Contention; nella presenza di un personaggio, Alex Potter, che sar\u00e0 l\u2019unico a restare fedele al suo incarico di fare la guardia fuori dall\u2019albergo fino all\u2019ultimo prima di essere ucciso da Charlie Prince; nella rappresentazione del funerale del vetturale e nel tentativo fallito del di lui fratello ucciso che vorrebbe uccidere a sua volta Ben Wade entrando con l\u2019inganno nella stanza dell\u2019albergo dove sta con Evans; inoltre soprattutto nel lieto fine, con Evans che si salva dai banditi saltando sul treno secondo il consiglio di Wade e assieme a lui; nell\u2019uccisione da parte di Dan, una volta sul treno, di Charlie Prince, mentre sta correndo ancora volendo liberare il suo capo cui \u00e8 molto legato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4491\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/quel_treno_per_yuma_1957.webp\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"314\" \/><\/p>\n<p>Immagine: ilcinefiloinsonne.wordpress.com\/2015\/07\/03\/quel-treno-per-yuma-1957<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo avere a grandissime linee circostanziato la trama del racconto e dei due film, inizia l\u2019analisi per temi e personaggi che li rappresentano esplicitando cos\u00ec la qualit\u00e0 del tessuto sociale e umano relativo alle due epoche, partendo dalle donne che compaiono sia in Daves (1957) sia in Mangold (2007). Si tratta delle due madri di famiglia e mogli dei protagonisti e di due prostitute che hanno dovuto smettere di cantare nei saloon per aver contratto la tubercolosi e che ora sono cameriere nel bar di Bisbee che si trova in una zona dal clima secco pi\u00f9 favorevole a una eventuale guarigione.<br \/>\nIn Daves dunque viene presentata, nell\u2019ambito di un\u2019ottica ancora piuttosto tradizionale \u2013 sebbene non completamente \u2013, una figura di madre e di moglie quale essere sacrificale, ossia che, ad esempio, non pone la propria bellezza in primis, di fatto si presenta con abiti da lavoro, comunque semplici, come pure non ha come meta una realizzazione di s\u00e9 visibile nella societ\u00e0, ossia una possibile ricerca di soddisfazione per propri talenti da scoprire e da esprimere avendo il riconoscimento della comunit\u00e0. \u00c8 una donna, di cui la brava attrice Leora Dana interpreta l\u2019anima profonda propria di un femminile volto al consolidamento degli affetti per il bene della famiglia, anche a formare di conseguenza la base pi\u00f9 stabile della societ\u00e0 in positivo. Come accennato, il suo aspetto non mette in risalto la sua bellezza che pure c\u2019\u00e8, i capelli sono pettinati in un\u2019acconciatura semplice, ordinata ma non particolarmente attraente, comunque una donna che non pone tutto sull\u2019apparenza, sull\u2019apparire. Alice lavora duramente nei campi, nella casa, per aiutare il marito, per sostenere la famiglia, \u00e8 donna dai sentimenti nobili. Quando il marito, pur avendo assistito all\u2019assalto alla diligenza da parte della banda di Ben Wade e all\u2019uccisione del conducente Bill Moons e di un bandito, non \u00e8 intervenuto in nessun modo contro i delinquenti, essa avrebbe desiderato che avesse fatto qualcosa in difesa degli assaliti, non fosse stato solo a guardare e a subire la prepotenza dei delinquenti. Al che Dan risponde sentendosi umiliato e rimproverato piuttosto severamente dalla moglie, che non poteva farsi ammazzare lui stesso combattendo inutilmente contro tutta la banda dove avrebbe avuto la peggio. La donna, pur usando un tono meno severo, tuttavia insiste dicendo che i figli avevano dovuto vedere come il padre fosse rimasto inerte, ci\u00f2 che non sarebbe stato un buon insegnamento da dare per il loro futuro di uomini, per il loro ingresso nella societ\u00e0 la cui struttura e i cui giusti avrebbero dovuto difendere. Per tale tipo di donna \u00e8 quindi importante l\u2019educazione dei figli, maschi nella fattispecie, ossia \u00e8 importante il modello paterno, non esattamente il modello macho, ma il modello dell\u2019uomo onesto e nel contempo non vile, che agisce magari anche solo dialogando per aiutare chi si trovi in difficolt\u00e0, un modello positivo, responsabile socialmente, scevro comunque da qualsiasi sfoggio di violenza e prepotenza. Visto che il marito in qualit\u00e0 di maschio adulto e capo famiglia era l\u2019unico che si poteva esporre nell\u2019azione, sarebbe dovuto, secondo la moglie, comunque intervenire in qualche modo, pur rischiando di diventare vittima esso stesso magari addirittura assieme ai figli. Rilevante \u00e8 dunque per questo tipo di donna che i figli debbano crescere con una personalit\u00e0 audace all\u2019occorrenza contro i violenti, ossia debbano essere forti psicologicamente, capaci di intervenire a difesa di coloro che fossero deboli e indifesi, per cui essi dovevano poter contare su di un adeguato modello paterno, apprezzato per altro anche e soprattutto dalla madre, figura fondamentale nel messaggio del film. Tutto ci\u00f2 ovviamente in seno ai valori in auge all\u2019epoca sia della seconda met\u00e0 dell\u2019\u2019Ottocento dove \u00e8 ambientata la vicenda frutto di fantasia, sia per le proiezioni del diverso modo di vivere nella prima met\u00e0 del Novecento cui fa capo il film. I ragazzi, per difendere il comportamento del padre di fronte ai rimproveri e alle pretese della madre \u2013 perch\u00e9 di questo si tratta \u2013, dicono che se avessero fatto qualcosa in aiuto degli assaliti e dei morti, sarebbero stati uccisi tutti, ossia, pur dispiacendosi che il padre non sia intervenuto, sembra giustifichino il razionale comportamento paterno, specialmente difeso dal ragazzino pi\u00f9 grande. In ogni caso il pi\u00f9 piccolo, che gi\u00e0 aveva chiesto al padre se non facesse niente di fronte all\u2019assalto e all\u2019ordine del bandito di dargli i loro cavalli perch\u00e9 non potessero andare dallo sceriffo, aveva gridato dietro al bandito che se ne stava andando lasciandoli cos\u00ec a piedi, che il padre lo avrebbe ucciso, il piccolo dunque non si rassegna a non fare proprio niente, dice qualcosa, ma si tratta appunto di un bambino, meno riflessivo del ragazzino pi\u00f9 grande che d\u00e0 in ogni caso ragione al padre, pur sentendosi a disagio per aver dovuto vedere come il padre non avesse fatto di meglio che obbedire al bandito. In questa evenienza donna e bambino, due soggetti che non possono agire in tali circostanze non avendone le forze necessarie, sono accomunati da un medesimo sentimento: avrebbero agito o voluto agire diversamente, sarebbero intervenuti in qualche modo \u2013 facendosi verosimilmente ammazzare dai delinquenti \u2013, avrebbero voluto in ogni caso che intervenisse il capo famiglia. Ben Wade, che non ha seguito gli altri membri della sua banda andandosene con essi da Bisbee dopo l\u2019assalto, perch\u00e9 \u00e8 voluto stare pi\u00f9 a lungo con la cameriera del bar, viene catturato e prima di partire per Contention viene ospitato a cena a casa di Evans per ingannare il suo uomo di fiducia, Charlie Prince, sul reale trasferimento di Wade a Contention, ossia facendogli credere con un programmato falso incidente alla carrozza nei pressi della casa di Evans, che il capo dei banditi sia quindi partito per Contention appena rimessa in piedi la stessa, mentre invece sar\u00e0 ospitato dagli Evans e partir\u00e0 dopo. A tavola i due bambini elogiano le abilit\u00e0 di tiratore scelto del padre perch\u00e9 non si arrendono ancora al fatto che il padre non abbia agito all\u2019occorrenza, ma abbia tenuto un atteggiamento secondo loro di sottomissione. Entrambi i figli esaltano variamente il padre di fronte a Ben Wade, implicitamente anche per una certa ammirazione per l\u2019audacia che il bandito come tale ha necessariamente. Questo atteggiamento di moglie e figli mostra come all\u2019epoca i figli maschi e le donne si aspettassero azioni coraggiose e anche di estremo pericolo da padri e mariti, dagli uomini, ossia come la considerazione delle potenzialit\u00e0 maschili fosse molto alta e da essi tutti pertanto si aspettassero gesta audaci e coraggiose. Dan, all\u2019inizio del film quando ritorna a casa dopo aver assistito all\u2019assalto alla diligenza senza essere intervenuto, dichiara alla moglie, che pare, come pi\u00f9 sopra, lo rimproveri per questo, per non essere stato in grado di agire come essa si sarebbe aspettata, di non fare niente per rimediare alla situazione di estrema indigenza in cui si trova la famiglia per via forte siccit\u00e0, Dan risponde umiliato di non saper compiere azioni eroiche o impossibili per lui, dice anche di non poter far piovere. Si tratta di una figura d\u2019uomo che parla di tempi che iniziano a essere diversi, in cui la Legge pare avere pi\u00f9 valore della forza fisica e delle iniziative individuali dei maschi, azioni che paiono essere meno necessarie che in passato e meno auspicabili. In altri termini: nella presentazione di Dan Evans viene evidenziato un inizio di cambiamento del ruolo maschile nella societ\u00e0, che i bambini paiono non comprendere o apprezzare del tutto \u2013 la moglie stessa, ancora dopo che Dan si \u00e8 offerto di scortare il bandito a Contention, incarico rischioso, dice con evidente eccitazione che figli sono fieri di un padre che scorta un temibile bandito e anche lei stessa lo \u00e8 \u2013 ancora persiste nella donna e nei piccoli comunque il modello dell\u2019uomo forte e impavido, sprezzante del pericolo \u2013, al che l\u2019uomo sorride senza convinzione. Anche in <em>High Noon<\/em> (1952), per fare una breve comparazione sul piano dei due generi, le donne, tranne la moglie quacchera dello sceriffo Will Kane che per motivi religiosi non vuole usare violenza in nessun modio e vorrebbe che lei e il marito fuggissero senza aspettare i tre banditi, le donne vorrebbero che i mariti aiutassero lo sceriffo perch\u00e9 gli devono essere grati dell\u2019ottimo lavoro svolto a vantaggio della citt\u00e0, ossia non lo lasciassero solo ad affrontare i banditi venuti per ucciderlo, ma essi si tirano indietro tutti abbandonandolo al suo destino. In ogni caso, dopo la partenza di Dan, il figlio piccolo \u00e8 tutto orgoglioso perch\u00e9 il padre torner\u00e0 con un mucchio di soldi, mentre quello pi\u00f9 grandicello \u00e8 consapevole del fatto che duecento dollari non valgano la vita del padre, se non dovesse tornare, ossia i vecchi valori del macho mostrano di cominciare a traballare anche in lui. Dan comunque, pur non sentendosi un macho, mostra di non essere un vile, essendo ormai determinato a rischiare per il denaro utile alla sopravvivenza familiare. D\u00e0 valore quindi al coraggio che serve inoltre per lasciare eventualmente una buona memoria di s\u00e9 nella societ\u00e0, ai figli. Dan si \u00e8 proposto per i citati motivi per l\u2019incarico di scortare il bandito, ma non \u00e8 entusiasta n\u00e9 eccitato per l\u2019impresa, perch\u00e9 consapevole del rischio che corre, anche con la Legge a suo vantaggio. La donna resta a casa, non essendo in grado di partecipare a un\u2019azione che richiede in ogni caso la diversa personalit\u00e0 e fisicit\u00e0 possedute dai maschi, audaci o meno audaci. Nel \u201957 le donne ancora non erano \u2013 credibili o incredibili \u2013 poliziotte con pistola in mano e comandanti di gruppi di maschi come nei film attuali, per cui essa resta a casa, ma si preoccupa per il marito e per la famiglia, per cui ad un certo punto capisce di aver preteso troppo dal marito rimproverandolo e vuole fare ammenda, ossia fa qualcosa di audace essa stessa per quanto le \u00e8 possibile: prende il calesse e va a Contention City, da sola, scambiando poche parole con alcune sue amiche durante una sosta lampo nel viaggio, amiche che non la accompagnano per sostenerla, ossia la lasciano andare da sola. Entra nell\u2019albergo e vede il compaesano Alex Potter, il beone del paese che tutti conoscono come persona un po\u2019 sempliciotta, ma buona e onesta, nonch\u00e9 generosa, appeso dai banditi al lampadario della hall. Inorridita e spaventata dalla brutale realt\u00e0 che il marito si trova ad affrontare al di l\u00e0 dei sogni da maschio macho, sale le scale di corsa chiamandolo ad alta voce incurante di qualsiasi rischio.<br \/>\nAlex Potter \u00e8 un bevitore noto come tale in paese come accennato e anche ci\u00f2 rimanda a <em>Mezzogiorno di fuoco<\/em>, dove l\u2019unico assieme a un ragazzino a rendersi disponibile ad aiutare lo sceriffo contro i banditi, quando tutti coloro cui chiede aiuto lo abbandonano, \u00e8 proprio un alcolizzato dal grande cuore.<br \/>\nRiprendendo l\u2019analisi: quando la moglie Alice parla con il marito a Contention, c\u2019\u00e8 il grande momento dei sentimenti che stanno al centro di questo film. Essa, che ritiene di aver contribuito a mettere in pericolo marito e famiglia con i suoi rimproveri e le sue pretese di audacia di cui sopra, gli dice di non essersi voluta lamentare quando sembrava che lo rimproverasse per non essere intervenuto per contrastare la prepotenza dei banditi e anche per non fare niente per uscire dalla situazione causata dalla siccit\u00e0 magari chiedendo denaro in prestito, come gli aveva consigliato. Appunto gli dice \u2013 bugia commovente \u2013 che lui ha capito male, perch\u00e9 lei \u00e8 contenta di vivere come vive, nel sacrificio, ma insieme, negli affetti familiari e nel sostegno che questi danno alla coesione della famiglia che essa non vuole ledere in nessuna misura come si inferisce dal suo discorso finalizzato a far desistere il marito dall\u2019azione rischiosa. Qui stanno a confronto due diverse modalit\u00e0 di intendere il sostegno dato alla famiglia, secondo le diverse personalit\u00e0 e potenzialit\u00e0 maschile e femminile. Specificando: Dan, a Contention, dopo la morte di Alex Potter, non rischia pi\u00f9 per i soldi o per il rimprovero proferito dalla moglie, ma perch\u00e9 soprattutto ormai non pu\u00f2 tirarsi indietro, come le rivela, dopo il sacrificio di Alex Potter, ucciso per il suo sostegno alla Legge, facendo il suo dovere per la legalit\u00e0 ed essendo un amico sincero, ossia dopo la sua morte non pu\u00f2 lui essere cos\u00ec vile e ingrato da indietreggiare, ossia prosegue nella sua azione in primis per onorare il sacrificio di Potter. Anche qui un breve rimando, seppure in diversa elaborazione di dettaglio, a <em>High Noon<\/em>, quando lo sceriffo che sta fuggendo avendo pur a malincuore dato retta alla moglie, gira durante la fuga il calesse e torna indietro perch\u00e9 non se la sente di essere vile quando il dovere lo chiama. La donna di Dan dunque non vorrebbe pi\u00f9 che il marito rischiasse la vita per nessun motivo, i sentimenti per i cari prevalgono o sono per la donna quanto di pi\u00f9 importante vi sia, mentre nell\u2019uomo, secondo il messaggio del film, i valori sono un po\u2019 diversi \u2013 come in <em>High Noon<\/em> \u2013 , nel senso che ancora pi\u00f9 della propria vita e addirittura degli affetti familiari valgono il senso del dovere, un senso dell\u2019amicizia, della gratitudine, della salvaguardia delle regole su cui si sostiene la societ\u00e0, ossia vi \u00e8 il richiamo pi\u00f9 profondo dell\u2019imperativo kantiano, superiore a ogni compromesso utilitaristico, dunque un senso di responsabilit\u00e0 e di onore posti in un orizzonte diverso da quello proprio della donna e che va, ribadendo, persino oltre gli affetti pi\u00f9 forti. Si tratta nel film di Daves di due qualit\u00e0 della moralit\u00e0, maschile e femminile, presentate entrambe come componenti indispensabili alla positiva esistenza della vita familiare e della societ\u00e0 secondo i diversi apporti.<br \/>\nDopo che Dan \u00e8 rimasto solo a condurre il bandito sul treno per Yuma, c\u2019\u00e8 comunque la moglie che lo aspetta trepidante per la sua sorte, di nuovo, seppure in diversa elaborazione, come lo sceriffo Will Kane di <em>Mezzogiorno di fuoco<\/em> resta solo ad affrontare i tre banditi che sono arrivati a Hadleyville per vendicarsi di avere catturato e mandato in carcere il loro capo Frank Miller, e soltanto la moglie, dopo vari dissensi, torner\u00e0 da lui non appena, gi\u00e0 nel treno per abbandonarlo visto che non ha voluto lasciare la citt\u00e0 per sfuggire ai banditi (<em>Lunigiana Dantesca<\/em>, La Settima Arte, N. 160, 2020) udir\u00e0 gli spari e, per vero amore e affetto, correr\u00e0 in paese, ancora in abito da sposa, e gli sar\u00e0 comunque vicino salvandogli la vita due volte di seguito. Anche in questo film di Zinnemann sono evidenziate le diverse potenzialit\u00e0 del maschio e della femmina: quando la donna uccide uno dei banditi sparandogli alla schiena il quale stava a sua volta per uccidere con sicuro successo il marito, si sente quasi male dopo aver sparato al bandito alla schiena per l\u2019azione che non avrebbe mai voluto compiere, in seguito, presa come ostaggio da Miller, ultimo dei tre banditi restato in vita, la donna rischia la propria vita facendo quello che pu\u00f2, ossia sorprendendo e distraendo il bandito, cos\u00ec che il suo uomo pu\u00f2 con freddezza sparare a Miller uccidendolo e salvando cos\u00ec la moglie e se stesso. Ci sono altre derivazioni, di minuto dettaglio, da <em>High Noon <\/em>in Daves come anche in Mangold seppure ancora pi\u00f9 diversamente elaborate.<br \/>\nProfondamente emozionante \u00e8 la scena in cui la donna in piedi sul calesse, alla fine del film, quando il treno \u00e8 partito, guarda in distanza per vedere se il marito sia ancora vivo e lo vede assieme al bandito che lo ha aiutato a salvarsi e a salire con lui nel treno per Yuma \u2013 come Ben Wade le aveva quasi promesso che avrebbe cercato di renderle Dan sano e salvo. Entrambi i maschi sorridono lieti quasi la figura di questa donna li ripaghi del rischio, come abbia compiuto il miracolo che le spetta di compiere per tradizione, ossia di fungere con il suo amore e il suo spirito di sacrificio a sostenere come quarta colonna il marito e la famiglia e anche addirittura quasi a portare sulla retta via il bandito. A conferma: Ben Wade, il predone che uccide come regola di vita, dice a Dan Evans in albergo, che gli piacerebbe un giorno avere una moglie come la sua e figli con cui cavalcare educandoli, ossia non cita Velvet la donna del locale dell\u2019Eldorado per la quale ha speso tanto denaro in una sola sera o Emmy del bar di Bisbee per quanto dolcissima, donna anche quest\u2019ultima da cui sa che non torner\u00e0, implicitamente, perch\u00e9 incapace essa comunque malgrado la dolcezza del suo carattere di operare il miracolo. Anche il bandito vorrebbe dunque un giorno una vita onesta, tutto ci\u00f2 dovuto alla figura femminile della madre e della moglie presentata da Daves, vorrebbe pertanto far parte della societ\u00e0 non violenta perch\u00e9 ha conosciuto una donna come Alice, lui che \u00e8 abituato a donne che non gli hanno mai fatto venire in mente la bellezza dell\u2019onest\u00e0 e degli affetti veri, dell\u2019avere una famiglia quale cellula valida per la societ\u00e0 \u2013 dice alla cameriera che non torner\u00e0 da lei perch\u00e9 non si ferma mai in un posto oltre l\u2019indispensabile, ossia non pianta radici da nessuna parte. Certo, Alice \u00e8 una donna che rinuncia alla sua realizzazione per cos\u00ec dire pubblica nella societ\u00e0, ma non rinuncia alla sua realizzazione di educatrice nell\u2019ambito familiare, della quale essa riconosce il fattore imprescindibile per la solidit\u00e0 nel positivo anche nell\u2019ambito sociale. Al proposito, ricapitolando, la vediamo in due momenti diversi entrambi relativi alla sua funzione di educatrice e di sostegno della vita. Appunto all\u2019inizio rimprovera il marito di essere stato solo a guardare l\u2019assalto alla diligenza e di avere poi obbedito agli ordini dei banditi restando senza agire e cos\u00ec dando un tale esempio negativo ai figli, gli uomini del domani, e gli rimprovera anche di non fare niente per uscire dalla precaria situazione economica dovuta alla siccit\u00e0 cos\u00ec che l\u2019uomo si umilia chiedendo un prestito al pi\u00f9 ricco del paese il quale gli rifiuta ogni aiuto in modo ipocritamente gentile, ma quando essa va a Contention in cerca del marito che sta rischiando la vita, fa marcia indietro, ossia ritira il proprio rimprovero iniziale e anche la sua gioia quando ha visto che Dan compie l\u2019azione rischiosa di cui i figli sono andati fieri e anch\u2019essa, diventando in pieno la moglie e la madre che educa con fermezza s\u00ec, ma soprattutto con il suo affetto a sostegno della struttura familiare, della vita.<br \/>\nEd \u00e8 a questo tipo di donna cui nel finale viene dedicato dal regista Daves l\u2019omaggio dell\u2019inquadratura che la esalta come il cardine chiave della vicenda nella famiglia e nella societ\u00e0, un\u2019inquadratura che \u00e8 la sua celebrazione quale pi\u00f9 grandiosa non potrebbe esserci, come se la vita girasse attorno a lei, suo massimo riferimento per tutti. Mentre in piedi nel calesse sorride radiosa dopo aver visto salvo il marito e guarda in alto come a ringraziare il cielo della incipiente pioggia che porr\u00e0 fine alla siccit\u00e0, le grosse gocce iniziali di acqua luminosa scendono su di essa avendo la pi\u00f9 splendida spazialit\u00e0 di una pioggia di diamanti che cadano in festa a onorare la qualit\u00e0 di questa donna \u2013 la pioggia non ha la medesima spazialit\u00e0 delle gemme preziose relativamente al bandito, come a comparazione evidente \u00e8 mostrato subito dopo dal tipo di pioggia visibile ad hoc dietro di lui, un maschio fuori legge, dove essa ha la spazialit\u00e0 della pi\u00f9 violenta e fitta caduta di frecce, comunque ostile. Anche la componente sociale, nella figura di Butterfield, rappresentante della Ferrovia, condivide la pioggia preziosa, ma significativamente in second\u2019ordine, in un flash, stando egli a terra, in basso rispetto alla donna, fuori dal calesse dove essa, appunto pi\u00f9 in alto, domina nell\u2019inquadratura ad essa dedicata, ci\u00f2 che d\u00e0 a questo tipo di madre e moglie il trionfo che secondo il regista le spetta. Anche Dan Evans sente nelle mani la pioggia che arriva come a benedizione della sua famiglia, della vita che riprende, gocce tuttavia che non si vedono propriamente nell\u2019immagine, come se l\u2019uomo ricevesse indirettamente nelle mani la loro diamantina preziosit\u00e0 che resta appannaggio della donna, quasi un suo dono.<br \/>\nVeniamo adesso alla donna di Mangold, la moglie di Dan, la quale viene considerata dalla critica in generale una donna importante nella vita della famiglia. In questa analisi essa risulta esserlo molto meno e non cos\u00ec positivamente in ogni caso \u2013 di fatto, tra l\u2019altro, Dan Evans ha un rapporto importante con il figlio William e anche con Wade, anche con Butterfield, ma dopo aver lasciato la casa familiare la donna scompare da tutto il film e Dan non cita pi\u00f9 la moglie e solo si adira con Wade quando questi dice, pungendolo sull\u2019onore maschile, che doveva essere stata una bella donna prima di sposarlo, nonch\u00e9 la cita per dire a Butterfield, prima di dirigersi alla stazione, di consegnarle mille dollari \u2013 i figli non possono ancora ricevere denaro \u2013 implicitamente alla sua possibile morte, come egli sa che potrebbe verificarsi e veramente avverr\u00e0 e questo \u00e8 tutto quanto riguarda la moglie, poche, rivelatrici sequenze iniziali e un paio di velocissime citazioni. Wade stesso quando sono soli a cena ironizza ridacchiando sulla sua performance da gran dama per averla al contrario riconosciuta come donna di un locale malfamato di San Francisco. Nel film di Mangold, in questa analisi, essa risulta donna di non grandissimi valori, cos\u00ec secondo ci\u00f2 che esprimono le immagini e le parole che essa pronuncia nella manciata complessiva delle poche inquadrature e battute che la riguardano per altro solo agli inizi, nel prosieguo del film essa, ribadendo, non appare pi\u00f9 e perde con ci\u00f2 qualsiasi importanza come \u00e8 negli intendimenti del regista \u2013 come le due prostitute che spariscono dal film, anche da quello di Daves. Essa, dall\u2019aspetto curato, non pare lavorare in modo particolarmente duro e pare essere sempre in attesa delle azioni del marito per criticarle, mentre sta solo a guardare senza mai intraprendere qualcosa di positivamente attivo per la famiglia oltre che cucinare, questo per quanto si evidenzia nel film. L\u2019unica cosa che sa fare educativamente parlando, \u00e8 curare, anche qui solo superficialmente, il cosiddetto bon ton sociale del figlio, riprendendolo quando esso, come si dice, risponde un po\u2019 decisamente contrapponendosi al padre \u2013 nel testo originale inglese, anzi inglese americano, spesso il figlio adopera la parolaccia <em>shit<\/em>, anche in locuzioni per cos\u00ec dire fiorite, per riferirsi a ci\u00f2 che non condivide. La donna solo richiama il figlio pronunciando il suo nome come a rimproverarlo senza per altro riuscire a cambiare alcunch\u00e9 nel merito, perch\u00e9 non rappresenta la figura della grande educatrice come nella migliore tradizione. Chi educa il figlio con l\u2019esempio e le proprie parole, sar\u00e0 il padre, non questo tipo di donna che, per quanto emerge nel film, rappresenta la propria insufficienza. Al contrario Dan dice a William che ha preso la parte migliore di s\u00e9 e, al bandito, che il figlio non sar\u00e0 mai un delinquente perch\u00e9 da lui ha preso la strada dell\u2019onest\u00e0, non citando mai nell\u2019educazione del figlio la moglie e madre di William in nessun modo n\u00e9 esplicito, ma neanche implicito, anzi escludendola da ogni campo educativo dove essa impersona un fattore di assenza. Ma vediamo pi\u00f9 in dettaglio in che cosa consistono le significative differenze di personalit\u00e0 e di valori tra le corrispondenti donne dei due film nelle due diverse epoche in cui essi sono stati ideati, girati, pubblicati.<br \/>\nQuando, ai primissimi inizi della vicenda, il marito e il figlio quattordicenne sono in allarme nella notte per il rumore inquietante che sentono attorno alla loro casa e si alzano subito dal letto dove stavano, mentre essa non si alza immediatamente e neppure si gira tranne che con il volto verso gli uomini gi\u00e0 in piedi, bens\u00ec restando girata dall\u2019altra parte, non fa niente in aiuto, solo dice stando a letto che il rumore \u00e8 forse dovuto al vento che soffia, ossia per cos\u00ec dire mette la testa nella sabbia esprimendo la sua opinione errata senza verificare alcunch\u00e9. Durante l\u2019incendio del fienile \u2013 che, come pi\u00f9 sopra, non esiste in Daves e neanche in Leonard \u2013, mentre il marito e il figlio William, interpretato da un veramente ottimo Logan Lerman (Beverly Hills 1992), rischiano la vita facendo uscire i cavalli e portando fuori le selle, cos\u00ec salvandoli dalle fiamme, la donna, non in abiti adatti a un intervento di emergenza, solo compare in camicia da notte \u2013 tenendosi a distanza di sicurezza dal fuoco \u2013 senza fare alcunch\u00e9, senza aiutare n\u00e9 rischiare niente in qualche modo neppure per il figlio, solo chiamando una volta lamentevolmente il figlio che in ogni caso non le d\u00e0 retta. Per altro il marito ha una gamba di legno, \u00e8 non poco azzoppato per un incidente militare e comunque agisce poderosamente nel fare uscire i cavalli come gi\u00e0 fa il figlio e, successivamente non solo richiamando questo, lo afferra e lo trascina via dall\u2019incendio un secondo prima che il fienile infuocato gli rovini addosso. Ribadendo: sembrerebbe che chi stia a guardare senza fare mai niente sia appunto la moglie che non presta alcuna collaborazione di nessun tipo, lasciando tutta l\u2019iniziativa e i rischi ai due maschi. Certo, pu\u00f2 sembrare scontato come le donne non avessero e non abbiano le stesse capacit\u00e0 fisiche di un uomo, n\u00e9 la sua personalit\u00e0, ma in questo cos\u00ec diverso atteggiamento verso il pericolo \u00e8 visibile e percepibile nel messaggio del film una sottolineatura implicita relativamente ai diritti di uguaglianza con i maschi reclamati nell\u2019attualit\u00e0 dalle donne, diritti che secondo le immagini non paiono del tutto a diritto reclamabili. Di fatto la moglie, dopo il disastro conseguente all\u2019incendio, non ha altro da dire al mattino al marito, che le ha mentito dicendole di aver saldato il debito con l\u2019uomo che gli aveva fatto il prestito e nel dire ci\u00f2 sorride poco simpaticamente come schernendolo \u2013 il discorso della moglie non riguarda ci\u00f2 che \u00e8 successo nella notte, ma \u00e8 incentrato su di s\u00e9. Alla risposta di Dan di aver saldato il debito, anche se solo in parte, questo per aver speso del denaro per le medicine per il figlio piccolo malato di tisi e per acquistare il fieno e l\u2019acqua, la moglie continua imperterrita dicendo che avrebbero potuto decidere insieme il da farsi, nella fattispecie il pagamento parziale del debito, al che Dan risponde chiedendole se essa avesse mai potuto decidere diversamente. Mangold evidenzia ancora di pi\u00f9 l\u2019opinione che appare negativa su questo tipo di donna, attenta in primo luogo ai propri diritti anche nell\u2019emergenza trascorsa. Dan Evans, quando la moglie dice che avrebbero potuto decidere insieme, replica che, anche insieme, non avrebbero comunque potuto far piovere per far cessare la siccit\u00e0, ponendo con ci\u00f2 il regista la questione dei diritti della donna in un ambito piuttosto relativo. Al proposito, il Dan Evans di Daves, come accennato pi\u00f9 sopra, dice alla moglie sentendosi piccolo di fronte al suo rimprovero, che lui non pu\u00f2 far piovere, ossia usa il singolare riferito a s\u00e9, come per rimarcare che la moglie nei suoi confronti pretenda cose che lui non pu\u00f2 e non sa fare, risposta non coinvolgente la questione delle rivendicazioni femminili di propri diritti, ma solo alludente ai tempi che iniziano a cambiare nella nuova societ\u00e0 postbellica, nel nuovo tipo di uomo che inizia ad annunciarsi non pi\u00f9 del tutto macho. Proseguendo, nel remake di Mangold, Alice non ha l\u2019iniziativa di prendere il calesse o un cavallo o farselo prestare nel caso per sostenere il suo uomo, ossia essa rimprovera al marito di non fare niente come fosse un buono a nulla e, si deve constatare secondo quanto sta nel contesto filmico, soprattutto critica con parole, toni di voce ed espressioni del volto qualsiasi cosa decida o faccia il marito. Ad esempio: lo umilia se non fa niente e lo critica se fa qualcosa come scortare il bandito a Contention per Yuma, ci\u00f2 che per altro non fa amorevolmente, ma con una evidente sfumatura di non approvazione, persino di disprezzo, come Dan non capisse niente, ossia non sapesse quello che fa, come fosse uno sciocco che affronti situazioni di pericolo irresponsabilmente, senza esserne all\u2019altezza, mentre Dan le dice realisticamente che, se non cogliesse l\u2019opportunit\u00e0 per quanto rischiosa di scortare il pi\u00f9 pericoloso dei banditi, dovrebbero abbandonare casa e terra in pochi giorni non potendo essi, anzi lui, fare altro. Le dice che lo fa anche per non essere guardato dai figli con poca stima, e non guardato da lei, anzi ad un certo punto, durante la questione dei diritti, Dan le dice espressamente di smettere di guardarlo cos\u00ec come sta facendo. Il regista quindi conferma anche esplicitamente come gli sguardi della donna siano di disprezzo per il suo uomo e come questo non le interessi pi\u00f9 di tanto come tale, ossia come sia carente non solo l\u2019amore, anche l\u2019attrazione, ci\u00f2 di cui \u00e8 consapevole Dan, senza comunque sviluppare un\u2019avversione per lei essendo un uomo\u00a0 comprensivo e paziente. In altri termini: la moglie \u00e8 sempre o quasi in atteggiamento di diniego, scuote impercettibilmente la testa per mostrare il suo disaccordo e anche disprezzo nell\u2019espressione, ribadendo ancora, per tutto ci\u00f2 che dice e ha deciso di fare il marito.<br \/>\nPer chiarire, prima di continuare, onde cercare di evitare possibili equivoci, ci\u00f2 che viene esposto in questa analisi riguarda le idee per come vengono rappresentate sul piano oggettivo in Daves e Mangold: si tratta di idee identificate e chiarite nella semantica del loro intreccio di immagini e parole, azioni.<br \/>\nTornando alla donna, quando William, trascinato dal padre fuori dal fienile in fiamme, guarda la madre e ne intuisce le opinioni, raccoglie come da un suo tacito benestare il fucile dal suolo per uccidere chi lo abbia appiccato e se ne stia andando impunito a cavallo dopo aver promesso a Dan che, se non restituir\u00e0 entro una settimana il denaro prestatogli dal suo capo, incendier\u00e0 anche la casa. La madre non si oppone al fatto che stia per sparare a chi ha compiuto il danno e mostra con ci\u00f2 di condividere le posizioni non solo di William, ma anche del figlio piccolo che vorrebbe che il padre sparasse a chi ha incendiato il fienile \u2013 entrambi i figli non hanno fiducia nella Giustizia, nello sceriffo e preferirebbero farsi giustizia da s\u00e9, appartenendo ancora alla modalit\u00e0 esistenziale che comincia a diventare trascorsa, a cambiare, come dimostra in pieno invece la personalit\u00e0 del padre. Nella circostanza, al contrario, interviene il padre stesso abbassandogli il fucile e dicendogli che ci avrebbe pensato lui dopo. A questo punto William gli risponde non dandogli fiducia e con una certa arroganza mista a dispiacere gli dice che sa che il padre non lo far\u00e0, non credendo che avrebbe il coraggio di sparare e uccidere il malfattore, ossia non condivide il suo carattere pi\u00f9 propenso al dialogo \u2013 democratico \u2013 che all\u2019uso della forza, della violenza, carattere che il figlio nella sua et\u00e0 giovanile interpreta come debolezza, come pure il figlio pi\u00f9 piccolo, ma anche la moglie. Al proposito William all\u2019inizio del film, ancora a letto con il fratellino malato e che respira con difficolt\u00e0, sta leggendo un libro che narra di un fuorilegge capace di uccidere, ci\u00f2 che evidenzia come il ragazzo, al momento, abbia come modello non il carattere del padre, ma quello dei delinquenti \u2013 in seguito prevarr\u00e0 il modello paterno, ma di questo pi\u00f9 avanti. Mangold presenta dunque questa donna \u2013 che si tinge di modernit\u00e0, soprattutto di attualit\u00e0 \u2013 non positivamente come comprova anche il prosieguo e il finale del film: essa, come accennato, scompare completamente dalla scena dopo aver fatto i suoi costanti quanto inefficaci cenni di diniego con il capo, di disprezzo e superiorit\u00e0, e aver detto le mezze parole, ci\u00f2 con cui vorrebbe essere interpellata dal marito sui soldi spesi e altro. Si tratta di una figura di donna che risente della posizione \u2013 di crisi \u2013 della donna nella societ\u00e0 attuale, posizione che il messaggio del film non pare considerare come una possibilit\u00e0 di progresso da parte femminile, visto come presenta la figura della moglie, per la quale ha scelto un\u2019attrice, la statunitense Gretchen Mol dal nome tedesco, bravissima nella parte non proprio simpatica affidatale. Come pi\u00f9 sopra, pare che essa, durante la cena con il bandito e gli altri uomini della scorta, voglia nascondere di essere stata, molto veritieramente, donna di un certo locale a San Francisco, ma quando Ben Wade le parla degli occhi verdi e bellissimi, come i suoi, di una donna del locale, essa, che sa di essere stata quella donna, non resiste all\u2019elogio dei suoi occhi e li mostra con una certa altezzosit\u00e0 del tutto fuori luogo, mentre il bandito in un\u2019abile interpretazione di Russell Crowe la guarda ridacchiando ironicamente, ossia prendendo in giro le arie da gran donna che essa sfoggia sentendosi superiore, ma in realt\u00e0 essendo come nel riconoscimento che appare sicuro da parte del bandito Ben Wade. Interessante \u00e8 la comparazione con il discorso sugli occhi verdi di una donna che il bandito anche in Daves rivolge alla moglie di Dan a cena mentre rimangono soli a tavola, discorso che la donna pare seguire con piacevole interesse mostrando anch\u2019essa i suoi occhi che potrebbero essere pure verdi. Il marito interrompe questo dialogo e si mostra contrario ai discorsi tra Ben e Alice sugli occhi e <em>tutto il resto<\/em>. Ora veramente non c\u2019\u00e8 nessun <em>tutto il resto<\/em> da nessuna parte nel breve dialogo tra i due. Volendo azzardare un\u2019ipotesi andando molto per il sottile, a <em>tutto il resto<\/em> potrebbe alludere il marito relativamente a fatti a conoscenza sua e della moglie occorsi in un eventuale locale di San Francisco \u2013 citt\u00e0 dove il padre della donna possedeva una nave \u2013, locale dove Dan avrebbe potuto conoscere la futura moglie, collegamento che sembrerebbe in ogni caso molto sgradito al marito che liquida la faccenda appunto con <em>tutto il resto<\/em>. Ci\u00f2 solo in un\u2019ipotesi interpretativa che sebbene possibile nel contesto, tuttavia non \u00e8 qui oggettivamente sostenuta in quanto basata solo su indizi di cui nessuno riesce ad avere valore oggettivo di verit\u00e0. Ad ogni modo la differenza fondamentale tra le due mogli nel medesimo frangente, al di l\u00e0 dell\u2019ipotesi abduttiva abbozzata rimanendo essa tuttavia priva di conclusione certa, sta nel dato di fatto che la moglie in Daves, pur piacevolmente affascinata per un motivo o l\u2019altro dal discorso di Wade sugli occhi verdi delle donne, non pare avere niente da tenere nascosto o di cui vergognarsi, diversamente dalla moglie in Mangold.<br \/>\nVenendo ora alla barista e prostituta tubercolosa che serve l\u2019whiskey alla squadra di banditi a Bisbee, interpretata nel film di Daves da un\u2019ottima Felicia Farr, Emmy, questo \u00e8 il suo nome, un diminutivo di carineria nei suoi confronti data la sua dolcezza, essa ha una sporadica e veloce relazione erotica con Ben Wade e ne \u00e8 contenta, perch\u00e9 cos\u00ec avr\u00e0, come dice malinconicamente, qualcosa di bello da ricordare, per cui sognare \u2013 non senza significato \u00e8 il nome del locale in cui essa cantava e in cui ricorda di averla vista Ben Wade, ossia l\u2019 Eldorado, evocante il dorato paese esistente solo nel sogno pi\u00f9 bello. L\u2019unica non ripetibile relazione con Ben Wade, di cui si \u00e8 innamorata immediatamente, ha lasciato il segno in lei sebbene abbia avuto brevissima durata, si tratta di un amore fisico che per\u00f2 in lei \u00e8 accompagnato da affetto come nelle sue parole, quasi essa sia riconoscente all\u2019uomo per quello che le ha dato non solo fisicamente, ma anche affettivamente, come lei crede e comunque per quanto riguarda i propri sentimenti per il bandito, cui apre anche la porta della diligenza che lo porter\u00e0 via dopo che l\u2019hanno arrestato. Tale ex cantante \u00e8 una donna dolce che anche il bandito ricorder\u00e0 e cui invier\u00e0 un prezioso regalo di perle, perch\u00e9 essa non dimentichi e per non dimenticare appunto neppure lui, senza tuttavia volersi fermare con questa donna con cui non sogna di formare una famiglia. Ed \u00e8 impossibile non riconoscere in tali perle che le doner\u00e0 il bandito un\u2019associazione, per quanto molto in sedicesimo, alla pioggia diamantina che cade in festeggiamento sulla moglie in Daves. In aggiunta c\u2019\u00e8 un ulteriore immagine di questa donna che fa da pendant anch\u2019essa, sempre in sedicesimo e con tinte di tristezza, di rinuncia, con quella della moglie sotto la pioggia concreta e metaforica, certo non radiosa come quella: la donna cammina ripresa prima frontalmente, poi di spalle nello spiazzo antistante il bar e si ferma, immobile, quasi una statua, nello spazio completamente solitario per seguire con lo sguardo la diligenza che porta via Ben Wade, quasi a proteggerlo seppure in lontananza con il suo affetto. \u00c8 vestita di scuro nel bianco e nero, di fronte alla vasta campagna aperta, mentre la polvere bianca suscitata dall\u2019attrito delle ruote della diligenza sulla terra fa scomparire la stessa carrozza come nel nulla e con essa Ben Wade, come se il suo incontro con il bandito che essa amer\u00e0 per sempre finisse in polvere e vivesse solo nella mente di Emmy come motivo di sogno di un amore impossibile. La polvere in cui scompare la diligenza associa, nel livello un iversale, l\u2019umanit\u00e0 tutta di cui resta appunto solo la polvere come nel simbolo biblico del libro della Genesi, quando Dio maledice l\u2019uomo e lo scaccia dal giardino dell\u2019Eden condannandolo al lavoro duro e alla morte. Cos\u00ec essa ha nel film il suo momento di celebrazione, a dimostrazione che anche una donna che abbia scelto di fare la cantante e altro in un saloon o simile, ci\u00f2 di cui ha un nostalgico ricordo, e non il ruolo della moglie e madre di famiglia, possa avere un carattere dolce e sognare ci\u00f2 che non ha pi\u00f9 e non ha avuto, sia ormai il saloon, sia essere la donna di un solo uomo da amare esclusivamente.<br \/>\nQuanto alla prostituta e cantante nel film di Mangold la quale pure ha un rapporto sessuale veloce con Ben Wade, essa, ugualmente malata di tisi, \u00e8 molto diversa da Emmy. Si chiama Emma, senza diminutivo, e non ha lavorato all\u2019Eldorado, ma in un locale non collegato nel nome al sogno e alle belle cose, bens\u00ec di Redville, luogo altrettanto inesistente come l\u2019Eldorado, ma il cui colore rosso rimanda alle zone a luci rosse della prostituzione cos\u00ec chiamate negli Stati Uniti a partire dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, una citt\u00e0 simbolo del vizio dunque. Quando Ben Wade le propone di saltare con lui dalla finestra della stanza per cambiare entrambi vita e vivere assieme in un <em>pueblo<\/em>, un villaggio al confine con il Messico, dall\u2019altra parte del fiume, la donna dileggia con ironia e addirittura senso di superiorit\u00e0 l\u2019idea e anzi poi si mette a ridere apertamente, prendendo in giro Ben Wade per la sua proposta che le appare assurda e in parte comunque inferiore alle sue attese o pretese. In questo caso Mangold sottolinea come l\u2019uomo, sebbene ormai escluso dalla norma civile e legale, sogni una vita diversa, ossia di cambiare per il possibile tipo di esistenza e di fermarsi in un paese con una donna, ma la donna, questo tipo di donna, non \u00e8 capace di cambiare vita, di saltare con lui da quella finestra, ossia di sognare un amore diverso da quelli cui \u00e8 abituata \u2013 sempre secondo ci\u00f2 che trasmette il film. Il bandito dunque, pur fuorilegge, \u00e8 capace di sognare una vita quasi normale sebbene con una prostituta, ci\u00f2 in cui consiste, nel contesto, il suo errore e l\u2019impossibilit\u00e0 di realizzazione, vista la reazione della donna alla sua proposta. Come sappiamo, anche in Daves Ben Wade sogna una vita diversa, ma non con Emmy per quanto dolce donna dell\u2019Eldorado, bens\u00ec con una donna come Alice, moglie di Dan, la quale rappresenta il riferimento positivo del femminile a livello della famiglia e della societ\u00e0. La piena risata scatenata in Emma quale risposta alla proposta comunque positiva di Ben Wade che vorrebbe fermarsi nel <em>pueblo<\/em> messicano con lei, luogo dove non \u00e8 ricercato dalla Giustizia, rievoca, seppure in una lontana eco, la tremenda risata, sguaiata e ben pi\u00f9 estesa, della pure prostituta Lola interpretata pi\u00f9 che perfettamente dalla bravissima attrice tedesca Marlene Dietrich (Sch\u00f6neberg 1901-Parigi 1992) nel suo pi\u00f9 importante e pi\u00f9 bel film <em>Der blaue Engel<\/em> (1930), <em>L\u2019angelo azzurro<\/em>, di Joseph von Sternberg (Vienna 1894-Hollywood 1969), quando Rath, professore di Liceo, nell\u2019interpretazione a dir poco sublime di Emil Jannings (Rorschach CH 1884-Strobl A 1950) le chiede di sposarlo. Due risate, seppure su piani diversi, di spregio da parte di due affini paralleli personaggi femminili dall\u2019ottica realistica in risposta a una proposta maschile capace di sognare la bellezza degli affetti, della vita pur nella scelta discutibile.<br \/>\nDue prostitute, in Daves e in Mangold, interpretate diversamente anch\u2019esse.<br \/>\nCi occupiamo adesso in particolare dei personaggi maschili. Gi\u00e0 Daves evidenzia la scarsa solidariet\u00e0 del gruppo cosiddetto positivo: tutti coloro, che avevano promesso di aiutare Dan Evans contro i banditi nel viaggio a Contention e nel tragitto a piedi alla stazione, lo abbandonano perch\u00e9 al di l\u00e0 delle loro parole non se la sentono di rischiare la vita a fronte di una banda che per liberare il suo capo \u00e8 disposta a uccidere chiunque si contrapponga. L\u2019unico che resta con Dan \u00e8 il sopra citato Alex Potter che, a Contention, mentre sta di guardia fuori dall\u2019albergo, vedendo un bandito sul tetto di una casa pronto a uccidere Dan, fa in tempo ad avvertirlo e gli salva cos\u00ec la vita prima di essere colpito da Charlie Prince e poi impiccato al lampadario della hall. Anche Butterfield, il funzionario della Ferrovia, dichiara di lasciare l\u2019impresa sconvolto dopo aver visto Alex Potter, a monito per chiunque volesse aiutare Evans, appeso al lampadario e consiglia a Dan di andarsene anche lui stesso, essendo disposto a corrispondergli ugualmente i duecento dollari pattuiti. E Dan verr\u00e0 aiutato non dagli uomini che lo accompagnavano e da quelli che Butterfield ha reclutato a Contention, ma appunto dal malvivente, che pare avere, nella fattispecie, un cuore, anche una moralit\u00e0, accettando alla fine anche di farsi processare ed eventualmente condannare addirittura a morte pur di aiutare Dan Evans.<br \/>\nNel film di Mangold la presentazione degli uomini ingaggiati dallo sceriffo per far fronte ai banditi che si prevede vengano a salvare il loro capo, \u00e8 ancora peggiore. Anch\u2019essi, sceriffo in testa, abbandonano Dan quando vedono il tipo di banda e la quantit\u00e0 di cittadini che si sono aggiunti a favore della banda credendo nella lauta ricompensa di duecento dollari promessa, ingannevolmente da Charlie Prince, a tutti coloro che uccideranno chi aiuti a mettere sul treno per Yuma il suo capo, cittadini per cos\u00ec dire onesti, che in ogni caso vivono nella legalit\u00e0 a quanto sembrerebbe in tutta superficie, entro regole stabilite dalla Legge, come dice lo sceriffo a Ben Wade, rimarcandogli che ovunque si vive nella legalit\u00e0, che piaccia o no al bandito, affermazione che \u00e8 in contrasto con la realt\u00e0 che mostra pochi cittadini e meno che mai Autorit\u00e0 che siano onesti, a partire dallo sceriffo stesso. Molti sono di fatto subito disposti a ucciderne anche due di persone oneste per il denaro offerto da Prince che in ogni caso, pur spietato assassino, mostra di saper essere fedele al capo: dopo che Ben viene arrestato e che Charlie si accorge a suo rischio che non \u00e8 lui che sta nella diligenza come aveva creduto cadendo nella trappola orchestrata dallo sceriffo a Bisbee, un bandito del gruppo, osservando che Contention \u00e8 troppo distante, gli dice che il capo aveva commesso un errore perdendo tempo con la donna al bar, e allora Prince pone la significativa domanda retorica, se abbia gi\u00e0 scordato tutto quello che il capo aveva fatto per loro, cos\u00ec decidendo in qualit\u00e0 di braccio destro del boss di andare a liberarlo con il resto della banda a Contention, ossia rischia la vita in quanto gli \u00e8 grato e richiama all\u2019ordine anche gli altri banditi che in ogni caso lo seguono. Quando per\u00f2 lo sceriffo di Contention, che pure aveva accettato per altro con fare da grande rappresentante della Legge di collaborare con altri due uomini a mettere Ben Wade sul treno per Yuma e a proteggere la scorta contro i banditi, si ritira dalla cooperazione e se ne va perch\u00e9 non vuole essere ammazzato, Dan gli tira dietro la stella di sceriffo di cui all\u2019apparenza non \u00e8 all\u2019altezza \u2013 un po\u2019 come Will Kane in <em>High Noon<\/em> quando getta a terra alla fine la stella e lascia Hadleyville. Di fatto quando lo sceriffo di Contention e i suoi uomini si arrendono e, all\u2019uscita dall\u2019albergo, posano le armi al suolo e alzano le mani secondo gli ordini dello sceriffo che mostra loro come fare per non rischiare, i banditi li uccidono immediatamente non fidandosi di tali persone e uccidono anche altri cittadini per seminare il terrore. Qui Mangold evidenzia, per quanto implicitamente alla concatenazione delle immagini, come sia scarsa l\u2019intelligenza del rappresentante della Legge che crede di avere a che fare con persone domestiche e perbene che rispettino la sua \u2013 disonorevole \u2013 resa. Un dettaglio opportuno a conferma della qualit\u00e0 di un tale sceriffo a capo di una citt\u00e0: quando William ha visto i banditi in lontananza arrivare a Contention e ne d\u00e0 subito notizia al padre in albergo, lo sceriffo gli chiede quanti fossero, e il ragazzo dice \u201csette o otto\u201d, lo sceriffo facendosi grande con il ragazzino gli ingiunge, con tono perentorio come di chi si senta importante e superiore, di decidere se sette o otto, allora viene evidenziata nel film di nuovo la sua attenzione alle precisioni meno importanti, precisazioni per altro richieste a un ragazzino \u2013 non fa la domanda a nessun adulto e Butterfield, nelle immediate vicinanze, gli d\u00e0 la risposta, \u201csette\u201d, in quanto ha udito la domanda e ha potuto vedere pi\u00f9 da vicino quanti fossero i banditi in arrivo \u2013 in ogni caso lo sceriffo non va a vedere di persona alla finestra quanti siano i banditi. Viene presentato malissimo anche il cacciatore di taglie, interpretato da un ottimo Peter Fonda (New York 1940-Los Angeles 2019), ossia McElroy reclutato dall\u2019agenzia dei Pinkerton che ricerca i criminali per conto della Ferrovia- Una breve nota sul nome dell\u2019Agenzia: fondata a met\u00e0 dell\u2019Ottocento negli Stati Uniti da uno scozzese, aveva come logo un occhio aperto come simbolo di una vigilanza incessante \u2013 per altro svent\u00f2 l\u2019assassinio del Presidente Abraham Lincoln. Tuttavia nel film bastano alcuni banditi per ammazzare tutti gli agenti Pinkerton e Charlie Prince dice con sufficienza di odiare i Pinkerton, in una pi\u00f9 che ironica rappresentazione del mito costruito \u2013 a suo tempo \u2013 dall\u2019Agenzia stessa su di s\u00e9, mito pagato a carissimo prezzo da coloro che si facevano proteggere dagli agenti appunto Pinkerton, nome che Mangold ha lasciato senza alcuna modifica ritenendo che non ce ne fosse bisogno. E qui c\u2019\u00e8 implicitamente una visione non troppo positiva delle agenzie private alla caccia dei delinquenti, con riflessi non troppo nascosti sulle forze dell\u2019ordine a livello istituzionale \u2013 sulla poca o anche nulla credibilit\u00e0 delle Autorit\u00e0 ci sono riferimenti ovunque nel film. Al fatto che l\u2019agenzia a nome Pinkerton nel film assoldi veri e propri delinquenti di ultimo rango come McElroy c\u2019\u00e8 poco da aggiungere. Tale ex cacciatore di taglie, ossia di denari, si vorrebbe ritenere un giustiziere legalmente autorizzato essendo pertanto sempre nel giusto quando uccide i criminali ed essendo invece nella sua personalit\u00e0 un bieco assassino che uccide per denaro molti uomini, anche donne e bambini piccoli indiani, come quando li ha gettati ancora vivi e piangenti in una fossa, come riferisce Ben Wade quasi a sottolineare piuttosto esplicitamente come non vi sia differenza tra i delinquenti e le persone che credono di poter fare qualsiasi cosa dato che operano ufficialmente nella legalit\u00e0 credendosi onesti per questo. Cos\u00ec, quando il bandito lo riempie di percosse perch\u00e9 ha insultato la madre e lo butta poi, ancora vivo, gi\u00f9 da una rupe come fosse immondizia o un rottame, non si pu\u00f2 evitare di non essere troppo dispiaciuti, come \u00e8 nelle finalit\u00e0 del messaggio del regista. Per altro questo personaggio, di pessime e arroganti maniere, ha insultato anche Charlie Prince durante l\u2019assalto alla diligenza, dove era di scorta, citando il suo soprannome, ossia Princess, Principessa, sentendosi in diritto di offendere tutti impunemente. Qui c\u2019\u00e8 un cenno, molto attuale, alle persone che disprezzano altri per le loro ipotizzate tendenze sessuali come fossero degne di essere offesi liberamente, questo senza assolutamente che Mangold esprima un giudizio positivo sulle citate tendenze come vedremo in dettaglio \u2013 un approfondimento specifico sul rapporto tra Charlie Prince e Ben Wade, in contrasto con l\u2019insulto di McElroy, pi\u00f9 avanti nell\u2019analisi, qui basti ricordare il dato di fatto che Prince, dopo l\u2019offesa alla madre e a lui stesso come Princess, ossia come omosessuale, spari a McElroy nello stomaco e stia per ucciderlo, mostrandogli comunque di non avere il carattere della Principessa, ossia di una dolce e tremula donna.<br \/>\nRiprendendo dopo la digressione: quando Tucker, l\u2019uomo al servizio di Hollander, il proprietario terriero perbene, e incaricato di fare per lui il lavoro sporco, delinquenziale, viene ucciso da Ben Wade con una lunga forchetta sottratta durante la cena a casa Evans e piantatagli nella gola, non si pu\u00f2 essere, di nuovo, troppo dispiaciuti. Come accennato, tali effetti emotivi sono suscitati intenzionalmente dal regista per evidenziare come, nel messaggio del suo film, non ci sia soverchia considerazione per coloro che dovrebbero rappresentare la Giustizia e la Legge, la legalit\u00e0, spesso uguali ai fuorilegge se n on anche peggiori dei delinquenti che sono presentati sempre almeno come esenti da ipocrisie. La pi\u00f9 notevole differenza comunque fra i buoni e i cattivi in Mangold \u00e8 la scarsa capacit\u00e0 di tenere fede a qualsiasi impegno da parte di molti cosiddetti giusti, che appaiono immediatamente corruttibili per denaro e anche pronti a uccidere chiunque, sembrando quindi solo delinquenti mancati, non persone oneste, mentre i delinquenti sanno essere fedeli al capo, ossia non si tirano indietro nell\u2019eseguire i suoi ordini che portano a termine anche se non sempre condivisi, insomma hanno nel film di Mangold qualche qualit\u00e0, come pure nel film di Daves sanno rischiare la vita pur di essere fedeli al capo. Si tratta di gruppi sociali negativi, quelli dei banditi, che sono tuttavia, pi\u00f9 dettagliatamente in Mangold, ma appunto anche gi\u00e0 in Daves seppure meno marcatamente, non del tutto privi di qualche qualit\u00e0 che i cosiddetti giusti non hanno in egual misura. In aggiunta al proposito: il bandito Ben Wade, in Mangold e non in Leonard e in Daves, ha letto l\u2019intera Bibbia, dal cui libro dei Proverbi cita diversi passi importanti, e, pare, altri libri ed \u00e8 anche un artista, disegna bene, curando quest\u2019arte ovunque gli sia possibile. In altri termini: il capo dei banditi ha tratti da intellettuale e da artista, ci\u00f2 che non ha nessun altro dei personaggi perbene del film. Un bandito che, accanto al potere assoluto e senza scrupoli che detiene nel suo gruppo, ha qualit\u00e0 che sono in ogni caso ai vertici di quanto si possa desiderare per l\u2019umanit\u00e0: cultura e arte. Forse Mangold ha simpatia per i delinquenti? Certamente no secondo quanto sta nel film \u2013 tali personaggi hanno la chiarissima identit\u00e0 di assassini e predoni. C\u2019\u00e8 solo la comparazione con i cittadini per bene, le Autorit\u00e0 legalmente costituite e queste persone, che in un\u2019ampia percentuale non sono molto migliori dei delinquenti e anzi hanno, in pi\u00f9, tratti di ipocrisia, come accennato, che i delinquenti, pur restando tali, mostrano di non avere \u2013 nessuno di loro vuole spacciarsi per brava persona.<br \/>\nImportante nei due film \u00e8 il tema dell\u2019alleanza fra maschi che stanno su sponde opposte come i protagonisti, la sponda dell\u2019onest\u00e0 e della disonest\u00e0, del bandito e dell\u2019uomo che lavora e rischia la vita per portare denari onesti a casa, nemici che invece di odiarsi finiscono per allearsi nell\u2019onest\u00e0 pur con mete opposte \u2013 anche in Leonard, dove il delinquente alla fine, esitando nell\u2019abbassarsi per consentire a Charlie Prince di uccidere Scallen, aiuta il vicesceriffo che uccide il suo amico. Dunque nel tempo trascorso assieme nella stanza d\u2019albergo di Contention i due uomini si rivelano alcuni fatti personali che nessun altro conosce e questo forma una base per la loro alleanza, in quanto si scoprono uomini che cercano di vivere la vita ciascuno nel migliore dei modi secondo la propria visione del mondo pur diversa. Base che in Daves ha al suo centro la figura della moglie di Evans e che in Mangold ha alla base la conoscenza fra i due uomini, il cuore di Ben Wade che si coinvolge quando sente il discorso che Evans rivolge al figlio prima di dirigersi alla stazione, come un suo testamento, esplicitandogli ci\u00f2 che dovr\u00e0 fare in qualit\u00e0 di futuro responsabile della salvaguardia della famiglia e dell\u2019azienda paterna, anzi in qualit\u00e0 gi\u00e0 di uomo che vivr\u00e0 nell\u2019onest\u00e0 come ha appreso da lui, discorso che il figlio, superando il pudore maschile nell\u2019espressione dei sentimenti pi\u00f9 veri, accetta commosso dicendo al padre di volergli tanto bene \u2013 di fatto contravvenendo poi per affetto all\u2019ordine di stare con Butterfield che lo riporter\u00e0 a casa dopo che sar\u00e0 finita in un modo o in un altro l\u2019azione pericolosa, cercando inutilmente, in tutti i modi anche non poco rischiosi, di aiutare il padre e non uccidendo a sua volta, pur potendolo fare, Ben Wade che ritiene responsabile della morte del padre. Non lo uccide pur stando per sparargli mentre Ben Wade gli offre il petto per facilitargli l\u2019azione, in quanto dispiaciuto profondamente di quanto \u00e8 accaduto all\u2019uomo onesto e nuovo amico diverso dagli ipocriti perbene \u2013 Dan gli confessa alcune verit\u00e0, non \u00e8 un ipocrita che si spaccia per eroe diverso da ci\u00f2 che \u00e8 \u2013, cos\u00ec da salire sul treno ugualmente sebbene nessuno lo costringa ormai, essendo morto Dan Evans. Non si pu\u00f2 sottovalutare il dato di fatto il dato di fatto che il giusto, l\u2019uomo buono e democratico, muoia, non possa portare avanti la sua onest\u00e0 e buona fede. Nel caso si pu\u00f2 ritenere che sia il figlio a farlo e in effetti William vorrebbe uccidere il bandito, ma desiste pur dispiacendosene perch\u00e9 segue la via segnata nella legalit\u00e0 dal padre. Certo, le cose stanno cos\u00ec: il figlio ha imparato a essere onesto dal padre, che tuttavia, ribadendo, \u00e8 morto ammazzato per essere onesto. Allora Dan nel film \u00e8 un martire dell\u2019onest\u00e0? Ci vogliono martiri per essere di esempio per l\u2019onest\u00e0? Se il figlio vivr\u00e0 nell\u2019onest\u00e0, \u00e8 per il grande affetto che porta al padre prima che per l\u2019onest\u00e0 in s\u00e9. Ci sono oggettivamente dubbi sul concetto di onest\u00e0 per come \u00e8 trattato in seno al messaggio del film. Certo, il fatto che l\u2019onesto muoia e che il figlio non uccida il bandito ritenuto responsabile della morte del padre anche se non lo ha ucciso lui, potrebbe voler dimostrare che l\u2019onest\u00e0 abbia comunque il sopravvento sulla disonest\u00e0, sull\u2019illegalit\u00e0, sulla violenza, questo come eredit\u00e0 morale nel figlio. Ma muore anche <em>doc<\/em> Potter, ci\u00f2 che nel contesto si aggiunge alla morte finale di Dan Evans e in infinitesimale parte alla morte di Charlie Prince che, in ogni caso, nel contesto lascia un po\u2019 di amaro, dispiace un po\u2019 in quanto uomo fedele a Ben Wade, affezionatissimo e capace di sentimenti per il suo capo \u2013 dalla piazza di fronte alla finestra della stanza d\u2019albergo in cui si affaccia Ben Wade, lui chiede al boss se stia bene, ossia si preoccupa del suo stato psicologico, fisico. Un individuo sfortunato, come appare, Charlie Prince, avendo avuto come maestro la persona sbagliata, implicitamente non avendone avute altre di migliori, un padre e una madre provvidi, come si inferisce, ci\u00f2 che non toglie che resti un assassino ormai irriducibile, irrimediabile. In questo contesto in cui si affollano varie stimolazioni su personaggi e temi, sull\u2019onest\u00e0 in particolare, sorge un\u2019ipotesi che pu\u00f2 essere tracciata pi\u00f9 nel profondo. Oltre a quanto si vede con chiarezza esplicita in tutto il film, una risposta che Dan Evans d\u00e0 a Ben Wade durante il viaggio avventuroso e che riguarda il fatto che rischi la sua vita e anche la sorte della sua famiglia solo perch\u00e9 la Ferrovia ha perso dei soldi, offre una spiegazione ulteriore per la motivazione della scelta: perch\u00e9 forse non vuole che gente come il bandito se ne vada in giro impunemente, ossia Dan rischierebbe tutto quello che ha per un motivo che rientrerebbe nella volont\u00e0 di farla pagare a persone come Ben Wade, audaci pur nel male, una motivazione personale dunque non troppo diversa \u2013 sebbene comunque diversa \u2013 dalla vendetta, dalla rabbia che vi siano persone capaci di essere incuranti della Legge diversamente da lui e che possano vivere impunemente, una motivazione psicologica dunque che \u2013 nel profondo \u2013 non \u00e8 direttamente riferibile al concetto dell\u2019onest\u00e0 in cui ritiene, a met\u00e0 come appare visibilmente, di muoversi Dan Evans. Poco prima di morire Dan dice al figlio che deve ricordare che suo padre \u00e8 stato l\u2019unico a scortare il bandito quando nessuno lo ha voluto fare, altra motivazione personale, tanto pi\u00f9 che se non fosse stato agevolato da Ben Wade non ci sarebbe riuscito affatto. Dan Evans non \u00e8 un grande combattente, un grande audace, ha perso la gamba in una ritirata a causa di un colpo partito per sbaglio da un compagno che lo ha raggiunto a un piede.<br \/>\nQuesto dell\u2019onest\u00e0 \u00e8 nodo psicologico, molto intricato, del quale Mangold, al di l\u00e0 di ogni visione di superficie valida nell\u2019ovviet\u00e0 e nelle illusioni per la convivenza civile, \u00e8 molto interessato come emerge nel film, dove il tema delle motivazioni profonde dell\u2019onest\u00e0, posto in sordina, testimonia come flash del suo sguardo disilluso sulla qualit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 perbene, come tema di riflessione sulla verit\u00e0 psicologica della personalit\u00e0 umana \u2013 vediamo appunto ovunque all\u2019ingrandimento nel film come i cittadini perbene non di rado non siano troppo diversi dai delinquenti, come McElroy, anche Bones incontrato nel tunnel quando vorrebbe presentarsi come persona onesta che voglia giustizia per il fratello ucciso da Wade, fratello che era solo un baro, un disonesto implicitamente, un uomo che Ben Wade definisce una carogna. Per altro uno degli onesti, dopo la riuscita fuga del gruppo fuori dal tunnel, tiene nella fondina al cinturone l\u2019inconfondibile revolver sottratto a Ben Wade prima della sua fuga quando era stato messo al palo e torturato dagli onesti, revolver che Charlie Prince vede quando seguendo le piste del gruppo giunge nel tunnel cos\u00ec uccidendo molte di quelle brave persone. Tutto ci\u00f2 appunto in un nodo fatto di onest\u00e0 e disonest\u00e0 difficilmente districabile, cos\u00ec come \u00e8 presentato nel film di Mangold e solo nell\u2019ipotesi tracciata test\u00e9 esprime il suo senso pi\u00f9 verace. Al proposito: sia il figlio William che Butterfield sono in ogni caso sorpresi alla fine del fatto che il bandito Ben Wade salga sul treno per conto proprio e consegni la sua arma alla guardia, questo in onore e tributo al sacrificio di Dan Evans, che Wade ha avuto modo di apprezzare per la sua personalit\u00e0 e che ha aiutato anche per compassione del suo stato lasciandosi arrestare, anzi per cos\u00ec dire arrestandosi da s\u00e9. Importante \u00e8 ricordare al proposito la lettura della Bibbia in Wade, dalla quale trae quegli insegnamenti positivi che non ha ricevuto dal padre e dalla madre, come quando, a proposito della convinzione di McElroy di avere ucciso sempre per giusta causa chi se lo meritasse, cita il secondo dei biblici Proverbi 21, secondo il quale tutte le vie dell\u2019uomo sembrano rette ai suoi occhi, ma \u00e8 il Signore a pesare i cuori \u2013 difficolt\u00e0 di comprendere in generale da parte degli umani le regole stesse che si sono venuti creando nella loro esperienza di vita e sappiamo anche che McElroy crede addirittura di essere nel giusto, sbagliando completamente giudizio su se stesso, sul concetto di legalit\u00e0, di giustizia, di onest\u00e0. Ribadendo: Mangold, come \u00e8 sua caratteristica precipua in generale e in particolare in questo film, offre un rappresentazione esplicita e implicita di quella che nel suo giudizio \u00e8 la realt\u00e0 psicologica umana per come si manifesta nei comportamenti individuali e nelle regole sociali, mostrando come in non pochi casi, tra gli altri in quello che riguarda il citato concetto di onest\u00e0, non vi sia differenza profonda fra delinquenti e uomini di cui si serve una societ\u00e0 che si vuole considerare democratica. Riguardo alle carenze che inficiano ancora la legalit\u00e0 in non piccola parte secondo il film di Mangold, Dan Evans durante l\u2019esperienza relativa all\u2019incarico che lo porter\u00e0 a essere ucciso, dice in ormai totale disillusione che per la sua gamba amputata gli hanno dato un rimborso della stessa cifra stabilita per l\u2019incarico di scortare il bandito, cifra che ora sa gli sia stata elargita perch\u00e9 i rappresentanti della legalit\u00e0 hanno cos\u00ec potuto salvare se stessi tirandosi indietro, come ha fatto appunto Butterfield che, quando si ritira dall\u2019affrontare i banditi, \u00e8 disposto a dargli i duecento dollari pattuiti, per cos\u00ec dire a pagarlo, anche se o se rinuncia all\u2019incarico visto il rischio che corre e ci\u00f2 non tanto per Dan, quanto per se stesso, un pagamento che, al di l\u00e0 della buona azione che sembra e che in parte anche \u00e8, suona per\u00f2 nel sottofondo come una specie di tentativo di corruzione finalizzato a giustificare il proprio ritiro dall\u2019impegno preso. Una critica sociale molto forte dei valori che gli umani si sono costruiti, come pare, a proprio uso e consumo secondo i casi.<br \/>\nSegue ora per il film di Mangold un preambolo introduttivo alla preannunciata trattazione di alcune simbologie importanti e profonde, preambolo relativo a Ben Wade, al rapporto fra Ben Wade e il suo uomo di fiducia, Charlie Prince, detto Princess per l\u2019eleganza della figura, anche del vestimento rispetto agli abiti degli altri banditi, del portamento e anche per la sua devozione al suo capo cui \u00e8 sempre vicino e che egli venera come un maestro per quanto fuori dalla Legge.<br \/>\nVeniamo dunque al riassunto della relazione. Charlie, come \u00e8 gi\u00e0 stato sottolineato, ha un posto nel proprio cuore per il suo capo, per gratitudine e per ammirazione, per aver dato significato alla sua vita, ci\u00f2 al contrario di Ben Wade che non ha un affetto per lui come per nessun altro della banda, di cui, come dice, conosce la bassezza anche per esserne il capo egli stesso. Ad esempio, quando Prince gli restituisce il cappello, che ha recuperato dalla testa di colui che doveva essere preso per Wade nel trasferimento a Contention e il capo lo ringrazia dalla finestra dell\u2019albergo in cui si trova, Prince si emoziona a tal punto che dalla soddisfazione di avere fatto piacere al capo cos\u00ec da averne ricevuto il suo ringraziamento e riconoscimento personale, abbassa la testa sul petto per nascondere il suo sorriso di compiacimento, rivelatore dei suoi sentimenti verso il suo maestro, una gioia che in ogni caso vuole tenere solo per s\u00e9 quasi avendone pudore. Pi\u00f9 volte Prince presenta Ben Wade dicendo agli altri che avevano davanti a s\u00e9 niente meno che Ben Wade, grande persona per lui, capace di incutere terrore e in effetti \u00e8 il pi\u00f9 grande e temuto bandito, ma sempre solo un bandito che Prince idolatra e considera appunto come suo maestro, non avendo avuto come pi\u00f9 sopra, implicitamente e verosimilmente, nella sua giovane vita altri modelli esistenziali migliori cui attenersi, nemmeno genitori che lo abbiano amato ed educato all\u2019onest\u00e0.<br \/>\nMemorabile \u00e8 la spazialit\u00e0 relativa all\u2019uccisione di Charlie Prince da parte di Ben Wade \u2013 in Daves Dan Evans, una volta sul treno afferra il revolver scivolato sul pavimento del vagone porta bagagli e fredda con un colpo Charlie Prince che ancora insegue il treno per uccidere Dan e salvare, come crede, il capo che per\u00f2 non ha pi\u00f9 alcun interesse per lui n\u00e9 per gli altri componenti della banda. In Mangold, quando pare che si siano salvati entrambi i protagonisti \u2013 Ben \u00e8 gi\u00e0 sul treno e i due si sorridono ormai in piena alleanza, Dan si trova a spalle girate imprudentemente alla banda di delinquenti \u2013, allora Charlie giunge risoluto a grandi passi ed elimina colui che ha preso il suo posto nel cuore del capo sparandogli con la sua Colt tenuta a braccio teso, pi\u00f9 volte alla schiena e frontalmente in una continua successione di colpi, con ci\u00f2 abbattendolo al suolo, morente. Poi passa al boss il revolver maledetto a sua volta passatogli da altri banditi con un lancio e, sapendo di averla fatta grossa, dice con un tono di voce che vorrebbe essere complice del capo nella preferenza per Dan, che per essere questo un contadino da una gamba sola, era <em>one tough son of a bitch, un tosto figlio di buona donna<\/em> (eufemisticamente nella traduzione qui), epiteto utilizzato non come insulto come potrebbe forse sembrare a prima vista, ma, appunto nel tono e nel mezzo sorriso, come un complimento espresso in modo cameratesco, maschile, di riconoscimento del valore. Il capo per\u00f2 neppure gli risponde \u2013 come gi\u00e0 quasi sempre \u2013 e prepara il suo speciale revolver maledetto che gli ha restituito proprio Charlie al momento. Charlie comunque, intuendo nel profondo ci\u00f2 che ormai non pu\u00f2 non accadere avendo egli trasgredito l\u2019ordine del capo di non sparare a Dan Evans e in pi\u00f9 sapendo quanto Wade ci tenesse a Dan Evans, spera ancora che il capo non si comporti come con Tommy Darden \u2013 vedi pi\u00f9 sopra. Ribadendo: tuttavia \u00e8 proprio lui stesso a consegnare al capo la sua arma, come in un presentimento, dando a Ben la decisione per il proprio destino, la propria vita che senza di lui non avrebbe pi\u00f9 alcun senso \u2013 per altro se il regista avesse voluto non rimarcare questo dettaglio, avrebbe potuto far consegnare l\u2019arma da un altro bandito, ci\u00f2 che non ha fatto, gli altri banditi solo si passano a lanci l\u2019arma per consegnarla con l\u2019ultimo lancio a Charlie di cui conoscono il particolare legame con Wade, perch\u00e9 la lanci direttamente lui al capo. Ferito interiormente dalla scelta del nuovo amico da parte di Wade, si allontana pensoso girando le spalle al capo come in attesa \u2013 quasi come Dan ha girato le spalle al pericolo \u2013, si gira per\u00f2 verso Ben come attratto da ci\u00f2 che stava per accadere e in tempo per vedere Ben Wade che gli spara per ucciderlo. Charlie estrae a sua volta l\u2019arma per abitudine a difendersi, ma senza convinzione, non \u00e8 come al solito pi\u00f9 veloce e abile di tutti nello sparare, spesso anche camminando e in distanza a soggetti anch\u2019essi in movimento. Forse al momento si trova in postura infelice dovendosi girare, ma soprattutto non \u00e8 rapido tiratore come sempre, quasi non avesse l\u2019intenzione di uccidere il boss, mentre questo lo uccide senza scrupoli, n\u00e9 considerazione della sua sofferenza per non essere pi\u00f9 il primo nel suo cuore \u2013 dove per altro, come gi\u00e0 accennato, non c\u2019\u00e8 mai stato altro che nell\u2019illusione di Charlie. Questo non cade al suolo e, pur morente, resta in piedi con l\u2019arma abbassata nella mano sinistra \u2013 Charlie \u00e8 un ambidestro, il boss \u00e8 un destrimano, spara sempre con la destra e disegna anche con la mano destra \u2013, potrebbe ancora con tutto agio sparare al capo mentre \u00e8 impegnato a uccidere tutti i suoi uomini per vendicarsi, ingiustamente, di loro per la morte del suo nuovo amico, ma non lo fa, troppo forte \u00e8 il legame che sente ancora verso Ben. Infine \u00e8 in piedi solo Charlie Prince che attende il capo, verosimilmente ormai per ricevere da lui il colpo finale, almeno questo dedicato solo a lui. In un profondo e molto speciale gioco simbolico che l\u2019immaginazione artistica rappresenta al meglio per la relazione privilegiata con l\u2019inconscio, Ben si avvicina a Charlie ferito a morte il quale aspetta ormai il colpo di grazia dal suo boss guardandolo dritto e fisso negli occhi. Ben Wade lo tiene stretto a s\u00e9 e gli spara con il revolver premuto sul petto dritto al cuore, dopo di che Prince viene lasciato cadere da Ben Wade a terra ormai senza vita, come un sacco di ossa. Ben gli riserva il colpo al cuore per ucciderlo, certo \u2013 potrebbe per\u00f2 sparargli anche da una certa distanza \u2013, ma sceglie di sparargli da vicino anche nel simbolo, come per spezzargli esplicitamente proprio il cuore, per rifiutare Charlie Prince definitivamente, per non lasciargli cos\u00ec nessuna illusione di amicizia esclusiva tanto forte da avere la sfumatura erotica in Charlie, quale si pu\u00f2 manifestare da parte dei soldati verso il capo carismatico. Cos\u00ec resta solo lo stretto abbraccio mortale che \u00e8 reale, non illusorio, ci\u00f2 mentre Charlie non oppone, molto significativamente e quasi femminilmente, alcun tipo di resistenza, n\u00e9 dice alcunch\u00e9, lasciando parlare per l\u2019ultima volta i suoi occhi penetranti in quelli del suo capo.<br \/>\nIn questo rapporto speciale, e anche commovente per certi versi, dell\u2019uomo di fiducia verso il suo boss, si pu\u00f2 individuare, in verit\u00e0 molto chiaramente \u2013 sto riferendomi a questo film e non ad altri film di Mangold \u2013 un messaggio, implicito al contesto e pi\u00f9 generale, riguardante le possibili relazioni fra persone dello stesso sesso, nella fattispecie fra maschi. Charlie Prince \u00e8 affezionatissimo al suo capo, di fatto rimane visibilmente male quando Ben Wade guarda con interesse Emma e resta nel bar di Bisbee quando sarebbe pi\u00f9 opportuno che seguisse il resto della banda, nonch\u00e9 alla fine della vicenda uccide Dan Evans per una sorta di gelosia verso colui che ha preso il posto che prima era suo vicino al cuore o nel cuore del capo, questo solo nell\u2019illusione di Charlie, ribadendo ancora. Ben Wade fa piazza pulita di un tale attaccamento di Charlie nei suoi confronti \u2013 e di cui gi\u00e0 agli inizi del film era infastidito, prima di conoscere Dan \u2013 addirittura uccidendolo. Nella sua amicizia verso Dan Evans e viceversa non ci sono speciali attaccamenti, si tratta di una normale alleanza fra maschi come sono comuni da sempre, niente sfumature erotiche di nessun tipo che ci sono invece per quanto in parte come sopra, nel personaggio di Charlie, la cui morte si proietta anche su questo tipo di possibili relazioni non ritenute tali, da Mangold in questo film, da poter esistere, questo nell\u2019inequivocabile messaggio filmico. In altri termini: nella morte di Charlie ag\u00ecta da Ben Wade, che sa dell\u2019attaccamento di Charlie nei suoi confronti, come vedremo, c\u2019\u00e8 anche, implicito ma inferibile, il giudizio negativo su possibili rapporti che vadano oltre la normale alleanza fra maschi, il rifiuto insanabile di essi da parte di Ben Wade \u00e8 comprensibile anche nei riferimenti espliciti ai suoi rapporti con donne nei vari locali malfamati, rapporti non sentimentali, ma solo fisici. A conferma, Wade disegna Emma, cui proporr\u00e0 di vivere con lui, ritraendola nuda dal retro, senza volto pertanto e senza piedi, con la regione glutea al centro delle sue attenzioni, ci\u00f2 che rivela molto chiaramente il tipo di rapporto che avrebbe potuto instaurare con lei \u2013 e con la donna in generale \u2013, solo fisico, un rapporto a met\u00e0 quindi e privo della parte pi\u00f9 importante, quella dei sentimenti eventuali per la persona, questo in contesti che non lasciano dubbi, ci\u00f2 che in ogni caso sottolinea la sua preferenza per le donne. Non si tratta tuttavia di un pensiero tradizionale in quanto la tradizione mostra varie possibilit\u00e0 di scelta sessuale per i maschi, esaltate nell\u2019epoca presente, bens\u00ec si tratta di una presa di posizione precisa, di una scelta che elimina o non considera valide le altre possibilit\u00e0 pure esistenti.<br \/>\nPerch\u00e9 quindi dedicare addirittura un importante Leitmotiv a tale problematica? Mangold \u00e8 regista che dedica nei suoi film, come \u00e8 noto e gi\u00e0 accennato, molto del suo interesse all\u2019approfondimento piscologico dei vari tratti della personalit\u00e0 umana senza per altro esimersi dal proprio giudizio su di essi, fino a far finire in questo film le illusioni di Charlie nel rifiuto peggiore da parte di Ben, che cos\u00ec mostra di averlo solo sopportato e che lo uccide senza piet\u00e0 per toglierselo, non solo per vendetta \u2013 che volesse toglierselo in quanto lo infastidiva precede, come accennato, la conoscenza di Dan Evans, come vedremo in maggiore dettaglio. Ben Wade rimane l\u2019individuo spietato che \u00e8 sempre stato e spontaneamente orientato verso il sesso opposto come \u00e8 pure sempre stato ed \u00e8 anche l\u2019unico protagonista tra i tre protagonisti \u2013 ossia se stesso, Dan e Charlie, pure protagonista cui \u00e8 dedicato un Leitmotiv in aggiunta \u2013 a restare in vita, che pu\u00f2 pertanto proseguire nel suo percorso esistenziale e, forse, migliorare, ricordiamo che ha dato spazio dentro di s\u00e9 per la prima volta con Evans alla compassione, sentimento che aveva sempre evitato, come dalle sue parole quando dice a Dan che basta fare una buona azione una volta e si diventa buoni, ci\u00f2 che lui non ha mai avuto modo di volere prima di conoscere una persona come Dan. E qui si presenta, come anche altrove in questo film, di nuovo la visione disillusa di James Mangold: difficile rimediare agli errori gravi nella propria esistenza, anche nelle migliori intenzioni. Certo, nella consegna della propria arma al funzionario della Ferrovia, Ben Wade si libera dalla maledizione dell\u2019arma, delle armi, ma la consegna dell\u2019arma si verifica dopo una strage compiuta da Ben Wade. Facendo un\u2019ipotesi plausibile, se davvero la compassione avesse esercitato un inizio di cambiamento positivo, il bandito, forse, non avrebbe ucciso Charlie, il suo fedelissimo, avrebbe compreso e avuto piet\u00e0 del suo attaccamento cos\u00ec intenso, lo avrebbe perdonato insomma \u2013 ma Ben Wade \u00e8 esperto di Bibbia, non di Vangeli \u2013, avrebbe dunque trovato altri mezzi, nel film, per liberarsene, cos\u00ec come non avrebbe sterminato tutta la sua fedele banda, e questo proprio alla fine del film, dove nulla ha pi\u00f9 seguito in un finale per cos\u00ec dire aperto. In altri termini: non c\u2019\u00e8 alcun segno inequivocabile che possa far pensare a un inizio di una nuova esistenza nel bene \u2013 la volont\u00e0 di vendetta ha avuto ancora il sopravvento, a comprova che il passato non venga superato che molto difficilmente, come eccezione alla regola \u2013 eccezioni alla norma esistono sempre.<br \/>\nGiunge adesso, dopo il preambolo e come preannunciato quale conclusione di questo studio, la particolarmente complessa analisi semantica relativa alle intenzioni e anche premonizioni e attrazioni inconsce e semi inconsce sparse nel film, iniziando dalla decisione riguardante il dato di fatto a livello simbolico secondo il quale Ben Wade avesse, per cos\u00ec dire, gi\u00e0 premeditato di liberarsi dell\u2019ignaro Charlie Prince e anche della vita di bandito prima di conoscere Dan Evans.<br \/>\nLe sequenze ricche di intenzioni implicite e presentimenti a livello simbolico inconscio, le quali riguardano i due personaggi Ben Wade e Charlie Prince, si trovano agli inizi del film, subito dopo la presentazione della famiglia di Dan Evans di cui \u00e8 gi\u00e0 stato trattato pi\u00f9 sopra.<br \/>\nWade viene presentato in primis non come bandito, ma come artista dotato di capacit\u00e0 e sensibilit\u00e0 estetica \u2013 disegna ovunque senta la necessit\u00e0 di esprimere liberamente la verit\u00e0 dei suoi mondi interiori. Ben Wade appare dunque in un primo piano, mentre tiene la testa abbassata, cos\u00ec che sia ed \u00e8 ben visibile la fascia alla base della corona prima della tesa del cappello, diverso da quello degli altri banditi, pi\u00f9 originale e ben tenuto \u2013 non \u00e8 un classico Stetson per intenderci \u2013, con un tocco di raffinatezza, una fascia fittamente ed elegantemente istoriata con precisi e puliti disegni ornamentali. Anche di uno dei banditi verso la fine del film viene evidenziato per un attimo il diverso cappellaccio mal tenuto che mostra per\u00f2 una fascia ornata, tuttavia rozza e sbiadita, consumata, ci\u00f2 che sottolinea, nel film, come non sia solo l\u2019istoriazione ad avere un effetto estetico, ma anche e soprattutto la personalit\u00e0 di chi l\u2019abbia scelta, la cura estetica che nel bandito del gruppo manca. Da non trascurare: nel retro della fascia stanno alcune ornamentazioni di colore azzurro, inquadrate in un dettaglio flash, ma di primo piano, a significare simbolicamente con la scelta del colore la qualit\u00e0 maschile di Ben Wade malgrado gli ornamenti. Termina l\u2019inquadratura Ben Wade che solleva la testa e guarda in una soggettiva che porta alla successiva inquadratura relativa a un uccello su un ramo o rametto, un rapace dal petto di piume bianchissime. Nella successiva inquadratura si vede il dettaglio relativo alle mani di Wade che tengono un quaderno e finiscono di disegnare il rapace, mentre si sta avvicinando lentamente dal retro Charlie Prince pure a cavallo. Intanto l\u2019uccello prende il volo. Dalla ulteriore soggettiva di Ben Wade si inferisce che esso si alzi sempre di pi\u00f9 nel cielo seguito appunto dallo sguardo e volto di Wade che si indirizzano verso di lui in alto, per poi abbandonarlo come esso sia scomparso alla vista o non sia comunque pi\u00f9 interessante per Wade. Subito dopo si ha l\u2019inquadratura di primo piano di Charlie Prince che dopo alcuni secondi informa sorridendo Ben Wade del fatto che la diligenza trasporti denari o valori, perch\u00e9 ha visto o saputo che le persone di scorta hanno la Gatling \u2013 una ancora primitiva mitragliatrice dell\u2019epoca. Wade tuttavia non gli risponde neanche, anzi appare abbastanza infastidito dalla comunicazione di Charlie Prince riguardante il prossimo assalto alla diligenza, quasi non ne volesse sapere e muove le labbra come volendo esprimere qualcosa di non piacevole al proposito. In altri termini: in questa prima sequenza di presentazione di s\u00e9 e di Prince c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un\u2019avvisaglia concernente l\u2019intenzione conscia o semi inconscia o inconscia di Ben Wade di liberarsi sia di Charlie Prince che della banda. Quindi Ben Wade, lasciando Charlie Prince fermo dove stavano entrambi e, muovendosi in campo lungo in un percorso che mostra una svolta ad angolo retto, attacca dopo la svolta il disegno al tronco di un albero e prosegue il cammino. Poco dopo si muove lentamente anche Charlie Prince che si ferma in un primo piano qualche secondo a<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Charlieprince.webp\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4492\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Charlieprince.webp\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"322\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagine: l'attore Ben Foster nel ruolo di Charlie Prince in: villains.fandom.com\/wiki\/Charlie Prince<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>guardare il disegno. Questo mostra l\u2019uccello sul ramo con il petto come cancellato da un grosso segno in tutta la diagonale, segno che appare come parte pi\u00f9 evidente di una ramificazione di cui forma il braccio maggiore di una x semi nascosta, appena accennata, tuttavia segno pure di cancellazione, una x sbilanciata verso il tracciato di cancellazione trasversale che appunto troneggia, disegno che mostra un doppio segno di cancellazione, pi\u00f9 evidente in primo piano e pi\u00f9 nascosto lateralmente, ma presente come test\u00e9 descritto. Che il disegno si riferisca a Charlie si evince dalla successione delle immagini. Come gi\u00e0 accennato, tale volatile \u00e8 un rapace come secondo il becco tipico dei rapaci disegnato da Wade e visibile anche nell\u2019inquadratura dell\u2019uccello che sosta sul ramo. Quando sta arrivando Prince all\u2019albero dove sta il disegno di Ben, il regista gli d\u00e0 di nuovo un primo piano per diversi secondi mentre si ferma a guardare il disegno che, a sua insaputa, \u00e8 fatto per lui: un giovane rapace \u2013 come \u00e8 un predatore o predone Charlie Prince \u2013 dal petto bianco, colore dell\u2019innocenza, ma anche segno di morte nel contesto simbolico che vede il rapace alzarsi in cielo, come lasciando la terra, la vita. \u00c8 come se l\u2019uccello, giovane rapace, nel disegno di Wade anticipasse il destino di Charlie, giovane predone la cui anima bianca \u2013 il piumaggio sta sul petto a copertura del cuore nella duplice simbologia \u2013 salir\u00e0 metaforicamente nel cielo come quella di una colomba. Anima innocente e bianca in un predone altrettanto spietato come Ben Wade? Nello specifico contesto s\u00ec: Charlie Prince guarda il disegno tristemente e un po\u2019 inquieto, ma senza mostrare di capirne i profondi significati tranne che in una intuizione inconscia che gli d\u00e0 l\u2019espressione della non letizia, \u00e8 dunque in buona fede verso il suo capo, non si accorge delle sue intenzioni nei suoi confronti, come in un piano che attende di concretizzarsi. Nella scelta del rapace da disegnare esteticamente sta la premeditazione a livello simbolico come il suo privilegiato rapporto con il suo inconscio gli rende possibile, giacimento delle intenzioni non ancora consapevolmente decise. Per chiarire ancora: la premeditazione nei confronti di Charlie Prince viene per cos\u00ec dire manifestata nel contesto attraverso la simbologia intrinseca al disegno di Wade, attraverso un\u2019opera d\u2019arte, che contiene tutto il seguito dell\u2019implicito, dei percorsi inconsci intrecciati con quelli consci. In ogni caso, a conferma della caratteristica di Ben Wade di premeditare la vendetta e la morte di singoli individui, sta tra l\u2019altro quanto dice dopo l\u2019assalto alla diligenza a McElroy, che Prince starebbe per uccidere dopo averlo gi\u00e0 ferito gravemente. Dice appunto che non lo uccider\u00e0 con una semplice pallottola come preferirebbe McElroy, ma in futuro e in modo diverso, ci\u00f2 che avverr\u00e0 veramente. Ricapitolando in sintesi: Ben Wade ha scelto di ritrarre un rapace \u2013 come per una spinta inconscia \u2013 che sta su un ramo, la cui ramificazione, standogli davanti, lo cancella, disegno che parla con il muto linguaggio simbolico e immaginifico dei circuiti inconsci relativi alla presenza riferita alla premeditazione riguardante l\u2019eliminazione e morte di Prince, sottolineata in aggiunta dal volo in cielo dell\u2019uccello che Ben Wade segue con interesse. Che Wade stacchi il foglio dal quaderno in cui ha disegnato quanto lo ha attratto inconsciamente per la particolare simbologia ad esso intrinseca e lo attacchi all\u2019albero che sta alla svolta del percorso affinch\u00e9 Prince lo veda \u2013 nel contesto non c\u2019\u00e8 nessun altro che possa seguire Ben \u2013, si evince, come pi\u00f9 sopra accennato, dalla successione delle inquadrature, molto attentamente e sapientemente curata da Mangold. Dunque l\u2019evolversi del rapporto tra i due personaggi e di Wade con Prince e la banda stessa \u00e8 gi\u00e0 prefigurato prima di conoscere Dan e di reagire alla sua morte attuata da Prince, come nelle sequenze di presentazione dei due banditi, anche nell\u2019ulteriore presenza della svolta ad angolo retto dopo la quale Wade attacca il disegno, appunto da una svolta prefigurata con anticipo sulla conoscenza di Evans.<br \/>\nProseguendo, dopo l\u2019assalto alla diligenza, di l\u00ec a poco Charlie Prince si impossessa, lentamente e con espressione molto seria, dell\u2019orologio di un ucciso che giace a terra, ossia simbolicamente, in un\u2019inquadratura significativa ad hoc, prende il tempo di un morto, tempo che si \u00e8 interrotto, che \u00e8 finito per sempre per il proprietario, nello speciale contesto di richiami dal profondo: un pessimo segnale di nuovo per il suo ormai vicino tempo corto o destino di morte. In altri termini: Charlie Prince prende in carico il tempo ormai terminato di un morto e lo fa suo, quasi in un presentimento inconscio del proprio breve tempo. Certo i predoni rubano qualsiasi cosa dai corpi degli uccisi, ma in questo contesto l\u2019orologio del morto che viene raccolto, come appare, quasi misteriosamente da Charlie Prince acquisisce il significato di un ulteriore segnale della morte che si avvicina per lui. Un ulteriore segnale associabile alla sua morte, indiretto, viene dato da Prince stesso mimetizzato nell\u2019ovviet\u00e0 del contenuto di una sua affermazione. Facendo un passo indietro: dopo aver visto il disegno, Prince dice qualche parola a Wade e gli dice, sorridendo contento, che la diligenza ha la mitragliatrice, la Gatling dal nome dell\u2019inventore, alludendo al fatto che la diligenza trasporti valori, altrimenti non avrebbe la mitragliatrice. Certo, questa \u00e8 la motivazione implicita per la citazione della Gatling, ma del tutto facilmente il regista avrebbe potuto scegliere un\u2019altra motivazione per il trasporto dei valori, ad esempio che si fosse saputo dei valori o altro di simile e non avrebbe fatto sorridere Prince compiaciuto citando la mitragliatrice, un\u2019arma mortale cui non \u00e8 facile sottrarsi e che \u00e8 per i banditi un massimo rischio della vita. Invece \u00e8 Prince che parla di uno strumento di morte nella speciale sequenza \u2013 non verr\u00e0 ucciso durante l\u2019assalto, ma comunque si tratta di un\u2019associazione, indiretta e del tutto inconscia, premonitrice di morte, non di vita. In superficie Charlie sorride contento perch\u00e9 la mitragliatrice \u00e8 segno del trasporto di valori, ma pi\u00f9 nel profondo dell\u2019inconscio si tratta di un intuitivo collegamento di nuovo alla propria morte che, in una nerissima ironia, si presenta camuffato sinistramente nel sorriso di Charlie Prince che pare non abbia capito l\u2019associazione profonda. Inoltre, quando i banditi sono seduti al banco del bar di Bisbee e stanno per bere il per cos\u00ec dire meritato whiskey, Charlie Prince brinda ai quattro compagni morti durante l\u2019assalto, un brindisi pi\u00f9 che mai sinistro, e al boss che ha dovuto rinunciare con grande dispiacere, detto con ironia da Prince, anche a Tommy Darden ucciso per aver messo, forse, in pericolo la banda con la sua leggerezza \u2013 le regole della banda prevedevano che chi mettesse in pericolo la squadra anche solo per un errore, venisse ucciso dal capo. Tutti gli altri banditi verranno uccisi dal boss alla fine, senza che, all\u2019apparenza, vi siano intenzioni pregresse ad hoc, ma agisca solo la vendetta di Wade per la morte di Dan che scarica su tutti, ma si deve tenere presente che Wade, subito dagli inizi del film, vorrebbe o ha comunque intenzione, senz\u2019altro inconscia o semi inconscia di liberarsi di Prince che lo opprime e della vita di bandito \u2013 abbiamo visto come proponga a Emma, la prostituta del bar di Bisbee, di vivere con lui saltando dalla finestra, ossia cambiando improvvisamente e senza riflessioni, senza indugi, l\u2019esistenza, per iniziarne una nuova dove Ben non sia ricercato, in Messico, al di l\u00e0 del confine, rappresentato dal fiume, dal guado, ci\u00f2 per cui la donna solo lo irride. Ci\u00f2, detto per evidenziare come l\u2019intenzione di disfarsi di tutta la banda fosse un pensiero che gi\u00e0 dall\u2019inizio del film, aleggiasse nella mente conscia e inconscia di Wade. Per passare il confine dunque, il fiume, c\u2019\u00e8 il guado, come test\u00e9 citato e come il cognome di Ben significa dall\u2019antico verbo anglosassone wadan, andare, guadare, oltrepassare i confini, i limiti \u2013 concetto, questo per altro, tipico e fondamentale di tutta la cultura germanica dall\u2019antichit\u00e0, a partire dai miti che si conoscono ai giorni nostri, tema su cui non possiamo soffermarci in poche righe, n\u00e9 \u00e8 il caso di digredire. Ben Wade impersona comunque il tipo di uomo che non si ferma mai in nessun posto e che oltrepassa i confini, i limiti concreti e metaforicamente intesi. Anche il Ben Wade di Daves \u2013 il cognome sta per la prima volta nel film di Daves, ricordiamo che in Leonard il bandito si chiama Jim Kidd \u2013 dice di non fermarsi mai in nessun posto, si chiama appunto Wade, ma in Daves appare implicitamente che non si possa fermare soprattutto essendo ricercato dagli sceriffi, vorrebbe per\u00f2 fermarsi dopo aver conosciuto Dan e Alice e con una donna come la moglie di Dan con cui fondare una famiglia, ossia vorrebbe smettere di dover sempre andare e andare \u2013 il Ben Wade di Daves \u00e8 un bandito per cos\u00ec dire gentiluomo, non ha in tenzione di fare male a nessuno come dice a Butterfield che sta nella diligenza. Il significato del cognome Wade \u00e8 molto rilevante in Mangold soprattutto in quanto Ben Wade vorrebbe, non riuscendoci con la donna del Bar di Bisbee, oltrepassare il guado esistenziale pi\u00f9 importante e definitivo per lui onde diventare una persona diversa \u2013 che alla fine richiami dal treno il suo cavallo testimonia del fatto che potrebbe voler evadere da Yuma come ha gi\u00e0 fatto altre volte e continuare quindi la sua vita di fuggitivo ricercato, senza ormai pi\u00f9 la sua banda, ma anche voler andare in Messico, oltre il guado dunque, e l\u00ec ricominciare una nuova esistenza. Tornando al bar di Bisbee e al brindisi post assalto, alle parole di ironia di Prince per il brindisi sul fatto che il boss abbia ucciso Tommy Darden, Wade risponde con una minaccia proferita con tono adirato citando dai biblici Proverbi 13 e dice che chi vigila sulla sua lingua, conserva la sua vita, mentre chi la spalanca va in rovina. Il capo rimprovera Prince e prevede esplicitamente la sua possibile rovina perch\u00e9 non sa tenere la lingua a posto. Ancora aggiunge perentoriamente che Tommy era debole, stupido e che \u00e8 morto, cos\u00ec chiarendo ci\u00f2 che si realizzi per tali persone, mostrando di non avere alcuna piet\u00e0 per chi parli quando non deve o sbagli o anche solo abbia un\u2019opinione diversa dalla sua, ossia nella banda domina l\u2019assolutismo, nessuna forma anche minima di democrazia ovviamente. Ben Wade pretende assoluta e cieca obbedienza dai suoi uomini, anche dal suo braccio destro che mostra, per quanto timidamente, di non aver approvato l\u2019uccisione di Tommy poich\u00e9, come pare ritenere, poteva essere ucciso nella circostanza solo l\u2019uomo dei Pinkerton che si era finto morto ingannando Tommy e poi aveva minacciato tutti con il suo revolver facendosi scudo del bandito. Ma l\u2019anima presaga di Wade non si esaurisce ancora. Uno stesso rimprovero come quello fatto a Prince per aver parlato non convenientemente verr\u00e0 fatto da Wade a McElroy quando star\u00e0 per ammazzarlo, ossia gli rinfaccia di non aver saputo tacere e di averlo offeso e per questo lo scaraventa gi\u00f9 da una rupe dopo averlo riempito a sua volta di botte, come citato pi\u00f9 sopra. All\u2019interno della banda, come Mangold evidenzia, non c\u2019\u00e8 alcuna libert\u00e0 di pensiero, associazione molto chiara a quei regimi dittatoriali in cui la prima cosa che si impone \u00e8 proprio quella di tenere la bocca chiusa, di non parlare, meno che mai di esprimere un libero pensiero scritto e orale. Tornando a McElroy, \u00e8 il caso di sottolineare l\u2019ottima interpretazione di Russel Crowe mentre viene bastonato, in altra occasione precedente, con estrema violenza da McElroy con il calcio del fucile per avere ucciso Tucker \u2013 dal nome scelto per lui: tra l\u2019altro, uno che esaspera, sfinisce come quando canta non simpaticamente la canzoncina che tanto d\u00e0 ai nervi a Wade \u2013, dove dimostra ancora una volta di saper interpretare qualsiasi tipo di personalit\u00e0 in qualsiasi contesto, ossia dimostra la sua eccellenza di interprete. Mentre McElroy bastona Wade che \u00e8 a terra ammanettato e gli fa sanguinare volto, bocca, denti e interno delle guance, il bandito ridacchia sarcasticamente perch\u00e9 intanto ha beffato Tucker mentre non se lo aspettava credendo di averlo in pugno ormai \u2013 ammanettato e quindi ritenendolo neutralizzato \u2013 e ha beffato anche McElroy che non ha saputo prevederlo. Quando Butterfield e anche Evans fermano McElroy trascinandolo via, Wade sputa sangue pi\u00f9 volte ributtantemente, continuando a ridere sgangheratamente: Alla fine, steso a terra sfinito, sfiatato e stonando, canta molto malamente appunto la canzoncina per la quale intanto ha ucciso Tucker e ha beffato anche McElroy che per questo e non per altro lo stava ammazzando di botte \u2013 sappiamo che non ha cuore per nessuno, neanche per Tucker. Scena dedicata specificamente come omaggio alla super bravura dell\u2019attore Russell Crowe.<br \/>\nCi soffermiamo ancora, molto brevemente, su alcuni degli ulteriori segni indicativi del destino che, all\u2019apparenza, ciascuno, almeno dei personaggi principali, importanti, porta dentro di s\u00e9 o in suoi particolari comportamenti o scelte inconsce circostanziali o anche nel nome datogli da Mangold. Vediamo appunto quanto test\u00e9 annunciato.<br \/>\nTucker dopo l\u2019arresto di Ben Wade si impossessa dello speciale revolver nero del bandito mostrante nell\u2019ornamentazione una evidente croce cristiana bianca, d\u2019avorio. Nella presenza dell\u2019ornamentazione cristiana dell\u2019arma maledetta di Ben Wade viene messo in evidenza, oltre a quanto gi\u00e0 accennato pi\u00f9 sopra, come la stessa croce cristiana non sia esente dall\u2019essere stata all\u2019origine di guerre e uccisioni \u2013 valga come esempio per tutti la presenza delle Crociate nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Il pensiero religioso subisce in Mangold un attacco per quanto lieve nella dichiarazione di Dan Evans relativa alle sue costanti preghiere a Dio per tre anni, da quanto \u00e8 senza una gamba, per chiedere aiuto, preghiere le quali non sono state ascoltate e cui ha posto fine, non avendo pi\u00f9 fiducia in esse. \u00c8 qui il caso di esplicitare il significato dei nomi di Dan Evans che rientrano anch\u2019essi in un contesto ironico relativamente al pensiero religioso. Dan \u00e8 l\u2019abbreviazione di Daniel, nome ebraico che significa <em>dio ha giudicato, giudizio di dio<\/em> all\u2019incirca, dove l\u2019abbreviazione Dan si riferisce al concetto di giudizio, senza la citazione della divinit\u00e0 che resta per\u00f2 sottintesa, inoltre Evans richiama un\u2019antica elaborazione inglese di Giovanni, altro nome di origine ebraica. Giovanni significa dunque in ebraico e in Evan(s) come suo derivato <em>dio \u00e8 misericordioso o dio ha favorito <\/em>e simili. \u00c8 come se il personaggio portasse nel suo nome il suo destino sul piano di un\u2019interpretazione ironica alla <em>Candide<\/em> (1759) di Voltaire (Parigi 1694-1778), secondo la quale Dio sia stato misericordioso con lui o lo abbia favorito facendolo azzoppare o lasciandolo uccidere alla fine \u2013 un cognome che pu\u00f2 simbolicamente riferirsi ironicamente anche a tutta l\u2019umanit\u00e0 condannata a morte dalla divinit\u00e0 per chi creda alla vicenda narrata nel libro della biblica <em>Genesi.<\/em> Tornando sull\u2019arma maledetta: \u00e8 vero che Ben Wade se ne libera individualmente consegnandola nelle mani delle Istituzioni, della Giustizia, ma si tratta della medesima arma maledetta che ha istoriata la croce cristiana, e che per essere consegnata alle Istituzioni non perde la sua maledizione \u2013 la croce resta appunto come segno invariato \u2013, consegna che, nello scetticismo espresso nel messaggio profondo di Mangold, implicitamente allude anche alla maledizione che nulla e nessuno, nel messaggio del film, cancella o toglie alla pi\u00f9 triste alleanza tra Croce e Istituzioni, su cui qui non abbiamo intenzione di aprire un importante capitolo che allungherebbe troppo questo studio ideato per un Quaderno di pi\u00f9 agevole lettura. \u00c8 come se il passato pi\u00f9 oscuro non potesse fare altro che continuare ad esistere nel presente e nel futuro nel mondo, sempre tenendo conto di quanto sta nel film di Mangold coerentemente sparso in tutto il film.<br \/>\nRiguardo ai segni per cos\u00ec dire del destino cui si \u00e8 accennato pi\u00f9 sopra: il dottor Potter tiene in mano subito dopo la morte di Tucker la forchetta con cui \u00e8 stato ucciso, come a prendere il testimone a rovescio per essere l\u2019ulteriore morto collegato al pensiero vendicativo di Ben Wade. Pur essendo Potter una bravissima persona, ha tuttavia salvato la vita a McElroy, dispiacendo, implicitamente, a Wade che \u00e8 implacabile nella sua vendetta o giustizia per come la intende lui. Potter \u00e8 inserito anche nel film di Daves, dove per\u00f2 \u00e8 un semi alcolizzato e comunque un beone, diversamente che in Mangold, dove \u00e8 un medico e dove viene messo in risalto il suo cognome: Potter significa, nel contesto mangoldiano, vasaio e di fatto vengono inquadrati in primo piano i suoi vasi di vetro contenenti ossa e parti anatomiche umane viste in soggettiva da McElroy dopo l\u2019estrazione del proiettile dal suo corpo, ma significa anche come verbo <em>to potter<\/em> fare piccoli lavoretti qui e l\u00e0, <em>lavoricchiare<\/em> e questo \u00e8 il significato che il nome del personaggio acquisisce nel contesto del film di Daves. Un dettaglio ulteriore sulla citata preminenza della vendetta su ogni altro sentimento in Ben Wade: vediamo come Dan e suo figlio William si occupino molto umanamente, pur nei limiti del possibile, di Potter non lasciandolo morire da solo a terra, unico ferito a morte, mentre tutto il gruppo oltrepassa il tunnel. Padre e figlio lo ringraziano per avere permesso la fuga con il suo intervento provvidenziale, mentre da Wade non viene nessuna parola, come se il fatto non fosse accaduto, sebbene egli stesso sia stato liberato da una brutta fine proprio grazie all\u2019audace intervento di Potter e questa assenza di una parola di riconoscenza da parte di Ben Wade parla di per s\u00e9 della personalit\u00e0 di Ben Wade. Un dettaglio anche importante: doc Potter \u00e8 un buono, come Dan Evans, e muore come Dan Evans, come nello scetticismo di Mangold sulle vicende dell\u2019esistenza umana. Tornando a McElroy, \u00e8 il primo che si avvicina a Tucker gi\u00e0 morto n on per evitare per evitare che Wade continui a infierire \u2013 non si occupa di Tucker in nessun modo \u2013, ma per infierire a sua volta su Ben Wade e in ci\u00f2 si presenta comunque quasi come erede pi\u00f9 diretto della sua morte per mano del bandito, ci\u00f2 che accadr\u00e0 realmente. Una nota anche sul nome Byron McElroy scelto per il personaggio, che \u00e8 uno dei pi\u00f9 feroci delinquenti. Byron originariamente deriva dall\u2019antico anglosassone <em>stalla<\/em> e McElroy significa<em> figlio del re<\/em>, indicanti situazioni in apparente contrasto, ma nel contesto del film, come critica ai titoli nobiliari circa le loro origini, viene alluso alle stalle come origine di titoli come re e figli di re e simili. Anche Prince, Principe, nel contesto mangoldiano, rientra con il suo nome anche nella critica sociale antinobiliare essendo il personaggio un bandito e non solo come gi\u00e0 in Leonard e Daves come <em>primo<\/em> nell\u2019amicizia con Ben Wade. Sottolineando sempre: tutto ci\u00f2 secondo quanto sta nel contesto del personaggio nelle tre opere e dell\u2019ampia critica sociale espressa nel messaggio del film di Mangold.<br \/>\nCome test\u00e9 accennato, la vendetta di Ben Wade \u00e8 un percorso importante tra le pieghe inconsce della sua personalit\u00e0 nel messaggio del film, cos\u00ec che, ad esempio, risulta vero che la sua arma sia maledetta come lo \u00e8 egli stesso, sfortunato negli eventi della sua infanzia quando essi non erano ancora frutto delle sue azioni. La vendetta nella personalit\u00e0 di Ben Wade \u00e8 la giustizia retta dai giustizieri, da coloro che sono fuori dalla legalit\u00e0, ci\u00f2 che \u00e8 una vera maledizione soprattutto per chi la agisca in prima persona e per la societ\u00e0 stessa. Di fatto, la strage ai danni della sua banda compiuta da Wade per vendetta alla fine della vicenda anche nell\u2019illusoria credenza di eliminare cos\u00ec, facilmente, il suo passato di bandito, come avrebbe voluto gi\u00e0 dagli inizi del film, risuona come se chi sia stato nella sua esistenza giovanile lunghi anni fuori dalla Legge, come gi\u00e0 accennato, non possa mai pi\u00f9 rientrarvi anche volendo, quasi per una nemesi che contempli raramente eccezioni. E certo \u00e8 un po\u2019 difficile ritenere che le uccisioni di Wade di tutti i suoi compagni, attuate per vendetta esse stesse o per liberarsene, possano veramente introdurre una vita nuova per lui nell\u2019onest\u00e0, si tratta comunque di compagni, anche se di sventura, che sono stati, pur feroci banditi esclusi dalla societ\u00e0, sempre ai suoi ordini comunque anche nella circostanza di doverlo liberare dal treno per Yuma \u2013 solo Prince \u00e8 contravvenuto propriamente all\u2019ordine di non sparare per motivi di cui pi\u00f9 sopra e che sono ascrivibili, sebbene non affatto giustificabili in nessun modo, alla pi\u00f9 cocente delusione affettiva. Vorrei soffermarmi su un dettaglio importante sul quale il regista porta l\u2019attenzione lungo tutto il film. Si tratta, come gi\u00e0 accennato, del revolver di Ben Wade, un\u2019arma nera che ha una molto visibile croce cristiana, che pare di avorio, istoriata sull\u2019impugnatura. Quando Tucker si impossessa dell\u2019arma di Ben Wade una volta fatto prigioniero, il capo dei banditi gli dice di fare attenzione in quanto si tratta di un\u2019arma maledetta, al che l\u2019altro sorride con noncuranza. Nel film si vede qui e l\u00e0 che tale arma maledetta passa in mani di altra persona poco raccomandabile che viene uccisa da Charlie Prince, cos\u00ec che altri banditi la sottraggono al morto. Alla fine l\u2019arma maledetta ritorna, passando dalle mani di alcuni banditi che se la lanciano affinch\u00e9 Charlie Prince la lanci a sua volta a Ben Wade, appunto nelle mani del capobanda, che la adopera per uccidere il suo braccio destro e l\u2019intera sua banda. La maledizione sta nel comportamento del bandito che quando ne viene nuovamente in possesso, fa una strage dei suoi compagni e ammazza anche Charlie Prince, come \u00e8 suo costume uccidere. E qui sta ci\u00f2 su cui vorrei soffermarmi in particolare. Ben Wade consegna l'arma alle Autorit\u00e0, ai rappresentanti della Giustizia, quando \u00e8 salito spontaneamente, in ricordo di Dan Evans ormai morto, sul treno che lo condurr\u00e0 a Yuma, dove, se non fuggir\u00e0, verr\u00e0 giustiziato per i suoi tanti delitti. Consegnando l\u2019arma maledetta, Ben Wade si libera definitivamente della maledizione ad essa intrinseca e ci\u00f2 potrebbe far pensare a una sua redenzione. A parte altri dettagli da cui non risulta con chiarezza una possibile redenzione, bens\u00ec la cosa resta incerta e quasi opposta, si tratta, ricordiamolo, del fatto che la maledizione coinvolge la croce cristiana sull\u2019impugnatura, proprio dove si afferra l\u2019arma per sparare, uccidere -vedi pi\u00f9 sopra il cenno alle Crociate indette in nome di Dio. Implicitamente Ben Wade potr\u00e0 ancora servirsi di un'arma, magari senza l'istoriazione della croce cristiana,\u00a0 non comune, se non unica, senz'altro rara. Ma c\u2019\u00e8 anche un'ulteriore possibilit\u00e0 esegetica, meno evidente o almeno non immediatamente evidente, del tutto diversa e molto coerentemente in tema con lo scetticismo di James Mangold. Il fatto, del tipo dell\u2019ossimorica evidenza nascosta che sfugge alla percezione cosciente, \u00e8 che la maledizione intrinseca a quell\u2019arma viene data al potere, alle Autorit\u00e0, ossia non viene cancellata in nessun modo, ossia ancora: l'arma non viene buttata via, viene consegnata cos\u00ec com\u2019era, nera e con la croce bianca cristiana. La Giustizia non la adoperer\u00e0, diciamo la toglier\u00e0 dall'uso e via dicendo con belle speranze? Non c\u2019\u00e8 nessun indizio nel film a nessun livello semantico bench\u00e9 minimo che possa far prevedere a ragione un tale comportamento, ci sono invece, nella totale penombra, quasi celatamente, le mani di un rappresentante del potere che la prendono in affidamento per cos\u00ec dire. La maledizione passa quindi al potere, una maledizione fatta di possibilit\u00e0 pi\u00f9 o meno legalizzata di uccidere e ci\u00f2 nell\u2019alleanza con i rappresentanti del potere religioso, di cui la croce testimonia - sto analizzando la semantica del finale, le idee di Mangold. E certo \u00e8 valida, visto il generale contesto nel film, l\u2019associazione a quanto l\u2019illuminista per eccellenza Voltaire aveva ritenuto, ossia che il popolo avesse diritto alla ribellione solo ed esclusivamente qualora si ripetesse l\u2019alleanza del potere politico con la Chiesa, alleanza che l'Illuminismo aveva spazzato via con l'eliminazione del diritto divino di governare - sul colore nero dell'arma le simbologie sono per cos\u00ec dire autoevidenti, senza bisogno di nessun chiarimento. Un finale molto disilluso, ma queste sono comunque alcune delle idee di James Mangold relative a uno dei numerosi temi presentati nel suo complesso e interessantissimo film.<br \/>\nCos\u00ec, con un pensiero che lascia le porte socchiuse a vari destini, termina il film di James Mangold, molto interessante e anche bellissimo come risulta dalla cura estetica di tutti i particolari della rappresentazione.<br \/>\nTralasciando ulteriori dettagli e concludendo in sintesi, abbiamo messo in evidenza il particolare stile di James Mangold la cui specialit\u00e0 precipua consiste nell\u2019esprimere i temi pi\u00f9 profondi quasi offuscandoli attraverso la distanza tra le associazioni specifiche dei singoli temi cos\u00ec da rendere l\u2019identificazione degli stessi, pur possibile, tuttavia meno immediata, offuscamento del profondo che va a vantaggio della comprensione di quanto emerge in superficie. In questo studio \u00e8 stata data un\u2019analisi del doppio aspetto della semantica che informa e costruisce il film di Mangold \u2013 pi\u00f9 complesso del film di Delmer Daves, dai temi semplici e consequenziali, temi precisamente delimitati e identificabili, di sentimenti intensi e a lieto fine. Un film di James Mangold non a lieto fine dove i buoni soccombono, un film di notevole spessore e articolazione concettuale come \u00e8 stato esplicitato, in cui domina l\u2019ineluttabilit\u00e0 del reale, che vince su tutti i sogni di qualsiasi tipo, anche sui pi\u00f9 onorevoli ideali di bont\u00e0 e di onest\u00e0 che, presentati nella loro splendida apparenza, trovano un limite insuperabile nel pi\u00f9 profondo scetticismo di James Mangold sulla natura umana.<\/p>\n<p>RITA MASCIALINO<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-3977\" src=\"http:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Rita-37-copia-1-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Rita-37-copia-1-scaled.jpg 1717w, https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Rita-37-copia-1-768x1145.jpg 768w, https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Rita-37-copia-1-1030x1536.jpg 1030w, https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Rita-37-copia-1-1373x2048.jpg 1373w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagine settembre 2022: Studio Fotografico Valentina Venier | Udine Via Grazzano 38<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il film &#8216;3: 10 to Yuma&#8217; in James Mangold (2007) e Delmer Daves (1957)&#8221; di Rita Mascialino (parte di questo studio \u00e8 apparsa anche in (CLSD) \u00abLunigiana Dantesca\u00bb N. 218, ottobre 2025, Rubrica di critica cinematografica &#8216;La Settima Arte&#8217;) 3:10 to Yuma (2007), Quel treno per Yuma, \u00e8 un film per la regia di James [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[39],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4477"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4477"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4477\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4584,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4477\/revisions\/4584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ritamascialino.com\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}